La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
«Rhuarc ama più di una donna» rispose Min. Il suo sorriso eguagliava la serenità delle Aes Sedai. «Come anche Bael, e su di loro non ho mai notato corna da Trolloc. No, Rand, mi ami e non puoi tirarti indietro. Dovrei appenderti a un uncino per tutto quello che mi hai fatto passare, ma... solo perché tu lo sappia, anche io ti amo.» Il sorriso si trasformò in un’espressione preoccupata, lo specchio di un conflitto interiore, e alla fine Min sospirò. «A volte credo che la vita sarebbe molto più facile, se le mie zie non mi avessero insegnato a essere onesta» mormorò. «E per essere onesta, Rand, devo dirti che anche Elayne ti ama. E anche Aviendha. Se le due mogli di Mandelain possono amarlo entrambe, suppongo che tre donne possano riuscire ad amare te, ma io sono già qui, e se provi a mandarmi via, mi aggrappo a una tua gamba.» Min arricciò il naso. «Prima però dovrai lavarti. Ma non me ne andrò, qualsiasi cosa dici.»
Rand sentiva la testa che gli girava proprio come una trottola. «Tu mi... ami?» ripeté incredulo. «Come fai a sapere cosa prova Elayne? Come fai a sapere qualcosa riguardo Aviendha? Luce! Mandelain può fare come gli pare, Min, io non sono un Aiel.» Aggrottò le sopracciglia. «E cos’erano quei discorsi sul rivelarmi la metà di ciò che hai visto? Credevo che mi avessi detto tutto. E ti ripeto: ti manderò da qualche parte, al sicuro. E smetti di fare quella smorfia con il naso! Non puzzo!» Tolse di scatto la mano con la quale si stava grattando sotto la giubba.
Le sopracciglia inarcate di Min erano assai espressive, ma naturalmente anche la lingua della ragazza doveva avere la sua parte: «Osi assumere quel tono di voce? Come se non mi credessi?» A un tratto la voce iniziò ad alzarsi di parola in parola, e Min gli puntò un dito sul petto come se intendesse trapassarlo. «Pensi che andrei a letto con un uomo che non amo? Lo pensi davvero? O forse credi che non valga la pena amarti? È questo il punto?» La voce era il miagolio di un gatto al quale avevano schiacciato la coda. «Per cui secondo te io sono un batuffolino senza cervello che si innamora di un mutile zoticone? Te ne stai lì seduto a bocca aperta come un bue deficiente e insulti i miei sentimenti, i miei gusti, i miei...»
«Se non ti calmi e ricominci a ragionare» gridò Rand «giuro che ti prendo a sculacciate!» Anche questa frase saltò fuori dal nulla, una conseguenza delle notti insonni, della confusione, ma prima che lui potesse scusarsi, Min sorrise. Sorrise!
«Almeno adesso non sei più scontroso» disse poi. «Non provare a lamentarti, Rand, non ti riesce bene. Quindi vuoi che dica cose sensate? Ti amo e non me ne andrò. Se proverai a mandarmi via, dirò alle Fanciulle che mi hai rovinata e poi scacciata. Lo racconterò a tutti quelli che vorranno ascoltare. Io...»
Rand sollevò la mano destra osservandone il palmo, dove spiccava l’airone impresso a fuoco, quindi guardò Min. La ragazza guardò la sua mano sospettosa e cambiò posizione sulle sue ginocchia, quindi ignorò ogni cosa tranne il suo volto.
«Come fai?» sospirò Rand, accasciandosi sulla sedia. «Anche quando sembra che mi metti a testa in giù, fai rimpicciolire tutti i miei problemi.»
Min tirò su con il naso. «Dovresti ritrovarti a testa in giù più spesso. Dimmi: questa Aviendha,... suppongo non vi sia alcuna possibilità che sia ossuta e coperta di cicatrici come Nandera.»
Rand rise pur non volendo. Luce, quanto tempo era passato dall’ultima volta in cui aveva riso con piacere? «Min, io direi che è carina quanto te, ma come posso paragonare due albe?»
Per un momento lei lo fissò con un sorrisetto, come se non riuscisse a decidere se essere sorpresa o deliziata. «Sei un uomo molto pericoloso, Rand al’Thor» mormorò, piegandosi lentamente verso di lui. Rand sentì che avrebbe potuto perdersi in quegli occhi. Tutte le altre volte, quando Min si era seduta in braccio a lui baciandolo, tutte le volte che aveva pensato che stesse solamente prendendo in giro un ragazzo di campagna, Rand aveva sempre avuto la tentazione di baciarla per l’eternità. Adesso, se lei lo avesse baciato di nuovo proprio in quel momento...
