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Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]

Электронная книга - «Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]». Краткое содержание книги:

Ai suoi colleghi che non hanno fatto carriera il poliziotto Quellen sembra un uomo molto fortunato. Non tanto per il prestigio del grado, o per lo stipendio più alto, quanto perchè dopo l’ultimo avanzamento Quellen ha diritto a una stanza tutta sua. Ma a lui questo lusso non basta ancora. Quellen trova che al mondo c’è troppa gente. E nel mondo dove vive Quellen sono in molti a pensarla come lui.
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«Prima devo trovarlo» obiettò Quellen, «e poi accertarmi che sia davvero coinvolto in questa storia. Finora non abbiamo nessuna prova, ma solo delle conclusioni a cui tu sei giunta lavorando di fantasia.»

«E allora, arresta Norm.»

«Perché?»

«Puoi sempre accusarlo di qualche infrazione e metterlo al sicuro. Fallo sottoporre a un anno o due di terapia correttiva. Così non sarà in circolazione, finché durerà il problema dei saltati. Potresti chiamarla custodia protettiva.»

«Helaine, non posso servirmi della legge come di un giocattolo a uso e consumo della mia famiglia!»

«È mio marito, Joe, e non voglio perderlo. Se va nel passato, lo perdo per sempre.» Helaine si alzò. Barcollava e dovette appoggiarsi alla scrivania. Come poteva persuadere suo fratello che si trovava sull’orlo di un abisso? Saltare era l’equivalente di morire. Lei lottava con tutte le sue forze per conservare suo marito. E suo fratello se ne stava seduto avvolto nel manto della legalità, inerte, mentre passavano minuti preziosi.

«Farò tutto il possibile» promise Quellen. «Controllerò questo Lanoy. Se vuoi mandarmi qui Norman, vedrò di parlargli per scoprire cos’ha in mente. Sì. Sarà meglio. Mandamelo.»

«Se ha intenzione di saltare, non verrà certamente a dirlo a te.»

«Perché non provi a dirgli che forse posso procurargli un lavoro? Non si lamenta sempre che non faccio niente per lui? Già. Lui vien qui convinto che gli offra un impiego, e io ne approfitto per cavargli tutto quello che sa dei saltati. Se è al corrente di qualcosa, sta’ sicura che lo scoprirò. Romperemo la catena delle partenze, e così non ci sarà pericolo che se ne vada anche lui. Non ti pare che sia un’ottima idea, Helaine?»

«Sì, va bene. Gli parlerò e vedrò di convincerlo a venire da te. Se non è già partito.»

Si avviò alla porta, afflitta dal pensiero che Norm potesse già essersene andato mentre lei stava lì a parlare. Finché il momento critico non fosse passato, avrebbe dovuto sorvegliarlo di continuo.

«Ricordami a Judith» disse, congedandosi.

8

Il colloquio con la sorella aveva lasciato Quellen con la bocca amara. Succedeva così tutte le volte che la vedeva. Era così chiaramente infelice, che lui preferiva addirittura non vederla mai. Dimostrava cinque o sei anni più di lui, che la ricordava adolescente, piena di candore e di entusiasmo, abbastanza ingenua da credere che la vita avesse in serbo cose meravigliose da offrirle. E adesso, a meno di quarant’anni, eccola prigioniera di quattro pareti, che lottava come un demonio, per non perdere quel disgraziato di suo marito, perché lui era tutto quel che possedeva.

Malgrado ciò, gli aveva fornito qualche utile informazione. Quellen era tormentato dal pensiero di Lanoy fin da quando lo sconosciuto gli aveva infilato in mano la minischeda, sulla rampa. Il giorno dopo aveva dato incarico di fare indagini, ma senza risultato. Un nome non bastava perché i calcolatori potessero dare una risposta soddisfacente. C’erano migliaia di Lanoy al mondo, e Quellen non aveva la possibilità materiale di indagare sul conto di ciascuno di loro. Qualche indagine fatta a casaccio non aveva raggiunto alcun risultato. Ora però, era venuta Helaine con l’intuizione che Lanoy fosse immischiato nell’affare dei saltati. E aveva nominato una donna, Beth Wisnack… Quellen ne prese nota per mandare i suoi uomini a interrogarla di nuovo. Certo la Wisnack era già stata interrogata dopo la scomparsa del marito, ma ora bisognava insistere per vedere cosa sapeva di Lanoy.

Quellen pensò di far sorvegliare Norman per impedirgli di partire. Gli avevano ordinato molto esplicitamente di lasciare in pace Donald Mortensen e qualunque altro saltato dell’elenco. Koll aveva ricevuto La Parola da Gogan, che a sua volta l’aveva raccolta dalle labbra dello stesso Kloofman: Giù le mani da Mortensen.

