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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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Morgase rispose con un solenne cenno di assenso.

«Oh, grazie alla Luce» disse Dyelin, esalando rumorosamente fiato, la mano sollevata al seno. «Senza offesa, Morgase. Ma per un momento ho immaginato una guerra fra Trakand e Trakand!»

«Non si sarebbe arrivati a quello» disse Elayne, praticamente nello stesso momento in cui sua madre diceva qualcosa di simile. I loro occhi si incontrarono ed Elayne si concesse di sorridere. «Avremmo trovato un... accomodamento ragionevole. Questo andrà bene, anche se sicuramente mi domando quali siano state le circostanze di quell’avvenimento.»

«Ero stata presa in custodia dai Figli della Luce, Elayne» disse Morgase. «Il vecchio Pedron Niall era un gentiluomo in molti aspetti, ma il suo successore no. Io non avrei lasciato che mi usassero contro l’Andor.»

«Dannati Manti Bianchi» borbottò Elayne sottovoce. Luce, avevano detto proprio la verità quando avevano scritto, affermando di avere in loro possesso Morgase?

Galad la fissò, inarcando un sopracciglio. Posò la sedia che aveva portato, poi si slacciò il mantello, rivelando l’uniforme bianco brillante che portava sotto, con il sole raggiato sul petto.

«Oh, giusto» disse Elayne esasperata. «Me l’ero quasi dimenticato. Di proposito.»

«I Figli avevano risposte, Elayne» disse lui, mettendosi a sedere. Luce, quanto era irritante. Era bello vederlo, ma lui era irritante!

«Non desidero discuterne» disse Elayne. «Quanti Manti Bianchi sono venuti con te?»

«L’intera forza dei Figli mi ha accompagnato nell’Andor» disse Galad. «Sono il loro lord Capitano Comandante.»

Elayne sbatté le palpebre, poi lanciò un’occhiata a Morgase. La Trakand più anziana annuì. «Be’,» disse Elayne «vedo che abbiamo molto su cui aggiornarci.»

Galad la prese come una richiesta — poteva essere molto letterale — e iniziò a spiegare come aveva ottenuto la sua posizione. Fornì un resoconto piuttosto dettagliato e, di tanto in tanto, Elayne lanciò occhiate a sua madre. L’espressione di Morgase era indecifrabile.

Una volta che Galad ebbe terminato, chiese della guerra di Successione. Conversare con Galad era spesso così: uno scambio, più formale che familiare. Un tempo questo l’aveva irritata, ma stavolta trovò che — contro tutte le sue aspettative — lui le era mancato davvero. Così ascoltò con affetto.

Alla fine, la conversazione si esaurì lentamente. C’era altro di cui parlare con lui, ma Elayne non vedeva l’ora di poter parlare solo con sua madre. «Galad,» disse Elayne «mi piacerebbe continuare la nostra conversazione. Saresti così cortese da cenare con me stasera? Puoi darti una rinfrescata nei tuoi vecchi alloggi fino ad allora.»

Lui annuì, alzandosi in piedi. «Questo andrà bene.»

«Dyelin, mastro Norry» disse Elayne. «Il fatto che mia madre sia ancora viva porterà ad alcune... delicate questioni di stato. Sarà necessario pubblicare la sua abdicazione in modo ufficiale, e rapido. Mastro Norry, lascio a te la documentazione formale.

Dyelin, ti prego di informare i miei più stretti alleati di questa notizia in modo che non siano colti di sorpresa.»

Dyelin annuì. Lanciò un’occhiata a Morgase: Dyelin era una delle persone che l’ex regina aveva messo in imbarazzo durante i giorni dell’influenza di Rahvin, ma senza dubbio aveva udito le storie. Quindi Dyelin si ritirò con Galad e mastro Norry. Morgase lanciò un’occhiata a Birgitte non appena la porta si chiuse; la Custode era l’unica altra persona nella stanza.

«Mi fido di lei come una sorella, madre» disse Elayne. «Una sorella insopportabile, a volte, ma comunque una sorella.»

Morgase sorrise, poi si alzò e prese Elayne per le mani, tirandola in un abbraccio. «Ah, figlia mia» disse, le lacrime agli occhi. «Guarda cos’hai fatto! Regina grazie ai tuoi meriti!»

«Tu mi hai istruito bene, madre» disse Elayne. Si ritrasse. «E sei nonna! O lo sarai presto!»

