I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
L’individuo armato di guardia, se quello faceva, non era armato; forse non era nemmeno fidato: parve non avere obiezioni quando Nynaeve si mise in un punto da dove riusciva a vedere attraverso la soglia. L’uomo e la donna all’interno non avrebbero potuto essere più diversi. Masema aveva rasato via anche il codino e la giubba era di semplice lana marrone, molto stropicciata ma pulita, anche se gli stivali che arrivavano al ginocchio erano consumati. Gli occhi incavati avevano reso torvo lo sguardo perennemente amaro e una cicatrice gli aveva lasciato un pallido triangolo bianco su una guancia, quasi l’immagine speculare di Ragan, solo con più anni, e si confondeva con le sopracciglia. La donna, con indosso un abito di elegante seta blu ricamata, era prossima alla mezza età e abbastanza graziosa malgrado un naso forse troppo lungo per il suo viso. Una semplice retina le raccoglieva i capelli scuri che scendevano quasi fino alla vita, ma indossava una imponente collana d’oro e gemme rosso fuoco con un bracciale uguale, e anelli su quasi ogni dito. Mentre Masema sembrava avere fretta, con i denti in mostra, la donna era riservata e aggraziata.
«...molti ti seguono ovunque tu vada» stava dicendo, «mosche sul muro quando arrivi. La gente non è al sicuro nelle sue proprietà e...»
«Il lord Drago ha infranto tutti i legami con la legge, tutti quelli stabiliti da uomini e donne mortali.» La voce di Masema era accorata ma intensa, non irata. «Le Profezie proclamano che il lord Drago spezzerà tutte le catene che legano, e così è stato. Il fulgore del lord Drago ci proteggerà contro l’Ombra.»
«La minaccia qui non è l’Ombra, ma i tagliaborse e i borseggiatori o i rissaioli. Alcuni dei tuoi seguaci, molti, credono di poter prendere quello che vogliono da chiunque, senza pagare o averne il permesso.»
«C’è giustizia nell’altra vita, quando rinasciamo. Preoccuparsi delle cose di questo mondo è inutile. Comunque va bene. Se desideri la giustizia terrena...» Le labbra dell’uomo si distorsero con disgusto. «Che sia. D’ora in avanti, all’uomo che ruba verrà tagliata la mano destra. L’uomo che disturba una donna o insulta il suo onore, o commette omicidio, verrà impiccato. La donna che ruba o commette omicidio verrà fustigata. Se colui che lancia un’accusa trova dodici testimoni a suo favore, la condanna verrà eseguita. Che così sia.»
«Come dici tu» mormorò la donna. Un’eleganza distaccata le aleggiava sul viso, ma sembrava scossa. Nynaeve non sapeva come funzionasse la legge nel Ghealdan, ma non credeva che fosse così approssimativa. L’altra sospirò. «C’è ancora la questione del cibo. È difficile sfamare tante persone.»
«Ogni uomo, donna e bambino che venga dal lord Drago deve avere lo stomaco pieno. È giusto così! Dove si trova l’oro, si trova anche da mangiare, e c’è abbastanza oro nel mondo.» Masema voltò furioso il capo. Non in collera con lei, ma in generale. Sembrava volesse mettere le mani su chiunque fosse avido di ricchezze, per poter sfogare la sua furia. «Il lord Drago è rinato. L’Ombra incombe sul mondo e solo il lord Drago può salvarci. Solo la fede nel lord Drago, sottomissione e obbedienza alla parola del lord Drago. Tutto il resto è inutile, anche quando non è blasfemia.»
«Che il nome del lord Drago sia benedetto nella Luce.» Sembrava una risposta meccanica. «Non si tratta più solamente di oro, mio lord Profeta. Trovare e trasportare il cibo in quantità sufficiente...»
«Io non sono un lord» la interruppe di nuovo, e adesso era adirato. Si chinò verso la donna, con la bava alla bocca, e, anche se l’espressione di lei non era mutata, mosse le mani come se volesse afferrare l’abito. «Non c’è lord se non il lord Drago, in cui risiede la Luce, e io sono solo un umile servitore. Ricordalo! Che siano grandi o piccole le loro imprecazioni, i bestemmiatori saranno puniti con la fustigazione.»
«Perdonami» mormorò la donna ingioiellata, allargando la veste in una riverenza che non avrebbe sfigurato alla corte di una regina. «Come dici tu, naturalmente. Non c’è altro lord all’infuori del lord Drago, e io sono solo una sua umile seguace, che sia benedetto il nome del Drago, benedetti coloro che vengono ad ascoltare la saggezza e la guida del Profeta.»
