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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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La luce del mattino filtrava attraverso le tende. Elayne si rilassò, percependo il potente calore attraverso il legame con Rand che era apparso lì. Luce, quella era una sensazione stupenda. Nel momento in cui aveva iniziato a percepirla, la coltre di nubi attorno all’Andor si era aperta.

Era passata una settimana dalla dimostrazione dei draghi e lei aveva messo tutti i campanari nella sua nazione al lavoro per costruirli. In questi giorni, si poteva sentire un suono costante a Caemlyn, boati ripetuti mentre i membri della Banda si esercitavano con quelle armi sulle colline fuori città. Finora lei aveva lasciato che solo poche armi fossero usate per addestramento; le diverse squadre facevano a rotazione per esercitarsi su di esse. Elayne aveva riunito il grosso dei draghi in un magazzino segreto dentro Caemlyn per tenerli al sicuro.

Ripensò al messaggio del sogno. Bramava dettagli. Be’, probabilmente prima o poi Egwene avrebbe mandato un messaggero via passaggio.

La porta si socchiuse e Melfane guardò dentro. «Maestà?» chiese la bassa donna dal volto tondo. «Va tutto bene? Mi è parso di sentire un grido di dolore.» Fin da quando aveva annullato il veto per Elayne di rimanere a letto, la levatrice aveva deciso di dormire nell’anticamera fuori dalla sua stanza da letto per tenerla bene d’occhio.

«Quella era un’esclamazione di gioia, Melfane» disse Elayne. «Un saluto alla mattinata meravigliosa che è giunta a noi.»

Melfane si accigliò. Elayne cercava di comportarsi in modo allegro quando lei era nei paraggi, per convincerla che non era necessario altro riposo a letto, ma forse quell’ultima parte era stata un po’ troppo. Elayne non poteva permettersi di far sembrare come se stesse costringendo sé stessa a essere felice. Perfino se lo era. Donna insopportabile.

Melfane entrò e aprì le tende: la luce del sole faceva bene a una donna incinta, aveva spiegato. Parte della terapia di Elayne di recente era consistita nello stare seduta a letto con le tende aperte, lasciando che la luce del sole primaverile le inondasse la pelle. Mentre Melfane si muoveva, Elayne percepì un tremolio da dentro. «Oh! Eccone un altro. Stanno scalciando, Melfane! Vieni a sentire!»

«Non sarò ancora in grado di sentirlo, maestà. Non finché non saranno più forti.» Iniziò il suo normale ciclo giornaliero. Ascoltare il battito del cuore di Elayne, poi quello del bambino. Melfane ancora non voleva credere che fossero gemelli. Fatto questo, esaminò e pungolò Elayne, eseguendo tutte le prove nella sua lista segreta di cose irritanti e imbarazzanti da fare alle donne.

Infine, posò le mani sulle anche, fissando Elayne, che si stava abbottonando la camicia da notte. «Penso che tu ti sia sforzata troppo, di recente. Voglio che tu sia certa di riposare in maniera adeguata. La figlia di mia cugina Tess due anni fa ha avuto un bambino che alla nascita respirava a malapena. Sia ringraziata la Luce che è sopravvissuto, ma lei aveva lavorato nei campi fin tardi fino al giorno prima e non aveva mangiato adeguatamente. Tu immagina! Prenditi cura di te, mia regina. I tuoi bambini ti ringrazieranno.»

Elayne annuì, rilassandosi. «Aspetta!» disse, mettendosi a sedere. «Bambini?»

«Sì» disse Melfane, dirigendosi verso la porta. «Ci sono due cuori che battono nel tuo ventre, sicuro come che io ho due braccia. Non so come facessi a saperlo.»

«Hai sentito i battiti del cuore!» esclamò Elayne, euforica.

«Sì, sono lì, chiari come il sole.» Melfane scosse il capo e se ne andò, mandando dentro Narid e Sephanie per vestirla e spazzolarle i capelli.

Elayne sopportò quel processo in uno stato di stupore. Melfane credeva! Non riusciva a smettere di sorridere.

Un’ora più tardi, si sistemò nel suo salotto piccolo, le finestre tutte spalancate per lasciar entrare la luce del sole, sorseggiando latte di capra caldo. Mastro Norry entrò su lunghe gambe gracili, ciuffi di capelli che gli spuntavano dietro le orecchie, faccia lunga e appuntita, cartellina sottobraccio. Era accompagnato da Dyelin, che di solito non partecipava all’incontro mattutino. Elayne sollevò un sopracciglio verso la donna.

