L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
La moglie di Flann, Adine, una donna grassoccia dagli occhi compiaciuti, tirò sonoramente su con il naso. «Io ho sentito voci anche riguardo Tam e Abell. E sui loro ragazzi, fuggiti con alcune Aes Sedai. Con delle Aes Sedai! Una dozzina! Vi ricordate tutti di come è stata rasa al suolo Emond’s Field. Solo la Luce sa cosa avevano combinato. Ho sentito dire che hanno sequestrato la ragazza degli al’Vere.» Flann scosse la testa rassegnato e rivolse a Jac uno sguardo di scuse.
«Se credi a queste cose» rispose sarcasticamente Wit «allora credi a tutto. Ho parlato con Marin al’Vere due settimane fa e mi ha raccontato che la figlia se ne è andata di sua spontanea volontà. E c’era solamente un’Aes Sedai.»
«Cosa stai suggerendo, Adine?» Elisa al’Seen si mise i pugni sui fianchi. «Mettici al corrente.» C’era più di un semplice ‘ti sfido a farlo’ nella voce della donna.
«Non ho detto che ci credevo» protestò Adine risoluta «solo che l’ho sentito dire. Ci sono domande da porre. I Figli non si sono accaniti su quei tre semplicemente estraendo i nomi da un cappello.»
«Se tanto per cambiare ascoltassi» osservò Elisa con fermezza «potresti sentire una risposta o due.» Adine si concentrò a sistemarsi il vestito e, anche se borbottava, tenne a freno la lingua.
«C’è qualcun altro che ha qualcosa da dire?» chiese Jac nascondendo malamente l’impazienza. Quando nessuno parlò, proseguì. «Perrin, nessuno qui crede che sei un Amico delle Tenebre, non più di quanto crediamo che lo siano Abell o Tam.» Lanciò a Adine uno sguardo duro e Flann mise una mano sulla spalla della moglie; rimase in silenzio, ma le labbra si contorsero per le parole che non aveva pronunciato. Jac borbottò prima di proseguire. «Anche così, Perrin, credo che abbiamo il diritto di sapere perché i Manti Bianchi sostengono quel che sostengono. Accusano te, Mat Cauthon e Rand al’Thor di essere Amici delle Tenebre. Perché?»
Faile aprì la bocca furiosa, ma Perrin le fece cenno di tacere. L’obbedienza della donna lo sorprese al punto che la fissò per un momento prima di parlare. Forse era malata. «I Manti Bianchi non hanno bisogno di molto, mastro al’Seen. Se non ti inchini, non strisci e non cammini alla larga da loro, allora devi essere un Amico delle Tenebre. Se non dici quello che vogliono o pensi quello che vogliono, allora devi essere un Amico delle Tenebre. Non so perché pensano che Mat e Rand lo siano.» Questa era la semplice verità. Se i Manti Bianchi sapevano che Rand era il Drago Rinato, era abbastanza, ma non c’era modo che sapessero. Mat lo confondeva del tutto. Doveva essere stata opera di Fain. «Per quanto mi riguarda, ne ho uccisi alcuni.» Incredibilmente, l’esclamazione che circolò per la stanza non lo intimorì e nemmeno il pensiero di ciò che aveva compiuto. «Avevano ucciso un mio amico e mi avrebbero riservato lo stesso trattamento. Non ho voluto che lo facessero. Questo per farla breve.»
«Posso capire perché non volevi» rispose lentamente Jac. Anche con i Trolloc in giro, la gente dei Fiumi Gemelli non era abituata a uccidere. Qualche anno prima una donna aveva ucciso il marito perché voleva sposare un altro uomo; quella fu l’ultima morte violenta nei Fiumi Gemelli di cui Perrin fosse a conoscenza. Fino all’avvento dei Trolloc.
«I Figli della Luce» intervenne Verin «sono molto bravi in una cosa. Rendere reciprocamente sospettose le persone che sono state vicine una vita.» Tutti la guardarono e alcuni annuirono dopo un momento.
«Ho sentito dire che con loro c’è un uomo» riprese Perrin. «Padan Fain, l’ambulante.»
«Ho sentito» rispose Jac. «Ho anche sentito dire che adesso si fa chiamare in un altro modo.»
Perrin annuì. «Ordeith. Ma, Fain o Ordeith, lui è davvero un Amico delle Tenebre. Lo ha ammesso, come anche di aver portato i Trolloc durante la scorsa Notte d’Inverno. Adesso cavalca con i Manti Bianchi.»
«È una cosa facile per te da sostenere» puntualizzò dura Adine Lewin. «Puoi nominare chiunque Amico delle Tenebre.»
«Allora a chi credere?» intervenne Tomas. «A quelli che sono giunti qualche settimana fa, arrestando persone che conosci e incendiando le loro fattorie? O a un giovane uomo che è cresciuto proprio qui?»
«Non sono un Amico delle Tenebre, mastro al’Seen,» confermò Perrin «ma se vuoi che vada via, lo farò.»
