La lama dei sogni
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #11
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:
E fatta, pensò Rand. È fatta, Lews Therin. Puoi lasciar andare saidin ora. Harilin ed Enaila erano in piedi sul tavolo, velate e con le lance in mano. Min si trovava accanto a loro, il volto cupo e un coltello da lancio in ambo le mani. Il legame era pieno di paura e, Rand sospettava, non per sé stessa. Gli avevano salvato la vita, ma adesso lui doveva salvare sé stesso.
«Ci siamo andati vicino» borbottò Logain. «Se questo fosse accaduto prima del mio arrivo... Ci siamo andati vicino.» Si riscosse e lasciò andare la Fonte, voltandosi dalla finestra ora priva di vetro. «Intendi tenere questi nuovi flussi per i tuoi preferiti, come Taim? Quei passaggi. Dove abbiamo mandato quei Trolloc? Io non ho fatto che copiare esattamente i tuoi flussi.»
«Non importa dove sono andati» disse Rand in tono assente. La sua attenzione era concentrata su Lews Therin. Il folle, la dannata voce nella sua testa, attinse un po’ più a fondo dal Potere. Lascialo andare, amico. «La Progenie dell’Ombra non può sopravvivere all’attraversare un passaggio.»
Voglio morire, disse Lews Therin. Voglio riunirmi a Ilyena.
Se davvero volevi morire, perché hai ucciso i Trolloc? pensò Rand. Perché uccidere quel Myrddraal? «La gente troverà gruppi di Trolloc e forse Myrddraal morti senza nemmeno un marchio su di loro» disse ad alta voce.
Mi sembra di ricordare di morire, mormorò Lews Therin. Mi ricordo come l’ho fatto. Attinse ancora più a tondo e piccole fitte pulsarono alle tempie di Rand.
«Non troppi in un unico posto, però. La destinazione varia ogni volta che un Portale della morte si apre.» Rand si sfregò le tempie. Quel dolore era un avvertimento. Era prossimo alla quantità di saidin che poteva trattenere senza morire o consumarsi. Non puoi morire ancora, disse a Lews Therin. Dobbiamo raggiungere Tarmon Gai’don oppure sarà il mondo a morire.
«Un Portale della morte» disse Logain, nella sua voce una punta di disgusto. «Perché stai ancora trattenendo il Potere?» chiese all’improvviso. «E così tanto. Se stai cercando di mostrarmi che sei più forte di me, lo so già. Ho visto quanto erano più grandi i tuoi... i tuoi Portali della morte paragonati ai miei. E direi che stai trattenendo ogni goccia di saidin che puoi in modo sicuro.» Quello di certo catturò l’attenzione di tutti. Min ripose i suoi pugnali e balzò giù dal tavolo, con il legame all’improvviso così pieno di paura che sembrava pulsare di essa. Harilin ed Enaila si scambiarono sguardi preoccupati, poi tornarono a fissare fuori dalla finestra. Non sarebbero state convinte che i Trolloc fossero morti finché i cadaveri non fossero stati seppelliti per tre giorni. Alivia fece un passo verso di lui accigliandosi, ma Rand scosse lievemente il capo e lei si girò di nuovo verso la finestra, anche se il cipiglio rimase.
Cadsuane attraversò la stanza, il suo volto liscio severamente composto. «Cosa prova?» domandò a Min. «Non giocare con me, ragazza. Sai qual è il prezzo. So che ti ha vincolato, e tu sai che io so. Ha paura?»
«Non ha mai paura» rispose Min. «Tranne per me o...» Serrò la mascella in modo ostinato e incrociò le braccia, fissando Cadsuane con uno sguardo torvo che sfidava la Sorella Verde a fare del suo peggio. A giudicare dall’ingarbugliato miscuglio di emozioni che andava dalla paura alla vergogna che cercava di tenere invano fuori dal legame, aveva qualche idea di quale potesse essere il peggio di Cadsuane.
«Sono qui, sotto il tuo naso» disse Rand. «Se vuoi sapere come mi sento, chiedilo a me.» Lews Therin?, pensò. Non ci fu risposta e il saidin che lo riempiva non diminuì. Le sue tempie iniziarono a pulsare.
«Ebbene?» chiese Cadsuane con impazienza.
«Mi sento bene come acqua sorgiva.» Lews Therin?, pensò. «Ma ho una regola per te, Cadsuane. Non minacciare di nuovo Min. In effetti, lasciala stare del tutto.»
