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Presagi di tempesta

Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:

Аннотация

I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.
Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
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«Non esattamente. Elaida ha…» Egwene esitò, accigliandosi. Qualcosa non andava.

«Egwene?» chiese Siuan allarmata.

«Io…» iniziò Egwene, poi fremette. Qualcosa stava tirando contro la sua mente, annebbiandola. Qualcosa la stava…

Trascinando indietro. Il Tel’aran’rhiod scomparve in un istante ed Egwene riaprì gli occhi nella sua stanza, mentre Nicola le scuoteva il braccio, agitata. «Madre» stava dicendo. «Madre!» La ragazza aveva un taglio insanguinato sulla guancia. Egwene si mise a sedere di scatto, e in quel momento l’intera Torre tremò per un esplosione. Nicola le afferrò il braccio, uggiolando dalla paura.

«Cosa sta succedendo?» domandò Egwene.

«Progenie dell’Ombra!» gridò Nicola. «Nel cielo, serpenti che gettano fiamme e flussi dell’Unico Potere. Ci stanno distruggendo! Oh, Madre. E Tarmon Gai’don!»

Egwene ebbe un istante di panico primitivo e quasi incontrollabile. Tarmon Gai’don! L’Ultima Battaglia! Udì urla in lontananza, seguite da grida di soldati o Custodi. No… no, doveva concentrarsi! Serpenti nel cielo. Serpenti che maneggiavano l’Unico Potere… o con in sella qualcuno che maneggiava l’Unico Potere. Egwene si scrollò di dosso la coperta e balzò in piedi. Non era Tarmon Gai’don, ma la situazione era quasi altrettanto pessima. I Seanchan avevano infine attaccato la Torre Bianca, proprio come Egwene aveva Sognato.

E lei non poteva incanalare nemmeno il Potere sufficiente ad accendere una candela, tantomeno per contrattaccare.

40

La Torre trema

Siuan si svegliò di soprassalto. C’era qualcosa di sbagliato. Qualcosa di molto, molto sbagliato. Balzò giù dal suo pagliericcio. Mentre lo faceva, una sagoma scura si mosse all’improvviso dall’altro lato della tenda, metallo che raschiava contro metallo. Siuan si immobilizzo, abbracciando la Fonte di riflesso ed evocando un globo di luce.

Gareth Bryne era in piedi in allerta, con la spada col marchio dell’airone sguainata e pronta. Aveva indosso solo le brache e lei dovette trattenersi dal fissare il suo corpo muscoloso, che era in forma molto migliore di parecchi uomini della sua età. «Cosa c’è?» chiese lui con voce tesa.

«Luce!» esclamò Siuan. «Dormi con la tua spada?»

«Sempre.»

«Egwene è in pericolo.»

«Che genere di pericolo?»

«Non lo so» ammise lei. «Ci stavamo incontrando e tuffa un tratto è sparita. Penso… penso che Elaida possa aver deciso di giustiziarla. O almeno tirarla fuori dalla sua cella e… farle qualcosa.»

Bryne non domandò dettagli. Si limitò a rinfoderare la spada, poi si apprestò a mettersi un paio di pantaloni e una camicia. Siuan indossava ancora la sua gonna azzurra ora stazzonata e la blusa: era abituata a cambiarsi dopo i suoi incontri con Egwene, quando Bryne dormiva della grossa.

Provava un’ansia che non riusciva a definire. Perche era così nervosa? Non era insolito che qualcosa svegliasse una persona che stava sognando.

Ma Egwene non era una persona qualunque. Lei dominava il Mondo dei Sogni. Se qualcosa l’aveva svegliata in modo inatteso, lei se ne sarebbe occupata, poi sarebbe tornata per calmare le preoccupazioni di Siuan. Ma non l’aveva fatto, malgrado Siuan l’avesse attesa per quella che era sembrata un’eternità.

Bryne le si avvicinò, ora indossando i suoi rigidi pantaloni grigi e la giubba dell’uniforme. Si era abbottonato fino all’alto colletto la giacca, contrassegnata da tre stelle sul petto sinistro e da spalline dorate.

Una voce frenetica chiamò dall’esterno. «Generale Bryne! Mio lord generale!» Bryne le lanciò un’occhiata, poi si voltò verso le falde della tenda. «Avanti!»

Un giovane soldato con neri capelli ben pettinati irruppe nella tenda e gli rivolse un rapido saluto. Non si scusò per essere giunto a un’ora così tarda: gli uomini di Bryne sapevano che il generale confidava che lo avrebbero svegliato in caso di necessità.

«Mio signore» disse l’uomo. «Un rapporto degli esploratori. Sta accadendo qualcosa in città.»

