La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
Nynaeve emise un verso soffocato. «Chiudete gli occhi!» gridò agli uomini e iniziò a saltare agitando le braccia, qualsiasi cosa pur di far vedere il vestito che indossava sotto. «Chiudeteli, che siate folgorati!» Oh, li avevano chiusi. Totalmente indignata, Nynaeve smise di saltare in giro per la stanza. Adesso i due uomini non cercavano più di nascondere il sorriso, e Aviendha rideva apertamente, dondolandosi avanti e indietro.
Nynaeve si strattonò la gonna — la donna del Popolo del Mare nello specchio si aggiustò i pantaloni — e guardò Elayne furiosa. «Smettila, Elayne!» La donna domanese la fissò a bocca aperta e con gli occhi sgranati per l’incredulità. Solo a quel punto Nynaeve si accorse di quanto fosse arrabbiata; la Vera Fonte la avvolgeva col suo bagliore. Dopo aver abbracciato saidar eresse uno schermo fra Elayne e la Fonte, o almeno ci provò. Schermare una donna che stava già attingendo alla Fonte non era facile, neanche quando si era più forti. Una volta, quando era ragazzina, aveva battuto il martello di mastro Luhan sull’incudine con tale forza che il contraccolpo l’aveva fatta tremare fino alla punta dei piedi. Il contraccolpo che ricevette dall’erede al trono fu forte il doppio. «Per amore della Luce, Elayne, sei ubriaca?»
Il bagliore attorno alla donna domanese scomparve. Nynaeve sapeva che era sparita anche la tessitura che la circondava, ma si guardò comunque nello specchio tirando un sospiro di sollievo quando vide Nynaeve al’Meara nel suo vestito giallo striato d’azzurro.
«No» rispose con lentezza Elayne. Aveva le guance rosse ma non per l’imbarazzo, non solo. Sollevò il mento e la sua voce divenne gelida. «Non lo sono.»
La porta del corridoio si spalancò ed entrò Birgitte, barcollante e con un ampio sorriso in volto. Be’, forse non barcollava, ma era senza dubbio instabile. «Non credevo che sareste rimasti tutti svegli ad aspettare» disse allegra. «Be’, vi interesserà sapere cosa ho da dirvi. Ma prima...» Dopo aver fatto due passi con la tipico andatura di un ubriaco, svanì nella sua stanza.
Thom fissò la porta con un sorriso divertito, Juilin con espressione incredula. Sapevano chi era in realtà quella donna. Elayne era torva. Dalla camera di Birgitte si sentì provenire rumore d’acqua, come se una brocca fosse stata rovesciata sul pavimento. Nynaeve si scambiò un’occhiata interrogativa con Aviendha.
Birgitte riapparve con il volto e i capelli grondanti e la giubba completamente bagnata fino ai gomiti. «Adesso ho le idee chiare» disse, accomodandosi su una delle sedie con le zampe ricurve e sospirando. «Quel giovane ha le gambe vuote e un buco in fondo al piede. Ha bevuto addirittura più di Beslan, cominciavo a pensare che per lui il vino fosse come acqua.»
«Beslan?» chiese Nynaeve alzando la voce. «Il figlio di Tylin? Che ci faceva in quel posto?»
«Perché glielo hai permesso, Birgitte?» esclamò Elayne. «Mat Cauthon corromperà quel ragazzo, e sua madre accuserà noi.»
«Il ragazzoha la tua stessa età» le rispose Thom con durezza.
Nynaeve ed Elayne si scambiarono un’occhiata confusa. Cosa credeva di aver dimostrato il menestrello? Tutti sapevano che gli uomini acquisivano buon senso dieci anni più tardi delle donne, se mai lo acquisivano.
La perplessità svanì dal volto di Elayne, rimpiazzata da fermezza e rabbia quando si concentrò su Birgitte. Stavano per dirsi cose che il giorno dopo avrebbero entrambe rimpianto.
«Se tu e Juilin volete scusarci ora, Thom» intervenne rapida Nynaeve. Era molto improbabile che lo capissero da soli. «Avete bisogno di dormire se volete essere freschi domani mattina.» I due rimasero impalati a fissarla come degli idioti, per cui Nynaeve assunse un tono di voce più fermo. «Allora?»
«Questa partita è finita venti mosse fa» disse Thom guardando la scacchiera. «Che ne pensi se ce ne andiamo in camera tua e ne iniziamo un’altra? Ti offro il vantaggio di dieci pedine da sistemare come credi in qualsiasi momento del gioco.»
«Dieci pedine?» esclamò Juilin facendo scattare indietro la sedia. «Mi offrirai anche brodo di pesce e pane al latte?»
