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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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«D’accordo» disse Elayne. «Suppongo che siate venuti con delle richieste. Sentiamole e scopriamo se c’è qualcosa che si può fare.»

«Nessuna richiesta» disse Faile. «Un’offerta.»

Elayne sollevò un sopracciglio.

«Tua madre ha ragione» disse Faile. «Perrin non vuole il tuo trono.»

«Quello che voi due volete è irrilevante una volta che la vostra gente si mette un’idea in testa.»

Faile scosse il capo. «Loro lo amano, maestà. Lo rispettano. Faranno quello che dice. Noi possiamo e vogliamo mettere a tacere qualunque idea su una resurrezione del Manetheren.»

«E perché lo fareste?» chiese Elayne. «So quanto stanno crescendo rapidamente i Fiumi Gemelli con quei profughi che arrivano superando le montagne. Con l’avvento dell’Ultima Battaglia, possono nascere e cadere nazioni. Non avete motivo di rinunciare alla possibilità di formare il vostro stesso regno.»

«In effetti» disse Faile «abbiamo un ottimo motivo. L’Andor è una nazione forte e prospera. Può darsi che le cittadine nei Fiumi Gemelli stiano crescendo rapidamente, ma la gente ha a malapena iniziato a volere un lord. Dentro di loro sono ancora contadini. Non vogliono gloria: vogliono che i loro raccolti sopravvivano.» Faile fece una pausa. «Forse hai ragione, forse ci sarà un’altra Frattura, ma questa è solo una ragione di più per avere degli alleati. Nessuno vuole una guerra civile nell’Andor, men che mai la gente dei Fiumi Gemelli.»

«Cosa proponi, allora?» disse Elayne.

«In effetti, nulla che non esista già» disse Faile. «Concedi a Perrin un titolo ufficiale e rendilo Alto Lord dei Fiumi Gemelli.»

«E cosa intendi per "Alto Lord"?» chiese Elayne.

«Avrebbe un rango più alto delle altre Casate nobiliari nell’Andor, ma inferiore alla regina.»

«Dubito che gli altri lo gradirebbero» disse Elayne. «E le tasse?»

«I Fiumi Gemelli sono esentati» disse Faile. Quando l’espressione di Elayne si inasprì, lei si affrettò ad aggiungere: «Maestà, il trono ha ignorato i Fiumi Gemelli per generazioni, non proteggendoli dai banditi né mandando operai per migliorare le loro strade, non dando loro nulla in termini di magistrati o giustizia.»

«Non ne avevano bisogno» disse Elayne. «Si governavano bene da soli.» Lasciò non detto che probabilmente gli abitanti dei Fiumi Gemelli avrebbero cacciato via esattori delle tasse, magistrati o giudici inviati dalla regina... ma sembrava saperlo.

«Bene» disse Faile. «Non c’è bisogno che cambi nulla, allora. I Fiumi Gemelli si governano da sé.»

«Potresti intrattenere dei commerci senza dazi con loro» disse Alliandre.

«Qualcosa che ho già» puntualizzò Elayne.

«Dunque non cambia nulla» disse di nuovo Faile. «Tranne che ottieni una potente provincia a ovest. Perrin, come tuo alleato e lord suddito, acconsentirà a radunare delle truppe in tua difesa. Chiamerà anche a raccolta i monarchi votati a lui al tuo servizio.»

Elayne lanciò un’occhiata ad Alliandre. Probabilmente aveva udito del suo giuramento da Morgase, ma voleva anche sentirlo con le sue stesse orecchie.

«Ho giurato fedeltà a lord Perrin» disse Alliandre. «Ghealdan è stata a lungo priva di alleati forti. Volevo che questo cambiasse.»

«Maestà» disse Faile, sporgendosi in avanti, la tazza tenuta fra le mani di fronte a lei. «Perrin ha trascorso diverse settimane con alcuni ufficiali seanchan. Hanno creato un grande patto di nazioni alleate sotto un unico stendardo. Rand al’Thor, per quanto tu possa fidarti di lui come un amico, ha fatto lo stesso. Tear, Illian e ora forse l’Arad Doman sono sotto il suo dominio. Le nazioni si uniscono invece di dividersi, di questi tempi. L’Andor sembra ogni momento più piccolo.»

«Ecco perché ho fatto ciò che ho fatto» disse Alliandre.

Be’, a parere di Faile, Alliandre era stata coinvolta dal potere di Perrin come ta’veren. Non c’era stata molta pianificazione. Ma Alliandre poteva vederla altrimenti.

