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La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
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Cosa voleva dire con le maschere? Stava per chiederglielo quando Loial e l’Anziano Hainan comparvero all’improvviso sulla soglia, portando ciascuno un’ascia dal lungo manico, con una testa finemente decorata poggiata contro la spalla. Le orecchie dalla punta pelosa dell’Ogier canuto erano piegate all’indietro, il volto torvo, e quelle di Loial stavano fremendo. Di eccitazione, suppose Rand. Poteva essere difficile da capire.

«Confido che non stiamo interrompendo nulla» disse l’Anziano Haman, con le orecchie che si sollevavano mentre guardava tristemente la fila di corpi.

«Nessuna interruzione» gli disse Rand, infilandosi di nuovo la lettera in tasca. «Vorrei poter venire al tuo matrimonio, Loial, ma...»

«Oh, è fatta, Rand» disse Loial, Doveva davvero essere eccitato: non era da lui interrompere. «Mia madre ha insistito. Non ci sarà il tempo per chissà quale banchetto di nozze, forse proprio nessuno, con il Comizio e il dover...» Il vecchio Ogier gli pose una mano sul braccio. «Cosa?» domandò Loial guardandolo. «Oh. Sì. Ma certo. Bene.» Si sfregò sotto l’ampio naso con un dito delle dimensioni di una grossa salsiccia.

Qualcosa che non avrebbe dovuto dire? Pareva che perfino gli Ogier avessero segreti. Rand tastò la lettera nella sua tasca. Del resto ce li aveva anche chiunque altro.

«Ti prometto questo, Rand» disse Loial. «Qualunque cosa accada, io sarò lì con te a Tarmon Gai’don. Qualunque cosa accada.»

«Ragazzo mio» sussurrò l’Anziano Haman. «Non penso che dovresti...» Il suo tono si spense e lui scosse la testa borbottando sottovoce come un terremoto lontano.

Rand attraversò la paglia con tre falcate e porse la sua mano destra. Con un ampio sorriso, e trattandosi di un Ogier questo voleva dire molto ampio, Loial la prese in una mano che avvolse la sua. Da così vicino, Rand doveva allungare il collo per guardare il suo amico in volto. «Grazie, Loial. Non so dirti quanto significhi per me sentire questo. Ma avrò bisogno di te prima di allora.»

«Tu... bisogno di me?»

«Loial, ho sigillato le Porte delle Vie che conosco, a Caemlyn e a Cairhien, a Illian e a Tear, e ho messo una trappola molto sgradevole per quella che è stata aperta vicino a Fai Darà, ma non sono riuscito a trovare quella vicino a Par Madding. Perfino quando so per certo che c’è una Porta delle Vie in una città non riesco a trovarla da me, e poi ci sono tutte quelle città che non esistono più. Ho bisogno che tu trovi le altre per me, Loial, o i Trolloc saranno in grado di riversarsi allo stesso tempo in ogni nazione e nessuno saprà che stanno arrivando finché non saranno nel cuore dell’Andor o di Cairhien.»

Il sorriso di Loial svanì. Le sue orecchie tremarono e le sue sopracciglia si afflosciarono finché le estremità non gli toccarono le guance. «Non posso, Rand» disse in tono mesto. «Devo partire subito, domattina, e non so quando potrò tornare di nuovo nel mondo Esterno.»

«So che sei stato via dagli stedding per molto tempo, Loial.» Rand cercò di dare un tono gentile alla sua voce, ma gli uscì dura. La gentilezza sembrava un ricordo sbiadito. «Parlerò con tua madre. La convincerò a lasciarti partire dopo che ti sarai riposato un poco.»

«Ha bisogno di riposarsi più di un poco.» L’Anziano Haman piantò l’estremità del manico della sua ascia sul pavimento, afferrandola con entrambe le mani, e indirizzò un’occhiata severa a Rand. Gli Ogier erano gente pacifica, eppure lui sembrava tutto il contrario. «E stato nel mondo Esterno per più di cinque anni, fin troppo tempo. Ha bisogno perlomeno di settimane di riposo in uno stedding. Mesi sarebbe meglio.»

«Non è più mia madre a prendere quelle decisioni, Rand. Anche se, a dire la verità, penso che sia ancora sorpresa nel rendersene conto. Spettano a Erith. Mia moglie.» La sua voce tonante mise così tanto orgoglio in quella parola che pareva pronto a scoppiare. Di certo il suo petto si gonfiò e il sorriso gli apparve sul volto.

