L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Sconvolta, Egeanin fece cadere la sedia scattando in piedi, e sferrò allo stomaco di Domon un pugno quasi troppo veloce per essere visto. In qualche modo Domon afferrò il pugno con la grande mano, lo torse — vi fu un momento confuso in cui sembrò che cercassero di agganciarsi le caviglie con i piedi, Egeanin tentò di colpirlo alla gola — poi la donna si ritrovò con il viso in terra, il piede di Domon fra le scapole e il braccio teso verso il ginocchio dell’uomo. Malgrado tutto lei riuscì a prendere il pugnale.
Elayne scagliò flussi d’Aria contro i due ancora prima di rendersi conto di aver abbracciato saidar, bloccandoli nelle loro posizioni. «Cosa significa tutto questo?» chiese con il miglior tono freddo che trovò.
«Come osi, mastro Domon?» La voce di Nynaeve era ugualmente gelida. «Rilasciala!» Con più calore e preoccupata aggiunse: «Egeanin, perché hai cercato di colpirlo? Ti ho detto di rilasciarla, Domon!»
«Non può, Nynaeve» Elayne desiderava che l’altra donna potesse almeno vedere i flussi senza essere arrabbiata. La donna aveva provato a colpirlo per prima. «Perché, Egeanin?»
La donna rimase distesa a occhi chiusi e bocca tesa, le nocche delle dita erano bianche per quanto stringeva forte il pugnale.
Domon guardò furioso da Elayne a Nynaeve, la strana barba nello stile di Illian quasi dritta. Elayne gli aveva lasciata libera solamente la testa. «Questa donna è Seanchan!» gridò.
Elayne si scambiò delle occhiate di stupore con Nynaeve. Egeanin? Seanchan? Era impossibile, doveva essere impossibile.
«Ne sei certo?» chiese lentamente Nynaeve, con calma. Sembrava sbalordita quanto Elayne.
«Non dimenticherò mai quel viso» rispose con fermezza Domon. «Il capitano di una nave. Fu lei a portarmi a Falme con la mia imbarcazione, prigioniero dei Seanchan.»
Egeanin non fece alcuno sforzo per negarlo. Si limitava a restare distesa con il pugnale in mano. Seanchan. Ma mi piace! pensò Elayne.
Con cautela Elayne mosse i flussi di Aria per scoprire la mano del pugnale di Egeanin fino al polso. «Lascialo, Egeanin» disse inchinandosi vicino alla donna. «Per favore.» Dopo un momento la mano di Egeanin si aprì. Elayne raccolse il pugnale e si fece indietro, liberandola completamente dai flussi. «Lascia che si alzi, mastro Domon.»
«È una Seanchan, signora» protestò «e dura come le punte di ferro.»
«Lasciala alzare.»
Borbottando, lasciò il polso di Egeanin, allontanandosi velocemente come se si aspettasse un altro attacco. La donna dai capelli scuri — la donna seanchan — rimase ferma in piedi. Si massaggiò la spalla che Domon le aveva storto guardandolo pensierosa, lanciò un’occhiata alla porta, quindi sollevò la testa e attese con esteriore calma apparente. Era difficile non continuare ad ammirarla.
«Seanchan» gridò Nynaeve. Afferrò una manciata di treccine, quindi le guardò stranamente e le lasciò andare, ma le sopracciglia erano ancora aggrottate e gli occhi duri. «Seanchan! Essere subdola per ottenere amicizia! Credevo che foste tutti tornati da dove eravate venuti. Perché ti trovi qui, Egeanin? Il nostro incontro è stato davvero casuale? Perché sei venuta a cercarci? Avevi intenzione di attirarci da qualche parte dove le tue sporche sul’dam potevano chiudere i loro guinzagli attorno alle nostre gole?» Gli occhi di Egeanin si allargarono di una frazione. «Oh, sì» esclamò dura Nynaeve. «Sappiamo di voi Seanchan e le vostre sul’dam e Damane. Ne sappiamo più di te. Imprigionate donne che possono incanalare, ma anche quelle che usate per controllarle possono incanalare, Egeanin. Per ogni donna che può incanalare alla quale avete messo il guinzaglio come un animale, camminate accanto ad altre dieci o venti senza nemmeno accorgervene.»
«Lo so» rispose semplicemente Egeanin, e Nynaeve rimase a bocca aperta.
