La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
«Ciò che anche tu hai accettato di fare non è impossibile, Nynaeve.» Mantenere la voce ferma fu uno sforzo. Alcune delle cose che Aviendha aveva suggerito, con la massima serietà... Aviendha aveva suggerito di permettere a Mat di frustarle! «Ciò che abbiamo deciso di fare è senza dubbio possibile.» più o meno. Elayne bussò forte. Sulla porta c’era intagliato un pesce, un esemplare rotondo a strisce e con uno strano muso. Su ogni porta c’era un’incisione diversa, in prevalenza pesci. Non ricevette risposta.
Nynaeve rilasciò il fiato che con ogni probabilità stava trattenendo da tempo. «Forse Mat è uscito. Dovremo tornare un’altra volta.»
«Uscito a quest’ora?» Elayne bussò di nuovo. «Hai detto che quando può se ne rimane sempre a letto.» Ancora nessun rumore dall’interno della stanza.
«Elayne, a giudicare da come era ridotta Birgitte, Mat con ogni probabilità ha bevuto come una spugna la scorsa notte. Non ci ringrazierà per averlo svegliato. Perché non andiamo via e...»
Elayne sollevò la maniglia ed entrò. Nynaeve la seguì con un sospiro che avrebbero potuto sentire a un palazzo di distanza.
Mat Cauthon si era buttato sul letto sopra la coperta rossa lavorata a maglia, con un panno bagnato sugli occhi che gocciolava sul cuscino. La stanza non era molto ordinata, anche se non c’era polvere. Uno stivale era finito sul lavabo — sul lavabo! — vicino a una bacinella bianca piena d’acqua pulita. Lo specchio intero era storto, come se qualcuno vi avesse battuto contro e lo avesse lasciato com’era, e la giubba stropicciata era stata lanciata sullo schienale della sedia. Gli altri indumenti erano ancora addosso a Mat, incluso l’altro stivale e quel fazzoletto nero che pareva non si togliesse mai dal collo. Il medaglione d’argento con la testa di volpe pendeva dalla camicia sbottonata.
Quell’oggetto fece venire il prurito alle mani di Elayne. Se Mat era davvero ubriaco fradicio forse sarebbe riuscita a sfilarglielo senza che se ne accorgesse. In un modo o nell’altro aveva intenzione di capire come quell’oggetto riusciva ad assorbire il Potere. Scoprire come funzionavano le cose per lei era affascinante, ma quella testa di volpe era la sintesi di tutti i misteri più grandi.
Nynaeve la prese per una manica e la tirò verso la porta, mimando con la bocca la parola ‘addormentato’, e qualcos’altro che lei non riuscì a capire. Con ogni probabilità, un’altra preghiera di andare via.
«Lasciami in pace, Nerim» mormorò di colpo Mat. «Te l’ho già detto. La sola cosa che voglio è una testa nuova. E chiudi la porta con molta calma, o ti ci inchiodo per le orecchie.»
Nynaeve sobbalzò e continuò a tirare l’amica verso la porta, ma Elayne non si mosse. «Non si tratta di Nerim, giovane Cauthon.»
Mat sollevò la testa dal cuscino, usò entrambe le mani per togliersi il panno umido e le guardò con la coda dell’occhio.
Nynaeve sorrise e non fece alcuno sforzo per nascondere il piacere di vederlo in quello stato pietoso. Elayne all’inizio non riuscì a capire perché anche lei aveva voglia di sorridere. La sua sola esperienza con le sbronze l’aveva lasciata con una sensazione di pietà e simpatia per chiunque fosse in quelle condizioni. In fondo alla mente però sentiva ancora il mal di testa di Birgitte, e capì il motivo della propria soddisfazione. Di sicuro non le piaceva l’idea che Birgitte si fosse ubriacata, qualsiasi fossero i suoi motivi, ma nemmeno le piaceva pensare che qualcuno potesse fare qualcosa meglio della sua prima Custode. Un pensiero ridicolo. Imbarazzante. Ma anche soddisfacente.
«Che ci fate qui?» chiese Mat rauco, quindi fece una smorfia e abbassò la voce. «Siamo nel cuore della notte.»
«È mattino» rispose secca Nynaeve. «Non ti ricordi di aver parlato con Birgitte?»
«Potresti cercare di non parlare così forte?» sussurrò Mat chiudendo gli occhi. L’istante dopo li aprì di nuovo. «Birgitte?» Si tirò su di colpo, e sedendosi sul bordo del letto lasciò penzolare le gambe. Per un po’ rimase seduto in quella posizione a fissare il pavimento, con i gomiti sulle ginocchia e il medaglione che penzolava dal laccio attorno al collo. Alla fine girò il capo e le guardò sinistro. O forse erano solo i suoi occhi a dare quell’impressione. «Che cosa vi ha detto?»
