I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Elayne si alzò lentamente sistemandosi la gonna. Probabilmente guardare Birgitte per un po’ avrebbe aiutato Nynaeve a capire. «Anche io non ho ancora voglia di dormire.» Era esausta, ma non assonnata. «Credo che andrò a fare una passeggiata.» Nynaeve annuì mentre prendeva il posto di Elayne sul letto, con i piedi impolverati che pendevano da un lato e gli occhi fissi su Birgitte.
Con sorpresa di Elayne, Thom e Juilin erano ancora svegli. Avevano acceso un piccolo fuoco di fianco al carro e vi sedevano vicini a gambe incrociate, fumando le pipe dal lungo cannello. Thom si era infilato la camicia nei pantaloni e Juilin aveva indossato la giacca senza camicia, con le maniche rivoltate. Elayne si guardò intorno prima di unirsi a loro. Nessuno si muoveva nel campo oscuro, si vedeva solo la luce del fuoco e quella delle lampade nel loro carro.
Nessuno dei due uomini parlò mentre Elayne si sedeva; quindi Juilin guardò Thom che annuì e il cacciatore di ladri raccolse qualcosa da terra e glielo diede. «L’ho trovata dove giaceva la donna» disse l’uomo scuro. «Come se le fosse caduta di mano.»
Elayne prese lentamente la freccia d’argento. Anche le piume dell’impennatura sembravano d’argento.
«Particolare» commentò Thom in tono semplice. «Aggiunto alla treccia... In ogni storia viene menzionata quella treccia, per qualche motivo, anche se ho trovato alcune che potrebbero essere lei con altri nomi e senza la treccia. E altre con nomi diversi e la treccia.»
«Non mi importa delle storie» intervenne Juilin. Non sembrava più agitato di Thom. Ma ci voleva molto per farli innervosire. «È lei? Sarebbe già terribile se non lo fosse, una donna che appare nuda dal nulla a quel modo, ma... in cosa ci avete cacciati, tu e N... Nana?» Era preoccupato. Juilin non commetteva errori e non diceva mai la cosa sbagliata. Thom mordicchiava la pipa in attesa.
Elayne fece roteare la freccia fra le mani fingendo di esaminarla. «È un’amica» disse alla fine. Fino... a meno che... Birgitte non la liberasse dalla promessa. «Non è un’Aes Sedai, ma ci ha aiutate.» La guardarono aspettando che aggiungesse altro.
«Perché non l’avete data a Nynaeve?»
Si scambiarono uno di quei loro sguardi. Gli uomini sembravano sostenere intere conversazioni solo con gli occhi, almeno attorno alle donne. Parlarono con chiarezza come se usassero le parole, esprimendo cosa pensavano dei loro segreti. Specialmente quando tutti sapevano con certezza. Ma aveva promesso.
«Sembrava sconvolta» disse Juilin, fumando prudentemente la pipa, mentre Thom si tolse la sua di bocca ed espirò il fumo.
«Sconvolta? Quella donna è uscita in camicia da notte, pareva smarrita, e quando le ho chiesto se potevo aiutarla, non mi ha staccato la testa. Si è messa a piangere sulla mia spalla!» Si sistemò la camicia di lino, borbottando qualcosa su un che di umido. «Elayne mi ha chiesto scusa per qualsiasi parola sbagliata mi avesse rivolto, il che significa quasi tutte. Ha detto che meritava di essere frustata, o forse che lo era già stata, la metà del tempo era incoerente. Ha aggiunto di essere una codarda e una sciocca ostinata. Non so che problema avesse, ma davvero non era se stessa.»
«Una volta ho conosciuto una donna che si comportava a quel modo» aggiunse Juilin, guardando il fuoco. «Si è svegliata trovando un ladro nella sua camera e lo ha pugnalato al cuore. Solo che, quando ha acceso la lampada, si è accorta che era il marito. La nave era rientrata in porto in anticipo. È andata in giro come Nynaeve per quasi un mese.» Tese le labbra. «Poi si è impiccata.»
«Odio darti questo peso, bambina» aggiunse con dolcezza Thom, «ma se può essere aiutata, sei la sola di noi che riuscirebbe a farlo. Io so come sollevare un uomo dalle sue disgrazie. Assestagli un calcio vigoroso oppure fallo ubriacare e trovagli una...» tossì vigorosamente, cercando di camuffarla da vera tosse, e si prese un baffo fra le dita. Uno degli aspetti negativi di considerarla sua figlia era che adesso a volte le dava dodici anni. «In ogni caso il punto è che non so come comportarmi. E anche se Juilin forse avrebbe voglia di cullarla sulle ginocchia, dubito che lo ringrazierebbe.»
