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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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«Sì. Se non avrò quel giuramento lo farò. Rand può tornare indietro a prendervi di persona, però. Con me sai quello che otterrai. Sarò giusto con te. Tutto quello che chiederò sarà che gli uomini stiano in formazione, poi combattano dove verrà loro detto che arriva la battaglia. Rand... be’, tu puoi dire di no a me. Troverai molto più difficile dire di no a lui. E dubito anche che il risultato ti piacerà la metà, una volta che finirai per dire di sì.»

Galad si accigliò. «Sei un uomo stranamente convincente, Perrin Aybara.»

«Abbiamo un accordo?» Perrin tese la mano.

Galad la prese. Non fu la minaccia a farlo; fu ricordare la voce di Perrin quando aveva trovato Jerum ferito. Quella compassione. Nessun Amico delle Tenebre avrebbe potuto simulare quello.

«Hai il mio giuramento» disse Galad. «Accettare te come mio comandante militare fino al termine dell’Ultima Battaglia.» Tutt’a un tratto si sentì più debole di prima e lasciò andare un fiato, poi si sedette su una roccia vicina.

«E tu hai il mio giuramento» disse Perrin. «Mi assicurerò che ci si prenda cura dei tuoi uomini come degli altri. Siedi qui e riposa un poco; io ispezionerò quella zona laggiù. La debolezza passerà presto.»

«Debolezza?»

Perrin annuì. «So com’è rimanere coinvolto nelle esigenze di un ta’veren. Luce, se lo so.» Squadrò Galad. «Ti sei mai chiesto perché siamo finiti qui, in questo stesso posto?»

«I miei uomini e io abbiamo ritenuto che sia stata la Luce a metterti davanti a noi» disse Galad. «In modo che potessimo punirti.»

Perrin scosse il capo. «Non è affatto così. La verità, Galad, è che a quanto pare io avevo bisogno di te. Ecco perché siete finiti qui.» Detto questo, si allontanò.

Alliandre piegò attentamente la benda, poi la consegnò a un gai’shain in attesa. Le sue dita erano spesse e callose, il volto nascosto sotto il cappuccio della veste. Alliandre pensava che potesse essere Niagen, il Senza Fratelli che Lacile aveva preso con sé. Quello infastidiva ancora Faile, ma Alliandre non riusciva a immaginare perché. Probabilmente un uomo aiel sarebbe stato adatto a Lacile.

Alliandre iniziò ad arrotolare un’altra benda. Sedeva con altre donne in una piccola radura vicino al campo di battaglia, circondata da soffioni storti e macchie di ericacee. L’aria fresca era silenziosa tranne per i gemiti dei feriti lì vicino.

Tagliò un altro tratto di stoffa nella luce mattutina. Il tessuto era stato una camicia. Ora era bende. Non una gran perdita: non era stata un granché come camicia, da quello che vedeva.

«La battaglia è finita?» disse Berelain piano. Lei e Faile lavoravano lì vicino, sedute su sgabelli una di fronte all’altra mentre tagliavano.

«Sì, pare di sì» replicò Faile.

Entrambe tacquero. Alliandre sollevò un sopracciglio, ma non disse nulla. Stava succedendo qualcosa tra quelle due. Perché iniziare a fingere tutt’a un tratto di essere grandi amiche? Quella recita pareva ingannare molti degli uomini nel campo, ma Alliandre poteva vedere la verità nel modo in cui le loro labbra si serravano quando si vedevano. Era diminuito dopo che Faile aveva salvato la vita a Berelain, ma non era scomparso del tutto.

«Avevi ragione su di lui» disse Berelain.

«Sembri sorpresa.»

«Non mi sbaglio spesso quando si tratta di uomini.»

«Mio marito non è come gli altri uomini. E...» Faile si interruppe. Guardò verso Alliandre, gli occhi che si stringevano.

Dannate ceneri, pensò Alliandre.

Si era seduta troppo lontano, cosa che la faceva allungare come per origliare. Quello era sospetto.

Le due tacquero di nuovo e Alliandre sollevò una mano, come esaminandosi le unghie.

Sì, pensò. Ignoratemi. Io non sono importante, sono solo una donna indaffarata che si sta sforzando di lavorare sodo.

