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Presagi di tempesta

Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:

Аннотация

I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.
Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
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Devo studiare ancora molti anni. Cosa sto facondo?

Poteva tirarsi indietro ora? Implorare perdono, onorare il suo toh in qualche modo? Sarebbe dovuta tornare in tutta fretta alla sua punizione e spostare l’acqua. Sì! Ecco cosa doveva fare. Doveva andare e…

«Non vedo ulteriori ragioni per studiare» si ritrovò a dire invece. «Se queste punizioni sono tutto ciò che avete da insegnarmi, devo ritenere di aver appreso tutto quello che devo. Sono pronta a unirmi a voi.»

Digrignò i denti, attendendosi un’esplosione di furibonda incredulità. Cosa le era venuto in mente? Non avrebbe dovuto lasciare che le sciocche chiacchiere di Min la irritassero a quel modo.

E poi Bair iniziò a ridere.

Era una risata piena, di pancia, apparentemente inadatta a quella donna minuta. Melaine si unì a lei. La Sapiente dai capelli color del sole si reggeva lo stomaco, leggermente rigonfio per la gravidanza. «Ci ha messo perfino più tempo di te, Amys!» esclamò Melaine. «La ragazza più testarda che abbia mai visto.»

L’espressione di Amys era insolitamente dolce. «Benvenuta, sorella» disse ad Aviendha. Lei sbatte le palpebre. «Cosa?»

«Sei una di noi ora, ragazza!» disse Bair. «O lo sarai presto.»

«Ma vi ho sfidato!»

«Una Sapiente non può permettere che altri le mettano i piedi in testa» disse Amys. «Se giunge all’ombra della nostra sorellanza pensando come un’apprendista, non vedrà mai se stessa come una di noi.»

Bair lanciò un’occhiata a Rand al’Thor, che se ne stava in disparte a parlare con Sarene.

«Non mi ero mai resa conto di quanto fossero importanti le nostre usanze finche non ho studiato queste Aes Sedai. Quelle più in basso sorridono e implorano come cani, e vengono ignorate da quelle che si considerano migliori di loro. È un miracolo che riescano a conseguire qualcosa!»

«Ma esiste il rango fra le Sapienti,» disse Aviendha «non è vero?»

«Rango?» Amys parve perplessa. «Alcune di noi hanno più onore di altre, guadagnato tramite saggezza, azioni ed esperienza.»

Melaine sollevò un dito. «Ma è importante — vitale, perfino — che ogni Sapiente sia disposta a difendere il proprio bene. Se ritiene di essere nel giusto, non può permettere di essere messa da parte, nemmeno da altre Sapienti, non importa quanto vecchie o sagge.»

«Nessuna donna è pronta a unirsi a noi finche non si dichiara pronta» proseguì Amys.

«Deve presentarsi come nostra pari.» «Una punizione non è veramente tale a meno che non la accetti, Aviendha» disse Bair, ancora sorridendo. «Pensavamo che fossi pronta settimane fa, ma tu continuavi ostinatamente a obbedire.»

«Cominciavo quasi a ritenerti orgogliosa, ragazza» aggiunse Melaine con un sorriso affettuoso. «Non più ragazza» precisò Amys.

«Oh, lei è ancora una ragazza» disse Bair. «Finche non verrà fatta un’altra cosa.» Aviendha si sentiva stordita. Avevano detto che non stava apprendendo abbastanza in fretta. Che non stava imparando a farsi rispettare! Aviendha non aveva mai permesso ad altri di fare i prepotenti con lei, ma queste non erano ‘altri’: erano Sapienti, e lei era l’apprendista. Cosa sarebbe successo se Min non l’avesse irritata? Avrebbe dovuto ringraziare quella donna, anche se Min non si era resa conto di cosa aveva fatto.

Finche non verrà fatta un’altra cosa… «Cosa devo fare ancora?» chiese Aviendha.

«Rhuidean» rispose Bair.

Ma certo. Una Sapiente visitava quella città consacrata due volte nella vita. Una volta quando diventava un’apprendista, l’altra quando diventava una Sapiente completa.

«Le cose saranno diverse ora» disse Melaine. «Rhuidean non è più com’era un tempo.»

«Non è un motivo per abbandonare le vecchie usanze» ribatte Bair. «La città può essere aperta, ma nessuno sarebbe tanto stupido da passare fra i pilastri. Aviendha, tu devi…»

«Bair,» si inserì Amys «se per te va bene, preferirei dirglielo io.»

