L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Jac scambiò sguardi preoccupati con Flann e Wit, con gli atri uomini nella stanza, quindi rispose lentamente: «Se pensi che stiamo facendo qualcosa di sbagliato, cosa suggerisci?»
Perrin non si aspettava quella domanda — era certo che si sarebbero arrabbiati — ma continuò a spiegare ciò che pensava. «Riunite la vostra gente. Raccogliete pecore e mucche, le galline, tutto. Riuniteli e conduceteli dove possono essere in salvo. Andate a Emond’s Field. O a Watch Hill, visto che è più vicina, anche se questo vi porrà dritti sotto agli occhi dei Manti Bianchi. Fino a quando sarete venti persone qui e cinquanta lì, siete gioco facile per i Trolloc. Se siete un centinaio tutti assieme, potreste avere una possibilità, una che non dipende dal piegare la testa davanti ai Manti Bianchi.» Questo provocò l’esplosione che si aspettava.
«Abbandonare completamente la mia fattoria!» gridò Flann proprio sopra all’esclamazione di Wit: «Sei pazzo!» Le parole si riversarono una sull’altra, da loro, dai fratelli e dai cugini.
«Andare a Emond’s Field? Sono già troppo lontano per fare altro che andare a controllare i campi ogni giorno!»
«Le erbacce si prenderanno tutto!»
«Non so come potrò portare avanti il raccolto così com’è!»
«... Se giunge la pioggia...!»
«... Cercare di ricostruire...!»
«... Il tabacco marcirà...!»
«... Dovrò abbandonare la tosatura...!»
Il pugno di Perrin che colpì l’architrave sopra al camino li interruppe. «Non ho visto un campo devastato o incendiato, o una casa o un granaio bruciati, a meno che non ci fossero persone. Sono le persone che i Trolloc stanno cercando. È se appiccassero il fuoco in ogni caso? Un nuovo campo può essere seminato. Pietra, intonaco e legno possono essere ricostruiti. Potete ricostruire quello?» Indicò il bambino di Laila, e la donna lo strinse al petto, guardandolo furiosa quasi avesse minacciato direttamente il piccolo. Le occhiate che rivolse al marito e a Flann però erano spaventate. Un mormorio di disagio si alzò nella stanza.
«Andare via» mormorò Jac, scuotendo la testa. «Non lo so, Perrin.»
«È una tua scelta, mastro al’Seen. La terra sarà ancora qui al tuo ritorno. I Trolloc non possono portarla via. Pensa se lo stesso può essere detto per la tua famiglia.»
Il mormorio divenne un brusio. Un numero di donne si stava confrontando con i mariti, prevalentemente quelle con un bambino o due appresso. Nessuno degli uomini sembrava discutere.
«Un piano interessante» intervenne Luc, studiando Perrin. Dall’espressione dell’uomo non si poteva dire se approvava oppure no. «Guarderò per vedere cosa accade. E adesso, mastro al’Seen, devo andare via. Mi sono fermato solo per vedere come te la cavavi.» Jac ed Elisa lo accompagnarono alla porta, ma gli altri erano troppo impegnati con le loro discussioni per prestarvi troppa attenzione. Luc se ne andò a labbra serrate. Perrin ebbe la sensazione che le sue partenze solitamente fossero grandiose come gli arrivi.
Jac dalla porta si diresse direttamente verso Perrin. «Il tuo è un piano audace. Devo ammettere che non mi entusiasma l’idea di lasciare la mia fattoria, ma ciò che hai detto è sensato. Non so però cosa ne penseranno i Figli. Mi sembrano molto sospettosi. Potrebbero supporre che stiamo complottando qualcosa contro di loro, se ci riuniamo.»
«Lascia che lo pensino» rispose Perrin. «Un villaggio pieno di gente può seguire i consigli di Luc e dir loro di andarsene da qualche altra parte. O credi che sia meglio rimanere vulnerabili solo per tenere buoni i Manti Bianchi, com’è adesso?»
«No, no. Comprendo il tuo punto di vista. Mi hai convinto. E, a quanto pare, anche gli altri.»
Sembrava effettivamente vero. Il mormorio della discussione stava morendo, ma solo perché tutti sembravano d’accordo. Anche Adine, che stava dando ordini alla figlia di fare immediatamente i bagagli. La donna rivolse a Perrin un cenno di approvazione, anche se malvolentieri.
