Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Le Torri di Mezzanotte
Le Torri di Mezzanotte - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
1 ... 225 226 227 228 229 230 231 232 233 ... 267
Перейти на страницу:

Meise iniziò a tirare su col naso, ma nessuno di loro aveva la voglia o la forza di portarla in braccio. A circa un’ora di distanza dal campo dei forestieri, suo marito trovò una cavità in un ripiano roccioso. Vi si sistemarono, non accendendo un fuoco. Non c’era nulla da bruciare.

Norlesh voleva piangere. Ma... provare qualcosa sembrava difficile. «Sono così affamata» sussurrò lei.

«Metterò delle trappole domattina» disse suo marito, fissando le stelle in cielo.

«Sono giorni che non prendiamo nulla» disse lei.

Lui non rispose.

«Cosa faremo?» sussurrò lei. «Non siamo stati in grado di mantenere una casa per il nostro popolo dal tempo di mia nonna Tava. Se ci raduniamo, ci attaccano. Se vaghiamo per il Deserto, moriamo. Nessuno vuole commerciare con noi. Non ci lasciano attraversare le montagne. Cosa faremo?»

La risposta di Metalan fu sdraiarsi e darle le spalle.

Allora per Norlesh giunsero le lacrime, deboli e sommesse. Le colarono giù per le guance mentre si slacciava la camicia per allattare Garivan, anche se non aveva molto con cui allattarlo.

Lui non si mosse. Non si aggrappò a lei. Norlesh sollevò quella piccola sagoma e si rese conto che non stava più respirando. Era morto in qualche punto lungo il tragitto verso la cavità, senza che lei se ne rendesse conto.

La parte più spaventosa era quanto trovasse difficile provare tristezza per quella morte.

Il piede di Aviendha colpì le pietre del selciato. Attorno a lei, la foresta di colonne di vetro scintillava di colore prismatico. Era come stare nel mezzo di un fuoco pirotecnico di un Illuminatore. Il sole era alto nel cielo, la coltre di nubi sorprendentemente svanita.

Lei voleva lasciare questa piazza per sempre. Era pronta per la conoscenza che gli Aiel un tempo avevano seguito la Via della Foglia. Quella conoscenza non era molto preoccupante. Presto avrebbero assolto il loro toh.

Ma questo? Questi relitti infranti e sparpagliati? Persone che non si facevano valere, che supplicavano, che non sapevano come vivere della terra? Sapere che questi erano i suoi antenati era una vergogna che quasi non riusciva a sopportare. Era bene che Rand al’Thor non avesse rivelato questo passato agli Aiel.

Lei poteva fuggire? Scappare dalla piazza e non vedere altro? Se fosse peggiorato ancora, la vergogna l’avrebbe sopraffatta. Purtroppo sapeva che c’era una sola via d’uscita, ora che aveva cominciato.

Digrignando i denti, fece un passo avanti.

Lei era Tava, una quattordicenne che urlava nella notte mentre fuggiva dalla sua casa in fiamme. L’intera vallata — in realtà un canalone, con pareti ripide — andava a fuoco. Ogni edificio in quella fortezza nascente era stato dato alle fiamme. Creature da incubo, con colli sinuosi e ampie ali, svolazzavano nel cielo notturno, portando cavalieri con archi, lance e strane, nuove armi che emettevano un suono sibilante quando venivano azionate.

Tava pianse, cercando la sua famiglia, ma la fortezza era in preda a caos e confusione. Pochi guerrieri aiel resistevano, ma chiunque sollevava una lancia cadeva pochi istanti dopo, ucciso da una freccia o da uno dei tiri invisibili delle nuove armi.

Un Aiel cadde davanti a lei, il suo cadavere che rotolava a terra. Il suo nome era stato Tadvishm, un Cane di Pietra. Era una delle poche società che ancora mantenevano un’identità. Parecchi guerrieri non appartenevano più a una società; diventavano fratelli e sorelle di coloro con cui si accampavano. Fin troppo spesso, quegli accampamenti erano comunque sparpagliati.

Questa fortezza sarebbe dovuta essere differente, segreta, in profondità all’interno del Deserto. Come avevano fatto i loro nemici a trovarli? Un bimbo di soli due anni stava piangendo. Tava si precipitò da lui, raccogliendolo da dove si trovava vicino alle fiamme. Le loro case bruciavano. Il legno era stato recuperato con difficoltà dalle montagne sul margine orientale del Deserto.