«No» intervenne rapidamente Elisa lanciando al marito uno sguardo significativo e ad Adine uno raggelante che le fece ingoiare quanto stava per dire. «No. Sei il benvenuto a rimanere per tutto il tempo che vuoi.» Jac esitò, quindi annuì. La donna si fece avanti e guardò Perrin, appoggiandogli le mani sulle spalle. «Hai la nostra simpatia» mormorò. «Tuo padre era un brav’uomo. Tua madre era mia amica e una brava donna. So che vorrebbe che restassi con noi, Perrin. I Figli di rado vengono da questa parte, e se lo fanno i ragazzi sul tetto ci possono avvisare ben in anticipo per nasconderti in solaio. Sarai al sicuro, qui.»
La donna lo intendeva sul serio. Con convinzione. E quando Perrin guardò mastro al’Seen, questi annuì nuovamente. «Grazie» rispose Perrin con un nodo in gola. «Ma devo... ho delle cose da fare. Cose di cui devo occuparmi.»
La donna sospirò dandogli qualche colpetto gentile sulla spalla. «Naturalmente. Solo, assicurati che queste cose non ti facciano... del male. Be’, almeno posso mandarti via a stomaco pieno.»
Non c’erano abbastanza tavoli nella casa per far sedere tutti quanti per il pasto di mezzogiorno, per cui le scodelle di stufato d’agnello vennero passate in giro con pezzi di pane croccante e avvertimenti di non sgocciolare in terra, quindi tutti mangiarono dove si trovavano, seduti o in piedi. Prima che avessero finito di mangiare, un ragazzino dinoccolato con la camicia a maniche corte e un arco più alto di lui, si fece avanti. Perrin pensò che fosse Win Lewin, ma non ne era certo; i ragazzi crescevano velocemente a quell’età.
«È lord Luc» esclamò eccitato il ragazzino magro. «Sta arrivando lord Luc.»
33
Una nuova trama nel Disegno
Il signore in questione entrò quasi alle calcagna del ragazzo, un uomo di mezza età, alto, le spalle ampie, con un duro volto angoloso e i capelli rosso scuro striati di bianco sulle tempie. C’era una traccia di arroganza in quegli occhi azzurri e di certo sembrava in tutto e per tutto un nobile, con indosso una giubba dal taglio elegante discretamente ricamata a spirali dorate sulle maniche e guanti lavorati con un filato d’oro. Altro oro ricopriva il fodero della spada e delle bande dorate passavano anche sugli stivali lucidi. In qualche modo fece sembrare il semplice fatto di entrare nella stanza un atto grandioso. Perrin lo disprezzò a prima vista.
Tutti gli al’Seen e i Lewin si fecero avanti in massa per dare il benvenuto al signore, uomini, donne e bambini affollati attorno a lui con sorrisi, inchini e riverenze, farfugliando tutti riguardo l’onore della sua presenza, il grande onore di una visita di un Cercatore del Corno. Sembravano molto eccitati per quest’ultima parte. Un lord sotto lo stesso tetto era eccitante, ma uno di quelli che avevano giurato di cercare il leggendario Corno di Valere, era la sostanza delle storie.
Perrin non credeva di aver mai visto la gente dei Fiumi Gemelli agitarsi per nessuno, prima di allora.
Questo lord Luc dava tutto per scontato, forse anche meno. Forse gli pareva solo un fastidio. La gente della fattoria non sembrava notarlo, oppure non riconosceva quell’espressione vagamente stanca, con una parvenza di sorriso di accondiscendenza. Forse credevano semplicemente che quello fosse il comportamento dei signori. Abbastanza vero. Molti lo facevano, ma guardare queste persone — la sua gente — tollerare una tale cosa infastidiva Perrin.
Mentre il chiasso cominciava a diminuire, Jac ed Elisa presentarono gli ospiti — tutti tranne Tam e Abell che lo avevano già incontrato — a lord Luc di Chiendelna, spiegando che li stava consigliando sul modo di difendersi dai Trolloc, che li incoraggiava ad affrontare i Manti Bianchi, a difendere i propri diritti. Mormorii di approvazione si elevarono dal resto della stanza. Se i Fiumi Gemelli avessero dovuto scegliersi un re, lord Luc avrebbe avuto tutti gli al’Seen e i Lewin dalla sua parte. Anche lui lo sapeva. La sua manifesta compiacenza annoiata comunque non durò a lungo. Al primo sguardo del viso liscio di Verin, Luc si irrigidì leggermente, gli occhi dardeggiarono velocemente sulle mani, tanto che molti non lo avrebbero notato. Fece quasi cadere i guanti ricamati. Paffuta e vestita in abiti semplici avrebbe potuto essere un’altra donna della fattoria, ma chiaramente riconosceva il volto di un’Aes Sedai quando ne vedeva uno. Non era particolarmente felice di trovarne una qui. La coda dell’occhio sinistro tremò quando comare al’Seen la presentò come «comare Mathwin, una studiosa straniera».