Presagi di tempesta
- Автор: Джордан Роберт, Сандерсон Брендон
- Серия: La Ruota del Tempo #12
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:
Аннотация
I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
Thom arrestò il suo cavallo accanto a Mat. «Non ho mai visto nulla del genere, Mat» disse.
«Perche mai degli spiriti avrebbero bisogno di dipingere pareti e riparare porte?»
Mat scosse il capo. Aveva individuato il punto dove aveva combattuto i paesani per salvare Delarn. Fece fermare Pips all’improvviso, facendo imprecare Thom, il quale dovette voltare la propria cavalcatura e tornare indietro.
«Cosa c’è?» chiese Thom.
Mat indicò. C’era una macchia di sangue per terra e su diverse rocce accanto alla strada.
«Dove hanno infilzato Delarn» disse.
«D’accordo» disse Thom. Attorno a loro, alcuni uomini passavano per strada senza guardarli. Facevano un giro largo attorno a Mat e Thom.
Sangue e maledette ceneri, pensò Mat. Ci ho fatto circondare di nuovo? E se ci attaccano?
Dannato sciocco!
«Dunque c’è sangue» disse Thom. «Cosa ti aspettavi?»
«Dov’è il resto del sangue, Thom?» borbottò Mat. «Ho ucciso una dozzina buona di uomini qui, e li ho visti sanguinare. Tu ne hai abbattuti tre con i tuoi coltelli. Dov’è il sangue?»
«Scompare» disse una voce.
Mat fece voltare Pips per trovare il corpulento sindaco dalle braccia pelose sulla strada a poca distanza. Doveva essersi già trovato nelle vicinanze: non c’era modo in cui gli operai fossero potuti andarlo a prendere così in fretta. Naturalmente, dalla maniera in cui parevano andare le cose in questo villaggio, chi poteva dirlo per certo? Barlden indossava un mantello e una camicia con parecchi nuovi squarci.
«Il sangue scompare» disse con voce esausta. «Nessuno di noi l’ha visto. Quando ci svegliamo, è svanito e basta.»
Mat esitò, guardandosi attorno per il villaggio. Alcune donne sbirciavano dalle case, tenendo stretti i bambini. Gli uomini andavano nei campi, portando bastoni da pastore o zappe. Tranne per la sensazione di ansia dovuta alla presenza di Mat e Thom, nessuno si sarebbe potuto aspettare che ci fosse qualcosa che non andava nel villaggio.
«Non vi faremo del male» disse il sindaco, distogliendo lo sguardo da Mat. «Perciò quell’espressione preoccupata non serve a nulla. Perlomeno, non fino al tramonto. Vi darò una spiegazione, se la volete. Venite e ascoltate oppure andatevene. Per me non ha importanza, sempre che smettiate di disturbare la mia cittadina. Abbiamo del lavoro da fare. Molto più del solito, grazie a voi.»
Mat lanciò un’occhiata a Thom, il quale scrollò le spalle. «Non fa mai male ascoltare» disse Thom.
«Non lo so» ribatte Mat squadrando Barlden. «Non se pensi che possa far male essere circondato da montanari pazzi e omicidi.»
«Ce ne andiamo, allora?»
Mat scosse il capo. «No. Dannazione a me, ma hanno ancora il mio oro. Andiamo, vediamo cos’ha da dire il sindaco.»
«Cominciò diversi mesi fa» disse il sindaco, in piedi accanto alla finestra. Erano in un salotto raffinato eppure semplice nella sua villa. Le tende e i tappeti erano di un verde tenue, quasi il colore delle foglie di occhiodibue, con dei pannelli di legno marroncino chiaro. La moglie del sindaco aveva portato del te fatto con baccadolce secca. Mat aveva scelto di non berne, e si era accertato di appoggiarsi contro la parete vicino alla porta che dava sulla strada. La sua lancia era posata accanto a lui.
La moglie di Barlden era una donna bassa dai capelli castani, leggermente grassoccia, con l’aspetto di una mamma. Tornò dalla cucina con una ciotola di miele per il te, poi esitò notando che Mat era appoggiato contro la parete. Osservò la lancia, quindi mise la ciotola sul tavolo e si ritirò.
«Cos’è successo?» chiese Mat, lanciando un’occhiata a Thom; anche lui aveva rifiutato di sedersi. Il vecchio menestrello se ne stava a braccia conserte accanto alla porta della cucina. Annuì a Mat: la donna non stava origliando alla porta. Avrebbe fatto un cenno se avesse udito qualcuno avvicinarsi.
