La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
Mat girò il capo verso di loro molto lentamente e abbassò il panno per scoprire un occhio rosso. «La tua voce sembrava quella di una che avesse una barra di ferro in gola, mia signora.» Le disse prendendola in giro. «Hai il mio permesso di chiamarmi Mat.» Uomo odioso! Non avrebbe riconosciuto le formalità nemmeno se l’avessero morso sul naso! Quell’occhio iniettato di sangue si diresse sull’altra donna. «E tu, Nynaeve? Lei parlava al plurale, ma tu non hai detto una parola.»
«Non griderò contro di te» gridò Nynaeve. «E prometto anche tutto il resto. Ti prometto... ti prometto...» Deglutì, sul punto di ingoiarsi la lingua, e si accorse che non poteva chiamarlo in nessuno dei modi che si meritava senza spezzare la promessa, ma in ogni caso l’effetto delle grida fu soddisfacente.
Mat strillò, tremò e fece cadere il panno, stringendosi la testa con entrambe le mani. Aveva uno sguardo sconvolto. «Maledetti dadi» disse, o qualcosa di molto simile. Elayne si accorse d’un tratto che Mat sarebbe stato un’ottima fonte di linguaggio scurrile. Stallieri e garzoni sembrava si pulissero la lingua non appena la vedevano. Certo, si era ripromessa di civilizzarlo, di renderlo utile per Rand, ma non doveva interferire troppo con il suo linguaggio. Elayne si accorse anche che c’erano molte cose che non aveva promesso di non fare. Cose che di sicuro avrebbero calmato Nynaeve.
Dopo un lungo momento, Mat parlò con voce cavernosa. «Grazie, Nynaeve.» Fece una pausa per deglutire. «Per un po’ ho creduto che foste altre donne camuffate. Ma dal momento che, a quanto pare, sono ancora vivo, tanto vale occuparci anche di tutto il resto. Se non ricordo male, Birgitte mi ha detto che volevate che trovassi qualcosa per voi. Che cosa?»
«Non lo troverai tu» rispose Nynaeve con voce ferma. Be’, forse più dura che ferma, ma Elayne non la richiamò. Quell’uomo se lo meritava. «Ci accompagnerai, e noi lo troveremo.»
«Ti stai già rimangiando la parola, Nynaeve?» Mat riuscì in qualche modo a sogghignare in maniera derisoria e a rivolgerle uno sguardo particolarmente odioso. «Hai appena promesso di fare quello che ti dico. Se vuoi un ta’veren domato da portare al guinzaglio, vai a chiedere a Rand o Perrin e vedi che risposta ricevi.»
«Non abbiamo promesso niente di simile, Matrim Cauthon» scattò Nynaeve alzandosi in punta di piedi. «Io non ho promesso nulla di simile!» Sembrava di nuovo pronta a scagliarsi contro di lui. Pareva che la treccia si fosse addrizzata.
Elayne mantenne un controllo migliore sulla sua disposizione d’animo. Non sarebbero arrivate da nessuna parte maltrattandolo. «Ascolteremo i tuoi consigli e li accetteremo se sono ragionevoli, giovane... Mat» disse gentilmente. Di certo non poteva davvero credere che avessero promesso di... Lo guardò e si accorse che era proprio quello che aveva capito. Oh, Luce! Nynaeve aveva ragione. Mat avrebbe davvero creato problemi.
Elayne mantenne la sua posizione con fermezza. Incanalò di nuovo e sollevò la giubba di Mat dalla sedia per metterla dove doveva essere, appesa a un gancio nel muro, poi si sedette a schiena dritta, sistemandosi la gonna con cura. Mantenere le sue promesse al giovane Cauthon — Mat — e a sé stessa sarebbe stato difficile, ma nulla di quello che lui poteva dire o fare l’avrebbe toccata. Nynaeve lanciò un’occhiata all’unico altro posto disponibile per sedersi, uno sgabello basso, e rimase in piedi. Mosse una mano verso la treccia prima di incrociare le braccia. Batteva il piede a terra in maniera minacciosa.
«Gli Atha’an Miere la chiamano Scodella dei Venti, giovane... Mat. È un ter’angreal...»