Faile e Berelain non lo pensavano, ovviamente, non più di quanto gli uomini dei Fiumi Gemelli avessero mai pensato che Perrin fosse stato infedele. Se ti fermavi a chiederglielo — se li facevi riflettere davvero sull’argomento — arrivavano alla conclusione che doveva essere successo qualcos’altro.

Ma cose come superstizione e pregiudizi scorrevano più in profondità dei semplici pensieri. Quello che le altre due pensavano su Alliandre e quello che provavano d’istinto era diverso. Inoltre Alliandre era davvero una donna indaffarata e che si stava sforzando di lavorare sodo.

Meglio sapere quali erano i tuoi punti di forza.

Alliandre si dedicò di nuovo al tagliare bende. Faile e Berelain avevano insistito per rimanere e aiutare; Alliandre non poteva andare. Non con loro due che si comportavano in modo così dannatamente intrigante, negli ultimi tempi. Inoltre il lavoro non le dispiaceva. Paragonato alla loro prigionia presso gli Aiel, in effetti era piuttosto gradevole. Purtroppo le due non tornarono alla loro conversazione. In effetti, Berelain si alzò con aria frustrata e si diresse verso l’altro lato della radura.

Alliandre poteva praticamente percepire il gelo emanare dalla donna. Berelain si fermò dove altri stavano arrotolando le strisce di stoffa. Alliandre si alzò in piedi, portando sgabello, forbici e stoffa da Faile. «Non credo di averla mai vista così sconvolta» disse Alliandre.

«Non le piace essere in errore» osservò Faile. Trasse un profondo respiro, poi scosse il capo. «Vede il mondo come un reticolo di mezze verità e inferenze, ascrivendo motivazioni complesse agli uomini più semplici. Sospetto che questo la renda molto brava nella politica di corte. Ma io non vorrei vivere a quel modo.»

«È molto saggia» disse Alliandre. «Vede davvero delle cose, Faile. Capisce il mondo; ha solo qualche lacuna, come molte di noi.»

Faile annuì distrattamente. «La cosa che compatisco di più è il fatto che, malgrado tutto questo, non credo sia mai stata innamorata di Perrin. Gli dava la caccia per divertimento, per un vantaggio politico e per Mayene. Alla fine, era più la sfida che altro. Può essere affezionata a lui, ma nulla più. Forse potrei capirla se fosse stato per amore.»

Alliandre trattenne la lingua dopo quello, tagliando le bende. Si imbatté in un’elegante camicia di seta blu nella pila. Di certo poteva esserci qualcosa di meglio da fare con quella! La ficcò in mezzo ad altre due e se le mise accanto, come se fossero una pila che intendeva tagliare.

Alla fine Perrin giunse nella radura, seguito da alcuni operai con i vestiti coperti di sangue. Si diresse all’istante da Faile, sedendosi sullo sgabello di Berelain, posando il suo meraviglioso martello nell’erba accanto a sé. Pareva esausto. Faile gli prese qualcosa da bere e poi gli massaggiò la spalla.

Alliandre si scusò, lasciando Perrin e sua moglie. Si fece strada verso il punto dove si trovava Berelain, al limitare della radura, sorseggiando una tazza di tè preso dalla pentola sul fuoco. Berelain la squadrò.

Alliandre si versò una tazza di tè, poi ci soffiò sopra per un momento. «Sono davvero fatti l’uno per l’altro, Berelain» disse. «Non posso dire che mi dispiaccia vedere questo esito.»

«Ogni relazione merita di essere messa alla prova» replicò Berelain. «E se lei fosse caduta a Malden — un esito quantomai possibile — lui avrebbe avuto bisogno di qualcuno. Però non è una grossa perdita distogliere gli occhi da Perrin Aybara. Mi sarebbe piaciuto avere una connessione con il Drago Rinato attraverso di lui, ma ci saranno altre opportunità.» Pareva molto meno frustrata ora rispetto a pochi momenti prima. In effetti, pareva essere tornata alla sua personalità calcolatrice.

Alliandre sorrise. Donna scaltra. Era necessario che Faile vedesse la sua rivale completamente sconfitta, in modo da considerare passata la minaccia. Era questo il motivo per cui Berelain lasciava trasparire parte della sua frustrazione, più di quanto avrebbe fatto normalmente.

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