«Dove pensate di andare?» chiese Perrin a Jac.
«Non appena tutti saranno pronti potremmo andare alla fattoria di Jon Gaelin sulla strada nord, prima del tramonto. Riferirò a Jon quel che hai detto, poi andremo tutti a Emond’s Field. Meglio là che a Watch Hill. Se vogliamo liberarci dalla morsa dei Manti Bianchi e dei Trolloc, meglio non restare sotto ai loro nasi.» Jac si passò un dito sui capelli radi. «Perrin, non penso che i Pigli farebbero del male a Natii Cauthon e alle ragazze, o ai Luhan, ma la cosa mi preoccupa. Se credono che stiamo complottando qualcosa, chi può dirlo?»
«Intendo liberarli appena possibile, mastro al’Seen. E chiunque altro i Manti Bianchi abbiano arrestato.»
«Un piano audace» ripeté Jac. «Be’, sarà meglio che ci muoviamo, se voglio arrivare da Jon per il tramonto. Vai con la Luce, Perrin.»
«Un piano molto audace» intervenne Verin, alzandosi mentre mastro al’Seen si affrettava a dispensare ordini per caricare i carri e far preparare tutto ciò che potevano trasportare. L’Aes Sedai studiò Perrin con interesse, la testa inclinata da un lato, ma non meno di quanto stesse facendo Faile, al suo fianco. Sembrava che Faile non lo avesse mai visto prima d’ora.
«No so perché continuate tutti a chiamarlo a quel modo» rispose Perrin. «Un piano, intendo dire. Quel Luc stava dicendo cose senza senso. Sfidare i Manti Bianchi sulla porta. Bambini sul tetto per avvistare i Trolloc. Una coppia di cancelli aperti sul disastro. Tutto quello che ho fatto è sottolinearlo. Gli altri avrebbero dovuto farlo fin dall’inizio. Quell’uomo...» Si trattenne dal dire che Luc lo irritava. Non con Faile presente. Avrebbe potuto fraintendere.
«Naturalmente» rispose Verin senza scomporsi. «Non avevo mai avuto occasione di vederlo lavorare prima d’ora. O forse l’ho avuta senza riconoscerla.»
«Di cosa stai parlando? Vedere lavorare cosa?»
«Perrin, quando siamo giunti qui, queste persone erano pronte a resistere a ogni costo. Tu hai fornito loro buon senso e forti emozioni, ma credi che la stessa cosa detta da me avrebbe fatto loro cambiare idea, o se fosse venuta da Tam o Abell? Di tutti noi, dovresti sapere bene quanto possono essere cocciuti gli abitanti dei Fiumi Gemelli. Hai alterato il corso degli eventi che si sarebbero svolti qui senza la tua apparizione. Con alcune parole dette sulla scia della... irritazione? I ta’veren possono davvero tirare le vite degli altri nel loro disegno. Affascinante. Spero di avere nuovamente l’opportunità di osservare Rand.»
«Qualunque cosa sia» mormorò Perrin «è per il meglio. Più gente sarà riunita in un unico posto, più sarà al sicuro.»
«Chiaro. Suppongo che Rand abbia la spada, giusto?»
Perrin aggrottò le sopracciglia, ma non c’era motivo di non dirglielo. Sapeva di Rand e sapeva cosa significava Tear. «Ce l’ha.»
«Stai attento ad Alanna, Perrin.»
«Cosa?» I cambi improvvisi di argomenti della Aes Sedai cominciavano a confonderlo. In particolar modo quando iniziava a dirgli cose che aveva già pensato da solo e voleva nascondergliele. «Perché?»
L’espressione di Verin non cambiò, ma gli occhi scuri divennero improvvisamente attenti e luminosi. «Ci sono molti... disegni alla Torre Bianca. Non tutti sono cattivi, ma a volte è difficile dirlo finché non è troppo tardi. E anche il più benevolo a volte permette che alcuni fili si spezzino nella trama, alcune cannucce rotte e scartate nella fabbricazione di un cestino. Un ta’veren sarebbe una canna utile per un gran numero di piani diversi.» Altrettanto improvvisamente sembrò confusa dal trambusto che la circondava, più a suo agio nella lettura di un libro o nei propri pensieri che nel mondo reale.