L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Naturalmente non tutto era semplice. Wil e gli altri della fattoria al’Seen pensavano fosse ingiusto avvisare i nuovi arrivati degli Aiel, rovinando il divertimento che speravano di vedere quando si sarebbero spaventati. Quei ragazzi si spaventavano comunque più che abbastanza per i gusti di Perrin, e il modo in cui osservavano ogni cespuglio, o gruppo di alberi, rendeva chiaro che pensassero ci fossero altri Aiel, non importa cosa sostenesse Perrin. All’inizio Wil cercò di darsi delle arie con i Torfinn e gli altri per il fatto che era stato il primo a unirsi a Perrin — almeno uno dei primi, ammise, quando Ban e i Lewin lo guardarono furiosi — mentre loro erano gli ultimi arrivati.
Perrin pose fine a tutto questo dividendoli in due gruppi della stessa grandezza e mettendo in carica Dannil e Ban anche se pure quella decisione era stata contestata, all’inizio. Gli al’Dai credevano che i capi dovevano essere scelti per l’età — Bili al’Dai era più grande di un anno — mentre gli altri sostenevano che doveva essere Hu Marwin perché era il più abile a seguire le tracce e Jaim Torfinn perché era il miglior tiratore, mentre Kenley Ahan era stato spesso a Watch Hill prima dell’arrivo dei Manti Bianchi e avrebbe saputo come muoversi nel villaggio. Sembrava che tutti lo prendessero come un divertimento. La frase di Tell sul coprirli con il disprezzo venne ripetuta più di una volta.
Alla fine Perrin girò intorno a loro furioso, costringendo tutti a fermarsi in un prato fra due campi. «Questo non è un gioco e non è il ballo di Bel Tine! Farete quel che vi viene detto, o altrimenti ve ne andrete a casa. Non so a cosa possiate servirmi e non ho intenzione di farmi ammazzare perché pensate di sapere cosa state facendo. Adesso in fila e in silenzio! Sembrate la Cerchia delle Donne che si incontra in un guardaroba.»
I ragazzi eseguirono, mettendosi in fila in due colonne dietro Ban e Dannil. Wil e Bili avevano l’espressione contrariata, ma trattennero qualsiasi obiezione. Faile rivolse a Perrin un cenno di approvazione del capo, come anche Tomas. Verin osservava il tutto con un’espressione uniforme e illeggibile, senza dubbio pensando di assistere al lavoro di un ta’veren. Perrin non vide il bisogno di specificare che aveva solamente cercato di pensare a cosa uno Shienarese che conosceva, un soldato di nome Uno, avrebbe detto, anche se Uno avrebbe usato senza dubbio parole più dure.
Le fattorie adesso apparivano sempre più spesso mentre si avvicinavano a Watch Hill a gruppi, fino a quando divennero una fila continua come accadeva nei pressi di Emond’s Field, un alternarsi di siepi e muretti separati da viottoli, sentieri e strade per i cani. Anche con le quattro fermate alle fattorie, c’era ancora luce, e si vedevano uomini nei campi e ragazzi che riportavano indietro per la notte le mucche e le pecore dal pascolo. Nessuno lasciava fuori gli animali in questi giorni.
Tam suggerì che Perrin la smettesse di avvisare la gente, e questi acconsentì con riluttanza. Da qui si sarebbero diretti tutti a Watch Hill, mettendo in allarme i Manti Bianchi. Venti strani soggetti a cavallo per le vie secondarie attiravano già abbastanza attenzione, anche se la maggior parte degli osservatori sembrava troppo impegnata per prestar loro attenzione. Prima o poi però andava fatto, meglio prima che poi. Fino a quando la gente rimaneva nelle campagne avrebbe avuto bisogno della protezione dei Manti Bianchi, quindi i Manti Bianchi avrebbero avuto un appiglio nei Fiumi Gemelli al quale non avrebbero voluto rinunciare.
Perrin osservava attento i dintorni alla ricerca di segnali di pattuglie dei Manti Bianchi, ma a parte una nuvola di polvere sulla strada nord che si dirigeva verso sud, non ne vide nessuno. Dopo un po’ Tam suggerì che smontassero e guidassero i cavalli. A piedi c’erano meno possibilità di essere visti e le siepi o i muretti li nascondevano un po’.
Tam e Abell conoscevano un boschetto che offriva una buona visuale del campo dei Manti Bianchi, un intrico di querce, alberi della gomma ed ericacee che copriva una discreta area poco più di un chilometro a sud ovest di Watch Hill, su un terreno aperto. Entrarono di corsa da sud. Perrin sperava che nessuno li avesse notati, così nessuno si sarebbe chiesto perché non ne uscivano o avrebbe commentato la cosa.
