Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Le Torri di Mezzanotte
Le Torri di Mezzanotte - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
1 ... 229 230 231 232 233 234 235 236 237 ... 267
Перейти на страницу:

«Il Drago ha chiesto pace agli altri» ribatté Alalved. «Ha escluso gli Aiel.»

«Questo è vero» disse Darvin, capo dei Reyn.

«Torneremo alle scorrerie l’uno contro l’altro dopo tutti questi anni a tenere in sospeso le nostre faide di sangue?» chiese Ronam piano. Era un eccellente capoclan, proprio come era stato Rhuarc. Saggio, eppure non intimorito dalla battaglia.

«Quale sarebbe lo scopo?» chiese Shedren, capo degli Aiel Daryne.

Gli altri annuirono. Ma questo sollevava un problema più vasto, uno di cui sua madre aveva parlato spesso. Cosa voleva dire essere Aiel, ora che il loro debito verso il passato era stato onorato, il loro toh come popolo assolto?

«Quanto tempo possiamo aspettare» disse Alalved «sapendo che hanno donne aiel prigioniere con quei loro braccialetti? Sono passati anni e ancora continuano a rifiutare tutte le offerte di pagamento e di baratto! Rispondono alla nostra cortesia con maleducazione e insulti.»

«Noi non siamo fatti per implorare» disse l’attempato Bruan. «Gli Aiel presto diventeranno abitanti delle terre bagnate sazi di latte.»

Tutti annuirono alle sue parole. Il saggio Bruan era sopravvissuto all’Ultima Battaglia.

«Se solo l’imperatrice seanchan...» Ronam scosse il capo e lei seppe cosa stava pensando. La vecchia imperatrice, quella che aveva regnato durante i giorni dell’Ultima Battaglia, era stata considerata una donna d’onore dal padre di Ronam. Era stato quasi raggiunto un accordo con lei, così si diceva. Ma erano passati molti anni dal suo regno.

«A ogni modo,» continuò Ronam «le lance si scontrano; la nostra gente combatte quando si incontra. È la nostra natura. Se i Seanchan non ascoltano la ragione, che motivo abbiamo per lasciarli stare?»

«Questa Pace del Drago non durerà a lungo comunque» disse Alalved. «Schermaglie fra nazioni sono comuni, anche se nessuno ne parla. Il Car’a’carn ha preteso promesse dai monarchi, ma non c’è nulla a farle applicare. Molti abitanti delle terre bagnate non sono vincolati dalla loro parola e temo che i Seanchan li divoreranno mentre bisticciano.»

Ci furono molti cenni di assenso. Solo Darvin e Tavalad non parevano convinti.

Padra trattenne il fiato. Avevano saputo che questo sarebbe successo. Le schermaglie con i Seanchan, l’irrequietezza dei clan. Lei aveva sognato questo giorno, ma l’aveva anche temuto. Sua madre aveva ottenuto grande ji in battaglia. Padra aveva avuto poche occasioni di dar prova di sé stessa.

Una guerra con i Seanchan... quella prospettiva la rinvigoriva. Ma avrebbe significato anche molta morte.

«Cosa dicono i figli del Drago?» chiese Ronam, guardando loro quattro.

Pareva ancora strano che questi anziani chiedessero il suo parere. Lei controllò saidar, confortevole sul fondo della sua mente, e attinse forza da esso. Cosa avrebbe fatto senza?

«Io dico che dobbiamo riprenderci i nostri che sono trattenuti dai Seanchan» disse Marinna. Si stava addestrando per diventare una Sapiente.

Alarch pareva incerto e lanciò un’occhiata a Janduin. Alarch si rimetteva spesso a suo fratello.

«Gli Aiel devono avere uno scopo» disse Janduin annuendo. «Siamo inutili così come siamo, e non abbiamo stipulato alcuna promessa di non attaccare. È un testamento alla nostra pazienza e al rispetto per mio padre aver aspettato così a lungo.»

Gli occhi si voltarono verso Padra. «Sono nostri nemici» disse lei.

Uno a uno, gli uomini nella stanza annuirono. Pareva un evento così semplice per porre fine ad anni di attesa.

«Andate dai vostri clan.» Ronam si alzò in piedi. «Preparateli.»

Padra rimase seduta mentre gli altri dicevano i loro addii, alcuni cupi, altri eccitati. Diciassette anni era un tempo troppo lungo perché gli Aiel rimanessero senza combattere.

Presto la tenda fu vuota tranne per Padra. Attese, fissando il tappeto davanti a lei. Guerra. Era eccitata, ma un’altra parte di lei era fosca. Si sentiva come se avesse indirizzato i clan su un sentiero che li avrebbe cambiati per sempre.

