Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Серия: Cronache del ghiaccio e del fuoco #2
- Год: 2001
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-49654-1
- Переводчик: Sergio Altieri
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]». Краткое содержание книги:
«Mia lady» l’avvertì Hallis Mollen.
Due uomini a cavallo erano emersi dal piccolo, ordinato accampamento alla base dell’immane muraglia e avanzavano al passo verso di loro.
«Dev’essere re Stannis.»
«Senza dubbio.» Catelyn li osservò avvicinarsi. “Sì, dev’essere Stannis, ma quello non è il vessillo dei Baratheon.” Era di un colore giallo brillante, non della tinta oro degli stendardi di Renly, e il simbolo su di esso era rosso, anche se lei non fu in grado di distinguerne la forma.
Renly sarebbe stato l’ultimo ad arrivare. Lo aveva annunciato nel momento in cui Catelyn si era messa in marcia. Non aveva alcuna intenzione di montare a cavallo fino a quando non avesse visto suo fratello già in marcia. Il primo sarebbe stato costretto ad aspettare l’altro, e Renly non aveva alcuna intenzione di aspettare. “È una sorta di gioco giocato dai re” risolse Catelyn. Ebbene, lei non era un re, quindi non doveva giocare. Quanto ad aspettare, aveva imparato a farlo da lungo tempo.
Mentre Stannis continuava ad avvicinarsi, Catelyn notò che portava una corona d’oro rosso le cui punte erano a forma di fiamma. Nella sua cintura erano incastonati tormaline e topazi gialli, mentre un grosso rubino tagliato a quadrato ornava l’elsa della sua spada. Per il resto, il suo abbigliamento era sempEce: tunica di cuoio a borchie sopra un farsetto trapuntato, stivali usurati, brache di grezza lana marrone. Il simbolo sul suo vessillo giallo come il sole mostrava un cuore rosso circondato da un alone di fiamme arancioni. Il cervo incoronato dei Baratheon c’era, questo sì… solo di dimensioni ridotte e racchiuso al centro del cuore fiammeggiante. Ma il particolare più strano era l’alfiere che innalzava il vessillo: una donna, interamente vestita di rosso, il volto tenuto in ombra dall’ampio cappuccio del suo mantello scarlatto. “Una sacerdotessa rossa” riconobbe Catelyn, perplessa: questa setta era potente nelle città libere e nel lontano Est, ma di scarsa rilevanza nei Sette Regni.
«Lady Stark» la salutò con gelida cortesia Stannis Baratheon nel fermare il cavallo.
«Lord Stannis.» Quando lui chinò leggermente il capo, Catelyn notò come fosse più calvo di come lo ricordava. Sotto la barba tagliata cortissima, la sua mascella ebbe una dura contrazione; Stannis però non fece alcuna obiezione al titolo che lei aveva usato, e Catelyn gliene fu grata.
«Non avrei pensato di trovarti a Capo Tempesta» le disse.
«Non avrei pensato di dover venire a Capo Tempesta.»
Gli occhi infossati di lui la scrutarono, non privi di una luce di disagio. Non era uomo da cortesie formali, Stannis Baratheon. «Sono dolente per la morte del lord tuo marito» dichiarò infine. «Per quanto Eddard Stark non fosse amico mio.»
«Ma nemmeno è stato mai tuo nemico, mio lord. Ti ricordo che quando i lord Tyrell e Redwyne ti tenevano prigioniero nel tuo castello, ridotto alla fame, fu Eddard Stark a rompere l’assedio.»
«Per ordine di mio fratello, non certo per affetto verso di me» rispose Stannis. «Lord Eddard ha fatto il suo dovere, non lo nego. Ma io mi sono forse mai comportato diversamente? Avrei dovuto essere io il Primo Cavaliere del re, non lui.»
«Anche quello è stato per volontà di tuo fratello. Ned non aveva mai desiderato essere Primo Cavaliere.»
«Ma ha in ogni caso accettato quella carica, che spettava a me. Hai comunque la mia parola: per il suo assassinio, giustizia sarà fatta.»
“Quanto amano promettere teste, questi uomini che vogliono farsi re.” «Anche tuo fratello Renly ha dato la sua parola. Ma a dire il vero, preferirei di gran lunga riavere le mie figlie e lasciare che siano gli dei a fare giustizia. Cersei continua a tenere Sansa in ostaggio, mentre Arya… è dal giorno della morte di Robert che di lei non si è saputo più nulla.»
«Se troveremo le tue figlie una volta che la città cadrà in mano mia, ti verranno rimandate.» “Vive o morte” era sottinteso.
