Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
«Quante Sorelle sono assenti, Siuan? Perfino le più deboli possono Viaggiare dove vogliono, collegate, e vorrei sapere dove sono andate.»
Per un momento Siuan increspò la fronte, pensierosa. «Circa venti, penso» rispose infine. «Forse qualcuna di meno. Il numero varia da giorno a giorno. Nessuno tiene il conto, in effetti. Nessuna Sorella lo tollererebbe.» Si sporse in avanti, stavolta restando cautamente in equilibrio quando le gambe diseguali fecero vacillare il suo sgabello.
«Hai giostrato le faccende in modo esemplare finora, Madre, ma non può durare. Alla fine il Consiglio scoprirà tutto ciò che sta accadendo a Caemlyn. Potrebbero accettare di mantenere il segreto sulle prigioniere seanchan – sarà vista come una faccenda di Vandene o di Merilille – ma sanno già della presenza del Popolo del Mare a Caemlyn, e presto o tardi apprenderanno dell’accordo con loro. E delle donne della Famiglia, se non dei tuoi piani per loro.» Siuan sbuffò di nuovo, anche se in modo lieve. Lei stessa non era certa di cosa pensare dell’idea che le Aes Sedai si ritirassero nella Famiglia, tanto meno su come altre Sorelle avrebbero reagito alla notizia. «I miei occhi e orecchie non hanno ancora colto nemmeno un barlume, ma le spie di qualcuno lo faranno, questo è certo. Non puoi ritardare ancora a lungo, altrimenti ci ritroveremo a guadare in mezzo a un banco di lucci argentati.»
«Uno di questi giorni» borbottò Egwene «voglio proprio vedere questi lucci argentati di cui parli sempre.» Sollevò una mano quando l’altra donna fece per aprire bocca. «Un giorno. L’intesa col Popolo del Mare causerà problemi,» confessò «ma quando le Ajah ne sentiranno degli accenni, non si renderanno conto fin da subito di quello che stanno ascoltando. Sorelle che insegnano al Popolo del Mare a Caemlyn? Non si è mai udito nulla del genere, ma chi si metterà a porre delle domande o a interferire, contro tutte le usanze? Sono sicura che ci sarà ogni genere di lamentela, e forse verranno sollevate alcune domande all’interno del Consiglio, ma prima che si venga a sapere che c’è un accordo, io avrò introdotto il mio progetto per la Famiglia.»
«E pensi che questo non affilerà i loro denti?» Aggiustandosi lo scialle, Siuan si preoccupò a malapena di nascondere la propria incredulità. In effetti la mutò in uno sguardo arcigno.
«Causerà delle discussioni» concesse Egwene assennatamente. Un notevole eufemismo. Avrebbe causato un tumulto, ecco cosa avrebbe fatto, una volta che l’intera questione fosse venuta allo scoperto. Quanto di più simile a una rivolta si fosse mai visto tra le Aes Sedai. Ma la Torre aveva minimizzato la faccenda ormai da mille anni, se non di più, e lei aveva intenzione di porre fine a tutto ciò. «Ma intendo andare piano. Le Aes Sedai possono essere riluttanti a parlare di età, Siuan, ma si renderanno presto conto che giurare sul Bastone dei Giuramenti accorcia le nostre vite almeno della metà. Nessuno vuole morire prima del dovuto.»
«Sempre che si lascino convincere che esiste davvero una donna della Famiglia che ha seicento anni» ribatté Siuan in tono riluttante, ed Egwene sospirò per il fastidio. Questa era un’altra delle cose su cui Siuan era incerta: le affermazioni delle donne della Famiglia sulla loro longevità. Egwene teneva in gran conto l’opinione di Siuan, così come il fatto che non diceva solo ciò che lei voleva sentire, ma a volte quella donna sembrava recalcitrante quanto Romanda o Lelaine.
«Se sarà necessario, Siuan,» replicò in tono irritato «lascerò che le Sorelle parlino con qualche donna più vecchia di loro di cent’anni o più. Possono tentare di liquidarle come selvatiche o bugiarde, ma Reatine Corly può provare di essere stata nella Torre e quando. E così altre. Con un po’ di fortuna, convincerò le Sorelle ad accettare di essere liberate dai Tre Giuramenti per potersi ritirare nella Famiglia prima ancora che possano apprendere dell’esistenza di un accordo con gli Atha’an Miere. E una volta che avranno accettato che qualunque Sorella venga liberata dai giuramenti, non sarà così difficile convincerle a lasciare andare le Sorelle del Popolo del Mare. A parte questo, il resto di quell’accordo sono inezie. Come dici sempre, capacità e agilità di mano sono necessarie per fare qualunque cosa nel Consiglio, ma la fortuna è un requisito fondamentale. Be’, sarò capace e agile quanto posso e, per quanto riguarda la fortuna, per una volta le probabilità sembrano essere a mio favore.»
