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Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]

Электронная книга - «Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]». Краткое содержание книги:

Ai suoi colleghi che non hanno fatto carriera il poliziotto Quellen sembra un uomo molto fortunato. Non tanto per il prestigio del grado, o per lo stipendio più alto, quanto perchè dopo l’ultimo avanzamento Quellen ha diritto a una stanza tutta sua. Ma a lui questo lusso non basta ancora. Quellen trova che al mondo c’è troppa gente. E nel mondo dove vive Quellen sono in molti a pensarla come lui.
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Si mise a sfogliare il fascicolo.

La descrizione dei delitti, che era la parte più dura del rapporto, ormai non gli faceva più impressione. Di anno in anno, la sua sensibilità diminuiva sempre più. Quando era ancora giovane e nuovo del mestiere, un pivellino di Undicesima Classe che incominciava a scoprire il mondo, la smisurata capacità umana di far violenza ai propri simili l’aveva sgomentato. Adesso, tutti i delitti erano per lui solo statistiche e nastri registrati avulsi dalla realtà.

I delitti avevano sempre più la tendenza a essere immotivati. L’Alto Governo, con la sua benevolenza, era riuscito a far scomparire quasi tutte le cause arcaiche di criminalità, come la fame, il desiderio, la frustrazione fisica. Tutti, sia che lavorassero o no, ricevevano un assegno, c’era cibo sufficiente per tutti, nutriente, anche se non particolarmente gustoso. Nessuno era spinto a rubare per mantenere una famiglia affamata. Quasi tutti gli stupefacenti erano liberamente in commercio. Il sesso, in qualunque sua manifestazione, poteva essere soddisfatto a basso prezzo negli appositi locali amministrati dal governo. Tutte queste misure, secondo Quellen, erano indizio di maturità. Dando il crisma della legalità a quasi tutto, l’Alto Governo aveva abolito il bisogno di commettere illegalità.

Tutto vero. I motivi che spingevano al delitto erano scomparsi da tempo. Quellen aveva la prova di questo deprimente fatto sociologico. Furto, assassinio e rapina erano diventati dei passatempi, non più la conseguenza di stati di necessità. Le classi medie erano un vivaio di criminali. I rispettabili cittadini di Sesta Classe commettevano le azioni più atroci. Opulente matrone della Quinta Classe assalivano degli sconosciuti nei vicoli bui. Bambini dallo sguardo limpido partecipavano ai peggiori reati. Perfino i funzionari di polizia ingannavano le autorità commettendo atti illegali, come, per esempio, quello di fabbricarsi una seconda casa nelle riserve destinate alla Seconda Classe. Tuttavia questa infrazione, che Quellen aveva commesso, non danneggiava nessuno. Mentre invece…

Aveva sott’occhio il rapporto relativo a un idroponico di Ottava Classe, accusato di delitto biologico: inserimento illegale di materia vivente nel corpo di un altro essere umano. Era stato provato che aveva anestetizzato un tecnico suo collega, e dopo avergli praticato un’incisione mediante una sonda ultrasonica, gli aveva iniettato una quantità mortale di una nuova specie di cancro scoperto in Asia, che divorava il sistema circolatorio della vittima, risalendo per le arterie e scendendo per le vene come il fuoco attraverso le alberature di un vascello. Perché? “Per vedere le sue reazioni”, era stata la risposta. “Era molto istruttivo”.

Ecco un individuo di Sesta Classe, insegnante di ermeneutica in una delle maggiori università di Appalachia, che aveva invitato una studentessa nubile nel suo lussuoso appartamento di due stanze e, al rifiuto di lei ad avere rapporti sessuali, le aveva provocato un corto circuito nei centri del dolore. Dopo di che l’aveva violata e, infine, l’aveva lasciata andare, ormai incapace di reazioni sensorie. Perché? “Per orgoglio maschile”, aveva spiegato al poliziotto che lo aveva arrestato. “È il concetto latino-americano di maschilismo…”

Aveva soddisfatto il suo orgoglio, ma la ragazza non avrebbe mai più provato sensazioni. Né dolore, né piacere: a meno che la chirurgia non fosse riuscita a farla tornare normale.