«E io non mi sono nemmeno congratulato con te» disse Rand, dandogli una pacca sulla spalla. Il suo tentativo di giovialità suonava falso alle sue stesse orecchie, ma era il meglio che riuscisse a fare. «Se ti servono mesi, mesi avrai. Ma mi serve comunque un Ogier per trovare quelle Porte delle Vie. Domattina li porterò io stesso allo Stedding Shangtai. Forse posso convincere qualcuno lì a svolgere questo compito.» L’Anziano Hainan spostò il suo sguardo accigliato alle proprie mani sul manico dell’ascia e ricominciò a borbottare, troppo piano per distinguere le parole, come un calabrone delle dimensioni di un mastino che ronzava dentro un immenso barattolo nella stanza accanto. Pareva che stesse discutendo con sé stesso.

«Questo potrebbe richiedere tempo» disse Loial in tono dubbioso. «Sai che non ci piace prendere decisioni affrettate. Non sono nemmeno certo che lasceranno entrare un umano nello stedding per via del Comizio. Rand? Se non posso tornare prima dell’Ultima Battaglia... risponderai alle mie domande su cos’è successo mentre ero nello stedding, vero? Intendo dire senza costringermi a tirarti tutto fuori a forza?»

«Se posso, lo farò» rispose Rand.

Se puoi, ringhiò Lews Therin. Hai acconsentito a farci poter finalmente morire a Tarmon Gai’don. Hai acconsentito, pazzo!

«Risponderà alle tue domande su quanto vorrai, Loial,» disse Min con fermezza «anche se dovrò stare a controllarlo tutto il tempo.» La rabbia si diffuse nel legame. Min sembrava sapere davvero cosa lui stava pensando.

L’Anziano Haman si schiarì la gola. «A me sembra di essere più avvezzo al mondo Esterno di quasi chiunque tranne i tagliapietre. Ehm. Sì. In effetti, ritengo di essere il candidato migliore per il tuo compito.»

«Puah!» disse Cadsuane. «Pare che tu contagi perfino gli Ogier, ragazzo.» Il suo tono era severo, ma il suo volto era tutto compostezza da Aes Sedai, indecifrabile, che nascondeva qualunque cosa stesse passando dietro quegli occhi scuri.

Le orecchie di Loial divennero rigide per lo sconcerto e lasciò quasi cadere la sua ascia, armeggiando per afferrarla. «Tu? Ma il Comizio, Anziano Maman! Il Grande Comizio!»

«Credo di poterlo lasciare senza pericolo nelle tue mani, ragazzo mio. Le tue parole erano semplicemente eloquenti. Ehm, ehm. Il mio consiglio è di non provare ad abbellirle. Mantieni la semplice eloquenza e potresti sorprendere un bel po’ di gente. Inclusa tua madre.»

Pareva impossibile che le orecchie di Loial potessero irrigidirsi ancora di più, ma lo fecero. La sua bocca si mosse, ma non fuoriuscirono parole. Dunque avrebbe parlato al Comizio. Cosa c’era di segreto in quello?

«Mio lord Drago, lord Davram è tornalo.» Fu Elza Penfell a scortare Bashere nel granaio, era una bella donna in un abito per cavalcare verde scuro; i suoi occhi castani parevano diventare febbrili quando incrociavano Rand. Lei almeno era una di quelle di cui lui non doveva preoccuparsi. Elza era fanatica nella sua devozione.

«Grazie, Elza» disse. «Meglio che torni ad aiutare con la ripulitura. C’è ancora molto da fare.»

La sua bocca si irrigidì lievemente e passò in rassegna tutti, da Cadsuane agli Ogier, con uno sguardo di gelosia prima di offrire una riverenza e allontanarsi. Sì, ‘fanatica’ era la parola giusta. Bashere era un uomo basso e snello, indossava una giacca lavorata d’oro con il bastone d’avorio del maresciallo generale della Saldea, sormontato da una testa di lupo dorata, infilato dietro la sua cintura dalla parte opposta della spada. I suoi pantaloni rigonfi erano infilati in stivali con risvolti che erano stati incerati fino a risplendere malgrado leggeri schizzi di fango. Il suo recente compito aveva richiesto tutta la formalità e dignità a cui poteva fare appello, ed era parecchia. Perfino i Seanchan dovevano essere al corrente della sua reputazione ormai. I capelli neri erano striati di grigio, così come i folti baffi che si arricciavano attorno alla bocca come corna rivolte all’ingiù. Con gli occhi scuri obliqui e tristi, superò Rand con l’andatura ondeggiante di un uomo più abituato a una sella che ai propri piedi, camminò lentamente lungo la fila di uomini morti, guardando con attenzione ogni volto. Per quanto Rand fosse impaziente, gli lasciò il suo tempo per compiangerli.

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