I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Mara aprì la bocca furiosa, ma come se le altre sapessero che avrebbe provato a parlare, sei paia di occhi di Aes Sedai si rivolsero verso di lei contemporaneamente. Mara scosse le spalle, serrò di scatto la bocca e lo guardò rabbiosa, con le braccia tese lungo i fianchi e i pugni stretti. Bryne era contento che la donna non avesse un pugnale fra le mani.
Sembrava che Myrelle fosse sul punto di ridere. «È meglio se scegli l’altra, lord Bryne. Dal modo in cui ti guarda credo che la troveresti molto più... congeniale.»
Bryne si aspettava che Amaena arrossisse, ma non lo fece. In effetti lo stava osservando con distacco critico. Scambiò anche un sorriso con Myrelle. Be’, dopo tutto era domanese, molto più della prima volta che l’aveva vista.
Carlinya, abbastanza fredda da far apparire affettuose le altre, si protese in avanti. Bryne l’aveva notata, come anche quella dai grandi occhi di nome Beonin. Non era certo di comprenderne il motivo. Tranne che se si fosse trovato nel Gioco delle Casate, avrebbe detto che entrambe le donne erano ambiziose. Forse era esattamente in quello che era coinvolto.
«Dovresti sapere» cominciò freddamente Carlinya «che colei che conosci come Mara è in realtà Siuan Sanche, già Amyrlin Seat. Amaena è Leane Sharif ed era la Custode degli Annali.»
Tutto quello che Bryne poté fare fu non restare a bocca aperta come un sempliciotto di campagna. Adesso che sapeva poteva scorgere nel volto di Mara, quello di Siuan, lo stesso che lo aveva umiliato, solo addolcito dalla giovinezza. «Come?» fu l’unica parola che riuscì a dire. Non sarebbe stato in grado di aggiungere altro.
«Ci sono cose che gli uomini è meglio non sappiano» rispose gelida Sheriam, «e anche la maggior parte delle donne.»
Mara... no, era meglio che pensasse a lei con il vero nome, Siuan era stata quietata. Di questo era certo. O qualcosa che aveva a che fare con l’essere quietata. Se quella Domanese con il collo da cigno era stata la Custode, era pronto a scommettere che avevano quietato anche lei. Ma parlare di tale procedura con le Aes Sedai non era un buon sistema per scoprire quanto eri forte. Inoltre quando incominciavano a comportarsi misteriosamente le Aes Sedai non avrebbero fornito una risposta diretta nemmeno se avessi chiesto loro se il cielo era azzurro.
Erano tutte davvero brave. Lo avevano cullato, quindi colpito duramente appena aveva abbassato la guardia. Aveva la sensazione di stare affondando, di sapere per cosa lo stavano ammorbidendo. Sarebbe stato interessante scoprire se aveva ragione. «Non cambia il giuramento che hanno prestato. Se fossero state ancora l’Amyrlin e la Custode sarebbero state comunque costrette a rispettarlo in base a qualsiasi legge, inclusa quella di Tar Valon.»
«Visto che non hai problemi a rimanere qui» intervenne Sheriam, «puoi prenderti Siuan come inserviente, quando non abbiamo bisogno di lei. Puoi averle tutte e tre se lo desideri, inclusa Min, che pare tu conosca come Serenla.» Per qualche motivo questo sembrò irritare Siuan tanto quanto quello che era stato detto di lei, borbottò, ma non abbastanza forte da essere sentita. «E dal momento che non hai obiezioni, lord Bryne, finché sarai qui c’è qualcosa che potresti fare per noi.»
«La gratitudine delle Aes Sedai non è irrilevante» aggiunse Morvrin.
«Servirai la Luce e la giustizia servendo noi» fu l’intervento di Carlinya.
Beonin annuì, parlando con tono serio. «Hai servito fedelmente Morgase e Andor. Comportati allo stesso modo con noi e alla fine non sarai esiliato. Nulla di ciò che ti chiederemo andrà contro il tuo onore. Nulla di quanto ti verrà chiesto danneggerà Andor.»
Bryne fece una smorfia. Si trovava nel Gioco, molto bene. A volte pensava che le Aes Sedai avessero inventato Daes Dae’mar, sembrava che lo giocassero nel sonno. In battaglia senza dubbio si versava più sangue, ma la guerra era anche più leale. Se avevano intenzione di tirare i suoi fili, allora sarebbe accaduto, ci sarebbero riuscite in un modo o nell’altro, ma era giunto il momento di mostrare loro che non era un pupazzo senza cervello.
