Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
La sedia stava reggendo. Con una rapida occhiata verso la porta del corridoio, aggiunse a voce un po’ troppo alta: «Karldin non ha un gran senso dell’umorismo.»
«Puoi parlare liberamente» gli disse Rand. «Siamo al sicuro dietro a... una protezione.» Aveva quasi detto dietro a uno scudo, che non era la stessa cosa. Tranne il fatto che lui sapeva che lo era. Era troppo spossato per sedersi, proprio com’era troppo stanco per addormentarsi con facilità la maggior parte delle notti – le ossa gli dolevano dalla stanchezza – perciò andò a mettersi in piedi di fronte al caminetto. I venti che soffiavano dalla cappa facevano danzare le fiamme sui ceppi tagliati e alle volte sospingevano uno sbuffo di fumo nella stanza. Rand poteva sentire la pioggia martellare contro le finestre, ma il tuono sembrava più lontano. Forse la tempesta stava terminando. Serrando le mani dietro la schiena, voltò le spalle al fuoco. «Cosa hanno detto gli Anziani, Loial?»
Invece di rispondere subito, Loial guardò Min come per cercare incoraggiamento o supporto. Appollaiata sul bordo di una poltrona azzurra con le ginocchia incrociate, sorrise all’Ogier e annuì, e lui emise un profondo sospiro, come un vento che spirava attraverso grotte profonde. «Karldin e io abbiamo visitato ogni stedding, Rand. Tutti tranne lo stedding Shangtai, ovviamente. Non potevo andarci, ma ho lasciato un messaggio ovunque siamo stati, e Daiting non è lontano da Shangtai. Qualcuno lo porterà lì. Il Grande Comizio si sta riunendo a Shangtai, e questo attirerà le folle. Questa è la prima volta da mille anni che viene convocato un Grande Comizio, fin da quando voi umani combatteste la Guerra dei Cento Anni, ed era il turno di Shangtai. Di sicuro tratteranno un argomento molto importante, ma nessuno ha voluto dirmi perché sia stato convocato. Non ti dicono nulla su nessun Comizio finché non hai la barba» bofonchiò, tastando una stretta chiazza di peluria sul suo ampio mento. A quanto pareva, intendeva rimediare alla sua mancanza, anche se non era certo che potesse riuscirci. Loial ormai aveva più di novant’anni, tuttavia come Ogier era ancora un ragazzo.
«Gli Anziani?» chiese Rand in tono paziente. Bisognava essere pazienti con Loial, così come con qualunque Ogier. Non percepivano il tempo allo stesso modo degli umani – quale umano avrebbe pensato di chi fosse il turno dopo mille anni? – e Loial aveva la tendenza a parlare a lungo, se solo gliene veniva data l’opportunità. Molto a lungo. Le orecchie di Loial fremettero e lui rivolse un’altra occhiata a Min, ricevendo in cambio un altro sorriso di incoraggiamento. «Be’, come ho detto, ho visitato tutti gli stedding tranne Shangtai. Karldin non ha voluto entrare. Preferirebbe dormire ogni notte sotto un cespuglio, che essere separato dalla Fonte anche per un solo minuto.» Rand non disse una parola, ma Loial sollevò le mani dalle ginocchia, i palmi in fuori. «Sto arrivando al punto, Rand. Ci sto arrivando. Ho fatto quanto potevo, ma non so se sia stato abbastanza. Agli stedding nelle Marche di Confine mi hanno detto di andare a casa e lasciare che di queste faccende si occupassero teste più anziane e più sagge. E lo stesso mi hanno detto a Shadoon e Mardoon, nelle montagne del litorale dell’Ombra. Gli altri stedding hanno acconsentito a sorvegliare le Porte delle Vie. Non penso credano davvero che ci sia qualche pericolo, ma hanno acconsentito, perciò sai che faranno buona guardia. E sono certo che qualcuno lo riferirà anche a Shangtai. Agli Anziani di Shangtai non è mai piaciuto avere una Porta delle Vie proprio fuori dallo stedding. Devo aver sentito l’Anziano Haman dire un centinaio di volte che era pericolosa. So che acconsentiranno a farla sorvegliare.»