Tenne stretto il bimbo e corse verso i recessi più profondi del canalone. Dov’era suo padre? Con un improvviso suono frusciante, una delle creature da incubo atterrò davanti a lei, la folata di vento che le faceva svolazzare la gonna. Un guerriero temibile sedeva sulla schiena della creatura, l’elmo simile alla testa di un insetto, le mandibole affilate e frastagliate. Abbassò il suo bastone sibilante verso di lei. Tava urlò dal terrore, rannicchiandosi attorno al bimbo in lacrime e chiudendo gli occhi.

Il suono sibilante non giunse mai. A un grugnito e a un improvviso stridio della bestia serpentina, lei alzò lo sguardo e vide una figura lottare contro il forestiero. La luce del fuoco mostrò la faccia di suo padre, rasata come dettavano le vecchie tradizioni. La bestia sotto i due uomini sussultò, gettando a terra entrambi.

Pochi momenti dopo, suo padre si alzò, tenendo la spada dell’invasore tra le mani, la sua lama macchiata di scuro. L’invasore non si mosse e dietro di lui la bestia balzò in aria, ululando. Tava alzò lo sguardo e la vide seguire il resto del branco. Gli invasori si stavano ritirando, lasciandosi alle spalle un popolo spezzato con case in fiamme.

Tava abbassò di nuovo lo sguardo. La scena la terrorizzava. Così tanti corpi, a dozzine, giacevano sanguinanti a terra. L’invasore che suo padre aveva ucciso sembrava l’unico nemico caduto.

«Radunate della sabbia!» tuonò Rowahn, suo padre. «Smorzate le fiamme!»

Alto — perfino per un Aiel — con impressionanti capelli rossi, indossava i vecchi abiti marroncini e rossicci, con stivali legati alti alle ginocchia. Quei vestiti contrassegnavano una persona come Aiel, pertanto molti li avevano abbandonati. Essere noti come Aiel significava morte.

Suo padre aveva ereditato i suoi vestiti da suo padre, assieme a un incarico. Segui le vecchie usanze. Ricorda ji’e’toh. Combatti e mantieni l’onore. Anche se erano solo pochi giorni che si trovava nella fortezza, gli altri gli diedero ascolto quando urlò loro di estinguere gli incendi. Tava restituì il bimbo a una madre riconoscente e poi aiutò a raccogliere sabbia e terra.

Poche ore più tardi, una popolazione stanca e coperta di sangue si radunò al centro del canalone, guardando con occhi spenti quello che avevano lavorato mesi per costruire. Era stato spazzato via in una sola notte. Suo padre portava ancora la spada. La usava per indirizzare la gente. Alcuni dei vecchi dicevano che una spada portava sfortuna, ma perché l’avrebbero detto? Era solo un’arma.

«Dobbiamo ricostruire» disse suo padre, passando in rassegna le macerie.

«Ricostruire?» disse un uomo macchiato di fuliggine. «Il granaio è stato il primo a bruciare! Non c’è cibo!»

«Sopravvivremo» disse suo padre. «Possiamo trasferirci più in profondità in Deserto.»

«Non c’è nessun altro posto dove andare!» disse un altro uomo. «L’impero del Corvo ha inviato notizia ai Distanti, e loro ci danno la caccia al confine orientale!»

«Ci trovano ovunque ci raduniamo!» urlò un altro.

«È una punizione!» disse suo padre. «Ma noi dobbiamo resistere!»

La gente lo guardò. Poi, a coppie o a piccoli gruppi, iniziarono ad allontanarsi.

«Aspettate» disse suo padre, sollevando una mano. «Dobbiamo restare assieme, continuare a combattere! Il clan...»

«Noi non siamo un clan» disse un uomo coperto di cenere. «Io posso sopravvivere meglio da solo. Niente più scontri. Ci sconfiggono quando ci battiamo.»

Suo padre abbassò la spada, la sua punta che colpiva il suolo. Tava gli si accostò, preoccupata mentre osservava gli altri allontanarsi nella notte. L’aria era ancora densa di fumo. Gli Aiel che se ne andavano erano ombre che si fondevano con l’oscurità, come turbini di polvere soffiata dal vento. Non si soffermarono a seppellire i loro morti.

Suo padre chinò il capo e lasciò cadere la spada sul terreno ricoperto di cenere.

C’erano lacrime negli occhi di Aviendha. Non c’era vergogna nel piangere per questa tragedia. Lei aveva temuto la verità e non poteva più negarla.

1 ... 225 226 227 228 229 230 231 232 233 ... 267
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)