«Maestà,» continuò Faile «c’è molto da guadagnare qui. Attraverso il mio matrimonio con Perrin, tu ottieni un legame con la Saldea. Attraverso i giuramenti di Alliandre, ottieni Ghealdan. Anche Berelain segue Perrin e ha spesso menzionato il suo desiderio di trovare alleati forti per Mayene. Se parlassimo con lei, sospetto che sarebbe disposta a stipulare un’alleanza con noi. Potremmo creare il nostro stesso patto. Cinque nazioni, se conti i Fiumi Gemelli come una... sei, se prendi il Trono del Sole, come le voci affermano che farai. Non siamo le nazioni più potenti, ma molte sono più forti di una. E tu saresti a capo di tutti noi.»

Il volto di Elayne aveva perso quasi tutta la sua ostilità. «La Saldea. Cosa sei tu nella sua linea di successione?»

«Sono la seconda» ammise Faile, cosa che Elayne probabilmente sapeva già. Perrin si agitò sulla sua sedia. Faile sapeva che non era ancora a suo agio con quel fatto; be’, ci si sarebbe dovuto abituare e basta.

«Seconda è troppo vicino» replicò Elayne. «E se tu finissi per ottenere il trono della Saldea? Potrei perdere i Fiumi Gemelli in favore di un’altra nazione, a quel modo.»

«Questo si può aggiustare facilmente» disse Alliandre. «Se Faile dovesse ascendere al trono della Saldea, uno dei figli suoi e di Perrin potrebbe continuare a essere lord dei Fiumi Gemelli. Un altro potrebbe prendere il trono della Saldea. Mettetelo per iscritto e sarai protetta.»

«Potrei accettare un’intesa del genere» disse Elayne.

«Io non ho problemi al riguardo» replicò Faile, guardando Perrin.

«Anche per me va bene, suppongo.»

«Ne gradirei uno anch’io» disse Elayne pensierosa. «Uno dei vostri figli, intendo, per unirsi in matrimonio alla dinastia reale andorana. Se i Fiumi Gemelli devono essere governati da un lord che disporrà di tanto potere quanto gliene darebbe questo trattato, allora preferirei che avesse dei legami di sangue con il trono.»

«Questo non lo prometterò» disse Perrin. «I miei figli faranno le proprie scelte.»

«A volte è così che funziona la nobiltà» disse Elayne. «Sarebbe insolito, ma non inaudito per dei bambini come i nostri essere promessi fin dalla nascita.»

«Noi non faremo a questo modo nei Fiumi Gemelli» disse Perrin con ostinazione. «Mai.»

Faile scrollò le spalle. «Potremmo offrir loro incoraggiamento, maestà.»

Elayne esitò, poi annuì. «Questo andrà bene. Ma alle altre Casate non piacerà questa faccenda dell’"Alto Lord". Ci sarà bisogno di un modo per aggirarlo...»

«Da’ i Fiumi Gemelli al Drago Rinato» disse Morgase.

Gli occhi di Elayne si illuminarono. «Sì. Quello funzionerebbe. Se concedessi a lui quella zona perché fosse la sua sede nell’Andor...»

Faile aprì la bocca, ma Elayne la interruppe agitando la mano. «Questo non è negoziabile. Mi servirà qualche modo per convincere gli altri nobili che sono nel giusto a dare ai Fiumi Gemelli così tanta autonomia. Se le terre vengono concesse al Drago Rinato, dandogli un titolo nell’Andor e rendendo i Fiumi Gemelli la sua sede, avrà senso che la vostra patria sia trattata in modo diverso.

«Le Casate nobiliari dell’Andor accetteranno questo, dal momento che Rand proviene dai Fiumi Gemelli e l’Andor ha un debito verso di lui. Gli faremo nominare la discendenza di Perrin come suoi sovrintendenti. Invece di capitolare a dei ribelli all’interno dei miei confini, apparirà che sto concedendo al Drago Rinato, l’uomo che amo, di innalzare il suo buon amico. Potrebbe anche darci qualche fondamento contro il patto Illian-Tear che hai menzionato, che di sicuro affermeranno che i loro legami con Rand danno loro il diritto di conquista.» Si fece meditabonda, picchiettando il lato della sua tazza.

«Sembra ragionevole» disse Perrin annuendo. «Sovrintendente dei Fiumi Gemelli. Mi piace come suona.»

«Sì, bene» disse Faile. «Suppongo che sia stabilito, allora.»

«Le tasse» disse Elayne, come se non avesse sentito. «Le metterete in un fondo che verrà amministrato da Perrin e dalla sua discendenza, con l’accordo che se il Drago dovesse mai ritornare, potrà reclamarlo. Sì. Questo ci dà una scusa legale per la vostra esenzione. Ovviamente, Perrin avrà l’autorità di attingere da quei fondi per migliorare i Fiumi Gemelli. Strade, scorte alimentari, difese.»

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