I due discussero tutto il tempo mentre lasciavano la stanza, ma arrivati alla porta si girarono indietro, risentiti. Nynaeve non poteva escludere che sarebbero rimasti svegli tutta la notte solo perché lei li aveva mandati a dormire.
«Mat non corromperà Beslan» ripose secca Birgitte mentre la porta si chiudeva alle spalle dei due uomini. «Dubito che nove danzatrici delle piume con un carico di acquavite potrebbero corromperlo. Non saprebbero da dove cominciare.»
Nynaeve fu sollevata nel sentirlo, anche se c’era qualcosa di insolito nella voce di quella donna — con ogni probabilità era il vino. Ma Beslan non era il loro unico problema. Lo disse ad alta voce, ed Elayne aggiunse: «No, non lo è. Ti sei ubriacata, Birgitte! E io ne ho risentito. Mi sento ancora brilla se non mi concentro. Il legame non dovrebbe funzionare a quel modo. Le Aes Sedai non scoppiano a ridere se i loro Custodi bevono troppo.»
Nynaeve alzò le mani al cielo.
«Non guardarmi a quel modo» disse Birgitte. «Lo sai meglio di me il motivo. I Custodi sono sempre stati uomini prima d’ora. Forse questo fa la differenza. Forse siamo troppo simili.» Il sorriso di Birgitte era leggermente obliquo. Non s’era versata in testa abbastanza acqua. «Immagino che potrebbe essere imbarazzante.»
«Potremmo occuparci delle cose importanti?» intervenne Nynaeve tesa. «Come per esempio il. problema con Mat?» Elayne aveva aperto la bocca per rispondere a Birgitte, ma la chiuse subito, e le chiazze rosse sulle sue guance adesso erano davvero di mortificazione. «Finalmente» proseguì Nynaeve. «Mat si presenterà domattina o si trova nel tuo stesso stato rivoltante?»
«Forse verrà» rispose Birgitte, prendendo una tazza di tè alla menta da Aviendha, ancora seduta a terra. Elayne la guardò cupa per un momento, quindi, fra le tante cose che poteva fare, incrociò le gambe e si sedette sul pavimento accanto a lei!
«Che vuol dire ‘forse’?» chiese Nynaeve. Incanalò e la sedia sulla quale era seduta prima volò fin da lei, e se batté forte toccando terra... be’, era proprio quella l’intenzione. Bere troppo, sedersi sul pavimento. Quale sarebbe stata la prossima mossa? «Se si aspetta che andiamo noi da lui strisciando...»
Birgitte sorseggiò il tè alla menta con estrema gratitudine e, stranamente, quando guardò Nynaeve di nuovo, non sembrava più tanto stravolta. «L’ho convinto io a non chiederlo. Non credo che fosse serio. Tutto ciò che vuole sono delle scuse e dei ringraziamenti.»
Nynaeve sgranò gli occhi. Lei l’aveva convinto a non chiederlo? Scuse? A Matrim Cauthon? «Mai!» gridò.
«Per cosa?» chiese Elayne, come se fosse possibile. Fece finta di non vedere l’espressione furiosa di Nynaeve.
«Per la Pietra di Tear» rispose Birgitte, e Nynaeve si voltò di scatto. La donna adesso non sembrava affatto stravolta. «Ha detto di essere venuto alla Pietra, con Juilin, per liberarvi da un sotterraneo dal quale non potevate uscire da sole.» Birgitte scosse lentamente il capo, meravigliata. «Non so se io avrei fatto una cosa simile per qualcuno, a parte Gaidal. Non nella Pietra. Ha detto che gli avete offerto dei ringraziamenti sarcastici e lo avete fatto sentire grato perché non lo avevate preso a calci.»
Per certi versi era vero, ma al tempo stesso era anche una menzogna. Mat le aveva incontrate con quel suo sorriso canzonatorio, dicendo che era arrivato per togliere le loro castagne dal fuoco o una cosa simile. Anche allora aveva pensato di poter dare ordini. «Di guardia c’era solo una delle Sorelle Nere, quella sera,» mormorò Nynaeve «e ci eravamo già occupate di lei.» Era anche vero che non avevano ancora capito come aprire la porta, visto che erano schermate. «In ogni caso, Be’lal non era davvero interessato a noi... Gli servivamo solo per attirare Rand. Moiraine forse a quel punto l’aveva già ucciso...»
«L’Ajah Nera.» La voce di Birgitte era più piatta del pavimento. «È uno dei Reietti. Mat non ne ha fatto parola. Dovresti ringraziarlo in ginocchio, Elayne. Tutte e due. Quell’uomo se lo merita. E anche Juilin.»