L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Quella notte giunse il secondo temporale, ore di terribile diluvio con il cielo pieno di nuvole nere e lampi micidiali. Da allora Perrin non aveva più fiutato i Trolloc e le tracce erano state asportate via dalla pioggia. La maggior parte del tempo l’avevano trascorsa a evitare le pattuglie dei Manti Bianchi, che tutti sostenevano fossero più numerose che in passato. I contadini con cui Perrin aveva parlato sostenevano che i Manti Bianchi erano più interessati a ritrovare i prigionieri e quelli che li avevano liberati piuttosto che i Trolloc.
Adesso un discreto numero di uomini si era riunito attorno a Luc. Era abbastanza alto, per cui i capelli rosso dorato spiccavano fra le teste scure. Sembrava che lui parlasse e gli altri ascoltassero, annuendo.
«Vediamo cosa ha da dire» osservò torvo Perrin.
Gli uomini dei Fiumi Gemelli aprirono subito un varco. Erano tutti concentrati sul lord con la giubba rossa, che stava ancora parlando. «... Per cui adesso il villaggio è abbastanza sicuro. Pieno di gente che si è riunita per difenderlo. Devo ammettere che mi piace dormire sotto a un tetto, quando posso. Comare al’Vere, alla locanda, fornisce dei pasti gustosi. Il suo pane è fra i migliori che abbia mai mangiato. Non c’è davvero nulla come il pane appena sfornato, il burro appena preparato e rilassarsi la sera con una buona coppa di vino, o l’ottima birra scura di mastro al’Vere.»
«Lord Luc ci stava dicendo che dovremmo recarci a Emond’s Field, Perrin» spiegò Kenley Ahan mentre si strofinava il naso rosso con il dorso della mano sudicia. Non era il solo che non si era potuto lavare quanto avrebbe voluto, nemmeno il solo con il raffreddore.
Luc sorrise a Perrin come avrebbe fatto guardando un cane e aspettandosi che facesse qualche esercizio. «Il villaggio è discretamente sicuro, ma c’è sempre bisogno di schiene forti.»
«Stiamo dando la caccia ai Trolloc» rispose freddamente Perrin. «Non tutti hanno ancora lasciato le fattorie, e ogni banda che troviamo e sterminiamo significa una fattoria non incendiata e più gente con la possibilità di mettersi in salvo.»
Wil al’Seen scoppiò a ridere. Non era così carino con il naso rosso e gonfio e una barba di sei giorni, tutta a chiazze. «Non abbiamo fiutato un Trolloc per giorni. Sii ragionevole, Perrin. Forse li abbiamo già uccisi tutti.» Vi furono mormorii di consenso.
«Non intendo diffondere dissenso.» Luc aprì le braccia ingenuamente. «Senza dubbio hai avuto molti successi oltre quelli di cui ho sentito parlare. Centinaia di Trolloc uccisi, mi aspetto. Forse li hai anche cacciati via. Posso garantirti che Emond’s Field è pronta a offrirvi un benvenuto da eroi. Lo stesso dovrebbe valere per Watch Hill, per quelli che comunque vivono lì. Nessuno di Deven Ride?» Wil annuì e Luc gli batté una mano sulla spalla come se fosse un amicone. «Il benvenuto di un eroe, senza alcun dubbio.»
«Chiunque vuole andare a casa può farlo» intervenne Perrin con voce decisa. Faile diresse verso di lui uno sguardo ammonitore; questo non era il modo di essere un generale. Ma Perrin non voleva nessuno con lui che davvero non volesse trovarsi lì. E non voleva nemmeno essere un generale.
«Io personalmente non credo che il lavoro sia ancora finito, ma è una vostra scelta.»
Nessuno si mosse, ma Wil sembrava pronto a farlo e altri venti fissavano il terreno e scalciavano le foglie morte.
«Be’,» puntualizzò Luc con indifferenza «se non ti sono rimasti altri Trolloc ai quali dare la caccia, forse è ora che rivolgi le tue attenzioni verso i Manti Bianchi. Non sono contenti della decisione dei tuoi concittadini dei Fiumi Gemelli di difendersi da soli. E mi sembra di aver capito che vogliono impiccarvi come fuorilegge, per aver rapito i loro prigionieri.»
Fra molti dei ragazzi passarono sguardi ansiosi.