Siuan fece una smorfia, tossicchiò ed esitò, ma alla fine dovette dirsi d’accordo. Convenne perfino che Egwene potesse riuscirci, con un po’ di fortuna e tempismo. Non che fosse convinta, né sulla Famiglia né sull’accordo con gli Atha’an Miere, ma quello che Egwene proponeva era talmente senza precedenti che pareva che la maggior parte avrebbe potuto superare il vaglio del Consiglio prima che si rendessero conto di cosa gli stava cadendo addosso. Egwene era disposta ad accontentarsi di questo. Qualunque cosa fosse esposta al Consiglio, quasi sempre abbastanza Adunanti si opponevano, rendendo difficile, nella migliore delle ipotesi, trovare un consenso, e nel Consiglio nulla veniva fatto senza almeno il consenso minoritario e di solito non senza il consenso maggioritario. Le sembrava che la maggior parte delle trattative con il Consiglio consistesse nel convincerle a fare ciò che non volevano. Di certo non c’era motivo perché questa faccenda andasse in modo diverso. Mentre le Verdi erano concentrate sulle Marche di Confine, l’attenzione delle Grigie era rivolta a sud. Ogni Ajah era affascinata dai rapporti da Illian e Tear su un gran numero di selvatiche fra il Popolo del Mare, cosa che trovavano interessante, nel caso fosse vera (anche se sembravano esserci forti dubbi che lo fosse), altrimenti le Sorelle lo avrebbero saputo prima. Dopotutto, come poteva rimanere nascosta una cosa del genere? Nessuna menzionava che avevano semplicemente accettato quello che vedevano in superficie senza mai andare a fondo. Le Grigie, però, erano affascinate dalla continua minaccia seanchan a Illian e dall’assedio della Pietra di Tear cominciato appena di recente. Guerre e minacce di conflitti avevano sempre ipnotizzato le Grigie, dato che il loro scopo era porvi fine. E in tal modo volevano estendere la loro influenza, ovviamente: ogni volta che le Grigie fermavano una guerra con un trattato, accrescevano l’influenza di tutte le Aes Sedai, ma di loro stesse prima di tutto. I Seanchan parevano non essere aperti a negoziati, almeno con le Aes Sedai; e l’oltraggiato senso di frustrazione delle Grigie filtrava fra le concise parole sulle incursioni dei Seanchan oltre confine e le forze sempre maggiori che venivano radunate da lord Gregorin, il sovrintendente a Illian per il Drago Rinato (un titolo che di per sé era motivo di preoccupazione). Tear aveva il proprio sovrintendente per il Drago Rinato, il Sommo Signore Darlin Sisnera, ed era assediato nella Pietra da nobili che si rifiutavano di accettare Rand. Era un assedio molto strano. La Pietra aveva i propri moli e i nemici di Darlin non potevano tagliare gli approvvigionamenti perfino controllando il resto della città, come in effetti facevano, e in ogni caso parevano soddisfatti di starsene seduti ad aspettare. O forse non riuscivano a capire quale potesse essere la loro mossa successiva. Solo gli Aiel si erano impossessati della Pietra con un assalto, e nessuno in precedenza l’aveva presa per fame. Le Grigie avevano qualche speranza a Tear.
Egwene rialzò la testa quando ebbe letto il fondo della pagina, e si affrettò a posarla e a prendere la successiva. Le Grigie avevano avuto qualche speranza. Apparentemente, una Sorella Grigia era stata vista uscire dalla Pietra e poi seguita fino a un incontro con il Sommo Signore Tedosian e la Somma Signora Estanda, due dei nobili di maggiore spicco fra gli assedianti. «Merana» sussurrò. «Dicono che si trattava di Merana Ambrey, Siuan.» Inconsciamente, si massaggiò le tempie. Il dolore dietro i suoi occhi si era acuito un altro po’.