Elayne pensò che gli occhi le sarebbero saltati fuori dalle orbite. «Lo sai?» Sospirò e proseguì con un tono stridulo e incredulo. «Egeanin. penso che tu stia mentendo. Non ho incontrato molte Seanchan prima d’ora e mai per più di alcuni minuti, ma conosco qualcuna che lo ha fatto. I Seanchan non odiano le donne che possono incanalare, pensano che siano animali. Non la prenderesti così facilmente se lo sapessi, o se anche lo credessi.»
«Le donne che possono indossare il bracciale sono donne che possono imparare a incanalare» spiegò Egeanin. «Non sapevo che si potesse imparare — mi era stato insegnato che una donna poteva oppure no — ma quando mi avete detto che le ragazze devono essere guidate se non sono nate con il talento, ci ho pensato sopra. Posso sedermi?» Era davvero fredda.
Elayne annuì e Domon sollevò la sedia di Egeanin, restandole alle spalle mentre questa si sedeva. Guardandolo, la donna dai capelli scuri gli disse: «Non eri un... avversario... così difficile da battere, l’ultima volta che ci siamo incontrati.»
«All’epoca avevi venti soldati armati sul mio ponte e una Damane pronta a spaccare la mia nave a metà con il Potere. Solo perché posso pescare uno squalo dalla barca non mi offro di combatterlo in acqua.» Sorprendentemente le sorrise, strofinandosi un fianco dove probabilmente la donna lo aveva colpito senza che Elayne vedesse. «Nemmeno tu sei facile da battere come pensavo saresti stata senza armatura e spada.»
Il mondo della donna doveva essere stato messo a soqquadro dal suo stesso ragionare, ma stava affrontando la cosa come un dato di fatto. Elayne non riusciva a immaginare cosa poteva sconvolgere a quel modo il suo mondo, ma sperava che se mai lo avesse scoperto avrebbe trovato il modo di affrontarlo con la calma di Egeanin. Devo smettere di farmela piacere. È una Seanchan. Mi avrebbero messo il collare al collo come un animale domestico se avessero potuto. Luce, come fai a smettere di farti piacere qualcuno? si chiedeva Elayne.
Nynaeve non sembrava essere in tale difficoltà. Puntando i pugni sul tavolo, si chinò verso Egeanin con tale fierezza che le treccine caddero fra le ciotole. «Perché ti trovi qui a Tanchico? Pensavo che foste fuggiti tutti dopo Falme. E perché hai cercato di conquistarti la nostra fiducia come qualche serpente mangiatore di uova? Se credi di poterci mettere un collare, pensaci ancora!»
«Quella non è mai stata mia intenzione» rispose rigida Egeanin. «Tutto quello che volevo da voi era imparare cose sulle Aes Sedai. Io...» Per la prima volta sembrò esitante, insicura. Comprimendo le labbra guardò da Nynaeve a Elayne e scosse il capo. «Non siete collie mi è stato insegnato. Che la Luce risplenda su di me, mi... piacete.»
«Ti piacciamo.» Nynaeve lo fece sembrare un crimine. «Questo non risponde a nessuna delle mie domande.»
Egeanin esitò ancora, quindi sollevò il capo sfidandole a fare del loro peggio. «A Falme è stato lasciato indietro un certo numero di sul’dam. Alcune hanno disertato dopo il disastro. Alcuni di noi sono stati inviati per riportarle indietro. Io ne ho trovata solamente una, ma ho scoperto che un a’dam poteva trattenerla.» Vedendo che Nynaeve stringeva i pugni aggiunse velocemente: «L’ho lasciata andare la scorsa notte. La pagherò cara se verrà scoperto, ma dopo aver parlato con voi non potevo...» Facendo una smorfia scosse di nuovo il capo. «Questo è il motivo per cui sono rimasta con voi dopo che Elayne aveva rivelato la vostra identità. Sapevo che Bethamin era una sul’dam. Scoprire che l’a’dam poteva trattenerla, che poteva... dovevo sapere, capire, riguardo le donne che possono incanalare.» Inspirò profondamente. «Cosa intendete fare di me?» Le mani appoggiate sul tavolo non tremavano.
Nynaeve aprì la bocca furiosa, quindi la richiuse lentamente. Elayne capiva la sua difficoltà. Forse adesso Nynaeve odiava Egeanin, ma cosa ne avrebbero fatto? Non sembrava che avesse commesso dei crimini a Tanchico, e in ogni caso la Vigilanza Civile non pareva interessata ad altro che a salvarsi la pelle. Era una Seanchan, aveva usato sul’dam e Damane, ma, d’altro canto, proclamava anche di aver liberato questa Bethamin. Per quale crimine avrebbero potuto punirla? Per aver rivolto loro delle domande alle quali avevano risposto liberamente? Perché la donna se le era ingraziate?