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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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Melitene stava tremando. Guardò Selucia, parlando con voce rapida e nervosa. «Per favore, spiega all’imperatrice di noi tutti — che possa vivere per sempre — che i miei occhi sono abbassati per non aver addestrato a dovere questa damane. Suffa è sorprendentemente testarda, malgrado quanto sia lesta a piangere e offrire altre al suo posto.»

Fortuona sedette immobile per un momento, lasciando sudare Melitene. Alla fine, fece cenno a Selucia di parlare.

«L’imperatrice non è scontenta di te» trasmise Selucia. «Queste marath’damane che si definiscono Aes Sedai si sono rivelate tutte testarde.»

«Ti prego di esprimere la mia gratitudine alla Suprema» disse Melitene, rilassandosi. «Se compiace Colei I Cui Occhi Guardano In Alto, io posso far esibire Suffa. Ma potrebbero esserci altre crisi.»

«Puoi continuare» trasmise Selucia.

Melitene si inginocchiò accanto a Suffa, sulle prime parlando bruscamente, poi in tono consolante. Era molto abile nel lavorare con ex marath’damane. Naturalmente anche Fortuona si considerava brava con le damane. Le piaceva spezzare le marath’damane proprio come a suo fratello Halvate era piaciuto addestrare grolm selvatici. Aveva sempre ritenuto un peccato che fosse stato assassinato. Era l’unico dei suoi fratelli a cui fosse mai stata affezionata.

Suffa finalmente si rimise in ginocchio. Fortuona si sporse in avanti, incuriosita. Suffa chinò il capo e una linea di luce — pura e brillante — tagliò l’aria di fronte a lei. Quella linea si voltò di lato lungo un asse centrale, aprendo un foro direttamente di fronte al trono di Fortuona. Alberi frusciavano al di là, e a Fortuona si mozzò il fiato nel vedere un falco dalla testa bianca sfrecciare via dal portale. Un presagio di grande potere. Selucia, di norma imperturbabile, annaspò, anche se Fortuona non sapeva se fosse per il portale o per il presagio.

Fortuona mascherò la propria sorpresa. Dunque era vero. Viaggiare non era un mito o una diceria. Era reale. Questo cambiava tutto riguardo alla guerra.

Beslan venne avanti, inchinandosi a lei, con aria esitante. Lei fece cenno a lui e Galgan di venire dove potevano vedere la radura nella foresta attraverso l’apertura. Beslan rimase a fissare a bocca aperta.

Galgan serrò le mani dietro la schiena. Era un tipo curioso. Si era incontrato con degli assassini in città e aveva chiesto il prezzo per uccidere Fortuona. Poi aveva fatto giustiziare tutti quelli che gliene avevano dato uno. Una manovra molto sottile: era fatta per mostrare che lei avrebbe dovuto considerarlo una minaccia, dal momento che lui non aveva paura di incontrarsi con degli assassini. Comunque era anche un evidente segno di lealtà. Per ora ti seguo, diceva quella mossa, ma sto in guardia e sono ambizioso.

Per molti versi, le sue attente manovre per lei erano più confortanti della lealtà apparentemente incrollabile di Beslan. Le prime poteva prevederle. La seconda... be’, non era ancora certa di cosa pensarne. Matrim sarebbe stato ugualmente leale? Come sarebbe stato avere un Principe dei Corvi contro cui lei non dovesse complottare? Pareva quasi una favola, il tipo di racconto narrato ai bambini del popolo per far sognare loro un matrimonio impossibile.

«Questo è incredibile!» disse Beslan. «Suprema, con questa abilità...» Il suo rango lo rendeva una delle poche persone in grado di parlare direttamente con lei.

«L’imperatrice desidera sapere» trasmise Selucia, leggendo le dita di Fortuona «se qualcuna delle marath’damane catturate ha parlato dell’arma.»

