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Crociata spaziale [The High Crusade - it]

Электронная книга - «Crociata spaziale [The High Crusade - it]». Краткое содержание книги:

La favolosa età del Medio Evo si interseca ai viaggi intergalattici in un complesso misterioso e avvincente. Dalle profondità del cosmo, durante l’era delle Crociate, discende, presso una cittadino della Gran Bretagna, una potente astronave, i cui occupanti, esseri mostruosi, sono vinti da un gruppo di Crociati in attesa di partire per liberare il Santo Sepolcro. Essi si impadroniscono del vascello spaziale, e congetturano di usarlo per recarsi in Terra Santa. Per il tradimento di uno dei mostri superstiti che avrebbe dovuto pilotare l’astronave, i Terrestri si trovano proiettati nello spazio e devono conquistare il pianeta di origine dei Galattici. Avventura del tutto nuova che interesserà per lo spirito di abnegazione e per il coraggio di coloro che intensamente la vivono.

Nominato per premio Hugo in 1961.
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I Wersgorix lanciarono un hurrà di sfida e si buttarono all’attacco. Nella ribollente confusione del nostro campo sentii il Capitano degli arcieri lanciare un ordine, quindi uno stormo di grigie piume d’oca si levò verso il cielo come un fruscio di venti poderosi per poi abbattersi orribilmente sui Wersgorix.

Mentre la prima salve di frecce era ancora in volo, già partiva la seconda. Una freccia che abbia tanta forza dietro di sé, è un’arma tremenda che perfora un corpo e ne esce dall’altra parte con la testa tagliente tutta sanguinolenta. Adesso anche le balestre, più lente ma ancora più potenti, cominciarono a falciare gli attaccanti più vicini. Penso che in quei pochi istanti della loro carica, i Wersgorix avessero perso almeno la metà dei loro effettivi.

Tuttavia, ostinati quasi quanto degli Inglesi, continuarono la corsa fino al bastione. E qui c’erano ad attenderli i nostri fanti. Le donne continuavano a sparare a ripetizione, abbattendo una buona fetta di nemici. Quelli che erano arrivati troppo vicini per poter usare i fucili, si trovarono di fronte asce, lance, falcetti, mazze chiodate, pugnali e spade.

Nonostante le terribili perdite, i Wersgorix erano ancora due o tre volte più numerosi di noi. Ma la lotta era davvero impari per loro, privi com’erano di armatura. La loro unica arma in quel corpo a corpo era un coltello attaccato in cima alla canna del fucile, a mo’ di rozza lancia,… o il fucile stesso usato come clava. Qualcuno aveva anche pistole a palla che ci provocarono delle perdite, ma di regola, quando un muso azzurro sparava contro un inglese, sbagliava il colpo perfino a distanza così ravvicinata in quella confusione. E, prima che potesse far fuoco di nuovo, l’inglese gli aveva già aperto la pancia con un colpo d’alabarda.

Quando arrivò la nostra cavalleria, assalendo la fanteria wersgoriana alle spalle e falciandola senza pietà, fu la fine. Il nemico ruppe i ranghi e si volse in fuga senza badare se per farlo calpestava i propri camerati, tanto era l’orrore che li accecava. I cavalieri li inseguirono lanciando trionfanti richiami di caccia. E, quando il nemico fu sufficientemente lontano, i nostri grandi archi scaricarono una nuova salve di frecce.

Tuttavia, molti di coloro che sarebbero stati trafitti dalle lance riuscirono a fuggire, perché Sir Roger vide i pesanti carri che ritornavano goffamente in azione assetati di vendetta e si ritirò coi suoi uomini. Per grazia di Dio, io ero così impegnato coi feriti che mi venivano portati, che non seppi nulla di quel momento in cui i nostri capi pensarono che comunque eravamo stati sconfitti.

Perché l’attacco dei Wersgorix non era stato privo di conseguenze, infatti era servito a mostrare ai carri tartaruga come evitare le fosse che avevamo scavato. E adesso, quei giganti di ferro tornavano ad attraversare quel campo ormai trasformato in una fanghiglia rossastra e sapevamo bene che nulla avrebbe potuto fermarli.

Le spalle di Thomas Bullard si accasciarono quando vide quella scena dal punto in cui si trovava a cavallo accanto all’insegna baronale.

«Be’,» sospirò, «abbiamo dato tutto quello che potevamo dare. Adesso chi mi seguirà nella carica per mostrare ai musi azzurri come sanno morire gli Inglesi?»

Il viso stanco di Sir Roger assunse un’espressione grave.

«Il nostro compito è ben più difficile, amici», disse. «Noi avevamo ragione di rischiare la vita quando c’era una speranza di vittoria, ma ora che vediamo incombere la sconfitta, non abbiamo il diritto di sprecare le nostre vite. Noi dobbiamo vivere, come schiavi se sarà il caso, affinché le nostre donne ed i nostri bambini non debbano ritrovarsi soli su questo mondo infernale.»