«Ci ha riferito le tue richieste, giovane Cauthon» rispose formalmente Elayne. Doveva essere ciò che si provava a stare in piedi davanti al ceppo del boia. Non poteva fare altro che tenere la testa alta e affrontare qualsiasi cosa con orgoglio. «Desidero ringraziarti di cuore per avermi salvata nella Pietra di Tear.» Ecco, aveva iniziato e non le aveva fatto male. Non molto.
Nynaeve rimase lì in piedi, furiosa, con le labbra sempre più serrate. Ma Elayne non le avrebbe permesso di lasciarla da sola a risolvere la situazione. Abbracciò la Fonte quasi prima di pensare e incanalò un sottile flusso d’Aria che tirò Nynaeve per un orecchio. Nynaeve ci mise una mano sopra e divenne anche più furiosa, ma Elayne si girò con freddezza verso il ‘giovane Cauthon’ e attese.
«Anche io ti ringrazio» mormorò alla fine Nynaeve seccata. «Di cuore.»
Elayne alzò gli occhi al cielo, pur non volendo. Be’, in fondo era stato lui a chiedere di parlare meno forte. Sembrava anche che avesse sentito. Stranamente, sembrava imbarazzato.
«Oh, quello... Non è stato nulla. Con ogni probabilità vi sareste liberate anche senza il mio intervento.» Mat si strinse le mani intorno al capo e rimise ancora una volta il panno bagnato sugli occhi. «Ora che ve ne andate, potete chiedere a Caira di portarmi del vino? Sto parlando di una ragazza snella, graziosa, con gli occhi caldi.»
Elayne rabbrividì. ‘Nulla’? L’uomo aveva preteso delle scuse, lei si era abbassata a porgergliele e adesso era ‘nulla’? Non meritava né simpatia né pietà! Lei ancora manteneva la presa su saidar e prese in considerazione l’idea di colpirlo con un flusso molto più potente di quello che aveva usato con Nynaeve. Non che sarebbe servito a qualcosa, finché Mat indossava quel medaglione. Ma adesso penzolava davanti a lui, non era a contatto con la pelle. Avrebbe offerto la stessa protezione anche se non era...
Nynaeve pose fine ai suoi interrogativi balzando verso Mat con le dita ad artiglio. Elayne riuscì a mettersi fra loro e la afferrò per le spalle. Per un momento si ritrovarono faccia a faccia, nonostante la differenza di statura, entrambe furiose. Alla fine Nynaeve si rilassò ed Elayne decise che poteva lasciare la presa.
Mat stava ancora a capo chino, inconsapevole di tutto. Medaglione o meno, Elayne poteva comunque prendere l’arco e colpirlo fino a quando non si fosse messo a gridare. Sentì il volto che le si infuocava. Aveva bloccato Nynaeve prima che rovinasse tutto e adesso stava pensando di farlo lei in persona. Peggio ancora, a giudicare dal sorriso malizioso e soddisfatto che le rivolse l’amica, aveva capito benissimo a cosa stesse pensando.
«C’è dell’altro, giovane Cauthon» disse Elayne raddrizzando le spalle. Nynaeve perse il sorriso. «Vorremmo anche scusarci per aver aspettato tanto a ringraziarti come meriti e ci scusiamo... umilmente...» su questa parola ebbe delle difficoltà, «...per come ti abbiamo trattato fin da allora.» Nynaeve stese una mano implorante, che Elayne ignorò. «Per dimostrarti quanto siamo profondamente pentite, ti facciamo le seguenti promesse.» Aviendha aveva detto che le scuse erano solo l’inizio. «Noi non ti sminuiremo o umilieremo in nessun modo, non grideremo contro di te per nessun motivo, non... non cercheremo di darti degli ordini.» Nynaeve fece una smorfia ed Elayne tese le labbra, ma non smise di parlare. «Visto che riconosciamo la tua preoccupazione per la nostra sicurezza, non lasceremo il palazzo senza dirti dove stiamo andando e ascolteremo i tuoi consigli.» Luce, lei non voleva diventare una Aiel e non aveva nessun desiderio di fare tutto questo, ma voleva il rispetto di Aviendha. «Se tu... se tu decidessi che noi stiamo...» non aveva nemmeno intenzione di diventare una sorella moglie — la sola idea era indecente! — ma Aviendha le piaceva «...mettendoci in un inutile pericolo...» — non era colpa di Aviendha se Rand aveva preso entrambi i loro cuori, insieme a quello di Min — «...accetteremo guardie del corpo di tua scelta...» — destino, ta’veren o qualsiasi altra cosa fosse, amava entrambe le donne come fossero sorelle — «...le terremo con noi per tutto il tempo possibile.» Che l’uomo fosse folgorato per quello che le stava facendo! E non si riferiva a Mat Cauthon. «Lo giuro sul trono del Leone di Andor.» Respirò come se avesse corso per un chilometro. Nynaeve aveva l’espressione di un tasso chiuso in un angolo.