La prese con fermezza per le braccia, si alzò e la mise in piedi da un lato. La amava e lei lo ricambiava, ma doveva tenere a mente che voleva anche baciare Elayne e Aviendha. Qualsiasi cosa dicesse Min su Rhuarc o qualsiasi altro Aiel, doveva aver fatto un gramo affare il giorno che si era innamorata di lui. «Tornando a quella metà, Min,» disse con calma «quali sono le visioni di cui non mi hai parlato?»
Lei lo guardò con un espressione che avrebbe quasi potuto essere frustrata, e forse lo era davvero. «Ti sei innamorata del Drago Rinato, Min Farshaw,» borbottò poi «e farai meglio a ricordartelo sempre. Meglio che lo tenga a mente anche tu, Rand» aggiunse facendo un passo indietro. Lui la lasciò andare controvoglia, ma anche con impazienza: non sapeva quale dei due sentimenti prevalesse.
«Sei ritornato a Cairhien da quasi una settimana e non hai ancora fatto nulla riguardo il Popolo del Mare. Berelain pensava che prima o poi saresti uscito di qui, per cui mi ha lasciato una lettera, chiedendomi di continuare a ricordartelo, ma tu non mi hai permesso di... be’, non importa. Berelain crede che gli Atha’an Miere siano in qualche modo importanti per te. Dice che tu sei il compimento di una delle loro profezie.»
«So tutto, Min. Io...» Aveva pensato di lasciare il Popolo del Mare fuori dalle sue vicende; non erano menzionati nelle Profezie del Drago, da quel che ne sapeva lui, ma se doveva lasciare che Min gli rimanesse vicino, che corresse tutti i rischi... Si accorse che la ragazza aveva vinto la sua battaglia. Aveva visto Elayne allontanarsi con il cuore a pezzi, e Aviendha l’aveva guardata andare via con dei tremendi nodi allo stomaco. Non poteva farlo ancora una volta. Min era rimasta in piedi e aspettava. «Andrò sulla loro imbarcazione. Oggi. Il Popolo del Mare potrà inchinarsi al cospetto del Drago Rinato in tutto il suo splendore. Suppongo che non ci sia alcuna speranza per una soluzione alternativa. O diventano miei alleati o miei nemici. Sembra che vada sempre a finire in questo modo. Adesso vuoi parlarmi di quelle visoni?»
«Rand, dovresti studiare i loro modi prima di...»
«Le visioni?»
Min incrociò le braccia e lo guardò. Si morse il labbro osservando la porta. Scosse il capo e mormorò qualcosa di incomprensibile. Alla fine disse: «In realtà ce n’è solamente una. Stavo esagerando. Ti ho visto con un altro uomo. Non sono riuscita a distinguere i volti, ma sapevo che uno dei due eri tu. A un certo punto vi siete toccati ed è sembrato che vi fondeste uno nell’altro e...» Tese le labbra preoccupata, e proseguì a voce bassissima: «Non capisco cosa significhi, Rand, so solo che uno di voi due morirà e l’altro no. Io... perché sorridi? Non è uno scherzo, Rand. Non so chi di voi due morirà.»
«Sorrido perché mi hai appena dato un’ottima notizia» rispose lui toccandole una guancia. L’altro uomo doveva essere Lews Therin. Non sono un pazzo che sente le voci, pensò felice. Uno moriva e l’altro viveva, ma lui sapeva da molto tempo che sarebbe morto. Almeno non era pazzo. O almeno non quanto aveva temuto. C’era ancora il problema dei nervi che non riusciva a controllare bene. «Vedi, io...» Rand si accorse di colpo che era passato dallo sfiorarle le guance a tenerle il viso fra le mani, e la lasciò andare come se bruciasse. Min si inumidì le labbra e gli lanciò un’occhiata di rimprovero, ma stavolta non avrebbe approfittato di lei. Non era giusto. Per fortuna, lo stomaco del Drago brontolò.
«Ho bisogno di mangiare qualcosa se devo andare a trovare il Popolo del Mare. Ho visto un vassoio...»
Min sbuffò quando Rand si voltò, ma poi si diresse subito verso le porte. «Hai bisogno di farti un bagno, se noi dobbiamo andare dal Popolo del Mare.»
Nandera era deliziata, annuì con entusiasmo e mandò di corsa le Fanciulle a svolgere diversi compiti, poi si piegò verso Min e disse: «Avrei dovuto lasciarti entrare il primo giorno. Avrei voluto prenderlo a calci, ma non sta bene. prendere a calci il Car’a’carn.» Il tono di voce confermava che avrebbe dovuto farlo. Parlò a bassa voce, ma non abbastanza da non farsi sentire da Rand. Lui era certo che lo avesse fatto di proposito; lo sguardo che gli rivolse la donna era troppo severo per pensare altrimenti.