Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
Cosa ti fa pensare di poter tenere qualcuno al sicuro?, sussurrò Lews Therin nella sua testa. Il folle defunto era come un vecchio amico, ora.
Moriremo tutti. Spera solo di non essere tu a ucciderle. Non un amico gradito, solo uno di cui non poteva sbarazzarsi. Non temeva di uccidere Min o Elayne o Aviendha più di quanto temesse di diventare pazzo. Più di quanto non lo fosse già, perlomeno, con un uomo morto dentro la sua testa e alle volte una faccia indistinta che quasi riusciva a riconoscere. Osava chiedere consiglio a Cadsuane su una di tali questioni?
Non fidarti di nessuno, mormorò Lews Therin, poi proruppe in una risata beffarda. Incluso me.
Senza alcun avvertimento, Min gli assestò un pugno nelle costale tanto forte da farlo grugnire.
«Stai diventando malinconico, pastore» brontolò. «Se ti stai preoccupando ancora per me, ti giuro che...» Aveva così tanti modi di brontolare, Min, ognuno associato a diversi tipi di sensazioni attraverso il legame. C’era la leggera irritazione che percepiva da lei, questa volta con una traccia di preoccupazione, e ogni tanto c’era una punta affilata come se si stesse trattenendo dallo staccargli la testa a morsi. C’era un brontolio che quasi gli provocava una risata dal divertimento nella sua testa, o quanto di più simile al riso da quello che sembrava un tempo lunghissimo, e un brontolio di gola che gli avrebbe riscaldato il sangue anche senza il legame.
«Basta con quei pensieri, adesso» gli disse in tono ammonitore prima che lui potesse muovere la mano appoggiata sulla sua schiena e lei rotolasse giù dal letto, lisciandosi la giacca ricamata con uno sguardo di rimprovero. Da quando lo aveva legato a sé, lei era ancora più brava nel leggere i suoi pensieri, e già lo era stata abbastanza prima. «Cos’hai intenzione di fare per loro, Rand? Cos’ha intenzione di fare Cadsuane?»
Un fulmine balenò alle finestre, tanto intenso da annullare quasi la luce delle lampade, e il tuono rimbombò contro i vetri della finestra.
«Non sono ancora capace di vedere ciò che farà prima del tempo, Min. Perché oggi dovrebbe essere diverso?»
Lo spesso materasso di piume si incurvò sotto di lui mentre faceva volteggiare le gambe oltre il bordo e si sedeva rivolto verso di lei. Quasi premette una mano contro le vecchie ferite al fianco senza pensarci, poi si trattenne e modificò il movimento per abbottonarsi la giacca. Quelle due ferite sovrapposte, parzialmente curate e che non sarebbero mai guarite, gli dolevano da Shadar Logoth. O forse era solo più consapevole del loro pulsare, il calore che proveniva da esse era come una fornace febbrile intrappolata in un’area più piccola del palmo della sua mano. Una, almeno, sperava sarebbe cominciata a guarire ora che Shadar Logoth era scomparsa. Forse non era passato ancora abbastanza tempo perché potesse notare qualche differenza. Non era lo stesso lato colpito da Min – era sempre gentile su quello, anche se non col resto di lui – ma Rand reputava di averle tenuto nascosto il suo dolore. Non era il caso di darle altro di cui preoccuparsi. L’inquietudine nei suoi occhi e nella sua testa probabilmente riguardava Cadsuane. O le altre. Il maniero e tutti i suoi edifici periferici adesso erano affollati. Era parso inevitabile che presto o tardi qualcuno avrebbe tentato di usare i Custodi lasciati a Cairhien; le loro Aes Sedai non avevano gridato ai quattro venti che stavano andando a cercare il Drago Rinato, ma non erano state nemmeno particolarmente taciturne. Pure così non avrebbe mai previsto quelli che erano arrivati con loro. Davram Bashere con un centinaio dei suoi cavalieri leggeri saldeani, era smontato in una pioggia battente spinta dal vento borbottando qualcosa su selle rovinate. Più di mezza dozzina di Asha’man nelle loro giubbe nere, che per qualche ragione non li avevano riparati dall’acquazzone. Cavalcavano con Bashere, ma era stato come se fossero arrivati due gruppi che mantenevano fra loro sempre una breve distanza, un forte sintomo di vigile cautela. E uno degli Asha’man era Logain Ablar. Logain! Un Asha’man, che indossava la spada e il drago sul colletto! Sia Bashere che Logain volevano parlargli, ma non di fronte a qualcuno, in particolare non di fronte all’altro, pareva. Inattesi o no, però, non erano certo i più sorprendenti fra i visitatori. Rand aveva pensato che le Aes Sedai dovessero essere altre amiche di Cadsuane, tuttavia avrebbe giurato di averla vista sorpresa quanto lui nello scorgere la maggior parte di loro. Cosa ancora più strana, tutte tranne una parevano essere con gli Asha’man! Non prigioniere e di certo non guardie; ma Logain era stato riluttante a spiegare con Bashere presente, e Bashere riluttante a lasciare a Logain la prima opportunità di parlare con Rand da solo. Ora si stavano tutti asciugando e sistemando nelle loro camere, lasciandolo a mettere ordine fra i suoi pensieri. Per quanto poteva, con Min lì vicino. Cosa avrebbe fatto Cadsuane? Be’, lui aveva cercato di chiederle consiglio. Gli eventi li avevano battuti sul tempo, però. La decisione era stata presa, qualsiasi cosa Cadsuane ne pensasse. Un fulmine balenò di nuovo alla finestra. Pareva che si addicesse a Cadsuane. Non si poteva mai dire dove avrebbe colpito. Alivia la finirebbe, borbottò Lews Therin. Lei ci aiuterà a morire; rimuoverebbe Cadsuane per noi, se tu glielo dicessi.
Non voglio ucciderla, pensò Rand rivolto all’uomo morto. Non posso permettermi che muoia.
Lews Therin ne era al corrente quanto lui, ma l’uomo bofonchiò sottovoce comunque. Da Shadar Logoth, sembrava un po’ meno folle, talvolta. O forse Rand lo era un po’ di più. Dopotutto aveva preso a considerare normale parlare con un uomo morto nella sua testa, e questo non era certo da persona sana di mente.
«Tu devi fare qualcosa» borbottò Min, intrecciando le braccia sotto il seno.» L’aura di Logain parla ancora di gloria, più forte che mai. Forse pensa ancora di essere il vero Drago Rinato. E c’è qualcosa di scuro nelle immagini che ho visto attorno a lord Davram. Se si rivoltasse contro di te, o morisse... Ho udito uno dei soldati dire che lord Dobraine potrebbe morire. Perdere anche uno solo di loro sarebbe un duro colpo. Perdi tutti e tre e potrebbe volerci un anno per riprenderti.»
«Se l’hai visto, allora accadrà. Devo fare quello che posso, Min, non preoccuparmi di quello che non posso.» Lei gli rivolse uno di quegli sguardi che le donne avevano in abbondanza, come se lui stesse cercando di iniziare un litigio.
A un raspare alla porta lui voltò la testa e Min cambiò posizione. Rand sospettava che avesse fatto scivolare un coltello da lancio fuori dalla manica e lo stesse nascondendo dietro il polso. Quella donna portava addosso più coltelli di Thom Merrilin. O di Mat. Dei colori turbinarono nella sua testa, quasi a formare... cosa? Un uomo seduto su un carro? Non il viso che a volte appariva nei suoi pensieri, comunque, e la scena scomparve in un istante, senza le vertigini che accompagnavano la faccia.