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L'ascesa dell'Ombra

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L'ascesa dell'Ombra
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Rhuarc estrasse la pipa dal cannello corto e il sacchetto del tabacco, caricò il fornello e quindi passò il sacchetto del tabacco a Mat, che aveva tirato fuori la sua pipa d’argento. «Alcuni hanno preso a cuore la notizia della tua venuta, Rand al’Thor, e sembra sia accaduto velocemente. Lian mi ha raccontato di voci su Jheran, capoclan degli Aiel Shaarad, e di Bael dei Goshien, che sono già ad Alcair Dal. Erim, dei Chareen, sta arrivando.» Rhuarc permise a una giovane gai’shain slanciata di accendergli la pipa con un rametto. Dal modo in cui si muoveva, con una grazia differente da quella degli altri uomini e donne vestiti di bianco, Rand sospettava che fino a non molto tempo prima fosse stata una Fanciulla della Lancia. Si chiese quanto tempo sarebbe dovuto passare perché assumesse un aspetto remissivo e umile.

Mat sorrise alla donna quando si inchinò per accendergli la pipa, lo sguardo dagli occhi verdi che gli rivolse da sotto al cappuccio non era affatto remissivo e gli rimosse il sorriso dal volto. Irritato, rotolò sullo stomaco e un sottile filo di fumo azzurrognolo salì dalla pipa. Peccato che non vide la soddisfazione sul viso della donna svanire dopo uno sguardo di Amys: la giovane donna dagli occhi verdi corse via come se si vergognasse oltre ogni limite. E Aviendha, che odiava così tanto aver dovuto rinunciare alla lancia, che ancora si vedeva come una sorella di lancia di una Fanciulla di qualsiasi clan...? Aggrottò le sopracciglia guardando la gai’shain che andava via, quasi come comare al’Vere avrebbe guardato furiosa qualcuno che aveva sputato per terra. Egwene era la sola con un po’ di simpatia negli occhi, almeno la sola che Rand notò.

«I Goshien e gli Shaarad» mormorò fissando il vino. Rhuarc gli aveva spiegato che ogni capoclan avrebbe portato con sé qualche guerriero alla Conca Dorata, per un motivo d’onore, e ogni capo setta avrebbe fatto lo stesso. Tutti insieme, forse poteva significare un migliaio da ogni clan. Dodici clan. Dodicimila uomini e Fanciulle, tutti legati da quel loro strano senso dell’onore e pronti a danzare le lance se un gatto starnutiva. Forse sarebbero stati anche di più per via della fiera. Guardò in alto. «Fra loro c’è un antagonismo, vero?» Rhuarc e Lian annuirono. «Mi hai spiegato che qualcosa di simile alla Pace del Rhuidean vale anche ad Alcair Dal, Rhuarc, ma ho visto come la Pace ha trattenuto Couladin e gli Shaido. Forse sarebbe meglio se andassi subito. Se i Goshien e gli Shaarad cominciano a combattere... Una cosa simile potrebbe essere contagiosa. Io voglio tutti gli Aiel con me, Rhuarc.»

«I Goshien non sono Shaido» osservò dura Melaine, scuotendo i capelli rossi come una leonessa.

«Nemmeno gli Shaarad» la voce acuta di Bair era più lieve di quella della donna giovane, ma non meno precisa. «Jheran e Bael potrebbero tentare di uccidersi prima che facciano ritorno alle loro fortezze, ma non ad Alcair Dal.»

«Ma questo non risponde alla domanda di Rand al’Thor» puntualizzò Rhuarc. «Se ti rechi ad Alcair Dal prima che giungano tutti i capiclan, quelli che non sono ancora arrivati perderanno l’onore. Non è un buon sistema per annunciare che sei il Car’a’carn, disonorare uomini ai quali chiederai di seguirti. I Nakai sono i più lontani. Un mese e tutti saranno ad Alcair Dal.»

«Meno» specificò Seana scuotendo la testa. «Ho camminato due volte nei sogni di Alsera, e mi ha detto che Bruan vuole correre per tutto il tragitto dalla fortezza di Shiagi. Meno di un mese.»

«Un mese prima che tu ti metta in cammino, per essere sicuri» si rivolse Rhuarc a Rand. «Quindi tre giorni per raggiungere Alcair Dal. Forse quattro. Per allora tutti saranno lì.»

Un mese. Si strofinò il mento. Troppo. Troppo tempo e nessuna scelta. Nelle storie le cose vanno sempre come ha progettato l’eroe quando lui vuole che accadano. Nella vita reale raramente andava così, anche per un ta’veren il quale in teoria era favorito dalle Profezie che dovevano lavorare per lui. Nella vita reale era una magra speranza, e una fortuna quando trovavi più di mezza pagnotta se te ne serviva una sana. Eppure una parte dei suoi piani stava seguendo il corso sperato. La parte più pericolosa.