«Bene, bene. Il ragazzo mostra un po’ di denti.» Stelle e lune, uccelli e pesci dorali dondolarono quando lei scosse il capo. «Solo non mostrarli a molti, E potresti chiedere alla giovane donna se desidera la tua protezione.» Stranamente Min aveva spostato il suo cipiglio su di lui e il legame era pervaso di irritazione. Per la Luce, era già abbastanza negativo che a Min non piacesse che Rand si preoccupasse per lei. Ora pareva che volesse affrontare Cadsuane da sola, qualcosa che lui stesso non avrebbe desiderato fare.
Possiamo morire a Tarmon Gai’don, disse Lews Therin, e all’improvviso il Potere defluì da lui.
«L’ha lasciato» disse Logain, come se fosse tutt’a un tratto dalla parte di Cadsuane.
«Lo so» gli disse lei. Logain voltò bruscamente la testa per la sorpresa.
«Min può trattare con te secondo i tuoi modi, se così desidera» disse Rand avviandosi verso la porta. «Ma non minacciarla.» Sì, pensò poi. Possiamo morire a Tarmon Gai’don.
20
La gru dorata
Il vento era cessato mentre la pioggia diminuiva, ma alcune nuvole grigie nascondevano ancora il sole. La lieve pioggerellina era sufficiente a bagnare i capelli di Rand, però, e iniziò a inzuppargli la giubba nera ricamata in oro mentre camminava in mezzo ai Trolloc morti. Logain aveva intessuto uno scudo di Aria in modo che le gocce di pioggia rimbalzassero contro di esso o apparentemente scivolassero giù in una cascatella attorno a lui, ma Rand rifiutò di rischiare che Lews Therin potesse afferrare di nuovo saidin. Quell’uomo aveva detto che poteva aspettare fino all’Ultima Battaglia per morire, ma fino a che punto ci si poteva fidare di un folle su qualunque cosa?
Folle?, sussurrò Lews Therin. Sono forse più pazzo di te? Ridacchiò con una risata selvaggia.
Ogni tanto Nandera si guardava sopra la spalla verso Rand. Una donna alta e vigorosa, con i capelli che si andavano ingrigendo nascosti sotto il suo shoufa bruno, era a capo delle Fanciulle, quelle da questo lato del Muro del Drago almeno, ma aveva scelto di guidare personalmente la sua guardia del corpo di Fanciulle. I suoi occhi verdi, tutto quello che Rand poteva vedere del volto scurito dal sole sopra il suo velo nero, trasmettevano poca espressività, tuttavia era certo che fosse preoccupata per il fatto che lui non si stava proteggendo dalla pioggia. Le Fanciulle notavano quello che sembrava fuori dall’ordinario. Rand sperava che avrebbero mantenuto il silenzio.
Devi fidarti di me, disse Lews Therin. Fidati. Oh, per la Luce, sto implorando una voce nella mia testa! Devo essere matto.
Nandera e il resto delle cinquanta Fanciulle velate formavano un ampio anello attorno a Rand, quasi spalla a spalla, pungolando con le loro lance ogni Trolloc e Myrddraal che superavano, calpestando incuranti enormi braccia e gambe tagliate e teste spiccate con corna, zanne o denti aguzzi. Ogni tanto un Trolloc gemeva o tentava debolmente di strisciare via — o di allungarsi verso di loro con un ringhio — ma non per molto. La guerra con i Trolloc era come con dei cani rabbiosi. Tu uccidevi loro o loro uccidevano te. Non c’erano negoziati, nessuna ritirata, nessun punto di incontro.
Fino a quel momento la pioggia aveva tenuto lontano gli avvoltoi, tuttavia corvi e cornacchie svolazza va no dappertutto, con le loro penne nere che rilucevano umide, e se qualcuno di essi era gli occhi del Tenebroso, ciò non impedì che atterrassero a beccare via occhi di Trolloc o vedere se riuscivano a strappare qualche altro brandello. Erano stati fatti a pezzi così tanti Trolloc che per gli uccelli il banchetto era abbondante. Nessuno di essi si avvicini! ad alcun Myrddraal morto, però, ed evitavano anche i Trolloc troppo vicini ai Myrddraal. Quello non indicava nient’altro che cautela. Molto probabilmente i Myrddraal avevano un odore sgradevole per gli uccelli. Il sangue di un Myrddraal avrebbe corroso l’acciaio se vi fosse stato lasciato sopra molto a lungo. Per corvi e cornacchie doveva avere l’odore di veleno.