Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » La lama dei sogni
La lama dei sogni - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
1 ... 129 130 131 132 133 134 135 136 137 ... 251
Перейти на страницу:

I Saldeani sopravvissuti scagliavano frecce contro gli uccelli, li trapassavano sulle loro spade dalla curva lama sinuosa o semplicemente li colpivano con pale, zappe o rastrelli, qualunque cosa potesse fungere da randello di fortuna — nelle Marche di Confine, lasciare vivo un corvo o una cornacchia era impensabile: lì erano fin troppo spesso gli occhi del Tenebroso — tuttavia ce n’erano troppi. Centinaia di forme dalle penne nere giacevano accartocciale fra i Trolloc, ma per ogni cadavere pareva che ce ne fossero altre cento che bisticciavano con grandi versi per le parti più tenere, inclusi pezzi dei loro stessi simili morti. Gli Asha’man e le Aes Sedai avevano smesso da un pezzo di cercare di ucciderli tutti.

«Non mi piace che i miei uomini si stanchino in questo modo» disse Logain. I suoi uomini. «O le Sorelle, se è per quello. Gabrelle e Toveine saranno quasi esauste entro il tramonto.» Aveva vincolato le due Aes Sedai, perciò doveva saperlo. «E se ci fosse un altro attacco?»

Tutt’attorno al maniero e agli edifici esterni avvampavano piccoli fuochi, così caldi che le persone si schermavano gli occhi contro di essi, mentre Aes Sedai e Asha’man incenerivano i Trolloc e i Myrddraal morti dove giacevano. Ce n’erano troppi per spendere sforzi ad ammassarli in cumuli. Con meno di venti Aes Sedai, meno di una dozzina di Asha’man e forse centomila Trolloc, sarebbe stato un lavoro lungo. Molto probabilmente, prima che fosse terminato, il puzzo della decomposizione si sarebbe aggiunto ai pessimi odori nell’aria, il fetido aroma ramato del sangue della Progenie dell’Ombra e il lezzo di qualunque cosa ci fosse nelle viscere dei Trolloc quando venivano squarciati. Meglio non pensarci troppo. Poteva non esserci un contadino o un paesano vivo tra la residenza e la Dorsale del Mondo. Era da lì che dovevano essere giunti i Trolloc, la Porta delle Vie fuori dallo Stedding Shangtai. Perlomeno la casa di Loial era al sicuro. Né Trolloc né Myrddraal sarebbero entrati in uno stedding a meno di non essere spinti a farlo, e tale spinta doveva essere considerevole.

«Preferiresti lasciarli marcire dove sono?» domandò Cadutane, con il tono di chi non aveva alcuna preferenza al riguardo. Teneva sollevate le sue gonne verdi in modo che la seta non strusciasse nel fango inzuppato di sangue o nei resti disseminati per il terreno, tuttavia calpestava gambe e aggirava teste con la stessa disinvoltura delle Fanciulle. Aveva anche intessuto un parasole contro la pioggia, come aveva tutto Alivia, ma non finché non aveva visto la Verde farlo. Rand aveva cercato di fare in modo che le Sorelle votate a lui insegnassero alla donna seanchan altro sul Potere, ma secondo loro quello non aveva nulla a che fare col loro giuramento di fedeltà. Alivia non era un pericolo per sé né per gli altri, e loro erano contente di lasciare le cose come stavano. Anche Nynaeve si era rifiutata per via della visione di Min. Cadsuane lo aveva informato freddamente che non era sua abitudine istruire delle selvatiche.

«Così questo diventerebbe un ossario» disse Min. La sua andatura aveva un dondolio attraente, anche se chiaramente stava cercando di non pensare a cosa c’era sotto i suoi piedi mentre allo stesso tempo tentava di non piantare uno stivale azzurro a tacco alto su nulla di tutto quello, il che ogni tanto la faceva incespicare. Si stava anche bagnando e i suoi riccioli iniziavano ad appiccicarsi alla testa, anche se il legame non trasmetteva nessun accenno di fastidio. Solo rabbia, e quella sembrava diretta a Logain, a giudicare dall’occhiata penetrante che gli stava rivolgendo. «Dove andrebbero i servitori e le persone che si occupano di campi, stalle e granai? Come vivrebbero?»

