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Crocevia del crepuscolo

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Crocevia del crepuscolo
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«Vai, allora» disse Tiana in tono brusco. «Detesterei sentire che sei stata fustigata per essere arrivata in ritardo.»

Senza scomporsi, Sharina offrì di nuovo i suoi inchini, né di fretta né prolungandosi, a Tiana, alle Adunanti, a Egwene – con un’altra occhiata penetrante ma troppo breve per essere considerata un’offesa – e quando il lembo della tenda si richiuse dietro di lei, Tiana sbuffò dall’esasperazione.

«Nicola causa meno problemi di certe altre» disse in tono cupo, e Janya scosse il capo.

«Sharina non causa problemi, Tiana.» Parlò rapidamente come sempre, ma piano, in modo che la voce non arrivasse al fondo della tenda. I disaccordi fra le Sorelle non venivano mai resi noti di fronte alle novizie. Specialmente quando riguardavano una novizia. «Conosce già le regole meglio di qualunque Ammessa, e non supera mai i limiti. Non si sottrae mai neanche davanti ai compiti più ingrati, ed è la prima a dare una mano quando un’altra novizia ne ha bisogno. Sharina è semplicemente sé stessa. Per la Luce, non puoi consentire a una novizia di intimidirti.»

Tiana si irrigidì e fece per aprire bocca in preda alla rabbia, ma una volta che Janya aveva la parola, non era semplice interloquire. «Nicola, d’altro canto, causa ogni genere di problemi, Madre» proseguì la Marrone. «Fin da quando abbiamo scoperto che ha la Preveggenza, l’ha usata due o tre volte al giorno, a sentire lei. O piuttosto a sentire Areina. Nicola è abbastanza sveglia da sapere che tutti sono a conoscenza del fatto che non riesce a rammentare ciò che dice quando usa la Preveggenza, ma pare che Areina sia sempre lì a sentire e a ricordare, e ad aiutarla nell’interpretazione. Alcune sono il genere di cose che a chiunque nell’accampamento abbia solo mezzo cervello e una natura credulona potrebbe venire in mente – battaglie con i Seanchan o con gli Asha’man, un’Amyrlin imprigionata, il Drago Rinato che compie nove imprese impossibili, visioni che potrebbero essere Tarmon Gai’don o uno stomaco in subbuglio – e tutto il resto si limita a indicare che a Nicola dovrebbe essere permesso di andare più rapidamente con le sue lezioni. È sempre troppo avida di quelle. Penso che perfino la maggior parte delle altre novizie abbia smesso di crederle.»

«Inoltre ficca il naso dappertutto,» si intromise Salita nel momento in cui Janya le concesse un varco «lei e anche lo stalliere.» Il suo volto rimase liscio e freddo, e si sistemò lo scialle come se fosse lì che la sua attenzione era concentrata, ma affrettò un po’ le sue parole, forse temendo che la Marrone potesse riprendere il sopravvento. «Sono stati fustigati tutti e due per avere origliato le conversazioni di alcune Sorelle, e io stessa ho sorpreso Nicola a cercare di spiare dentro uno dei terreni di Viaggio. Ha detto che voleva soltanto vedere un passaggio aperto, ma penso che stesse cercando di imparare il flusso. Posso capire l’impazienza, ma non riesco a tollerare la falsità. Non credo più che Nicola otterrà lo scialle e, francamente, ho cominciato a chiedermi se non debba essere mandata via al più presto, piuttosto che aspettare. Il registro delle novizie può essere aperto a chiunque,» terminò con un’occhiata inespressiva a Egwene «ma non dobbiamo abbassare completamente i nostri livelli.»

Con uno sguardo torvo, Tiana increspò le labbra in un piglio ostinato, enfatizzando di nuovo la sua fossetta. Si poteva quasi dimenticare che aveva indossato lo scialle per oltre trent’anni e che lei stessa fosse una novizia. «Finché sarò Maestra delle Novizie, la decisione se mandare via o no una ragazza è mia» disse accalorandosi «e non intendo perderne una col potenziale di Nicola.» Nicola sarebbe stata molto forte nel Potere, un giorno. «O di Sharina» aggiunse con una smorfia, le mani che lisciavano le gonne dall’irritazione. Il potenziale di Sharina non era meno straordinario, di gran lunga superiore a chiunque si potesse ricordare in tempi recenti a parte Nynaeve, e ancora maggiore. Alcune pensavano che avrebbe potuto raggiungere il massimo della forza possibile, ma erano solo speculazioni. «Se Nicola ti ha infastidito, Madre, me ne occuperò io.»