«Non siamo sicuri se si sia trattato di qualcosa che noi abbiamo fatto, oppure soltanto di una crudele maledizione del Tenebroso in persona» disse il sindaco. «Era una giornata normale, all’inizio di quest’anno, appena prima della festa di Abram. Nulla di particolare al riguardo che riesca a ricordare. Il clima si era irrigidito, anche se non era ancora giunta la neve. Molti di noi se ne andarono in giro per le loro normali attività la mattina successiva, senza pensarci affatto.
«Le stranezze erano piccole, vedete. Una porta rotta lì, uno squarcio nel vestito di qualcuno che non si ricordava come se l’era fatto. E gli incubi. Erano uguali per tutti, incubi di morte e uccisione. Alcune delle donne iniziarono a parlare e si resero conto che non riuscivano a ricordare di essere rientrate la sera precedente. Rammentavano di essersi svegliate, sicure e a proprio agio nei loro letti, ma solo poche ricordavano di essersi effettivamente coricate. Quelle che riuscivano a ricordare erano andate a dormire presto, prima del tramonto. Per il resto di noi, la tarda sera era come indistinta.»
Tacque. Mat lanciò un’occhiata a Thom, che non rispose. Mat poteva vedere in quei suoi occhi azzurri che stava memorizzando il racconto. Farà meglio a ricordarselo giusto se vuole mettermi in qualche ballata, pensò Mat incrociando le braccia. E farà meglio a includere il mio cappello. E un cappello dannatamente elegante.
«Io ero nei pascoli quella notte» proseguì il sindaco. «Stavo aiutando il vecchio Garken con un pezzo di recinzione rotto. E poi… nulla. Tutto confuso. Mi svegliai il mattino dopo nel mio letto, accanto a mia moglie. Ci sentivamo stanchi, come se non avessimo dormito bene.» Si interruppe, poi più piano aggiunse: «E avevo avuto gli incubi. Erano vaghi e svanirono. Ma riuscii a ricordare un’immagine vivida. Il vecchio Garken, morto ai miei piedi. Ucciso come da una bestia selvaggia.»
Barlden era in piedi accanto a una finestra nella parete orientale, di fronte a Mat, con lo sguardo fisso di fuori. «Ma andai a trovare Garken il giorno dopo, e stava bene. Terminammo di aggiustare il recinto. Non fu finche tornai in città che udii il chiacchiericcio. Gli incubi comuni, le ore mancanti proprio dopo il tramonto. Ci radunammo per parlarne, e fu allora che accadde di nuovo. Il sole tramontò e, quando si alzò, mi svegliai di nuovo nel mio letto, stanco, la mente piena di incubi.»
Rabbrividì, poi si diresse verso il tavolo e si versò una tazza di te.
«Non sappiamo cosa accade di notte» disse il sindaco, mescolandovi una cucchiaiata di miele.
«Non lo sapete?» domandò Mat. «Posso dirvelo io, cosa accade di notte, dannazione. Voi…»
«Noi non sappiamo cosa accade» lo interruppe il sindaco, alzando gli occhi bruscamente. «E non ci interessa saperlo.»
«Ma…»
«Non abbiamo necessità di saperlo, forestiero» disse il sindaco con severità. «Vogliamo vivere le nostre vite meglio che possiamo. Molti di noi rincasano presto, mettendosi a dormire prima del tramonto. Non ci sono buchi di memoria, in questo modo. Andiamo a letto e ci svegliamo in quello stesso letto. Ci sono incubi, forse qualche danno alla casa, ma nulla che non possa essere aggiustato. Altri preferiscono far visita a una taverna e bere fino al tramonto del sole. In questo c’è una benedizione, suppongo. Bevi quanto vuoi e non dovrai mai preoccuparti di tornare a casa. Ti sveglierai sempre sano e salvo nel tuo letto.»
«Non potete evitare del tutto questa cosa» disse Thom piano. «Non potete fingere che non sia cambiato nulla.»
«Non lo facciamo.» Barlden prese un sorso di te. «Abbiamo le regole. Regole che voi avete ignorato. Niente fuochi accesi dopo il tramonto: non possiamo rischiare che inizi un incendio di notte, senza che ci sia nessuno a domarlo. E proibiamo agli stranieri di restare in città dopo il tramonto. Abbiamo appreso in fretta quella lezione. Le prime persone intrappolate qui dopo l’imbrunire furono parenti di Sammrie il bottaio. Trovammo sangue sulle pareti della sua casa la mattina successiva. Ma sua sorella e la famiglia erano addormentati al sicuro nei letti che aveva dato loro.» Il sindaco fece una pausa. «Ora hanno i nostri stessi incubi.»