«Ho le informazioni che hai richiesto, Elayne» disse Dyelin, versandosi del tè mattutino. Oggi era ai lamponi. «Mi è giunta voce che Melfane ha sentito battiti di cuore?»

«Proprio così.»

«Le mie congratulazioni, maestà» disse mastro Norry. Aprì la sua cartellina e iniziò a disporre le sue carte sul tavolo alto e stretto accanto alla sedia di Elayne. Di rado lui sedeva in sua compagnia. Dyelin occupò una delle altre sedie confortevoli accanto al focolare.

Quali informazioni le aveva richiesto Elayne? Non si ricordava di aver domandato nulla di specifico. Quel dubbio la distrasse mentre Norry procedeva con i rapporti giornalieri sui vari eserciti nella zona. C’era una lista di alterchi fra gruppi di spade prezzolate.

Parlò anche di problemi di cibo. Malgrado le donne della famiglia creassero passaggi verso le terre di Rand al Sud per ottenere delle provviste — e malgrado le riserve di cibo inaspettate che erano state scoperte nella città — Caemlyn era a corto di alimenti.

«Infine, per quanto riguarda le nostre... ehm... ospiti,» disse Norry «sono arrivati dei messaggeri con le risposte previste.»

Nessuno delle tre Casate le cui nobildonne erano state catturate poteva permettersi di pagare un riscatto. Un tempo le terre di Arawn, Sarand e Marne erano state tra le più produttive ed estese nell’Andor... e adesso erano in miseria, i loro forzieri vuoti, i loro campi improduttivi. Ed Elayne aveva lasciato due di esse senza una guida. Luce, che confusione!

Norry procedette. C’era una lettera da Talmanes, che acconsentiva a spostare diverse compagnie di soldati dalla Banda della Mano Rossa a Cairhien. Elayne ordinò a Norry di mandargli un decreto con il suo sigillo, autorizzando i soldati a 'prestare aiuto e ripristinare l’ordine’. Quelle ovviamente erano delle sciocchezze. Non c’era nessun ordine da ripristinare. Ma se Elayne aveva davvero intenzione di reclamare il Trono del Sole, avrebbe avuto bisogno di fare qualche mossa preliminare in quella direzione.

«È questo di cui volevo discutere, Elayne» disse Dyelin mentre Norry iniziava a mettere via le sue carte, disponendo ciascuna con cura meticolosa. Che la Luce li aiutasse se una di quelle preziose pagine si fosse strappata o macchiata.

«La situazione a Cairhien è... complessa» disse Dyelin.

«E quando non lo è?» chiese Elayne con un sospiro. «Hai informazioni sul clima politico lì?»

«È un caos» disse Dyelin semplicemente. «Ci occorre parlare di come hai intenzione di gestire il mantenimento di due nazioni, una in tua assenza.»

«Abbiamo passaggi» disse Elayne.

«Vero. Ma devi trovare un modo per prendere il Trono del Sole senza lasciare che sembri che l’Andor sta sottomettendo Cairhien. I nobili cairhienesi potrebbero accettarti come loro regina, ma solo se si ritengono eguali degli Andorani. Altrimenti, non appena saranno fuori dalla tua vista, i complotti cresceranno come lievito in una ciotola d’acqua calda.»

«Loro saranno eguali degli Andorani» disse Elayne.

«Non la vedranno in questo modo se ti rechi lì con le tue truppe» disse Dyelin. «I Cairhienesi sono un popolo orgoglioso. Pensare di vivere conquistati sotto la Corona dell’Andor...»

«Sono vissuti sotto il potere di Rand.»

«Con tutto il dovuto rispetto, Elayne» disse Dyelin. «Lui è il Drago Rinato. Tu no.»

Elayne si accigliò, ma come si poteva controbattere a quella affermazione?

Mastro Norry si schiarì la gola. «Maestà, il consiglio di lady Dyelin non nasce da oziose congetture. Io... ehm... ho sentito cose. Conoscendo il tuo interesse per Cairhien...»

Era migliorato nel radunare informatori. In poco tempo lei l’avrebbe trasformato in un vero e proprio capo di una rete di spie!

«Maestà» proseguì Norry a voce più bassa. «Le voci affermano che presto andrai a occupare il Trono del Sole. Si parla già di una ribellione contro di te. Oziose congetture, ne sono certo, ma...»

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