«La Torre Bianca è spezzata» rispose atono. Gli occhi delle Aes Sedai si spalancarono ma non diede loro la possibilità di parlare. «Le Ajah si sono separate. Questo è l’unico motivo per cui potete trovarvi qui. Certamente non avete bisogno di una spada o due in più.» Guardò Dromand e ricevette un cenno del capo in risposta. «Per cui il solo servizio che potete volere da me è quello di condurre un esercito. Di costituirne uno prima, a meno che non abbiate altri campi con molti più uomini di quanti ne ho visti qui. E questo significa che intendete opporvi a Elaida.» Sheriam sembrava irritata, Anaiya preoccupata e Carlinya sul punto di parlare, ma l’uomo proseguì. Che lo ascoltassero, si aspettava che in futuro sarebbe stato lui ad ascoltare. «Molto bene. Non mi è mai piaciuta Elaida e non posso credere che sia una brava Amyrlin. Cosa ancor più importante, posso creare un esercito per prendere Tar Valon. A patto che sappiate che questa conquista sarà sanguinosa e lunga.
«Queste sono le mie condizioni.» Le donne si irrigidirono tutte, anche Siuan e Leane. Gli uomini non ponevano condizioni alle Aes Sedai. «Per prima cosa, il comando è mio. Voi mi direte cosa fare ma sarò io a decidere come. Mi impartirete gli ordini, ma io avrò autorità sui soldati al mio servizio, non voi. A meno che non lo abbia concordato con voi in precedenza.» Diverse bocche si spalancarono, per prime quelle di Carlinya e Beonin, ma Bryne proseguì. «Io assegno gli incarichi agli uomini, li promuovo e impongo loro la disciplina. Non voi. Secondo, se vi dico che qualcosa non può essere fatta, prenderete in considerazione quanto riferito. Non sto chiedendo di usurpare la vostra autorità,» non c’erano molte possibilità che lo avrebbero permesso «ma allo stesso tempo non voglio sprecare gli uomini perché non capite la guerra.» Sarebbe accaduto, ma non più di una volta se era fortunato. «Terzo, se decidete di iniziare questa impresa resterete fino alla fine. Infilerò la testa in un cappio, come anche ogni uomo che deciderà di seguirmi, e se fra sei mesi dovreste decidere che Elaida come Amyrlin è preferibile alla lotta, stringerete quel cappio per ognuno di noi che può essere cacciato. Le nazioni potrebbero restare fuori da una guerra civile nella Torre, ma non ci lasceranno vivere se voi ci abbandonerete. Elaida se ne accerterà.
«Se non accettate queste regole, non so se potrò servirvi. Se mi legherete con il Potere per consentire a Dromand di tagliarmi la gola o impiccarmi, la morte resta sempre la fine.»
Le Aes Sedai non parlarono. Lo fissarono a lungo, fino a quando il prurito fra le scapole non gli fece pensare che forse Nuhel era già pronto a trafiggerlo con un pugnale. A quel punto Sheriam si alzò e le altre la seguirono verso la finestra. Poteva vederne le labbra muoversi, ma non sentiva nulla. Se volevano nascondere le loro elucubrazioni dietro all’Unico Potere, andava bene. Non era certo di quanto sarebbe riuscito a estorcere loro. Tutto, se fossero state ragionevoli, ma le Aes Sedai potevano giudicare strane delle decisioni sagge. Qualsiasi fosse stato il risultato, avrebbe dovuto acconsentire con la massima grazia possibile. Si era costruito una trappola perfetta.
Leane gli rivolse uno sguardo e un sorriso che dicevano, con la stessa chiarezza di parole dirette, che non avrebbe mai scoperto cosa si era perso. Bryne pensava che sarebbe stato un bell’inseguimento, con lui menato per il naso. Le donne domanesi non promettevano mai la metà di quanto credevi avessero fatto e concedevano solo quel poco che decidevano, inoltre cambiavano idea in un battito di ciglia.
Colei che era stata l’esca della trappola lo fissava decisa, quindi avanzò nella sua direzione fino a trovarsi così vicina che dovette reclinare il capo all’indietro per guardarlo e parlò con voce furiosa. «Perché lo hai fatto? Perché ci hai inseguite? Per un fienile?»