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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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Ora, Neald aveva determinato come creare lame che non si sarebbero rotte o smussate. Più si esercitava, più le lame che aiutava a creare erano affilate. Gli Aiel avevano già cominciato a domandarle per le loro lance, e Perrin aveva dato a Neald l’ordine di provvedere prima a loro. Era il minimo che gli doveva.

Sul terreno di Viaggio al margine del grosso campo sempre più circondato dalla trincea, Grady era in circolo con Annoura e Masuri, tenendo aperto un passaggio. Questo era l’ultimo gruppo di non combattenti che voleva lasciarlo, il gruppo diretto a Caemlyn. Tra loro, aveva mandato un messaggero a Elayne. Avrebbe avuto bisogno di incontrarsi con lei presto; non era certo se esserne preoccupato o no. Il tempo l’avrebbe rivelato.

Degli altri stavano tornando attraverso il passaggio, portando alcuni carretti di cibo comprati a Caemlyn, dove le provviste erano ancora disponibili. Finalmente scorse Faile che si faceva strada attraverso il campo verso di lui. Alzò una mano per farsi notare.

«Tutto a posto con Bavin?» chiese Perrin. Faile era stata nella tenda del furiere.

«Tutto a posto.»

Perrin si sfregò il mento. «Avevo intenzione di dirtelo da qualche tempo... non penso che sia particolarmente onesto.»

«Lo terrò come osservato speciale» disse lei, odorando di divertimento.

«Berelain sta passando più tempo con i Manti Bianchi» disse Perrin. «Pare che abbia occhi per Damodred. Mi sta lasciando stare tutto il tempo.»

«Ma davvero?»

«Sì. E ha pubblicato quella dichiarazione, condannando le voci su di me e su di lei. Ero preoccupato che l’avrebbero visto come un segno di disperazione.»

Faile odorò di soddisfazione.

Lui le posò una mano sulla spalla. «Non so cos’hai fatto, ma grazie.»

«Conosci la differenza tra un falco e un falcone, Perrin?»

«Le dimensioni, perlopiù» disse lui. «Anche la forma delle ali. Il falcone ha più l’aspetto di una freccia.»

«Il falcone» disse Faile «vola meglio. Uccide col becco e può volare rapido e veloce. Il falco è più lento e più forte; eccelle nel prendere una preda che si muove sul terreno. Gli piace uccidere con gli artigli, attaccando dall’alto.»

«D’accordo» disse Perrin. «Ma questo non significa che, se entrambi vedono un coniglio sul terreno, il falco sarà più capace di ghermirlo?»

«È esattamente quello che significa.» Faile sorrise. «Il falco è più bravo nel cacciare il coniglio. Ma, vedi, il falcone è più bravo nel cacciare il falco. Hai mandato il messaggero da Elayne?»

Donne. Non le avrebbe mai capite. Per una volta, però, pareva una buona cosa. «L’ho fatto. Spero che saremo in grado di incontrarla di persona.»

«Nell’accampamento gira già voce di chi potresti portare con te.»

«Perché dovrebbero girare voci?» disse Perrin. «Sarai tu. Sei quella che sa meglio come trattare con Elayne, anche se avere con noi Alliandre probabilmente non farà male.»

«E Berelain?»

«Lei può restare al campo» disse Perrin. «Badare alle cose qui. È venuta l’ultima volta.»

Faile odorò ancora più soddisfatta. «Dovremmo...» Si interruppe, accigliandosi. «Be’, pare che finalmente l’ultima foglia sia caduta.»

«Cosa?» disse Perrin voltandosi. Faile stava guardando verso un gruppo diretto nella loro direzione. L’attempata Lini e, dietro di lei, Morgase e Tallanvor, che si fissavano come una coppia appena tornata dal suo primo Bel Tine assieme. «Pensavo che lui non le piacesse» disse Perrin. «O, anche se le piaceva, che Morgase non avesse intenzione di sposarlo comunque.»

«Le opinioni cambiano,» disse Faile «molto più in fretta dei sentimenti.» Il suo odore era vagamente di rabbia, anche se lei lo soppresse. Non aveva perdonato del tutto Morgase, ma non era più apertamente ostile.

«Perrin Aybara» disse Morgase. «Sei la cosa più vicina a un lord di cui questo accampamento dispone, a parte il mio figliastro, perciò suppongo che andrai bene. Quest’uomo ha chiesto la mia mano in matrimonio. Officerai la cerimonia per noi?»

«Hai un modo ambiguo di chiedere il mio aiuto, Morgase» disse lui.