«E questo quando avverrà, lord Stannis? Approdo del Re è vicina alla Roccia del Drago, invece ti trovo a Capo Tempesta.»
«Sei esplicita, lady Stark. Molto bene, lo sarò anch’io. Per prendere Approdo del Re, ho bisogno dell’appoggio dei lord del Sud che vedo sull’altro lato di questa terra di nessuno. È mio fratello a controllarli, un controllo che deve passare a me.»
«Gli uomini si alleano con chi preferiscono, mio lord. Questi nobili hanno giurato fedeltà a Robert e alla Casa Baratheon. Se tu e tuo fratello poteste mettere da parte la vostra disputa…»
«Non esiste alcuna disputa con Renly, è sufficiente che lui faccia il suo dovere. Io sono suo fratello maggiore e sono il suo re. Voglio solo quanto mi spetta di diritto. Renly mi deve lealtà e obbedienza, ed è mia intenzione ottenerle. Da lui e tutti questi altri lord.» Stannis studiò l’espressione di lei. «Ma qual è la ragione che ti porta in questo campo di battaglia, mia lady? Forse che la Casa Stark ha stretto alleanza con Renly, è questa la ragione?»
“Mai quest’uomo si piegherà” capì Catelyn. Ma lei doveva tentare: la posta in gioco era troppo alta. «Mio figlio Robb regna come re del Nord, per volontà dei suoi lord e della sua gente. Non intende inginocchiarsi davanti a nessun uomo, ma estende la sua mano in segno di amicizia a tutti.»
«I re non hanno amici» rispose Stannis duramente. «Hanno solamente sudditi. E nemici.»
«E fratelli!» La voce allegra era risuonata alle spalle di Catelyn. Lei si girò e vide il purosangue di Renly che avanzava fra i tronchi mutilati. Il più giovane dei Baratheon appariva splendido nel suo farsetto verde foresta e nel mantello di satin bordato di ermellino. La corona di rose dorate gli cingeva le tempie, la testa di cervo di giada che s’innalzava alta sulla fronte, i lunghi capelli neri che gli fluivano sulle spalle. C’erano frammenti di diamanti neri a ornare il cinturone della sua spada, e portava una collana d’oro e smeraldi.
Anche Renly aveva scelto una donna come alfiere, per quanto l’armatura e l’elmo non dessero alcuna indicazione del vero sesso di Brienne di Tarth. Sulla punta della sua lancia lunga dodici piedi, il cervo incoronato risaltava nero in campo oro sul vessillo sbattuto dal vento di mare.
Il benvenuto di suo fratello fu secco: «Lord Renly».
«“Re” Renly. Ma sei davvero tu, Stannis?»
Stannis corrugò la fronte: «Chi altri potrei essere?».
Renly si strinse nelle spalle: «Nel vedere quello stendardo, sulle prime non ne ero certo. A chi apparterrebbe quell’emblema?».
«È il mio.»
«Il re ha scelto come suo emblema il cuore di fuoco del Signore della luce.» Fu la sacerdotessa rossa a rispondere.
«Ottima scelta.» Renly sembrava sinceramente divertito. «Se entrambi avessimo usato il medesimo vessillo, t’immagini la confusione in battaglia?»
«Speriamo invece che non ci sia alcuna battaglia» intervenne Catelyn. «Noi tre abbiamo un comune nemico, pronto a distruggerci tutti.»
Stannis la fissò senza sorridere: «Il Trono di Spade è mio di diritto e tutti coloro che lo negano sono miei nemici».
«L’intero reame lo nega, fratello.» Renly non si scompose. «Lo negano i vecchi sul loro letto di morte, e lo negano gli infanti ancora nel ventre delle loro madri. Lo negano a Dorne e lo negano sulla Barriera. Nessuno vuole te come re. Spiacente.»
Stannis serrò la mascella, l’espressione imperscrutabile. «Avevo giurato di non condurre nessuna trattativa con te fino a quando tu avessi portato la corona del traditore. Un giuramento che ora mi pento di aver infranto.»
«Tutto questo è folle» li riprese Catelyn in tono sferzante. «Lord Tywin è asserragliato a Harrenhal con ventimila spade. I resti dell’esercito dello Sterminatore di re si stanno riorganizzando alla Zanna Dorata, e un secondo esercito dei Lannister si sta raccogliendo all’ombra di Castel Granito, mentre Cersei e Joffrey hanno in pugno Approdo del Re e il vostro prezioso Trono di Spade. E voi due non trovate di meglio da fare che proclamarvi entrambi re, mentre l’intero reame è in un bagno di sangue e l’unico rimasto a difenderlo è mio figlio.»