Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » L'ascesa dell'Ombra
L'ascesa dell'Ombra - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'ascesa dell'Ombra

Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:

L'ascesa dell'Ombra
1 ... 185 186 187 188 189 190 191 192 193 ... 298
Перейти на страницу:

Questi annuì. «Proprio così. Non credevo che vi avrei mai più riviste. Io... ho aspettato il più possibile a Falme, ma giunse il momento in cui dovetti salpare o vedere la mia nave incendiata.»

Adesso Elayne lo aveva riconosciuto. Aveva acconsentito a trasportarle fuori da Falme, ma il caos aveva sommerso la città prima che riuscissero a raggiungere il suo veliero. Quella giubba diceva che da allora se l’era passata bene.

«È un piacere vederti nuovamente» osservò Nynaeve freddamente «ma se vuoi scusarci, dobbiamo trovare delle stanze in città.»

«Sarà difficile. Tanchico è piena. Conosco un posto dove la mia parola forse vale qualcosa. Non ho potuto aspettare a Falme, ma sento di essere in debito con voi.» Domon si fermò aggrottando le sopracciglia improvvisamente a disagio. «Voi qui. Quindi accadrà la stessa cosa di Falme?»

«No, mastro Domon» rispose Elayne quando vide che Nynaeve esitava.

«Certo che no. E saremo felici di accettare il tuo aiuto.»

Si aspettava quasi delle proteste da parte di Nynaeve, che invece annuì pensierosa, presentando il resto del gruppo. Il mantello di Thom fece sollevare le sopracciglia a Domon, ma l’abito di Juilin con il taglio tarenese richiamò uno sguardo torvo che fu ricambiato con egual forza. Nessuno degli uomini disse nulla, però. Forse sarebbero riusciti a mantenere le animosità fra Tear e Illian fuori Tanchico. Se non ci fossero riusciti, avrebbe dovuto parlar loro con fermezza.

Domon raccontò cosa gli era accaduto dai tempi di Falme mentre li accompagnava sul molo, e se l’era cavata veramente bene. «Una dozzina di buone navi costiere di cui gli esattori del Panarca sono al corrente» rise «e quattro nelle acque profonde di cui non sono a conoscenza.»

Difficilmente sarebbe riuscito a mettere su una tale flotta con mezzi onesti in così poco tempo. Era rimasta colpita nel sentirne parlare così apertamente su un molo pieno di uomini.

«Proprio così, contrabbando e ne traggo un guadagno che non mi ero mai immaginato. Un decimo del dazio nelle tasche degli uomini della dogana e questi si voltano dall’altra parte, tenendo le bocche chiuse.»

Due tipi di Tanchico con i veli e i berretti rotondi li sorpassarono, con le mani intrecciate dietro la schiena. Ognuno aveva una grande chiave di ottone appesa a una spessa catena attorno al collo, sembrava fosse il contrassegno di qualche carica ufficiale. Annuirono verso Domon in modo familiare. Thom sembrava divertito, ma Juilin guardava torvo allo stesso modo sia Domon che i due tipi di Tanchico. In quanto cacciatore di ladri non aveva simpatia per quelli che schernivano la legge.

«Non credo però che durerà molto a lungo» continuò Domon quando i due tipi passarono oltre. «Le cose vanno anche peggio nell’Arad Doman, e qui vanno parecchio male. Forse il lord Drago non ha ancora Fratturato il Mondo, di certo ha spezzato l’Arad Doman e Tarabon.»

Elayne voleva dirgli qualcosa di duro, ma avevano raggiunto la fine del molo e rimase a guardare in silenzio mentre Domon noleggiava per loro alcune lettighe con portatori, più una dozzina di uomini con bastoni robusti e volti duri. Delle guardie armate di spada e lancia si trovavano in fondo al molo; sembravano mercenari, non soldati Dall’altro lato della strada lungo tutte le file di moli, centinaia di volti sconfitti e infossati fissavano i militari. A volte alcuni degli occhi guizzavano verso le imbarcazioni, ma per lo più erano fissi sugli uomini che li tenevano lontani da esse. Ricordandosi di quanto le aveva raccontato Coine riguardo agli uomini che avevano assalito la sua imbarcazione, disperati di ottenere un passaggio per qualsiasi luogo lontano da Tanchico, Elayne rabbrividì. Quando questi occhi affamati guardavano le imbarcazioni, il bisogno ardeva in essi. Elayne sedette rigida nella portantina che la sballottava fra la folla davanti ai bastoni, e cercava di non fissare nulla in particolare. Non voleva vedere quei volti. Dov’era il re? Perché non si prendeva cura di loro?

