Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
«Potrebbe realizzare qualcosa di buono.» Alzandosi, Siuan attraversò i tappeti fino a un tavolino contro la parete della tenda, dove diverse coppe e due caraffe erano poggiate su un vassoio. Quella in argento conteneva vino speziato, nell’altra in ceramica smaltata di blu c’era té, entrambe erano state poste lì all’alba in previsione dell’arrivo dell’Amyrlin e ormai si erano raffreddate. Nessuno si era aspettato che Egwene andasse fino al fiume. «Sempre che Tedosian e gli altri non capiscano per chi sta lavorando davvero.» Lo scialle di Siuan le scivolò da una spalla mentre tastava il lato della caraffa di ceramica, e la luce di saidar la circondò brevemente mentre incanalava Fuoco, riscaldando il contenuto. «Non si fiderebbero della sua buona fede nel negoziare se scoprissero che è una creatura del Drago Rinato.» Riempiendo di té una tazza di peltro lucidato, vi aggiunse delle generose cucchiaiate dal vasetto del miele, rimestandolo per bene, e portò la tazza a Egwene.
«Questo potrebbe aiutarti col tuo mal di testa. È un tipo di intruglio d’erbe che ha trovato Chesa, ma il miele stempera il sapore.»
Egwene ne assaggiò un sorso con cautela e rimise giù la tazza con un fremito. Se il sapore era così aspro col miele, non voleva immaginare come sarebbe stato senza. Il mal di testa poteva essere preferibile.
«Come puoi prenderla così con calma, Siuan? La comparsa di Merana a Tear è la prima prova reale che abbiamo. A paragone sarei disposta a considerare le tue Adunanti una coincidenza.»
All’inizio c’erano stati solo sussurri, dalle Ajah o dalle spie di Siuan. C’erano Aes Sedai a Cairhien, e parevano muoversi liberamente dentro e fuori dal Palazzo del Sole mentre il Drago Rinato si trovava lì. Poi i sussurri si erano fatti rochi e inquieti, esitanti. Gli occhi e orecchie a Cairhien non volevano dirlo. Nessuna voleva ripetere quello che i propri agenti riferivano. C’erano Aes Sedai a Cairhien, e pareva che seguissero gli ordini del Drago Rinato. Ancora peggiori furono i nomi che a poco a poco filtrarono. Alcune erano donne che erano state a Salidar, fra le prime a opporsi a Elaida, mentre altre donne erano note per esserle leali. Nessuna, a quanto ne sapeva Egwene, aveva menzionato ad alta voce la Coercizione, ma dovevano averci pensato per forza .
«Non serve a niente strapparti i capelli se il vento non soffia nella direzione che vuoi» replicò Siuan, sedendosi di nuovo sul suo sgabello. Fece per incrociare le ginocchia, ma si affrettò a poggiare di nuovo i piedi sul tappeto quando lo sgabello oscillò. Borbottando sottovoce, si aggiustò lo scialle con una contrazione delle spalle. E fu costretta a mantenere l’equilibrio quando il sedile barcollò di nuovo. «Devi orientare le vele per sfruttare il modo in cui il vento sta soffiando. Ragiona a mente fredda, e puoi riuscire a tornare a riva. Accalorati e affogherai.» Alle volte dalle parole di Siuan pareva che lavorasse ancora su una barca da pesca. «Credo che ti servirà più di un sorso perché faccia qualche effetto, Madre.»
Con una smorfia, Egwene allontanò da sé la tazza ancora un po’. Il sapore che le era rimasto appiccicato alla lingua era sgradevole quasi quanto il mal di testa. «Siuan, se hai in mente un modo per sfruttare questo, vorrei che me lo dicessi. Non voglio nemmeno prendere in considerazione di sfruttare il fatto che Rand possa aver usato la Coercizione su delle Sorelle.» Né la possibilità che conoscesse un flusso tanto ripugnante, o che potesse utilizzarlo su qualcuno. Lei lo conosceva – un altro piccolo dono da Moghedien – e avrebbe davvero desiderato dimenticare come farlo.