Bair esitò, poi annuì. «Sì, ma certo. È giusto. Ora ti volteremo le spalle, Aviendha. Non ti rivedremo fino a che non sarai tornata da noi come una sorella dopo un lungo viaggio.»

«Una sorella che avevamo dimenticato di conoscere» disse Melaine, sorridendo. Le due si voltarono da lei, poi Amys iniziò a camminare verso il terreno di Viaggio. Aviendha si affrettò a raggiungerla.

«Puoi indossare i tuoi vestiti a questo punto,» disse Amys «dato che indicano la tua posizione. Di norma, ti suggerirei di dirigerti verso la città a piedi, anche se ora conosciamo il Viaggiare, ma penso che in questo caso sia bene piegare l’usanza. Tuttavia, non dovresti Viaggiare direttamente nella città. Ti cedere a piedi da lì. Devi trascorrere del tempo nella Terra delle Tre Piegature per contemplare il tuo viaggio.»

Aviendha annuì. «Mi serviranno un otre e delle provviste.» «È tutto pronto ad attenderti alla fortezza» disse Amys. «Ci aspettavamo che balzassi presto sopra questo abisso. Avresti dovuto saltare giorni fa, considerando tutti gli indizi che ti abbiamo dato.» Squadrò Aviendha, la quale abbassò gli occhi a terra.

«Non hai motivo di vergognarti» disse Amys. «Quel fardello è su di noi. Nonostante le battute di Bair, ti sei comportata bene. Alcune donne passano mesi e mesi a essere punite prima di decidere di averne avuto abbastanza. Dovevamo essere dure con te, bambina… più dure di quanto ho mai visto trattare un’apprendista. C’è così poco tempo!»

«Capisco» disse Aviendha. «E… grazie.»

Amys sbuffò. «Ci hai costretto a essere molto creative. Ricorda questo tempo che hai trascorso e la vergogna che hai provato, poiche è la vergogna che ogni da’tsang conoscerà , se tu lo dovessi consegnare a quel fato. E non potrà sfuggirvi domandando semplicemente di essere liberato.»

«Cosa fate se un’apprendista si dichiara pronta a essere una Sapiente durante i primi mesi di addestramento?»

«La diamo qualche cinghiata e la mettiamo a scavare buche, sospetto» disse Amys. «A quanto ne so non è mai accaduto. Quella che ci andò più vicino fu Sevanna.»

Aviendha si era domandata perché le Sapienti avessero accettato la donna Shaido senza proteste. La sua dichiarazione era stata sufficiente, e così Amys e le altre erano state costrette ad accettarla.

Amys si strinse attorno lo scialle. «Le Fanciulle di guardia al terreno di Viaggio hanno un fagotto per te. Una volta raggiunta Rhuidean, procedi fino al centro della città. Troverai i pilastri di vetro. Passa in mezzo a essi, poi torna qui. Trascorri bene i giorni di viaggio verso la città. Ti abbiamo fatto faticare così tanto che ti servirà questo periodo per la contemplazione. Probabilmente è l’ultimo che avrai per qualche tempo.»

Aviendha annuì. «La battaglia sta arrivando.»

«Sì. Torna presto una volta passata fra i pilastri. Dovremo discutere come gestire al meglio il Car’a’carn. Lui è… cambiato dall’ultima notte.»

«Capisco» disse Aviendha, inspirando a fondo.

«Va’,» disse Amys «e torna.» Enfatizzò l’ultima parola. Alcune donne non sopravvivevano a Rhuidean.

Aviendha incontrò gli occhi di Amys e annuì. Amys era stata una seconda madre per lei in molti sensi. Fu ricompensata da un raro sorriso. Poi Amys voltò le spalle ad Aviendha, come avevano fatto le altre due.

Aviendha trasse un altro profondo respiro, guardandosi indietro per l’erba calpestata davanti al maniero dove Rand parlava con i furieri, la sua espressione severa, il braccio senza una mano piegato dietro la schiena, l’altro che gesticolava animatamente. Gli sorrise, anche se lui non stava guardando nella sua direzione.

Tornerò per te, pensò.

Poi procedette verso il terreno di Viaggio, recuperò lo zaino e intesse un passaggio che l’avrebbe portata a una distanza sicura dalla Fortezza delle Rocce Fredde, accanto a una formazione di pietre nota come la Lancia della Fanciulla, da cui poteva correre fino alla fortezza e prepararsi. Il passaggio si aprì sull’aria asciutta e familiare del Deserto.

Si incurvò nell’attraversare il passaggio, esultando — finalmente — per quello che era appena accaduto.

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