Fu allora che giunse Gaul facendosi largo fra la folla, seguito da Bain e Chiad. Non che gli Aiel dovessero farsi largo a forza. Gli uomini si aprivano non appena si accorgevano di chi fossero. Luc guardò Gaul pensieroso, forse con disapprovazione, l’Aiel lo fissò a sua volta con il viso pietrificato. Wil, Dannil e gli altri si illuminarono alla vista dell’Aiel. Molti di loro ancora credevano che si nascondessero a centinaia da qualche parte fra i boschetti e le foreste. Non si chiedevano mai perché tutti quegli Aiel rimanessero nascosti e Perrin certamente non toccava mai l’argomento. Se credere ai rinforzi di centinaia di Aiel serviva a mantenere il coraggio, andava bene.
«Cosa hai scoperto?» chiese Perrin. Gaul era andato via dal giorno prima, poteva muoversi velocemente come un uomo a cavallo, più veloce nelle foreste, e vedeva più cose.
«Trolloc» rispose Gaul come se stesse riferendo la presenza di pecore «che si muovono nel Waterwood verso sud. Non sono più di trenta e credo che intendano accamparsi nella foresta per attaccare stanotte. E ci sono ancora uomini nelle terre a sud.» Sorrise improvvisamente con fare lupesco. «Non mi hanno visto. Non avranno nessun preavviso.»
Chiad si inchinò verso Bain. «Si muove abbastanza bene, per essere un Cane di Pietra» sussurrò abbastanza forte per farsi sentire fino a sei metri di distanza. «Fa poco più rumore di un toro storpio.»
«Be’, Wil?» osservò Perrin. «Vuoi andare a Emond’s Field? Puoi raderti e forse trovare una ragazza da baciare mentre questi Trolloc stanotte ceneranno.»
Wil arrossì. «Stanotte mi troverò ovunque tu sarai, Aybara» rispose con voce severa.
«Nessuno intende andare a casa se questi Trolloc sono ancora in giro, Perrin» aggiunse Kenley.
Perrin guardò gli altri, incontrando solo cenni di approvazione? «Cosa mi dici, Luc?» Ci farebbe piacere avere un lord, Cercatore del Corno, con noi. Ci potresti mostrare come fare.»
Luc sorrise rapidamente, uno squarcio nella pietra che non si avvicinò mai a quei gelidi occhi azzurri. «Temo che i difensori di Emond’s Field abbiano ancora bisogno di me. Devo proteggere la tua gente, nel caso i Trolloc arrivassero in un numero superiore di trenta. O i Figli della Luce. Lady Faile?» Le porse una mano per aiutarla a montare a cavallo, ma la donna scosse il capo.
«Resterò con Perrin, lord Luc.»
«Un peccato» rispose stringendosi nelle spalle, come a dire che i gusti delle donne erano incomprensibili. Sistemando i guanti con i lupi ricamati balzò agilmente in sella allo stallone nero. «Buona fortuna, mastro Occhidoro. Spero che tutti voi ne abbiate.» Con un mezzo inchino rivolto a Faile, fece voltare il cavallo e lo spronò a un galoppo che costrinse alcuni dei suoi uomini a balzare indietro.
Faile lanciò a Perrin un’occhiata dura che preannunciava una predica sulla maleducazione, una volta soli. Ascoltò il rumore degli zoccoli del cavallo fino all’ultimo, quindi si rivolse a Gaul. «Possiamo anticipare i Trolloc? Aspettarli da qualche parte prima che raggiungano qualsiasi posto dove intendono fermarsi?»
«Le distanze sono giuste, se ci muoviamo ora» rispose Gaul. «Si stanno spostando in linea retta, senza fretta. C’è anche uno di Coloro che Percorrono la Notte. Sarebbe più facile sorprenderli nel sonno piuttosto che nella veglia.» Si riferiva agli uomini dei Fiumi Gemelli, da lui non proveniva odore di paura.
Dagli altri certamente sì, eppure nessuno suggerì che un confronto con i Trolloc svegli e un Myrddraal che li spronava non fosse il piano migliore. Smontarono il campo non appena Perrin diede l’ordine, spegnendo i fuochi e spargendo le ceneri, raccogliendo le poche pentole e montando in groppa ai cavalli male assortiti che avevano a disposizione. Una volta richiamate le sentinelle — Perrin si disse che avrebbe dovuto parlare con loro — erano circa settanta. Di certo abbastanza per assalire trenta Trolloc. Ban al’Seen e Dannil guidavano le due colonne — sembrava il solo sistema per evitare discussioni — e Bili al’Dai e Kenley con altri guidavano gruppetti di dieci. Anche Wil non era una cattiva persona di solito, quando riusciva a non pensare alle ragazze. Faile cavalcava Rondine subito appresso a Stepper mentre si dirigevano verso sud seguendo l’Aiel che correva. «Davvero non ti fidi di lui» osservò. «Pensi che sia un Amico delle Tenebre.»