«Di’ alla somma imperatrice — che possa vivere per sempre — che non l’hanno fatto» disse Melitene, suonando preoccupata. «Se posso essere così audace, credo che non stiano mentendo. Pare che l’esplosione fuori città fosse un incidente isolato, il risultato di qualche ter’angreal sconosciuto usato con imprudenza. Forse non c’è nessuna arma.»

Era possibile. Fortuona aveva già iniziato a dubitare della fondatezza di quelle voci. L’esplosione era avvenuta prima che Fortuona fosse arrivata a Ebou Dar e i dettagli erano confusi. Forse questo era stato tutto uno stratagemma da parte di Suroth o dei suoi nemici.

«Capitano-generale» trasmise Selucia. «La Suprema desidera sapere cosa faresti tu con un Potere come questa capacità di Viaggiare.»

«Dipende» disse Galgan, sfregandosi il mento. «Qual è la sua portata? Quanto può renderlo grande? Tutte le damane possono fare questo? Ci sono limitazioni su dove può essere aperto un foro? Se compiace alla Suprema, parlerò con le damane e otterrò queste risposte.»

«Ciò compiace all’imperatrice» trasmise Selucia.

«Questo è preoccupante» disse Beslan. «Potrebbero attaccare dietro i nostri fronti. Potrebbero aprire un portale come questo negli alloggi stessi dell’imperatrice, che possa vivere per sempre. Con questo... tutto quello che sappiamo sulla guerra cambierà.»

I membri dei Sorveglianti della Morte si agitarono, un segno di grande disagio. Solo Furyk Karede non si mosse. Semmai, la sua espressione si fece più dura. Fortuona sapeva che presto lui avrebbe proposto una nuova rotazione variabile dei suoi alloggi.

Fortuona pensò per un momento, fissando quello strappo nell’aria. Quello strappo nella realtà stessa. Poi, contrariamente alla tradizione, si alzò in piedi sulla sua predella. Per fortuna lì c’era Beslan, una persona a cui poteva rivolgersi direttamente in modo che gli altri udissero i suoi comandi.

«I rapporti dicono» annunciò Fortuona «che ci sono ancora centinaia di marath’damane nel posto chiamato la Torre Bianca. Sono la chiave per riconquistare Seanchan, la chiave per mantenere questa terra e la chiave per prepararci per l’Ultima Battaglia. Il Drago Rinato servirà il Trono di Cristallo.

«Ci è stato fornito un modo per colpire. Che venga detto al capitano-generale di radunare i suoi soldati migliori. Voglio che tutte le damane che controlliamo, fino all’ultima, siano riportate in città. Le addestreremo in questo metodo di Viaggiare. E poi andremo in forze alla Torre Bianca. Prima le abbiamo colpite con una puntura di spillo. Ora faremo conoscere loro il pieno peso della nostra spada. Tutte le marath’damane devono essere messe al guinzaglio.»

Si rimise a sedere, lasciando che la stanza rimanesse immobile. Era raro che l’imperatrice facesse annunci di questo tipo personalmente. Ma era un tempo per l’audacia.

«Non dovresti permettere che si sparga la voce di tutto questo» le disse Selucia in tono deciso. Ora stava parlando secondo il suo ruolo di Voce della Verità. Sì, Fortuona avrebbe dovuto scegliere qualcun altro come sua Parola. «Saresti una sciocca a lasciare che il nemico sappia per certo che abbiamo questo Viaggiare.»

Fortuona trasse un respiro profondo. Sì, quello era vero. Si sarebbe assicurata che chiunque in quella stanza mantenesse il segreto. Ma una volta catturata la Torre Bianca, avrebbero parlato del suo annuncio e avrebbero letto i presagi della sua vittoria nei cieli e nel mondo attorno a loro.

È necessario che colpiamo presto, le comunicò a gesti Selucia.

, le rispose Fortuona. I nostri attacchi precedenti li avranno indotti a radunare le armi.

La nostra prossima mossa dovrà essere decisiva, allora, disse Selucia. Ma pensa. Portare migliaia di soldati nella Torre Bianca attraverso uno scantinato nascosto. Colpire con la forza di mille martelli contro mille incudini. Fortuona annuì.

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