E poi Quellen lesse il resoconto rivoltante di una riunione di fedeli del culto del rigurgito sociale, finito in tragedia, invece che in estasi mistica. Uno dei partecipanti, spinto da motivi incomprensibili, aveva versato di nascosto tre cristalli di vetro pseudovivente nel suo bolo prima di passarlo al vicino. Il vetro, avendo trovato un ambiente favorevole, era cresciuto, penetrando negli organi vitali della vittima, con esito letale. “È stato un terribile errore”, aveva dichiarato il criminale. “Era mia intenzione inghiottire uno dei cristalli e condividere il tormento e l’estasi suprema. Ma, per disgrazia…”

Questo fatto colpì Quellen in modo particolare, in quanto la sua Judith era un membro di quella setta; e proprio a lei aveva continuato a pensare da quando Helaine era venuta a parlargli. Quellen non aveva visto Judith, né l’aveva più risentita, dopo il suo ritorno dall’Africa. E avrebbe potuto benissimo esser lei la persona che aveva inghiottito i cristalli di vetro pseudovivente. Poteva capitare anche a me, pensò Quellen, disgustato. Devo farmi vivo con Judith. La trascuro troppo.

Poi continuò a esaminare i rapporti.

Non tutti i delitti erano stravaganti. C’era la solita razione di randellate, coltellate, laserate, e altra roba convenzionale. Ma la criminalità si sbizzarriva in un’infinità di modi, e le atrocità più strane erano il marchio di quell’epoca. Quellen sfogliava le pagine, costellandole di osservazioni e ordini. Poi mise da parte il rapporto.

Non aveva ancor avuto tempo di fare scorrere la bobina che Brogg aveva contrassegnato come Documento B nel corso delle sue indagini sui saltati. Brogg gli aveva detto che rappresentava una prova tangibile che si erano verificati arrivi dal futuro anche in epoche diverse dal periodo 1979-2016, al quale si riferivano i testi di storia. Quellen inserì la bobina nel proiettore e si accinse a esaminarla.

Constava di testimonianze che Brogg aveva accuratamente selezionato dagli annali dell’occultismo. L’intendente aveva compilato centinaia di resoconti di misteriose apparizioni e sparizioni, con l’evidente assunto che poteva trattarsi di viaggiatori nel tempo in un periodo anteriore alla comparsa dei saltati. “Vorrei suggerire” diceva Brogg nella lettera d’accompagnamento, “che mentre i viaggi attraverso il tempo vengono normalmente fatti rientrare nell’ambito di cinque secoli dell’epoca attuale, si sono verificati casi in cui il trasporto è stato effettuato in un periodo molto antecedente.”

Può darsi che abbia ragione, pensò Quellen: ed esaminò le prove con spassionata curiosità.

Era stata portata la testimonianza di Giraldo Cambrensis, cronista, nato nel Castello di Manorbier, nel Pembrokeshire, verso il 1146. Giraldo narrava di un giovane rosso di capelli, comparso improvvisamente nella casa del cavaliere Eliodoro de Stakepole, nel Galles occidentale:

Questo strano uomo disse di chiamarsi Simone. Prese le chiavi del siniscalco e gli prese anche il lavoro. Ma era un amministratore così abile e intelligente che non andò mai perduto nulla né mancò mai nulla in quella casa, che anzi divenne molto prospera. Qualunque cosa il signore o la signora desiderassero in cuor loro, prima ancora che ne facessero parola egli aveva già letto il loro pensiero e tosto lo esaudiva, senza bisogno di ordine veruno.

Egli conosceva ov’essi celassero oro e gemme, e avrebbe detto loro: “Perché così gretta cura del vostro oro ed argento? Non è forse breve la vita? Godetene, ordunque! Spendete l’oro, o morrete senza avere goduto la vita, e il denaro tanto cautamente ammassato non vi renderà servigio veruno.” Badava altresì ad essere ben considerato da’ servi e da’ villani, cui procacciava il miglior vino e le migliori vivande… Quello strano giovane dai capelli rossi non poneva mai piede in chiesa, non leggeva breviario, non manifestava parola cattolica né sentimenti religiosi. Non dormiva alla magione, ma era sempre presto a rendere servigio e a porgere quanto i signori desideravano.

Il cronista riferiva che i figli di Stakepole erano molto curiosi sul conto di questo misterioso Simone, così si misero a spiarlo nei terreni che circondavano il castello:

E, una notte, sbirciando di tra le fronde di un arbusto di agrifoglio, quando la ventura volle che lo strano uomo ristesse fissando le acque immote della gora di un mulino, videro che moveva le labbra come se ragionasse con taluna cosa invisibile.

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