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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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Grady veniva per ultimo. L’uomo indossava una giubba nera ben stirata, la sua spilla da Dedicato lucidata e splendente sull’alto colletto. Lui guardò immediatamente a ovest, verso la Torre Nera. Aveva cercato di creare un passaggio lì poco tempo prima, quando Perrin gliene aveva dato il permesso. Non aveva funzionato. Perrin era rimasto turbato da questo. Intendeva investigare presto, quella notte o l’indomani notte al più tardi.

Gaul e le Fanciulle si misero in formazione attorno a Perrin e Faile e la processione avanzò lungo la strada, con Arganda e una squadra delle Guardie del Lupo di Perrin che cavalcavano avanti per annunciarli. Il resto di loro si muoveva lungo la strada a passo regale. La crescita disordinata di Caemlyn era perfino peggio di quella di Whitebridge. Diversi eserciti erano accampati vicino a Caemlyn Bassa. Probabilmente appoggiati dai lord che avevano sostenuto l’ascesa di Elayne al trono.

C’era una netta irregolarità qui. Le nuvole si diradavano attorno a Caemlyn. La copertura di nubi altrove era stata così universale che Faile trasalì al vedere questo. Le nuvole formavano un cerchio aperto sopra la città, spaventosamente regolare.

Arganda e le Guardie del Lupo tornarono. «Ci riceveranno, mio signore, mia signora» annunciò.

Faile e Perrin cavalcarono in silenzio mentre il gruppo procedeva lungo la strada. Avevano discusso di quell’ormai prossimo incontro dozzine di volte; non c’era più nient’altro da dire. Perrin aveva saggiamente lasciato a lei le redini nelle trattative diplomatiche. Il mondo non poteva permettersi una guerra tra l’Andor e i Fiumi Gemelli. Non ora.

Mentre varcavano i cancelli cittadini, Perrin e gli Aiel divennero più accorti. Lei subì in silenzio il loro eccesso di protezione. Per quanto tempo la sua cattura da parte degli Shaido avrebbe pesato sulla sua vita? A volte pareva che Perrin fosse riluttante a lasciarle usare il bagno senza quattro dozzine di guardie.

All’interno delle mura, le strade brulicavano di persone, gli edifici e i mercati ammassati. I rifiuti stavano cominciando a impilarsi e un numero spaventoso di ragazzi di strada si muoveva tra la folla. Degli imbonitori urlavano di tempi pericolosi, alcuni forse al soldo di mercanti, incoraggiando le persone ad accumulare scorte. La gente di Perrin aveva comprato cibo qui, ma era caro; presto Elayne avrebbe avuto bisogno di sovvenzionarlo, se non l’aveva già fatto. Quanto erano buoni i magazzini reali?

Passarono per la Città Nuova, poi entrarono nella Città Interna, inerpicandosi sulla collina per il palazzo stesso. La Guardia della regina stava sull’attenti nei loro tabarri bianchi e rossi e l’armatura di piastre e maglia brunita, fuori dai cancelli del palazzo nelle bianche mura immacolate.

Una volta passati i cancelli, smontarono di sella. Un manipolo di cento unità proseguì con Perrin e Faile dentro il palazzo. Tutti gli Aiel e una piccola scorta da ciascun contingente. I corridoi del palazzo erano ampi, ma così tante persone li facevano comunque sembrare affollati a Faile. La strada per cui lei e Perrin venivano guidati era diversa da quella per la sala del trono che lei aveva preso in precedenza. Perché non usare la via più diretta?

Pareva che fosse cambiato poco nel palazzo da quando era Rand a governarlo. Non c’era nessun Aiel ora... tranne per quelli che Perrin aveva portato. Lo stesso stretto tappeto rosso correva nel mezzo del corridoio, le stesse urne agli angoli, gli stessi specchi alle pareti per dare un’illusione di dimensioni maggiori.

Una struttura come questa poteva restare inalterata nel corso dei secoli, prestando poca attenzione a chi erano i piedi che calpestavano i tappeti e di chi era il sedere che riscaldava il trono. Nel giro di un anno, questo palazzo aveva conosciuto Morgase, uno dei Reietti, il Drago Rinato e, finalmente, Elayne.