«In questo caso, non si tratta tanto di usarlo, quanto di capirne gli effetti. Bisognerà occuparsi di lui alla fine, e forse insegnargli una lezione, ma non vuoi che le Sorelle si mettano alle sue calcagna; inoltre questi racconti da Cairhien rendono tutti cauti.» La voce di Siuan era piuttosto calma, ma giocherellava con le dita, evidentemente agitata dentro di sé. Non era un argomento che nessuna Aes Sedai potesse affrontare con troppa calma. «Allo stesso tempo, quando tutte ci avranno riflettuto, capiranno che quelle storie su lui che si sottomette a Elaida non sono che sciocchezze. Potrebbe anche aver mandato delle Sorelle a sorvegliarlo, ma quelle non accetterebbero la presenza di Sorelle che vogliono spodestare Elaida. Comprendere ciò metterà un po’ di spina dorsale in coloro che hanno cominciato a pensare che forse Elaida lo tiene in suo potere. Questa è una ragione di meno per chiunque stia considerando di piegarsi a lei.»
«E Cadsuane?» disse Egwene. Fra tutti i nomi provenienti da Cairhien, questo aveva diffuso il maggiore sconcerto fra le Sorelle. Cadsuane Melaidhrin era una leggenda, sulla quale per di più circolavano opinioni contrastanti. Alcune Sorelle erano certe che si trattasse di un errore: Cadsuane ormai doveva essere morta. Altre parevano solo desiderare che lo fosse. «Sei certa che sia rimasta a Cairhien dopo la scomparsa di Rand?»
«Mi sono assicurata che la mia gente la tenesse d’occhio non appena ho udito il suo nome» rispose Siuan, ora non suonando più calma. «Non so se sia un Amico dell’Ombra, lo sospetto soltanto, ma posso garantire che si trovava nel Palazzo del Sole una settimana dopo la sua scomparsa.»
Strizzando gli occhi fino a chiuderli, Egwene premette la parte inferiore dei palmi contro le palpebre. Non parve avere alcun effetto sull’ago pulsante nella sua testa. Forse Rand era in compagnia di una Sorella Nera, o lo era stato. Forse aveva usato la Coercizione su delle Aes Sedai. Era già un male che l’avesse fatto su qualcuno, ma in qualche modo era peggio se l’aveva usata su delle Aes Sedai, più sinistro. Se osava fare questo contro le Aes Sedai, era dieci volte, cento volte più probabile che la utilizzasse contro coloro che non potevano difendersi. Alla fine avrebbero dovuto fare i conti con lui, in qualche modo. Lei era cresciuta con Rand, tuttavia non poteva lasciare che questo la influenzasse. Lui era il Drago Rinato, ora, la speranza del mondo e forse, allo stesso tempo, la più grande minaccia che il mondo si trovava di fronte. Forse? I Seanchan non potevano fare tanti danni quanto il Drago Rinato. E lei aveva intenzione di sfruttare la possibilità che lui si fosse avvalso della Coercizione su delle Sorelle. L’Amyrlin Seat era una donna davvero differente da quella figlia del locandiere. Guardando accigliata la tazza di peltro di cosiddetto té, la prese in mano e si costrinse a tracannare quell’intruglio disgustoso, mandandolo di traverso e sputacchiando. Forse il saporaccio avrebbe distolto la sua mente dal mal di testa, perlomeno.
Mentre appoggiava la tazza con un secco clangore di metallo su legno, Anaiya entrò nella tenda, la bocca increspata all’ingiù e il liscio volto corrucciato in un cipiglio.
«Akarrin e le altre sono tornate, Madre» disse. «Moria mi ha detto di informarti che ha convocato il Consiglio per ascoltare il loro rapporto.»
«E così Escaralde e Malind» annunciò Morvrin, apparendo dietro Anaiya con Myrelle. La Verde sembrava un’immagine di furia serena, sempre che ciò fosse possibile, il suo volto olivastro inespressivo e gli occhi come braci scure; ma, se paragonata al cipiglio di Morvrin, l’espressione di Anaiya pareva lieta. «Stanno mandando novizie e Ammesse a cercare di corsa tutte le Adunanti» disse la Marrone. «Non siamo riuscite a cogliere nemmeno un sussurro sulla scoperta di Akarrin, ma ritengo che Escaralde e le altre intendano usarla per pungolare il Consiglio verso qualcosa.»
Scrutando gli scuri sedimenti che galleggiavano fra le ultime gocce sul fondo della tazza di peltro, Egwene sospirò. Anche lei avrebbe dovuto presenziare, e ora avrebbe dovuto affrontare le Adunanti col mal di testa e quel disgustoso sapore in bocca. Forse poteva considerarla una penitenza per quello che stava per fare col Consiglio.