«Restate qui» ordinò a Wil e agli altri giovani mentre legavano i cavalli ai rami. «Tenete gli archi a portata di mano e siate pronti a fuggire se sentite un grido. Ma non muovetevi a meno che non mi sentiate gridare. E se qualcuno fa un rumore, gli prendo la testa a martellate come un’incudine. Siamo qui per guardare, non per attirare i Manti Bianchi su di noi andando in giro come tori ciechi.» Toccando nervosamente gli archi, i ragazzi annuirono. Forse cominciavano a capire cosa stavano facendo. I Figli della Luce potevano non prendere bene l’idea di trovare gente dei Fiumi Gemelli che se ne andava in giro armata e a cavallo.
«Sei mai stato un soldato?» chiese Faile. «Alcune delle guardie di... mio padre parlano in quel modo.»
«Sono un fabbro» rise Perrin. «Ho solo sentito parlare qualche soldato. Sembra che funzioni però.» Anche Wil e Bili si guardavano attorno a disagio e si azzardavano a malapena a muoversi.
Andando furtivi di albero in albero lui e Faile seguirono Tam e Abell dove già si trovavano gli Aiel, vicino al limite nord del boschetto. Naturalmente anche Verin e Tomas erano lì. Il folto del bosco creava uno schermo protettivo di foglie, abbastanza da nasconderli ma non da impedire l’osservazione.
L’accampamento dei Manti Bianchi si estendeva ai piedi di Watch Hill come se fosse un villaggio. Centinaia di uomini, alcuni armati, si muovevano fra lunghe file di tende bianche, con altrettante file di cavalli, almeno cinque, legati ai picchetti a est e a ovest. Gli animali senza sella e accuditi indicavano la fine delle pattuglie quotidiane, mentre una doppia colonna di forse un centinaio di uomini a cavallo, ordinati e precisi, si avviava verso il Waterwood a passo sostenuto, le lance tutte allo stesso angolo. A intervalli regolari attorno al campo alcuni soldati ammantati di bianco marciavano avanti e indietro con le lance in spalla come bastoni e gli elmetti lucidi che splendevano alla luce del sole morente.
Un rombo giunse alle orecchie di Perrin. Molto più a ovest apparvero venti uomini a cavallo che galoppavano dalla direzione di Emond’s Field e si affrettavano verso le tende. Dalla stessa direzione da cui erano provenuti loro. Se fossero stati un po’ più lenti li avrebbero certamente visti. Un corno risuonò e gli uomini si avviarono verso i fuochi dei campi.
Da un lato c’era un campo molto più piccolo con le tende disposte a casaccio. Alcune erano afflosciate contro le corde. Chiunque risiedeva lì, adesso non c’era. Solo alcuni cavalli che agitavano le code per tenere lontane le mosche indicavano che ci fosse qualcuno. Non i Manti Bianchi. I Figli della Luce erano troppo disciplinati per quel campo.
Fra il boschetto e i due gruppi di tende c’era una distesa di erba e fiori selvatici. Probabilmente i locali lo usavano come pascolo. Comunque non ora. Era un terreno discretamente piatto. I Manti Bianchi al galoppo, come quella pattuglia, avrebbero potuto coprirlo in un minuto.
Abell diresse l’attenzione di Perrin sul campo più grande. «Vedi quella tenda vicino al centro, con un uomo di guardia da ogni lato? Ci riesci?» Perrin annuì. Il sole basso proiettava ombre oblique verso est, ma Perrin riusciva a vedere abbastanza bene. «Lì è dove vengono tenute Natii e le ragazze. E i Luhan. Li ho visti entrare e uscire. Uno per volta, e sempre con una guardia, anche alle latrine.»
«Abbiamo cercato di intrufolarci nel campo tre volte durante la notte» intervenne Tam «ma il perimetro è ben guardato. L’ultima volta siamo appena riusciti a scappare.»
Era come infilare la mano in un formicaio senza essere punto. Perrin si sedette accanto a una ericacea con l’arco sulle ginocchia. «Voglio pensarci per un po’. Mastro al’Thor, vorresti occuparti di Wil e gli altri? Accertati che a nessuno venga in mente di scappare e tornare a casa. Molto probabilmente cavalcherebbero dritti verso la strada nord senza pensare e noi ci ritroveremmo una cinquantina di quei Manti Bianchi qui. a investigare. Se qualcuno di loro ha pensato di portare con sé un po’ di cibo, potresti fare in modo che mangino qualcosa. Se dobbiamo fuggire, potremmo trascorrere il resto della nottata in sella.»