In effetti, Faile quasi si aspettava — mentre svoltavano l’angolo per la sala del trono — di trovare Rand stravaccato sul suo Trono del Drago, quella strana mezza lancia retta nell’incavo del braccio, un bagliore di follia nei suoi occhi. Comunque, il Trono del Drago era stato rimosso e il Trono del Leone ospitava di nuovo la sua regina. Rand aveva messo da parte quel regno per proteggerlo, come un fiore che intendesse presentare a un futuro amore.

La regina era una versione più giovane di sua madre. Vero, il volto di Elayne aveva angoli che erano più delicati di quelli di Morgase. Ma lei aveva gli stessi capelli rosso-oro e quella stessa sbalorditiva bellezza. Era alta e stava mostrando la sua gravidanza al ventre e attraverso il petto.

La sala del trono era adeguatamente adornata, con legno modanato in oro e stretti pilastri agli angoli, probabilmente ornamentali. Elayne manteneva la stanza meglio illuminata di come aveva fatto Rand, con lampade su sostegni che ardevano vivide. Morgase in persona era in piedi alla base del trono sul lato destro, mentre otto membri della Guardia della Regina si trovavano sulla sinistra. Alcuni nobili minori fiancheggiavano i lati della stanza, osservando con estrema attenzione.

Sul suo trono, Elayne si sporse in avanti mentre Perrin, Faile e gli altri entravano. Faile fece la riverenza, naturalmente, e Perrin si inchinò. Non un inchino basso, ma comunque un inchino. Secondo le disposizioni, Alliandre si inchinò più profondamente di quanto aveva fatto Faile. Le voci su quello avrebbero sicuramente fatto pensare Elayne.

Lo scopo ufficiale della visita era un encomio da parte della Corona, assieme a un ringraziamento a Perrin e Faile per aver riportato indietro Morgase. Quella non era solo una gentilezza, naturalmente. La vera ragione dell’incontro era discutere il futuro dei Fiumi Gemelli. Ma questo era il genere di obiettivo delicato che nessuna delle due parti poteva menzionare direttamente, perlomeno non sulle prime. Semplicemente esporre l’obiettivo avrebbe rivelato troppo all’altra fazione.

«Che sia risaputo» disse Elayne con una voce musicale «che il trono ti dà il benvenuto, lady Zarine ni Bashere t’Aybara. Regina Alliandre Maritha Kigarin. Perrin Aybara.» Nessun titolo per lui. «Che sia proclamata di persona la nostra gratitudine a voi per averci restituito nostra madre. La vostra diligenza in questa faccenda vi conferisce il più profondo apprezzamento della Corona.»

«Grazie, maestà» disse Perrin con il suo solito tono burbero. Faile gli aveva parlato a lungo del non cercare di fare a meno delle formalità o della cerimonia.

«Dichiareremo una giornata di celebrazione per il ritorno di mia madre sana e salva» continuò Elayne. «E. per il suo... ripristino a una posizione adeguata.»

Be’, quella pausa stava a significare che Elayne era scontenta di sapere che sua madre era stata trattata come una serva. Doveva rendersi conto che Perrin e Faile non avevano saputo cosa stavano facendo, ma una regina poteva comunque ostentare indignazione per un evento del genere. Era un vantaggio che, forse, lei progettava di usare.

Forse Faile stava leggendo troppo nei commenti, ma non poteva farne a meno. Per molti versi, essere una nobildonna era molto simile all’essere un mercante, e lei era stata addestrata bene per entrambi i ruoli.

«Infine,» disse Elayne «veniamo allo scopo del nostro incontro. Lady Bashere, mastro Aybara, c’è qualche favore che volete chiedere in cambio del dono che avete fatto all’Andor?»

Perrin posò la mano sul suo martello, poi guardò Faile con aria interrogativa. Era evidente che Elayne si aspettava che loro le chiedessero che Perrin fosse nominato formalmente lord. O forse che chiedessero indulgenza per aver finto che lui fosse uno di essi, assieme a un perdono formale. Ciascuna direzione poteva essere il risultato di questa conversazione.

Faile era tentata di chiedere il titolo. Sarebbe stata una risposta semplice. Ma forse troppo semplice; c’erano cose che Faile doveva sapere prima che potessero procedere. «Maestà,» disse Faile con cautela «potremmo discutere di questo favore in un ambiente più riservato?»

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