Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
«Sciocchezze, sciocchezze» esclamò Janya, facendo un gesto con un’esile mano come per scacciar via la sola idea. «Ogni ragazza che è stata scelta è già in grado di creare tre sfere di fuoco assieme, e questo richiede soltanto poco Potere di più. Non c’è alcun pericolo, sempre che siano sotto la supervisione di una Sorella, e lo sono in ogni momento. Ho visto io i turni di servizio. Inoltre, quello che facciamo in una giornata ci garantirà soldi sufficienti per pagare l’esercito per una settimana o più, ma le Sorelle da sole non possono produrre così tanto.»
Strizzando leggermente gli occhi, all’improvviso parve guardare attraverso Tiana. La cascata dalla sua lingua non rallentò mai, tuttavia parve parlare almeno in parte fra sé e sé. «Dovremo fare molta attenzione con le vendite. Il Popolo del Mare ha un appetito vorace per il cuendillar, e c’è un gran numero delle loro navi ancora a Illian e Tear, a quanto sappiamo – anche i nobili di quelle parti ne sono avidi – ma perfino gli appetiti famelici hanno dei limiti. Ancora non so decidere se sia meglio mostrare tutto e subito, oppure venderlo a piccole dosi. Presto o tardi, anche il prezzo del cuendillar inizierà a calare.»
All’improvviso batté le palpebre e scrutò prima Tiana poi Salita, inclinando il capo da un lato. «Voi non capite quello che intendo, vero?»
Salita la guardò torva e sollevò con uno strattone il suo scialle sopra le spalle. Tiana gettò in alto le mani dall’esasperazione. Egwene mantenne la calma. Per una volta, non provava vergogna nell’essere elogiata per una delle sue presunte scoperte. A differenza di quasi tutto il resto tranne Viaggiare, questa era davvero sua, anche se Moghedien le aveva indicato la strada prima di fuggire. Quella donna non sapeva come creare per davvero qualcosa – perlomeno non aveva rivelato nessuna conoscenza del genere per quanto Egwene le avesse fatto pressioni, e le aveva fatte con molta insistenza – ma Moghedien aveva un’ampia vena di cupidigia, e perfino nell’Epoca Leggendaria cuendillar era stato un lusso pregiato. Lei aveva saputo abbastanza su come ottenerlo che Egwene era riuscita a dedurre il resto. In ogni caso, a prescindere da chi obiettasse e con quanta energia, il bisogno di denaro voleva dire che la produzione di cuendillar sarebbe continuata. Anche se, per ciò che la riguardava, più a lungo avessero aspettato a venderlo, tanto meglio sarebbe stato.
Sharina batté le mani tanto forte sul fondo della tenda che tutte le teste si voltarono di scatto da quella parte. Anche Kairen e Ashmanaille si girarono, con l’Azzurra che lasciò perfino andare i suoi flussi, facendo rimbalzare il calice sulla superficie del tavolo con un clangore metallico. Era un segno di noia. Il procedimento poteva essere ricominciato, anche se trovare il punto preciso era molto difficile, e alcune Sorelle coglievano ogni opportunità per fare tutt’altro durante l’ora che dovevano trascorrere nella tenda ogni giorno. Un’ora o fino a che non avessero completato un oggetto dall’inizio alla fine, qualunque cosa venisse prima. Si supponeva che questo le spingesse a insistere per aumentare la loro capacità, ma poche avevano fatto progressi degni di nota.
«Bodewhin, Nicola, alla vostra prossima lezione» annunciò Sharina. Non parlò a voce molto alta, ma in essa c’era una forza che avrebbe potuto risaltare attraverso un chiacchiericcio, tanto più nella quiete della tenda. «Avete appena il tempo per lavarvi le mani e la faccia. Su, in fretta. Non vorrete certo un brutto giudizio.»
Bode – Bodewhin – si mosse con efficiente alacrità, lasciando andare saidar e mettendo il suo braccialetto di cuendillar lasciato a metà in una delle cassapanche lungo la parete affinchè fosse qualcun’altra a terminarlo, poi raccolse il suo mantello. Graziosa e con le gote paffute, portava i capelli acconciati in una lunga treccia scura, anche se Egwene non era sicura che avesse ricevuto il permesso dal Circolo delle Donne. D’altra parte ora si era lasciata quel mondo alle spalle. Infilandosi le manopole mentre si affrettava a uscire dalla tenda, Bode tenne gli occhi bassi e non guardò mai in direzione di Egwene. Era ovvio che non capisse ancora perché una novizia non poteva fermarsi a chiacchierare con l’Amyrlin Seat ogni volta che voleva, anche se erano cresciute insieme.