«Preferirei avere un luccio sulle gambe» borbottò, ma non con lo stesso tono aspro che avrebbe usato il giorno prima. Era preoccupato come Thom, anche se più restio ad ammetterlo.
«Farò quello che potrò» li assicurò, guardando di nuovo la freccia. Erano dei bravi uomini e non le piaceva mentire loro o nascondergli qualcosa. A meno che non fosse assolutamente necessario. Nynaeve sosteneva che bisognava gestire gli uomini per il loro bene, ma senza esagerare... Non era giusto trascinare qualcuno in pericoli di cui non era al corrente.
Per cui si confidò. Raccontò di tel’aran’rhiod e i Reietti liberi, di Moghedien. Ovviamente non di tutto. Alcuni eventi a Tanchico erano stati per lei una vergogna troppo grande per pensare a loro. La sua promessa riguardava l’identità di Birgitte e certamente non c’era bisogno di scendere in dettagli su quel che Moghedien aveva fatto a Nynaeve. Diventava tutto un po’ difficile, ma vi riuscì. Rivelò quello che riteneva dovessero sapere, abbastanza da renderli consapevoli per la prima volta di ciò a cui stavano andando incontro.
Non solo l’Ajah Nera — l’avevano fissata con gli occhi sgranati — ma i Reietti, e una di loro che probabilmente stava dando la caccia a lei e a Nynaeve. E aveva anche spiegato abbastanza chiaramente che loro avrebbero dato la caccia a Moghedien, che chiunque si trovava loro vicino era in pericolo di essere colto fra il cacciatore e la preda, in entrambi i casi.
«Adesso che sapete,» concluse «la scelta se restare o andare via spetta a voi.» Si limitò a questo e fece ben attenzione a non guardare Thom. Sperava quasi disperatamente che rimanesse, ma non voleva lasciargli credere che glielo stesse chiedendo, neppure con uno sguardo.
«Non ti ho insegnato nemmeno la metà di quello che ti serve per diventare una brava regina come tua madre» rispose, cercando di essere burbero e rovinando tutto l’effetto allontanandole una ciocca di capelli dal viso con un dito nodoso. «Non ti libererai così facilmente di me, bambina, voglio che tu divenga la signora del Daes Dae’mar, anche se dovessi parlarti nell’orecchio fino ad assordarti. Non ti ho nemmeno insegnato a usare un pugnale. Ho cercato di farlo con tua madre, ma mi diceva sempre che poteva chiedere a un uomo di tirarne fuori uno, se ce ne fosse stato bisogno. Un modo sciocco di vedere le cose.»
Elayne si protese in avanti e lo baciò su una guancia, l’uomo batté le palpebre sollevando le sopracciglia cespugliose, quindi sorrise e si rimise in bocca la pipa.
«Puoi baciare anche me» aggiunse secco Juilin. «Rand al’Thor si servirebbe delle mie interiora come esca per i pesci se non ti riconsegno a lui sana e salva come quando lo hai lasciato.»
Elayne sollevò il mento. «Non permetterò che tu rimanga per colpa di Rand al’Thor, Juilin.» Riconsegnarla? Senti questa! «Resterai solo se lo vuoi tu. E non libero te, o Thom...» aveva sorriso al commento del cacciatore di ladri «...dalla promessa di fare quanto vi viene detto.» Lo sguardo stupito di Thom era soddisfacente e si rivolse a Juilin. «Tu seguirai me e Nynaeve con la piena consapevolezza di quali nemici affrontiamo, oppure puoi impacchettare le tue cose e cavalcare Scansafatiche dove meglio preferisci. Te lo lascerò.»
Juilin si sedette dritto come un palo, il volto scuro le divenne anche di più. «Non ho mai abbandonato una donna in pericolo in vita mia.» Con il cannello della pipa la indicò come se fosse un’arma. «Se mi mandi via ti starò alle calcagna come un uccello che segue la poppa di una nave.»
Non proprio quello che voleva, ma andava bene lo stesso. «D’accordo, allora.» Alzandosi mantenne una posizione eretta, con la freccia d’argento di fianco e le maniere leggermente distaccate. Pensava che finalmente avessero capito chi era al comando. «La mattina non è lontana.» Rand aveva davvero avuto il coraggio di dire a Juilin di ‘riconsegnarla’? Thom doveva tollerare l’altro uomo per un po’ e gli stava bene in cambio di quel sorriso. «Spegnete questo fuoco e andate a dormire. Adesso, niente scuse, Thom. Non sarete di nessuna utilità domani senza aver riposato.»