«‘Qualcosa’, Tijds?» chiese Bryne.

«Gli esploratori non sono certi, mio signore» disse l’uomo con una smorfia. «Con la coltre di nubi, la notte è buia e i cannocchiali non sono di grande aiuto. Ci sono stati scoppi di luce vicino alla Torre, come lo spettacolo di un Illuminatore. Ombre scure nell’aria.»

«Progenie dell’Ombra?» chiese Bryne uscendo dalla tenda. Col globo di luce, Siuan e il soldato lo seguirono. La luna sarebbe stata a malapena una falce, e con quelle nuvole onnipresenti era difficile vedere alcunche. Le tende degli ufficiali erano cataste sonnecchianti di nero su nero attorno a loro, e le uniche luci davvero distinguibili erano i fuochi di sentinella delle guardie all’ingresso della palizzata.

«Potrebbe trattarsi di Progenie dell’Ombra, mio signore» disse il soldato, trotterellando dietro Bryne. «Le storie parlano di creature d’ombra che volano in tal modo. Ma gli esploratori non sono sicuri di quello che stanno vedendo. I lampi di luce ci sono di certo, però.»

Bryne annui, diretto verso i fuochi di sentinella. «Allerta la guardia notturna: li voglio in piedi e con indosso l’armatura, qualora servissero. Manda dei messaggeri alle fortificazioni cittadine. E portami più informazioni!»

«Sì, mio signore.» Il soldato gli rivolse il saluto e corse via.

Bryne lanciò un’occhiata a Siuan col volto illuminato dal globo di luce che fluttuava sopra la mano della donna. «La Progenie dell’Ombra non oserebbe attaccare la Torre Bianca» disse lui. «Non senza una consistente forza d’attacco di terra in attesa, e dubito sinceramente che ci siano centomila Trolloc nascosti nella poca copertura che queste pianure offrono. Allora cosa accidenti sta succedendo?»

«Seanchan» disse Siuan, mentre una pozza di ghiaccio si formava nel suo stomaco.

«Interiora di pesce, Gareth! Devono essere loro. Egwene l’ha Predetto.» Lui annuì. «Sì. Cavalcano Progenie dell’Ombra, così dicono le voci.»

«Bestie volanti,» lo corresse Siuan «non Progenie dell’Ombra. Egwene ha detto che sono chiamati raken.»

Lui la squadrò dubbioso, ma si limitò a dire: «Cosa renderebbe i Seanchan così avventati da attaccare senza l’ausilio di una forza di terra?»

Siuan scosse il capo. Aveva sempre presunto che un assalto seanchan alla Torre Bianca avrebbe significato un’invasione su larga scala, ed Egwene aveva ipotizzato che mancassero ancora diversi mesi all’attacco. Luce! Pareva che Egwene si fosse sbagliata.

Bryne si voltò verso i fuochi di sentinella, che stavano ardendo più alti nella notte, gettando luce lungo la parte frontale della palizzata. All’interno dell’anello di legno, gli ufficiali si stavano destando, chiamando le tende vicine. Lampade e lanterne si accesero.

«Bene,» disse Gareth «finche attaccano Tar Valon, non sono un nostro problema. Dobbiamo solo…»

«Vado a tirarla fuori» disse all’improvviso Siuan, sorprendendo se stessa.

Bryne si voltò verso di lei, nella luce del suo globo. L’uomo aveva il mento oscurato dalla barba ispida della sera. «Cosa?»

«Egwene» disse Siuan. «Dobbiamo andare lì dentro per lei. Questo ci fornirà un diversivo perfetto, Gareth! Possiamo entrare e prenderla prima che qualcuno se ne accorga.»

Lui la squadrò.

«Cosa c’è?»

«Hai dato la tua parola di non liberarla, Siuan.» Luce, che bella sensazione le dava sentirlo usare il suo nome.

Concentrati!, si rimproverò. «Questo nonna importanza ora. È in pericolo e ha bisogno d’aiuto.»

«Lei non vuole aiuto» disse Bryne in tono severo. «Dobbiamo assicurarci che il nostro esercito sia al sicuro. L’Amyrlin è convinta di poter badare a se stessa.»

«Anch’io pensavo di poter badare a me stessa» disse Siuan. «E guarda dove mi ha portato.» Scosse il capo, lanciando un’occhiata verso il lontano pinnacolo di Tar Valon. Poteva a malapena vedere un’esplosione illuminare brevemente la guglia. «Quando Egwene parla dei Seanchan, rabbrividisce sempre. Poco la turba: non i Reietti, non il Drago Rinato. Gareth, tu non sai cosa fanno i Seanchan alle donne in grado di incanalare.» Incontrò i suoi occhi.

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