A Egwene sarebbe piaciuto parlare con Bode e alcune delle altre, ma anche un’Amyrlin doveva imparare certe lezioni. Un’Amyrlin aveva molte responsabilità, poche amiche, e nessuna preferita. Inoltre, perfino una parvenza di favoritismo avrebbe distinto le ragazze dei Fiumi Gemelli e avrebbe reso le loro vite con le altre novizie un tormento. E non avrebbe migliorato nemmeno i suoi rapporti col Consiglio, pensò in tono beffardo. Ma desiderava davvero che le ragazze dei Fiumi Gemelli capissero.
L’altra novizia che Sharina aveva nominato non lasciò la propria panca né smise di incanalare. Gli occhi neri di Nicola guizzarono verso Sharina. «Potrei essere la migliore in questo se mi fosse consentito esercitarmi davvero» borbottò con aria imbronciata. «Sto migliorando, so che è così. Posso Predire, sai.» Come se una cosa avesse a che fare con l’altra. «Tiana Sedai, dille che posso stare ancora. Posso finire questa ciotola prima della mia prossima lezione, e sono sicura che Adine Sedai non se ne avrà a male se arrivo un po’ in ritardo.» Se fosse mancato poco tempo alla sua lezione, e se si fosse trattenuta per completare la ciotola avrebbe avuto ben più di un po’ di ritardo: i suoi sforzi di un’ora l’avevano fatta diventare bianca solo per metà. Tiana aprì la bocca, ma prima che potesse pronunciare una parola, Sharina sollevò un dito, poi un momento più tardi un secondo. Doveva avere qualche significato particolare, poiché Nicola si fece pallida e lasciò andare i suoi flussi all’istante – balzando in piedi così velocemente che fece ondeggiare la panca – e si guadagnò delle rapide occhiatacce dalle altre due novizie che la dividevano con lei. Loro si chinarono in fretta per tornare al lavoro, e Nicola si mise quasi a correre per scagliare la ciotola in una cassapanca prima di afferrare il suo mantello. Per la sorpresa di Egwene, una donna che non aveva visto, abbigliata con una corta giacca marrone e ampi pantaloni, balzò in piedi dal pavimento di tela oltre i tavoli. Scoccando sguardi acuti come pugnali con i suoi occhi azzurri a chiunque fosse in vista, Areina corse fuori dalla tenda dietro a Nicola, le due donne immagini speculari di scontento e malumore. Vedere quelle due assieme mise a disagio Egwene.
«Non sapevo che fosse consentito alle amiche stare qui a guardare» disse. «Nicola causa ancora problemi?» Nicola e Areina avevano tentato di ricattare lei, Myrelle e Nisao, ma non era questo che intendeva. C’era un altro segreto ancora.
«Meglio che la ragazza sia amica di Areina che di uno degli stallieri» disse Tiana tirando su col naso. «Abbiamo avuto due bambine incinte, sai, e altre dieci è probabile che lo siano. Quella ragazza però ha bisogno di più amiche. Sarebbero l’ideale per lei.»
Si interruppe quando altre due novizie vestite di bianco si precipitarono nella tenda, entrambe strillarono e si fermarono di colpo quando trovarono delle Aes Sedai proprio di fronte a sé. Affrettandosi a chinarsi in una riverenza, sgattaiolarono sul fondo della tenda a un gesto di Tiana, e ripiegarono i loro mantelli su una panca prima di andare a prendere un calice in parte bianco e una tazza quasi completa da una delle cassapanche.
Sharina controllò che si mettessero al lavoro, poi raccolse il proprio mantello e se lo drappeggiò attorno alle spalle prima di attraversare la tenda. «Se vuoi scusarmi, Tiana Sedai,» disse, facendo una riverenza poco più profonda di quella che avrebbe rivolto a una sua pari «mi è stato detto di andare ad aiutare col pasto di mezzogiorno oggi, e non vorrei contrariare i cuochi.» I suoi occhi scuri si posarono su Egwene per un breve momento, e lei annuì fra sé.