Morgase si accigliò, abbassando lo sguardo sul suo ventre. «Sì, mi era parso, guardandoti. Chi...?»

«Rand» disse Elayne, arrossendo. «Anche se non è cosa risaputa e preferirei che restasse così.»

«Rand al’Thor...» disse Morgase, il suo umore che si rabbuiava. «Quel...»

«Madre» disse Elayne, sollevando una mano per afferrare la sua. «È un brav’uomo e io lo amo. Quelle che hai sentito sono esasperazioni o voci astiose.»

«Ma lui è... Elayne, è un uomo in grado di incanalare, il Drago Rinato!»

«È comunque un uomo» disse Elayne, sentendo il nodo di emozioni di Rand in fondo alla sua mente, così caldo. «Solo un uomo, nonostante tutto quello che si pretende da lui.»

Morgase contrasse le labbra in una linea sottile. «Mi asterrò dal giudizio. Anche se per certi versi penso che avrei dovuto gettare quel ragazzo nelle segrete nel momento in cui lo trovammo a intrufolarsi nei giardini. Non mi piaceva come ti guardava nemmeno allora, bada bene.»

Elayne sorrise, poi fece un gesto di nuovo verso le sedie. Morgase si accomodò e stavolta Elayne si sedette proprio accanto a lei, ancora tenendo le mani di sua madre. Percepì divertimento da Birgitte, che se ne stava con le spalle contro il muro opposto, un ginocchio piegato in modo che la suola del suo stivale fosse posata contro le pannellature in legno.

«Cosa c’è?» chiese Elayne.

«Nulla» disse Birgitte. «È bello vedere voi due comportarvi come madre e figlia, o almeno come donna e donna, piuttosto che fissarvi a vicenda come due pali.»

«Elayne è regina» disse Morgase in tono rigido. «La sua vita appartiene al suo popolo e il mio arrivo minacciava di sconvolgere la sua Successione.»

«Potrebbe ancora confondere le cose, madre» disse Elayne. «La tua ricomparsa potrebbe riaprire vecchie ferite.»

«Dovrò scusarmi» disse Morgase. «Forse offrire risarcimenti.» Esitò. «Avevo intenzione di restare lontano, figlia mia. Sarebbe meglio che quelli che mi odiavano mi pensassero ancora morta. Ma...»

«No» si affrettò a dire Elayne, stringendole le mani. «Questo è per il meglio. Dovremo semplicemente gestire la faccenda con abilità e cautela.»

Morgase sorrise. «Mi rendi orgogliosa. Sarai una regina stupenda.»

Elayne dovette sforzarsi per non essere troppo raggiante. Sua madre non era mai stata prodiga di complimenti.

«Ma dimmi, prima di andare avanti» disse Morgase, la voce più esitante. «Ho udito rapporti che Gaebril era...»

«Rahvin» disse Elayne, annuendo. «È vero, madre.»

«Lo odio per quello che ha fatto. Posso vederlo usarmi, conficcare chiodi nel mio cuore e nella lealtà dei miei più cari amici. Eppure c’è una parte di me che, irrazionalmente, brama vederlo.»

«Ha usato la Coercizione su di te» disse Elayne piano. «Non c’è altra spiegazione. Dovremo vedere se qualcuno della Torre Bianca può Guarirla.»

Morgase scosse il capo. «Qualunque cosa fosse, è debole ora, e gestibile. Ho trovato qualcun altro a cui dare il mio affetto.»

Elayne si accigliò.

«Te lo spiegherò in un’altra occasione» disse Morgase. «Non sono certa di comprenderlo io stessa. Prima dobbiamo decidere cosa fare per il mio ritorno.»

«È facile» disse Elayne. «Festeggiamo!»

«Sì, ma...»

«Niente ma, madre» disse Elayne. «Sei tornata da noi. La città, la nazione intera festeggerà.» Esitò. «Dopodiché ti troveremo un ruolo importante.»

«Qualcosa che mi tenga lontana dalla capitale, in modo da non proiettare una spiacevole ombra.»

«Ma un compito che sia importante, in modo che non si pensi che ti è stato dato il benservito.» Elayne fece una smorfia. «Forse possiamo conferirti il controllo sulla parte occidentale del regno. Non mi piacciono molto i rapporti su quello che sta accadendo lì.»

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