I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
«Per un giuramento.» Per un paio di occhi azzurri. Siuan Sanche era di almeno dieci anni più giovane di lui, ma era difficile tenere a mente che quella era Siuan Sanche mentre osservava un volto più giovane di almeno trent’anni. Però erano gli stessi occhi, azzurri, profondi e forti. «Un giuramento che mi hai prestato e non hai rispettato. Dovrei raddoppiare la durata del tuo servizio per questo.»
Abbassando lo sguardo Siuan incrociò le braccia davanti al petto ringhiando. «Di quello se ne sono già occupate.»
«Intendi dire che ti hanno punita per non aver mantenuto il giuramento? Se ti hanno fustigata non importa, a meno che non sia io a farlo.»
La risata di Dromand sembrava più che scandalizzata. L’uomo probabilmente aveva ancora problemi a capire chi fosse stata Siuan e Bryne non era certo di non essere nella stessa situazione. Il volto della donna si oscurò talmente che Bryne pensò le stesse per venire un colpo apoplettico. «La durata della punizione è stata già raddoppiata se non più, brutto mucchio di interiora marce di pesce! Tu e il segnare le ore! Nemmeno un’ora conterà finché non saremo tutte e tre alla tua residenza, nemmeno se dovessi essere il tuo... il tuo... cane da guardia, qualsiasi cosa intendessi... per vent’anni!»
Per cui avevano progettato anche questo, Sheriam e le altre. Le guardò parlottare vicino alla finestra. Sembrava che si fossero divise in due gruppi. Sheriam, Anaiya e Myrelle da una parte, Morvrin e Carlinya dall’altra, con Beonin nel mezzo. Erano pronte a consegnargli Siuan, Leane e... Min? Come un premio o un bocconcino prelibato, prima ancora che entrasse nella stanza. Erano abbastanza disperate da concedergli quello che voleva pur di avere un’opportunità di vittoria.
«Te la stai godendo, vero?» disse Siuan con fierezza nel momento in cui l’uomo distoglieva lo sguardo. «Brutta poiana. Che tu sia folgorato, cervello di carpa. Adesso che sai chi sono ti fa piacere che debba inchinarmi e strisciare per te.» Non sembrava che Siuan facesse molto di ciò, non per il momento. «Perché? Perché ti ho costretto ad accettare la situazione del Murandy? Sei così meschino, Gareth Bryne?»
Stava cercando di farlo arrabbiare e si accorse che aveva parlato troppo, ma non voleva dargli modo di rifletterci. Forse non era più Aes Sedai, ma l’abilità nel manipolare le persone l’aveva nel sangue.
«Tu eri l’Amyrlin Seat» le rispose con calma, «e anche un re bacia l’anello dell’Amyrlin. Non posso dire che mi piacessi e magari un giorno avremo modo di discutere con calma se era necessario fare quello che hai fatto con metà della corte che guardava; ma ti ricorderai anche che ho seguito Mara Tomanes fin qui ed è di lei che ho chiesto. Non di Siuan Sanche. Visto che continui a chiedere perché, lascia che ti rivolga io la domanda. Perché era così importante per te permettere agli abitanti del Murandy di oltrepassare il confine?»
«Perché la tua interferenza in quel momento avrebbe potuto rovinare dei piani importanti» spiegò, pronunciando ogni parola con voce tesa, «proprio come la tua interferenza in questo momento. La Torre aveva identificato un giovane signore nelle terre di confine di nome Dulain che sarebbe davvero stato in grado, un giorno, di unificare il Murandy, con il tuo aiuto. Non potevo permettere che i tuoi soldati lo uccidessero. Adesso ho del lavoro da sbrigare qui, ‘lord’ Bryne. Lascia che io lo porti a termine e potresti assistere alla vittoria. Immischiati per dispetto e potresti assistere alla rovina.»
«Qualunque sia il tuo lavoro, sono sicuro che Sheriam e le altre si accerteranno che tu lo faccia. Dulain? Non ne ho mai sentito parlare. Credo che ancora non stia succedendo.» Era suo parere che il Murandy sarebbe rimasto un gruppo di lord e dame indipendenti finché la Ruota avesse girato e si fosse ripresentata una nuova era. Gli abitanti del Murandy si facevano chiamare Lugardesi, Mindeani o qualsiasi cosa prima di decidere di creare una nazione. Se mai lo avessero fatto. Un lord che fosse riuscito a unirli con il guinzaglio di Siuan attorno al collo avrebbe potuto portare un considerevole numero di uomini con sé.