«Non ci sarà un altro attacco» disse Rand. «Non finché chiunque ha inviato questo esercito non avrà appreso che ha fallito, e forse neanche allora. Questo è tutto quello che hanno mandato. I Myrddraal non avrebbero attaccato un po’ alla volta.» Logain grugnì, ma non poteva avere nulla da obiettare. Rand si voltò a guardare il maniero. In alcuni punti i Trolloc morti giacevano proprio vicino alle fondamenta. Nessuno era riuscito a entrare, ma... Logain aveva ragione, pensò, passando in rassegna il massacro. C’erano davvero andati vicino. Senza gli Asha’man e le Aes Sedai che Logain aveva portato, l’esito sarebbe potuto essere molto diverso. Molto vicino. E se ci fosse stato un altro attacco in seguito...? Chiaramente qualcuno conosceva il trucco di Ishamael. Oppure quell’uomo dagli occhi azzurri nella sua testa poteva individuarlo. Un altro attacco sarebbe stato più vasto. O quello, oppure sarebbe giunto da una qualche direzione inattesa. Forse avrebbe dovuto lasciare che Logain portasse qualche altro Asha’man.

Avresti dovuto ucciderli, pianse Lews Therin. Troppo tardi, ora. Troppo tardi. La Fonte è pulita adesso, sciocco, pensò Rand.

Sì, replicò Lews Therin. Ma lo sono anche loro? Lo sono anch’io?

Rand se l’era domandato riguardo a sé stesso. Metà della doppia ferita al suo fianco era stata causata da Ishamael, l’altra metà dal pugnale di Padan Fain che recava la corruzione di Shadar Logoth. Spesso pulsavano e, quando lo facevano, sembravano vive.

Il cerchio di Fanciulle si aprì un poco per lasciar passare un servitore canuto con un lungo naso appuntito che sembrava più fragile perfino di Ethin. Stava cercando di ripararsi sotto un parasole a due strati del Popolo del Mare a cui mancava mezza frangia, addirittura, ma la vecchia seta azzurra era punteggiata da diversi buchi irregolari, cosicché dei rivolerti gli cadevano sulla giubba gialla e uno invece sulla testa. I suoi capelli sempre più radi erano appiccicati alla testa e colavano. Pareva più bagnato che se fosse venuto senza il parasole. Senza dubbio uno degli antenati di Algarin aveva ottenuto quell’oggetto come ricordo, ma il modo in cui l’aveva avuto doveva essere stata una storia a sé. Rand dubitava che il Popolo del Mare cedesse a cuor leggero il parasole della Maestra delle Onde di un clan.

«Mio lord Drago» esordì il vecchio con un inchino che versò altra acqua lungo la sua schiena.

«Verin Sedai mi ha dato istruzioni di consegnarti questo immediatamente.» Tirò fuori da sotto la giacca un pezzo di carta piegato e sigillato.

Rand si affrettò a infilarlo in una tasca della propria giacca per evitare che si bagnasse. L’inchiostro colava via facilmente. «Grazie, ma avrebbe potuto attendere finché non fossi rientrato. Meglio che torni dentro prima di inzupparti del tutto.»

«Lei ha detto immediatamente, mio lord Drago.» Il tizio sembrava offeso. «Lei è Aes Sedai.»

Al cenno di assenso di Rand, l’uomo si inchinò di nuovo e si avviò lentamente verso il maniero con la schiena dritta di orgoglio e il parasole che continuava a inzupparlo. Lei era Aes Sedai. Tutti balzavano per le Aes Sedai, perfino a Tear dove non erano molto apprezzate. Cos’aveva da dire Verin che fosse necessario mettere in una lettera? Tastando il sigillo col pollice, Rand continuò a camminare.

La sua destinazione era uno dei granai, col suo tetto di paglia parzialmente annerito. Quello era il granaio in cui i Trolloc si erano introdotti. Un tizio corpulento in una rozza giacca marrone e stivali infangali, appoggiato contro lo stipite delle porte aperte, si raddrizzò e per qualche ragione si affrettò a guardare dentro mentre Rand si avvicinava, con le Fanciulle che si allargavano a circondare il granaio.

Rand si arrestò di colpo sulla soglia, con Min e gli altri che si fermarono accanto a lui. Logain borbottò un’imprecazione. Un paio di lanterne che pendevano da montanti che supportavano il fienile emettevano una luce fioca, sufficiente per vedere che ogni singola superficie brulicava di mosche striscianti, perfino il pavimento di terra coperto di paglia. E molte altre ronzavano per aria, sembrava.

1 ... 129 130 131 132 133 134 135 136 137 ... 251
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)