Avevano paura di cambiare il passato. Quellen sentiva serpeggiare questa paura, che s’insinuava anche nell’Alto Governo. E lui aveva nelle mani il potere di scardinare l’universo. Bastava, per esempio, che fermasse Mortensen con la scusa di interrogarlo, e poi gli trapassasse il cranio con un raggio laser.

Spiacente. Ha fatto resistenza e abbiamo dovuto sopprimerlo.

In questo modo, Donald Mortensen non sarebbe mai partito per il passato il 4 maggio. Sparandogli, pensava Quellen, tutto cambierebbe, e magari scopriremmo di essere stati conquistati da un’armata di centipedi della nebulosa di Magellano, nel 2257. Conquista che un discendente di Mortensen avrebbe scongiurato, se io non fossi stato così irresponsabile da ucciderlo.

Quellen non aveva la minima intenzione di tirarsi addosso l’ira dell’Alto Governo cercando di impedire la partenza di Mortensen. Ma Norm Pomrath non compariva nell’elenco. In questo caso, anche lui rientrava nelle direttive di Kloofman? E lui, Quellen, doveva evitare per forza qualsiasi gesto che portasse a scoprire chiunque avesse intenzione di tornare nel passato?

Impossibile. Quellen, in conclusione, decise di avere la facoltà di far sorvegliare senza compromettersi suo cognato, e di prendere i provvedimenti necessari per impedirne la partenza. Avrebbe così accontentato Helaine e forse sarebbe riuscito a risolvere, una volta per tutte, il problema.

«Chiamate Brogg» ordinò al microfono.

Gli risposero che Brogg era fuori per indagini. Al suo posto, venne Leeward.

Il Sovrintendente Criminale gli disse: «Forse ho trovato un filo conduttore. Mio cognato, Norman Pomrath, sta probabilmente per mettersi in contatto con gli organizzatori clandestini dei viaggi nel tempo. Non so se sia proprio vero, e voglio che si controlli. Fate sorvegliare Norman Pomrath ventiquattr’ore su ventiquattro. Piantategli addosso un Orecchio, e se appena pronuncia una sola parola sui saltati, agiremo.»

«Sissignore» rispose Leeward, senza battere ciglio.

«E poi vorrei sapere se avete scoperto qualcosa su Lanoy.»

«Non ancora, signore.»

«Ho saputo che Pomrath dovrebbe mettersi in contatto con Lanoy. Questo è il nome chiave. Fate in modo che i nostri segnalatori si accendano non appena Pomrath lo pronuncia. E poi avvertitemi immediatamente.»

Leeward uscì per andare a eseguire gli ordini. Per farlo, doveva violare l’intimità di Norman. Da quel momento, e finché Quellen non avesse fatto togliere l’Orecchio, Pomrath non avrebbe potuto abbracciare sua moglie, liberarsi gli intestini, grattarsi le ascelle, o parlar male dell’Alto Governo senza che un sistema di segnalatori non lo registrasse. Era una faccenda sporca. Anche Quellen era stato tenuto a bada da un Orecchio e sapeva cosa voleva dire, perché proprio così Brogg aveva saputo del rifugio illegale che il suo capo teneva in Africa. Tuttavia, Quellen non provava rimorso per quello che stava per fare al cognato. Lo faceva per il bene di Helaine. Lei non lo aveva addirittura pregato di arrestare suo marito? Almeno il sistema che aveva scelto presentava minori inconvenienti, e, con tutta probabilità, il cognato non sarebbe mai venuto a saperlo. Grazie ad esso, invece, era probabile che Quellen potesse risalire fino agli organizzatori dei viaggi illegali. In ogni caso, sarebbe stato estremamente difficile che Norman riuscisse ad abbandonare la sua epoca senza che Quellen venisse avvertito.

Quellen archiviò per il momento il problema Pomrath, per occuparsi di altre questioni urgenti.

Il rapporto quotidiano dei crimini era già sulla sua scrivania. Per quanto fosse ossessionato dal pensiero dei saltati, tuttavia Quellen doveva occuparsi anche del resto. Doveva esaminare tutti i particolari relativi ai delitti commessi nella zona di Appalachia che ricadeva sotto la sua giurisdizione, e dare ordini in merito. Il rapporto aveva pressappoco le dimensioni di quello del giorno prima; secondo le statistiche i delitti rimanevano costanti, e Quellen sapeva già che la gamma delle ultime atrocità non sarebbe stata molto diversa da quella del giorno precedente.

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