«Padra?» chiese una voce.

Si voltò e vide Ronam in piedi sull’ingresso della tenda. Arrossì e si alzò in piedi. Anche se lui era di dieci anni più vecchio di lei, era piuttosto bello. Lei non avrebbe mai abbandonato la lancia, naturalmente, ma se l’avesse fatto...

«Sembri preoccupata» disse lui.

«Stavo semplicemente pensando.»

«Ai Seanchan?»

«A mio padre» rispose lei.

«Ah.» Ronam annuì. «Ricordo la prima volta che venne alla Fortezza delle Rocce Fredde. Ero molto giovane.»

«Quale fu la tua impressione di lui?»

«Era un uomo notevole» disse Ronam.

«Nient’altro?»

Lui scosse il capo. «Sono spiacente, Padra, ma non trascorsi molto tempo con lui. Il mio sentiero mi guidò altrove. Ho... sentito cose da mio padre, però.»

Lei inclinò la testa.

Ronam si voltò e guardò fuori dai lembi aperti della tenda, verso l’erba verde al di là. «Mio padre definiva Rand al’Thor un uomo intelligente e un grande condottiero, ma uno che non sapeva cosa fare con gli Aiel. Ricordo che diceva che, quando il Car’a’carn era in mezzo a noi, lui non si sentiva come uno di noi. Come se noi lo 'mettessimo a disagio’.» Ronam scosse il capo. «Per tutti gli altri ha avuto progetti, ma gli Aiel sono stati lasciati allo sbando.»

«Alcuni dicono che saremmo dovuti tornare alla Terra delle Tre Piegature» replicò lei.

«No» disse Ronam. «No, quello ci avrebbe distrutto. I nostri padri non sapevano nulla di cavalli a vapore o di tubi di drago. Se noi Aiel fossimo tornati al Deserto, saremmo diventati irrilevanti. Il mondo ci avrebbe superato e noi saremmo spariti come popolo.»

«Ma la guerra?» disse Padra. «È giusta?»

«Non lo so» disse Ronam piano. «Noi siamo Aiel. È quello che sappiamo fare.»

Padra annuì, sentendosi più certa.

Gli Aiel sarebbero andati di nuovo in guerra. E ci sarebbe stato molto onore in questo.

Aviendha sbatté le palpebre. Il cielo era buio.

Era esausta. La sua mente era prosciugata, il suo cuore aperto, come se stesse trasudando forza a ogni battito. Si sedette nel mezzo delle colonne sempre più fioche. I... suoi figli. Ricordava i loro volti dalla sua prima visita al Rhuidean. Non aveva visto questo. Non che si ricordasse, almeno.

«È predestinato?» chiese. «Possiamo cambiarlo?»

Non ci fu risposta, naturalmente.

Aveva finito le lacrime. Come si poteva reagire al vedere la completa distruzione — no, il completo decadimento — del proprio popolo? Ogni passo era sembrato logico alle persone che lo avevano intrapreso. Ma ciascuno aveva condotto gli Aiel verso la loro fine.

Qualcuno avrebbe dovuto assistere a queste terribili visioni? Aviendha desiderò non essere mai tornata indietro nella foresta di colonne. Aveva colpa per quello che sarebbe successo? Era la sua discendenza che avrebbe condannato il suo popolo.

Questo non era come gli eventi che aveva visto passando tra gli anelli durante la sua prima visita al Rhuidean. Quelle erano state possibilità. Le visioni di quest’oggi sembravano più reali. Si sentiva quasi certa che quello che aveva sperimentato non era semplicemente una tra molte possibilità. Quello che aveva visto sarebbe avvenuto. Passo dopo passo, l’onore sottratto al suo popolo. Passo dopo passo, gli Aiel trasformati da fieri a miserabili.

Doveva esserci di più. Arrabbiata, si alzò in piedi e fece un altro passo. Non accadde nulla. Camminò per tutto il tragitto fino al limitare delle colonne, poi si voltò furiosa.

«Mostratemi altro» pretese. «Mostratemi quello che ho fatto per causare questo! È la mia discendenza che ci porterà alla rovina! Qual è la mia parte in questo?»

Si diresse di nuovo fra le colonne.

Nulla là. Parevano morte. Allungò una mano e ne toccò una, ma non c’era vita. Nessun ronzio, nessuna sensazione di Potere. Chiuse gli occhi, facendo uscire un’ultima lacrima dall’angolo di ciascuno di essi. Quelle due lacrime le scorsero giù per la faccia, lasciando una linea di fredda umidità sulle sue guance.

1 ... 229 230 231 232 233 234 235 236 237 ... 267
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)