Moiraine, sdraiata fra Lan e Amys, sorseggiava pigramente il vino, gli occhi socchiusi come se fosse assonnata. Rand non ci credeva. Vedeva tutto, sentiva tutto. Ma adesso non aveva da dire nulla che lei non dovesse ascoltare. «Quanti resisteranno, Rhuarc? E quanti si opporranno? Vi hai accennato, ma non lo hai mai detto con certezza.»

«Non posso esserne sicuro» rispose il capoclan fumando. «Quando mostrerai i Draghi ti riconosceranno. Non c’è modo di imitare i Draghi del Rhuidean.» L’occhio di Moiraine aveva tremato? «Tu sei quello della profezia. Ti sosterrò, come anche Bruan, Dhearic, degli Aiel Reyn. Gli altri...? Sevanna, la moglie di Suladric, porterà gli Shaido. visto che non hanno un capoclan. È giovane per essere padrona di una fortezza, senza dubbio le dispiacerà di tornare a essere padrona di un solo tetto e non dell’intera fortezza quando verrà scelto qualcuno per rimpiazzare Suladric. Sevanna è furba e sleale più di qualsiasi Shaido. Ma anche se non creasse dei problemi, sai che Couladin lo farà. Si comporta come un capoclan e alcuni Shaido lo seguirebbero anche se non è entrato nel Rhuidean. Gli Shaido sono abbastanza sciocchi da fare una cosa simile. Han, dei Tomanelle, potrebbero muoversi in qualsiasi direzione. È un uomo spinoso, difficile da conoscere e difficile da trattare...»

Si interruppe quando Lian mormorò: «Ce n’è un altro, allora?» Rand non credeva che il capoclan avrebbe dovuto sentire. Amys nascose un sorriso dietro la mano e la sorella moglie affondò innocentemente il viso nella coppa di vino.

«Come stavo dicendo,» continuò Rhuarc aggrottando le sopracciglia rassegnato guardando da una moglie all’altra, «non è una faccenda di cui si possa essere sicuri. La maggior parte ti seguirà. Forse tutti. Forse anche gli Shaido. Abbiamo atteso per tremila anni l’uomo marchiato con due Draghi. Quando mostrerai le braccia, nessuno dubiterà che sei quello inviato a unirci nuovamente.» E a spezzarli, ma non lo menzionò. «L’interrogativo è come decideranno di reagire.» Si batté sui denti con il cannello della pipa per un momento. «Non vuoi cambiare idea e indossare il cadin’sor?»

«Per dimostrare cosa, Rhuarc? Che faccio finta di essere Aiel? Tanto vale vestire Mat da Aiel.» Mat tossì. «Non farò finta. Sono quello che sono, devono prendermi per quello che sono.» Rand sollevò i pugni, le maniche della giubba calarono abbastanza da scoprire le teste con la criniera dorata sul dorso dei polsi. «Questi sono la prova. Se non sono abbastanza, allora nulla lo è.»

«Dove intendi guidare le lance in guerra ancora una volta?» chiese improvvisamente Moiraine, e Mat tossì nuovamente, togliendosi di scatto la pipa di bocca per fissarla. Gli occhi scuri non erano più socchiusi.

Rand strinse forte i pugni fino a far scrocchiare le nocche.

Cercare di fare il furbo con lei poteva essere pericoloso, avrebbe dovuto impararlo da molto tempo. La donna si rammentava ogni parola che sentiva, la archiviava, catalogava ed esaminava fino a quando ne capiva il significato.

Rand si alzò lentamente. Tutti lo guardavano. L’espressione di Egwene era anche più preoccupata di quella di Mat, ma gli Aiel guardavano e basta. Parlare di guerra non li metteva in agitazione. Rhuarc sembrava... pronto. E il viso di Moiraine era di una calma glaciale.

«Se volete scusarmi» disse Rand «vorrei camminare un po’.»

Aviendha si mise in ginocchio ed Egwene si alzò, ma nessuna delle due lo seguì.

50

Trappole

Rand si trovava fuori a fissare la gola, sul sentiero lastricato fra la casa di mattoni gialli e la terrazza con il giardino degli ortaggi, senza vedere molto oltre le ombre pomeridiane che avanzavano. Se solo poteva fidarsi del fatto che Moiraine non lo avrebbe consegnato alla Torre legato a un guinzaglio — non aveva dubbi che poteva farlo, senza nemmeno usare il Potere una volta —, se le concedeva anche un solo millimetro. Quella donna poteva dirigere un toro attraverso la tana di un topo senza che questi se ne accorgesse. Ma Rand poteva usarla. Luce, sono pessimo quanto lei. Usare gli Aiel. Usare Moiraine. Se solo potessi fidarmi di lei, pensava.

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