«Ero solo curiosa» disse Egwene con cautela, rimangiandosi il suggerimento che la giovane donna e la sua amica venissero sorvegliate da vicino. Non voleva parlare di Nicola. Sarebbe stato troppo semplice ritrovarsi con la scelta fra mentire o rivelare faccende che non osava palesare. Un peccato che non avesse permesso a Siuan di predisporre due morti in segreto.

La sua testa sussultò dallo sconcerto, a quel pensiero. Era cambiata così tanto da Emond’s Field? Sapeva che presto o tardi avrebbe dovuto ordinare a degli uomini di morire in battaglia, e pensava di poter essere in grado di ordinare una morte, se fosse stata davvero necessaria. Se una morte poteva impedire quella di migliaia, o anche solo centinaia, non era giusto ordinarla? Ma il pericolo rappresentato da Nicola e Areina consisteva nel semplice fatto che potevano rivelare dei segreti che avrebbero potuto dare fastidio a Egwene al’Vere. Myrelle e le altre si sarebbero potute considerare fortunate se se la fossero cavata con una fustigazione, e di certo l’avrebbero considerato più di un fastidio, ma il disagio, per quanto grande, non era una ragione sufficiente per uccidere. Tutt’a un tratto Egwene si rese conto di essersi accigliata e che Tiana e le due Adunanti la stavano guardando, Janya che non si preoccupava di nascondere la propria curiosità dietro una maschera di serenità. Per camuffarlo, Egwene spostò il suo cipiglio verso il tavolo dove Kairen e Ashmanaille erano ancora una volta al lavoro. Il bianco sulla coppa di Ashmanaille era salito un po’, ma in quel poco tempo Kairen l’aveva raggiunta. Più che raggiunta, in effetti, dato che il livello del suo calice era due volte quello della coppa.

«La tua capacità sta migliorando, Kairen» disse Egwene in tono di approvazione.

L’Azzurra alzò lo sguardo verso di lei e trasse un profondo respiro. Il suo volto ovale divenne un’immagine di fredda calma attorno a quei glaciali occhi azzurri. «Non si tratta di avere una grande capacità, Madre. Basta solo collocare il flusso e aspettare.» L’ultima parola aveva in sé una punta di acredine e, inoltre, c’era stata una lieve esitazione prima di ‘Madre’. Kairen era giunta da Salidar per una missione molto importante solo per vederla crollare in pezzi, anche se non per colpa sua, ed era tornata da loro nel Murandy per trovare capovolto tutto ciò che si era lasciata alle spalle e una ragazza che ricordava nei panni di una novizia che ora indossava la stola dell’Amyrlin. Di recente, Kairen aveva passato un bel po’ di tempo con Lelaine.

«Sta migliorando, in alcune cose» disse Janya con un evidente cipiglio rivolto alla Sorella Azzurra. Janya poteva essere stata certa come ogni altra Adunante che il Consiglio avesse scelto un fantoccio quando aveva elevato Egwene, ma pareva aver accettato il fatto che lei indossasse la stola e che le spettasse il rispetto adeguato da parte di chiunque. «Ovviamente dubito che giungerà al livello di Leane a meno che non si applichi, tanto meno il tuo, Madre. Può darsi che la giovane Bodewhin la superi, in effetti. Io stessa non vorrei essere sorpassata da una novizia, ma suppongo che non tutte la pensino allo stesso modo.»

Una chiazza rossa si insinuò sulle gote di Kairen e i suoi occhi si abbassarono verso il calice.

Tiana tirò su col naso. «Bodewhin è una brava ragazza, ma passa più tempo a giocare e a ridacchiare con le altre novizie che non ad applicarsi se Sha...» Prese bruscamente fiato. «Se non è sorvegliata. Ieri, lei e Althyn Conly hanno provato due oggetti allo stesso tempo, solo per vedere cosa sarebbe accaduto, e le due cose si sono fuse in un ammasso solido. Invendibile, ovviamente, a meno di trovare qualcuno che voglia un paio di coppe metà ferro e metà cuendillar unite ai bordi. E solo la Luce sa cosa sarebbe potuto accadere alle ragazze. Pare che non si siano fatte nulla, ma chi può dirlo la prossima volta?»

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