La donna strinse gli occhi verso Perrin. E anche Faile lo guardò e odorò di rabbia. Perrin sospirò. Potevano litigare fra loro quanto volevano, ma erano sempre pronte a coalizzarsi contro un uomo che diceva la cosa sbagliata, perfino se era la verità.

Comunque, Morgase si calmò. «Sono spiacente. Non intendevo insultare la tua autorità.»

«È tutto a posto» disse lui. «Suppongo che tu abbia ragione nel metterla in discussione.»

«No» disse Morgase, ergendosi più alta. Luce, poteva davvero sembrare una regina quando voleva. Come non se n’erano accorti prima? «Tu sei un lord, Perrin Aybara. Le tue azioni lo dimostrano. I Fiumi Gemelli sono fortunati ad averti, e forse anche l’Andor. Finché continui a farne parte.»

«Intendo farlo» promise Perrin.

«Be’, se vorrai fare questa cosa per me,» disse lei, guardando verso Tallanvor «io sarò disposta a parlare a tuo favore con Elayne. Si possono prendere disposizioni e dei titoli — titoli giusti — possono essere conferiti.»

«Accetteremo la tua offerta di parlare per noi» si affrettò a dire Faile prima che Perrin potesse parlare. «Ma decideremo noi, con sua maestà, se conferire titoli è la linea d’azione... adeguata, a questo punto.»

Perrin la squadrò. Non stava ancora considerando di separare i Fiumi Gemelli in un regno a sé stante, vero? Non ne avevano mai discusso prima in termini tanto schietti, ma lei lo aveva incoraggiato a usare la bandiera di Manetheren. Be’, ne avrebbero dovuto parlare.

Lì vicino, Perrin vide Galad Damodred dirigersi verso di loro, con Berelain al suo fianco, come sempre di recente. Pareva che Morgase gli avesse mandato un messaggero. Galad teneva qualcosa infilato in tasca. Una piccola lettera, sembrava, con un sigillo rosso. Dove se l’era procurata? Pareva turbato, anche se sembrò più sollevato nell’arrivare. Non appariva sorpreso dalla notizia del matrimonio; rivolse un cenno col capo a Perrin e abbracciò sua madre, poi riservò un saluto dallo sguardo grave — ma cordiale — a Tallanvor.

«Che genere di cerimonia vi piacerebbe?» chiese Perrin a Morgase. «Io conosco solo quella dei Fiumi Gemelli.»

«Credo che dei semplici giuramenti davanti a te saranno sufficienti» disse Morgase. «Sono abbastanza vecchia per essere stanca delle cerimonie.»

«Mi sembra appropriato» disse Perrin.

Galad si spostò da un lato, e Morgase e Tallanvor si presero per mano. «Martyn Tallanvor» disse lei. «Ho avuto da te più di quanto meriti, per più tempo di quanto me ne sia resa conto. Hai affermato che l’amore di un semplice soldato non è nulla davanti al mantello di ma regina, ma io dico che un uomo non si misura dal suo titolo, bensì dalla sua anima.

«Ho visto in te coraggio, dedizione, lealtà e amore. Ho visto il cuore di un principe dentro di te, il cuore di un uomo che è rimasto fedele mentre centinaia attorno a lui sono venuti meno ai loro impegni. Giuro di amarti. E, davanti alla Luce, giuro di non lasciarti. Giuro di serbarti per sempre e averti come mio marito.»

Berelain tirò fuori un fazzoletto e si asciugò gli angoli degli occhi. Be’, le donne piangevano sempre in occasioni come i matrimoni. Anche se Perrin... be’, sentiva un prurito agli occhi pure lui. Forse doveva essere il sole.

«Morgase Trakand» disse Tallanvor. «Mi sono innamorato di te per il modo in cui trattavi chi ti stava attorno quando eri regina. Ho visto una donna che prendeva il dovere non solo con un senso di responsabilità, ma con passione. Perfino quando non mi distinguevi da qualunque altra guardia, mi trattavi con gentilezza e rispetto. Trattavi tutti i tuoi sudditi a quel modo.

«Ti amo per la tua bontà, la tua intelligenza, la tua forza di mente e di volontà. Uno dei Reietti non è riuscito a spezzarti; gli sei sfuggita quando lui ti riteneva del tutto sotto controllo. Il più terribile dei tiranni non è riuscito a spezzarti, nemmeno quando ti teneva in pugno. Gli Shaido non sono riusciti a spezzarti. Un’altra persona al tuo posto sarebbe piena d’odio, se avesse dovuto passare tutto quello che hai passato tu. Ma tu... tu sei cresciuta, sempre di più, in una persona da ammirare, amare e rispettare.

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