La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
Quando aveva dato gli ordini, dal suo bagno, Rand non aveva avuto la possibilità di fornire dei dettagli su cosa intendesse fare una volta raggiunto Lo spruzzo bianco, per cui lo fece in quel momento. Quelle spiegazioni fecero sorridere gli Asha’man, come si era aspettato — be’, Flinn e Narishma sorrisero, e Dashiva batté le palpebre con fare assente — e fra gli Aiel furono scambiati sguardi corrucciati, anche questi come previsto. Non amavano essere lasciati indietro. Dobraine si limitò ad annuire; sapeva di essere presente solo per fare scena, quel giorno. Ciò che Rand non si era aspettato fu la reazione delle Aes Sedai.
«Ai tuoi ordini, mio lord Drago» disse Merana, facendogli una delle sue piccole riverenze. Le altre quattro si scambiarono delle occhiate, ma anche loro si inchinarono e mormorarono: «Ai tuoi ordini» subito dopo di lei. Nessuna protestò, nessuna corrucciò la fronte, non ci fu un solo sguardo altezzoso e nemmeno una richiesta del motivo per cui bisognava agire in quel modo. Forse poteva cominciare a fidarsi di loro? O avrebbero trovato un sistema Aes Sedai per evitare di rispettare i giuramenti non appena avesse voltato loro la schiena?
«Manterranno la parola» mormorò d’un tratto Min, come se avesse letto nei suoi pensieri. Sottobraccio a Rand, e aggrappandosi con entrambe le mani alla sua manica, tenne la voce molto bassa, per farsi sentire solo da lui. «Ho appena visto queste cinque nella tua mano» aggiunse, nel caso lui non avesse capito. Rand non era sicuro di potersi fidare, anche se Min aveva avuto una visione. Ma non aveva molto tempo a disposizione. La barcaccia volò sull’acqua e in men che non si dica si ritrovò a venti passi dal molto più alto Lo spruzzo bianco. Gli strumenti musicali tacquero, e Rand incanalò, creando un ponte d’Aria legato con Fuoco collegando il parapetto della barcaccia con quello del veliero del Popolo del Mare. Con Min sottobraccio iniziò a salire, e per gli occhi di tutti, tranne che per quelli degli Asha’man, camminò nell’aria.
Si era aspettato che Min titubasse, almeno all’inizio, invece lei si limitò a procedere al suo fianco come se sotto gli stivali verdi con il tacco alto avesse la roccia.
«Mi fido di te» gli spiegò con calma, e gli sorrise, in parte per rassicurarlo e in parte, almeno secondo Rand, perché si era divertita a leggergli di nuovo nella mente.
Si chiese se si sarebbe ancora fidata sapendo che il massimo che poteva intessere era un ponte del genere. Un solo passo fuori misura, pochi centimetri, e l’intera struttura avrebbe ceduto. A quel punto sarebbe stato come tentare di sollevarsi usando il Potere: impossibile. Nemmeno i Reietti ne conoscevano il motivo, come non sapevano perché una donna fosse in grado di creare un ponte più lungo di un uomo, anche se non era più forte. Non era una questione di peso: qualsiasi peso avrebbe potuto attraversare ogni tipo di ponte.
Quando fu vicino al parapetto de Lo spruzzo bianco, Rand si fermò, sospeso a mezz’aria. Nonostante le descrizioni di Merana, la quantità di persone che lo fissavano dal ponte lo colpì. Donne scure e uomini a torso nudo, con le fusciacche colorate che gli arrivavano alle ginocchia e delle catene d’oro o d’argento attorno al collo; alcune donne avevano anelli alle orecchie e anche alle narici, e indossavano giubbe dei colori dell’arcobaleno sopra le brache scure a sbuffo. Nessuna poteva avere un’espressione più intensa di un’Aes Sedai impegnata. Quattro delle donne, benché fossero a piedi nudi come le altre, indossavano giubbe e brache di seta dai colori brillanti, due di loro broccato, e avevano più orecchini e collane di qualsiasi altra, e una catenella che andava dall’orecchio alla narice, cui pendevano delle medagliette d’oro. Non parlarono, ma restarono vicine a guardarlo, annusando da delle scatolette d’oro che avevano appese alle catene intorno al collo. Rand si rivolse a loro.
«Sono il Drago Rinato. Io sono il Coramoor.»
Fra la ciurma sul ponte si levò un unico sospiro. Le quattro donne non vi parteciparono.
«Io sono Harine din Togara Due Venti, Maestra delle Onde del clan Shodein» annunciò quella che aveva più orecchini di tutte, una donna bella, dalle labbra carnose, che indossava una veste di broccato di seta rossa e aveva cinque anelli a ogni orecchio. Fra i capelli neri e lisci era visibile del bianco, e aveva anche delle sottili rughe agli angoli degli occhi. Aveva una nobiltà impressionante. «Parlo in nome della Maestra della Nave. Con il favore della Luce, il Coramoor può salire a bordo.» Per qualche motivo la donna sobbalzò, come anche le tre che erano con lei, eppure il modo in cui aveva parlato somigliava troppo a una concessione. Rand salì sul ponte con Min, pentendosi di aver aspettato.
Lasciò andare il ponte e saidin, ma sentì immediatamente che un altro ponte rimpiazzava il suo. In breve gli Asha’man e le Aes Sedai salirono a bordo, le Sorelle non più sconvolte di quanto lo era stata Min, anche se forse una o due si sistemarono le gonne un po’ più del necessario. Non si trovavano ancora tanto a loro agio come volevano far credere, nelle vicinanze degli Asha’man.
Le quattro donne del Popolo del Mare diedero un’occhiata alle Aes Sedai e si riunirono subito in un capannello, sussurrando. Harine fu quella che parlò di più, come anche una giovane ragazza graziosa che indossava del broccato verde e aveva otto orecchini in totale, mentre le due dagli abiti di semplice seta intervennero solo in rare occasioni.
Merana ebbe un lieve colpo di tosse e parlò sottovoce, coprendosi la bocca con le mani. «Ho sentito che ti chiamava il Coramoor. Mi risulta che gli Atha’an Miere siano bravi a mercanteggiare, ma credo che si sia lasciata sfuggire qualcosa.» Rand annuì e guardò Min. La ragazza stava osservando le donne del Popolo del Mare, ma non appena si accorse che Rand la stava fissando, scosse il capo mestamente; ancora non vedeva nulla che potesse essergli d’aiuto.
Harine si voltò con una tale calma da far sembrare che quella rapida conversazione non avesse mai avuto luogo. «Questa è Shalon din Togara Marea del Mattino, Cercavento del clan Shodein,» disse, facendo un cenno verso la donna vestita di broccato verde «e questa è Derah din Selaan Onda Crescente, Maestra delle Vele de Lo spruzzo bianco.»Ogni donna fece un leggero inchino quando veniva nominata e si appoggiò le dita sulle labbra.
Derah, una bella donna che aveva quasi raggiunto la mezza età, indossava della semplice seta blu e aveva otto orecchini, anche se quei gioielli, incluso quello che portava al naso e la catena che andava dall’uno all’altro erano più sottili di quelli di Harine o di Shalon. «Ti porgo il benvenuto sul mio veliero,» disse Derah «che la grazia della Luce risplenda su di te fino a quando lascerai i suoi ponti.» Fece un breve cenno verso la quarta donna in giallo. «Questa è Taval din Chinai Nove Gabbiani, Cercavento de Lo spruzzo bianco.»Quest’ultima aveva solo tre orecchini per parte, sottili come quelli della Maestra delle Vele. Sembrava solo di poco più giovane di Shalon.