«Per le ossa del Signore!», gridò Sir Brian Fitz-William. «Siete diventato un codardo?»

Le narici del Barone palpitarono.

«Mi avete sentito,», disse, «noi rimaniamo qui.»

E poi… ecco! Fu come se Dio in persona fosse venuto a dare una mano ai suoi poveri sostenitori e peccatori. Più luminoso del fulmine si levò un lampo bianco-azzurrino a diverse miglia all’interno della foresta, e fu così vivido che, coloro che guardavano in quella direzione, rimasero accecati per diverse ore. Non c’è dubbio che molti Wersgorix subirono appunto questa conseguenza, perché il loro esercito rivolgeva il volto proprio in quella direzione.

Il rombo che ne seguì buttò giù i cavalieri di sella e fece perfino cadere a terra gli uomini che stavano in piedi. Un turbine di vento ci investì, caldo come il vento di una fornace, e strappò via le tende come stracci al vento. Poi, quando quella collera distruttrice cessò, vedemmo sollevarsi una nube di polvere e fumo che si levò, simile ad un fungo maligno, fino quasi a toccare il cielo. Passarono vari minuti prima che cominciasse a diradarsi, ma le sue nubi permasero per diverse ore.

I carri di guerra lanciati all’attacco, si arrestarono di colpo; loro, al contrario di noi, sapevano bene che cosa significasse quell’esplosione. Era il simbolo della potenza assoluta, di quella distruzione della materia che ancora oggi considero un blasfemo tentativo di manipolare l’Opera di Dio, sebbene il mio Arcivescovo mi abbia citato i testi delle Sacre Scritture per dimostrarmi che qualsiasi arte è lecita se usata a scopo di bene.

Nel campo delle bombe di quel genere, quella esplosa nella foresta non era una molto potente, in quanto era destinata ad annientare tutto ciò che c’era entro un cerchio di mezzo miglio di diametro e produceva una quantità relativamente scarsa di quei veleni che accompagnavano simili esplosioni. Ed era stata fatta esplodere abbastanza distante dal teatro d’azione, appunto per non far male a nessuno.

La bomba tuttavia mise i Wersgorix di fronte ad un crudele dilemma. Se infatti avessero usato un’arma simile per distruggere il nostro campo, anzi se ci avessero distrutto in qualsiasi modo, avrebbero ora potuto aspettarsi una grandine di morte, perché in questo caso la bombarda nascosta non avrebbe più avuto ragione di risparmiare la zona di Ganturath. Così dovettero sospendere l’attacco contro di noi finché non avessero trovato e ridotto alla ragione quel nuovo nemico.

Le loro macchine da guerra tornarono indietro. La maggior parte delle navi volanti che avevano tenuto di riserva si sollevarono in aria e si sparpagliarono in cielo alla ricerca di chi aveva fatto esplodere quella bomba. Nella loro ricerca furono aiutati da un apparecchio (come sapevamo dai nostri studi) che impiegava le stesse forze che si ritrovano in una calamita.

Grazie a poteri che non capisco e che non ho desiderio di capire dal momento che il sapere non è essenziale per la salvezza, e sa anzi tanto di Magia Nera, questo congegno è in grado di individuare le grandi masse metalliche. Così, se una nave volante si fosse trovata nel raggio di un miglio dal suo nascondiglio, qualsiasi cannone sufficientemente grande da sparare una granata di quella potenza sarebbe dovuto venire irrimediabilmente scoperto.

Quel cannone però non fu trovato. Dopo un’ora di attesa piena di tensione, mentre noi Inglesi osservavamo e pregavamo dall’alto delle nostre mura, Sir Roger esalò un profondo sospiro.

«Non vorrei sembrare ingrato,» osservò, «ma io credo che Dio ci abbia aiutati attraverso Sir Owain e non direttamente. Penso che dovremmo trovare il suo gruppo in quella foresta, anche se le navi volanti del nemico non sembrano in grado di farlo. Padre Simon, voi dovete sapere quali sono i migliori cacciatori di frodo della vostra parrocchia…»

«Oh, figlio mio!», esclamò il cappellano, angustiato.

Sir Roger sorrise.

«Io non vi chiedo di rivelarmi i segreti del confessionale. Vi chiedo solo di organizzarmi una squadra dei più abili, come dire… boscaioli, che siano in grado di entrare non visti in quella foresta. Incaricateli di trovare Sir Owain dovunque si trovi e di ordinargli di trattenere il fuoco finché non lo avvertirò io. Non è necessario che mi diciate a chi affiderete questo incarico, Padre.»

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