Un’insegna sopra al cancello della locanda intonacata di bianco dove li aveva condotti Domon, sotto al Grande Circolo, riportava la scritta ‘Il cortile delle tre susine’. La sola corte che Elayne vide era un cortile circondato da alte mura, pavimentato in pietra davanti alla locanda, che era composta da tre piani squadrati senza finestre vicino al suolo che al piano alto venivano invece protette da inferriate lavorate. All’interno uomini e donne affollavano la sala comune, la maggior parte vestita alla maniera di Tanchico, e il brusio delle voci quasi soffocava il suono di un dulcimero a martelletti.

Nynaeve esclamò quando vide per la prima volta la locandiera, una donna graziosa non più grande di lei con gli occhi marroni e delle treccine biondo chiaro e un velo che non nascondeva una carnosa bocca a forma di bocciolo di rosa. Anche Elayne sobbalzò, ma non era Liandrin. La donna — si chiamava Rendra — conosceva bene Domon. Rivolse dei sorrisi di benvenuto a Elayne e Nynaeve, mostrò molto apprezzamento per il fatto che Thom fosse un menestrello e diede loro le ultime due stanze disponibili a una tariffa che Elayne sospettava fosse inferiore a quella reale. Elayne si accertò che lei e Nynaeve avessero la camera con il letto più grande. Aveva già condiviso il giaciglio con Nynaeve e la donna agitava i gomiti con una certa libertà.

Rendra fece anche in modo che la cena venisse loro servita in una stanza privata da due giovani uomini velati. Elayne si ritrovò a fissare un piatto di agnello arrosto con gelatina speziata di mele e certi strani fagioli gialli allungati cucinati con le noccioline. Non poteva toccarlo. Tutti quei volti affamati. Domon mangiò voracemente, con tutto il suo contrabbandare e l’oro. Nemmeno Thom e Juilin si mostrarono reticenti.

«Rendra,» chiese con calma Nynaeve «non c’è nessuno qui che aiuti i poveri? Posso elargire facilmente una discreta quantità d’oro, se fosse d’aiuto.»

«Potresti fare una donazione alle cucine di Bayle» rispose la locandiera rivolgendo a Domon un sorriso. «L’uomo evita di pagare le tasse, eppure si tassa da solo. Per ogni corona che paga per corrompere, ne elargisce due per la minestra e il pane dei poveri. Ha anche cercato di convincere me a fare una donazione e io pago le tasse.»

«Sarebbe meno delle tasse» mormorò Domon, incurvando le spalle in posizione difensiva. «Guadagno molto bene, fortuna toccami se non è vero.»

«È bello che tu abbia piacere nell’aiutare i poveri, mastro Domon» osservò Nynaeve quando Rendra e servitori andarono via. Thom e Juilin si erano entrambi alzati per assicurarsi che fossero davvero usciti. Con un mezzo inchino Thom e Juilin aprirono la porta, il corridoio era vuoto. Nynaeve proseguì. «Anche noi potremmo avere bisogno del tuo aiuto.»

Domon bloccò le posate mentre stava tagliando un pezzo di agnello.

«Come?» chiese sospettoso.

«Non lo so ancora con esattezza, mastro Domon. Tu hai un certo numero di imbarcazioni. Devi quindi avere degli uomini. Potremmo avere bisogno di occhi e orecchie. Alcune dell’Ajah Nera potrebbero benissimo trovarsi a Tanchico, e dobbiamo scoprire dove si nascondono.» Nynaeve si portò una forchettata di fagioli alla bocca come se non avesse detto nulla fuori dell’ordinario. Recentemente sembrava che parlasse dell’Ajah Nera con tutti.

Domon la guardò a bocca aperta, quindi si rivolse incredulo verso Thom e Juilin mentre tornavano a sedersi. Quando i due annuirono, spostò il piatto di lato e si accasciò con la testa sulle braccia. Nynaeve per poco non lo colpì, se il modo in cui tese la bocca era un’indicazione, ed Elayne avrebbe capito. Perché aveva avuto bisogno che i due uomini confermassero le sue parole?

Alla fine Domon sollevò il capo. «Accadrà ancora. Di nuovo Falme. Forse è giunto il momento che faccia fagotto e vada via. Se riporto le imbarcazioni a Illian, anche lì sarò un uomo agiato.»

«Dubito che troverai Illian di tuo gradimento» spiegò Nynaeve con voce ferma. «Mi sembra di capire che adesso è governata da Sammael, anche se non apertamente. Potresti non goderti il tuo denaro sotto il dominio di uno dei Reietti.» Gli occhi di Domon quasi schizzarono fuori dalle orbite, ma Nynaeve proseguì. «Non ci sono più posti sicuri. Puoi scappare come un coniglio, ma non puoi nasconderti. Non è meglio fare quello che puoi per combattere come un uomo?»

1 ... 185 186 187 188 189 190 191 192 193 ... 298
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)