Pulendosi la bocca con il dorso della mano, Masema divenne improvvisamente freddo. «Porti addosso troppo oro. Non lasciare che i beni terreni ti seducano. L’oro è una cosa senza valore. Il lord Drago è tutto.»
La donna incominciò immediatamente a sfilarsi gli anelli dalle dita e, prima che si fosse tolta il secondo, l’individuo magro entrò nella stanza e le si accostò estraendo un sacchetto dalla tasca e porgendoglielo perché vi depositasse i preziosi. Il bracciale e la collana seguirono gli anelli.
Nynaeve guardò Uno e sollevò un sopracciglio.
«Ogni centesimo va ai poveri,» le spiegò a bassa voce, quasi impercettibile «o a qualcuno che ne ha bisogno. Se qualche mercante non gli avesse dato la sua maledetta casa, avrebbe abitato in una maledetta stalla, o una di quelle catapecchie nel villaggio di baracche.»
«Anche il cibo giunge come un dono» aggiunse Ragan con la stessa calma. «Gli portavano piatti degni di un re fino a quando hanno scoperto che dava tutto via e teneva solo un pezzo di pane, la zuppa o lo stufato. Ormai non beve quasi più vino.»
Nynaeve scosse il capo. Supponeva che fosse un modo per trovare denaro per gli indigenti. Derubare chiunque non lo fosse. Alla fine avrebbe reso tutti poveri, ma per un po’ avrebbe funzionato. Si chiese se Uno e Ragan fossero al corrente di ogni aspetto della faccenda. Le persone che sostenevano di raccogliere i soldi per aiutare gli altri avevano spesso l’abitudine di lasciarne una parte dentro le loro tasche, oppure amavano fin troppo il potere che ottenevano in virtù delle loro elargizioni. Aveva più simpatia per chi donava liberamente una monetina che per chi toglieva a forza una corona d’oro a qualcun altro. E poca per gli sciocchi che avevano abbandonato le fattorie e i negozi per seguire questo... questo Profeta, senza sapere come avrebbero messo insieme il prossimo pasto.
Dentro la stanza la donna rivolse a Masema una riverenza anche più ossequiosa di prima, allargando la gonna e chinando il capo. «Fino a quando avrò di nuovo l’onore della parola e il consiglio del Profeta. Che il nome del lord Drago sia benedetto dalla Luce.»
Masema le fece cenno di andare via, quasi senza più ricordarsene. Aveva visto gli amici nel corridoio e li stava osservando con l’espressione di maggiore affabilità che poteva mostrare su quel viso cupo. Non era molto. La donna uscì e non sembrò notare Nynaeve o i due uomini. Nynaeve tirò su con il naso mentre il tizio magro con la giubba rossa indicò loro di entrare. Per essere una che aveva appena devoluto i suoi gioielli su richiesta, la donna aveva comunque un aspetto regale.
L’uomo magro fece ritorno al suo posto vicino alla porta mentre gli altri tre si davano la mano alla maniera delle Marche di Confine, afferrandosi gli avambracci.
«Che la pace favorisca la tua spada» disse Uno, seguito da Ragan.
«La pace favorisca il lord Drago» fu la replica, «e che la sua Luce ci illumini tutti.» Nynaeve trattenne il fiato. Non c’era dubbio sul significato di quella frase. Il lord Drago era la fonte della Luce. E aveva il coraggio di parlare di bestemmie con gli altri! «Avete finito per votarvi alla Luce?»
«Camminiamo nella Luce» rispose Ragan con cautela. «Come sempre.» Uno rimase in silenzio con il volto inespressivo.
La stanchezza e la pazienza creavano uno strano effetto sul volto di Masema. «Non c’è via verso la Luce se non attraverso il lord Drago. Vedrete la via e la verità alla fine, perché avete visto il lord Drago e solo quelli le cui anime sono preda dell’Ombra vedono senza credere. Voi non siete così. Crederete.»
Malgrado il caldo e lo scialle di lana, Nynaeve aveva la pelle d’oca. La voce dell’uomo era del tutto convinta e da così vicino poteva scorgere un lampo di follia negli occhi quasi neri. L’uomo le rivolse quello sguardo e lei irrigidì le ginocchia. Al suo confronto, il Manto Bianco più rabbioso che avesse mai visto sembrava buono. Quei tizi nel vicolo erano solo una pallida immagine del loro capo.