Rand annuì lentamente. Gli Ogier non mentivano mai, o perlomeno i pochi che ci provavano erano così mediocri che di rado tentavano una seconda volta. La parola di un Ogier veniva presa con tanta serietà quanto il giuramento di chiunque altro. Le Porte delle Vie sarebbero state ben sorvegliate. Tranne quelle nelle Marche di Confine e nelle montagne a sud dell’Amadicia e di Tarabon. Da cancello a cancello, un uomo poteva viaggiare dalla Dorsale del Mondo fino all’Oceano Aryth, dalle Marche di Confine fino al Mare delle Tempeste, tutto attraverso uno strano mondo in qualche modo fuori dal tempo, o forse accanto a esso. Due giorni di cammino lungo le Vie potevano portarti a cento miglia di distanza, o cinquecento, a seconda del sentiero scelto. E sempre che fossi disposto ad affrontarne i rischi. Era molto facile morire nelle Vie, o peggio. Da molto tempo erano diventate oscure e corrotte. Ai Trolloc però questo non importava, almeno non quando c’era un Myrddraal a guidarli. Ai Trolloc importava solo uccidere, specialmente quando c’era un Myrddraal a guidarli. E nove Porte delle Vie sarebbero rimaste incustodite, col pericolo che una di esse si aprisse riversando decine di migliaia di Trolloc. Predisporre una qualunque sorveglianza senza la cooperazione degli stedding poteva essere impossibile. Molte persone non credevano all’esistenza degli Ogier, e pochi di quelli che la pensavano diversamente si sarebbero immischiati senza permesso. Forse gli Asha’man, se ne aveva abbastanza di cui fidarsi.
All’improvviso si rese conto che non era l’unico a essere stanco. Loial appariva smunto e spossato. La sua giacca era stropicciata e gli ricadeva attorno fin troppo ampia. Era pericoloso per un Ogier stare fuori dallo stedding troppo a lungo, e Loial aveva lasciato la propria casa ben cinque anni prima. Forse quelle brevi visite nel corso degli ultimi mesi non erano state sufficienti per lui. «Forse ora dovresti andare a casa, Loial. Lo stedding Shangtai è a soli pochi giorni di distanza da qui.»
La sedia di Loial scricchiolò pericolosamente mentre si metteva dritto. Anche le sue orecchie si drizzarono in allarme. «Mia madre sarà lì, Rand. Lei è una famosa Oratrice. Non perderebbe mai un Grande Comizio.»
«Non può essere già tornata dai Fiumi Gemelli» gli disse Rand. La madre di Loial era nota anche per essere una famosa camminatrice, tuttavia c’erano dei limiti anche per gli Ogier.
«Non conosci mia madre» borbottò Loial, un tamburo che rimbombava cupo. «Avrà ancora con sé Erith. Di sicuro.»
Min si sporse verso l’Ogier, una luce pericolosa nei suoi occhi.
«Dal modo in cui parli di Erith so che vuoi sposarla, allora perché continui a fuggire da lei?»
Rand la scrutò dal caminetto. Matrimonio. Aviendha presumeva che avrebbe sposato lei, e anche Elayne e Min, alla maniera aiel. Anche Elayne pareva pensarlo, per quanto strano sembrasse. Perlomeno lui riteneva che lo pensasse. E cosa pensava Min? Non l’aveva mai detto. Non avrebbe mai dovuto lasciare che lo legassero. Il legame le avrebbe soffocate dal dolore, quando lui fosse morto.
Le orecchie di Loial tremolavano di cautela, ora. Quelle orecchie erano una delle ragioni per cui gli Ogier erano dei mediocri bugiardi. Lui fece dei gesti per addolcirla, come se fra loro fosse Min quella più grossa. «Be’, lo voglio, Min. Certo che lo voglio. Erith è bellissima e molto intelligente. Ti ho mai raccontato di come mi ascoltasse con attenzione quando spiegavo? Ma certo che l’ho fatto. Lo racconto a tutti quelli che incontro. La voglio sposare sul serio. Ma non ancora. Non è come con voi umani, Min. Tu fai tutto quello che Rand ti chiede. Erith si aspetterà che io mi sistemi e rimanga a casa. Le mogli non permettono mai a un marito di andare da nessuna parte o di fare nulla, se significa lasciare lo stedding per più di qualche giorno. Io ho il mio libro da finire, e come posso farlo se non assisto a tutto quello che fa Rand? Sono sicuro che ha compiuto ogni genere di impresa da quando ho lasciato Cairhien, e so che non riuscirò mai a descriverlo per bene. Erith non capirebbe. Min? Min, sei arrabbiata con me?»