«È... morto.» Sulle guance le apparvero delle macchie rosse e sembrò in difficoltà. «Un mese dopo che ho lasciato Caemlyn» mormorò, «alcuni contadini andorani lo hanno trafitto con una freccia durante un’incursione per rubare le pecore.»
Bryne non poté trattenere il riso. «Allora erano i contadini che avresti dovuto far inginocchiare, non me. Be’, adesso non devi preoccuparti più di certe cose.» Era senza dubbio vero. Qualsiasi cosa le Aes Sedai volessero farne, adesso non l’avrebbero mai lasciata avvicinare al potere o a decisioni importanti. Bryne provava pena per lei. Non riusciva a immaginare quella donna arrendersi e morire, ma aveva perso quanto era possibile perdere essendo prossimi alla morte. D’altro canto non gli era piaciuto essere chiamato brutta poiana, o mucchio di interiora di pesce marce. Qual era la terza? Cervello di carpa. «Da adesso in poi puoi preoccuparti di mantenere i miei stivali puliti e il letto rifatto.»
Gli occhi della donna divennero due fessure. «Se questo è ciò che vuoi, ‘lord’ Gareth Bryne, avresti dovuto scegliere Leane. Forse lei sarebbe abbastanza sciocca da farlo.»
L’uomo si sforzò di non strabuzzare gli occhi. Il modo in cui la mente di una donna lavorava non finiva mai di stupirlo. «Hai giurato di servirmi in qualsiasi cosa voglia» riuscì anche a ridacchiare. Perché si comportava così? Sapeva chi era, e cosa era stata. Ma quegli occhi ancora lo ossessionavano, lanciandogli una sfida anche ora che per lei non c’era speranza, proprio come stava facendo in quel momento. «Adesso scoprirai che tipo d’uomo sono, Siuan.» Aveva intenzione di blandirla dopo le battute, ma a giudicare dal modo in cui la donna irrigidì le spalle sembrò interpretarlo come una minaccia. Di colpo si rese conto che poteva sentire le Aes Sedai, un fievole mormorio di voci che si zittirono immediatamente. Erano riunite e lo fissavano con espressioni indecifrabili. Non guardavano Siuan. Gli occhi la seguirono mentre ritornava da Leane, come se Siuan avvertisse la loro pressione e ogni passo fosse leggermente più veloce del precedente. Quando tornò a voltarsi, vicino al camino, il suo volto era inespressivo come quello delle altre. Una donna straordinaria. Non era sicuro che avrebbe potuto fare di meglio al suo posto.
Le Aes Sedai stavano aspettando che lui si avvicinasse. Quando ciò accadde, Sheriam disse: «Accettiamo le tue condizioni senza riserve, lord Bryne, e ci impegniamo a rispettarle. Sono ragionevoli.»
Almeno Carlinya pareva non considerarle affatto tali, ma a lui non importava. Si era preparato a rinunciare a tutte le sue richieste tranne la promessa di averle vicine fino alla fine, in caso di bisogno.
Bryne si inginocchiò nel punto in cui si trovava, con il pugno destro premuto sul tappeto, e le donne lo circondarono, ognuna appoggiando una mano sul capo chino. Non gli importava se avrebbero usato il Potere per legarlo ai suoi giuramenti o alla ricerca della verità, non era nemmeno sicuro che ne fossero in grado, ma chi sapeva davvero fin dove potevano arrivare le Aes Sedai? E se avessero voluto fare qualcosa di diverso non avrebbe potuto fermarle. Intrappolato da un paio d’occhi, come uno sciocco campagnolo. Era davvero un cervello di carpa. «Mi impegno e giuro che vi servirò fedelmente fino a quando la Torre Bianca sarà vostra...»
Bryne stava già delineando una strategia. Tha e forse un Custode o due oltre il fiume per vedere cosa stavano combinando i Manti Bianchi. Joni, Barim e qualche altro a Ebou Dar: avrebbe evitato che Joni si ingoiasse la lingua ogni volta che guardava Mara e Amaena e ogni uomo che avrebbe inviato alla ricerca avrebbe saputo come reclutare gente.
«...costituirò e dirigerò il vostro esercito al meglio delle mie possibilità...»
Quando il sordo ronzio della conversazione nella sala comune si affievolì, Min alzò lo sguardo dai disegni che stava facendo sul piano del tavolo con un dito intinto nel vino. Anche Logain si mosse, il che fu una sorpresa, ma solo per osservare la gente nella sala, o forse per guardarvi attraverso, era difficile dirlo.