Alla fine della spiegazione, Mat risplendeva di emozione. «Quello sì che è un oggetto che merita di essere trovato» mormorò. «Nel Rahad.» Scosse il capo, e sussultò. «Ve lo dico subito: nessuna di voi due metterà piede sull’altra riva del fiume senza quattro o cinque dei miei Braccia Rosse a testa. Nemmeno fuori del palazzo, per essere precisi. Birgitte vi ha parlato della nota che mi hanno infilato in tasca? Sono sicuro di averglielo detto. Poi c’è la notizia di Carridin che è un Amico delle Tenebre... Non potete dirmi che non sta progettando nulla in questo momento.»
«Qualsiasi Sorella che sostiene Egwene come Amyrlin è in pericolo con la Torre.» Guardie del corpo ovunque? Luce! Negli occhi di Nynaeve c’era un pericoloso bagliore, e quel piede batteva ancora più veloce. «Non possiamo nasconderci, giov... Mat, e non lo faremo. Ci occuperemo di Jaichim Carridin al momento giusto.» Non avevano promesso di dirgli tutto, e non potevano lasciarsi distrarre da lui. «Adesso ci sono cose più importanti, che hanno la precedenza.»
«Al momento giusto?» iniziò a rispondere Mat, alzando la voce incredulo, ma Nynaeve lo interruppe.
«Quattro o cinque a testa?» ripeté acida. «Ma è ridic...» Chiuse gli occhi per un momento e il tono di voce divenne più calmo. Leggermente più calmo. «Voglio dire che non ha senso. Io ed Elayne, Birgitte e Aviendha. Non hai così tanti soldati, e in ogni caso noi abbiamo bisogno solo di te.» L’ultima frase la pronunciò con fatica. Era un’ammissione troppo pesante.
«Birgitte e Aviendha non hanno bisogno di guardie» rispose Mat con fare assente. «Suppongo che la Scodella dei Venti sia più importante di Carridin, ma... non mi sembra giusto lasciare un Amico delle Tenebre a piede libero.»
Il volto di Nynaeve divenne lentamente color porpora. Elayne controllò il proprio nello specchio, sollevata nel constatare che almeno lei stava mantenendo il controllo. Quanto meno all’apparenza. Quell’uomo era riprovevole! Guardie? Non sapeva cos’era peggio, che Mat avesse usato quell’insulto di proposito o che lo avesse fatto senza rendersene conto. Si guardò di nuovo nello specchio e abbassò leggermente il mento. Guardie! Elayne era la compostezza in persona.
Mat le studiò con gli occhi iniettati di sangue ma non parve accorgersi di nulla. «Birgitte vi ha detto solo questo?» chiese, e Nynaeve rispose brusca: «Direi che è abbastanza, credo. Anche per te.» Mat sembrò inspiegabilmente sorpreso, e anche sollevato.
Nynaeve sussultò, quindi incrociò le braccia. «Visto che non sei in condizione di venire da nessuna parte con noi in questo momento... non guardarmi male, Mat Cauthon. Non mi sembra un’umiliazione, è la semplice verità! Potrai passare la mattinata a trasferirti a palazzo, e non ti illudere che ti aiuteremo a portare le tue cose. Non ho promesso di fare il cavallo da soma.»
«La donna errante è perfetta per me» iniziò a rispondere Mat arrabbiato, quindi si fermò con un’espressione perplessa. Atterrita, avrebbe detto Elayne. Così imparava a gridare quando aveva la testa gonfia come un melone. Lei si era sentita così quando aveva bevuto troppo. Era chiaro che Mat non avrebbe imparato la lezione. Gli uomini continuavano a mettere le mani sul fuoco pensando ogni volta che non si sarebbero bruciati. Lini lo diceva sempre.
«Non puoi certo aspettarti che troveremo la Scodella al primo tentativo,» proseguì Nynaeve «ta’veren o meno. Uscire tutti i giorni sarà molto più semplice se non devi attraversare tutta la piazza.» Se non dovevano aspettarlo tutte le mattine, ecco cosa intendeva dire. Secondo Nynaeve l’ubriachezza non era la sola scusa che quell’uomo riusciva a trovare per rimanere a letto fino a tardi.