Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » L'Occhio del Mondo
L'Occhio del Mondo - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'Occhio del Mondo

Электронная книга - «L'Occhio del Mondo». Краткое содержание книги:

L'Occhio del Mondo
1 ... 108 109 110 111 112 113 114 115 116 ... 208
Перейти на страницу:

Durante la fuga, Perrin perse il conto dei corvi isolati che abbatterono a colpi di fionda. E parecchie volte vide segni che giustificavano la paura per i corvi. Aveva guardato con un senso di nausea un coniglio fatto a pezzi. La testa priva d’occhi era rimasta dritta, mentre il resto, zampe e visceri, era sparpagliato all’intorno. E vide anche uccelli ridotti a informi mucchietti di piume. E altre due volpi.

Ricordò le parole di Lan: alle creature del Tenebroso piaceva uccidere. Il potere del Tenebroso era la morte. E se i corvi li avessero scoperti? Occhi spietati che luccicavano come perline nere. Becchi acuminati che si avventavano e spillavano sangue. Cento corvi. A meno che non potessero chiamare altri della loro razza, forse tutti, a partecipare alla caccia. Un’immagine nauseante gli si formò nella mente: un mucchio di corvi, alto come una collina, che ribolliva come un cumulo di larve, lottando per qualche brandello insanguinato.

All’improvviso questa immagine fu spazzata via da altre, ciascuna chiara per un istante e poi confusa in quella successiva. I lupi avevano scoperto corvi a settentrione. Uccelli gracchiami si tuffavano in picchiata e roteavano e si tuffavano di nuovo, con il becco che traeva sangue a ogni discesa. Lupi ringhianti schivavano e balzavano, si giravano a mezz’aria e azzannavano. Perrin assaporò penne e il gusto orrendo di corvi svolazzanti stritolati vivi, sentì il dolore di squarci sanguinanti in tutto il corpo, seppe con ostinata disperazione che tutti i suoi sforzi erano insufficienti. All’improvviso i corvi volarono via e turbinarono in alto, con un ultimo stridio di rabbia: i lupi non morivano facilmente come le volpi e loro avevano una missione. Un battito d’ali nere, e i corvi erano scomparsi, mentre qualche piuma nera volteggiava al suolo sui loro morti. Wind si leccò un colpo di becco alla zampa anteriore. C’era qualcosa che non andava, in un occhio di Hopper. Senza badare alle proprie ferite, Dapple li riunì e insieme si spinsero a balzi dolorosi nella direzione presa dai corvi. Il sangue macchiava la loro pelliccia.

Arriviamo. Il pericolo viene davanti a noi.

Correndo a passi malfermi, Perrin scambiò con Elyas un’occhiata. Gli occhi gialli dell’altro erano inespressivi, ma Perrin capì. Elyas non disse niente, si limitò a osservare Perrin e ad aspettare, senza smettere di correre.

"Aspetta la mia reazione” pensò Perrin. “Vuole sentirmi dire che percepisco i lupi."

«Corvi» ansimò, riluttante. «Dietro di noi.»

«Aveva ragione» mormorò Egwene. «Puoi parlare ai lupi.»

Perrin si sentiva i piedi come blocchi di ferro in fondo a pali di legno, ma cercò di muoverli più velocemente. Se almeno avesse potuto correre più in fretta dei corvi, più in fretta dei lupi, ma soprattutto degli occhi di Egwene, che ora sapeva chi era lui realmente! “Cosa sono?" pensò. “Contaminato, la Luce mi accechi! Maledetto!"

La gola gli bruciava come mai gli era bruciata quando respirava il fumo e il calore della fucina di mastro Luhhan. Barcollò e si aggrappò alla staffa, finché Egwene non smontò e lo spinse di peso in sella, nonostante le proteste. Non passò molto, comunque, prima che anche lei si reggesse alla staffa e corresse tenendo sollevate con l’altra mano le sottane; e ancora meno, prima che Perrin smontasse, con le ginocchia ancora malferme. Fu costretto ad alzarla di peso per metterla in sella, ma Egwene era troppo stanca per ribellarsi.

Elyas non voleva saperne di rallentare. Continuò a incitarli e a sfotterli, e si mantenne vicinissimo ai corvi; sarebbe bastato, si disse Perrin, che un uccello guardasse indietro e li avrebbe scoperti. «Muovetevi, maledizione!» imprecò Elyas. «Credete di cavarvela meglio di quella volpe, se ci prendono? La volpe con le sue stesse viscere ammucchiate sulla testa.» Egwene si sporse di sella e vomitò rumorosamente. «Sapevo che l’avreste ricordata. Continuate ancora un poco. Tutto qui. Ancora un poco. Maledizione, credevo che i giovani contadini avessero maggiore resistenza. Lavorano tutto il giorno e ballano tutta la notte. Dormono tutto il giorno e dormono tutta la notte, direi invece. Muovete i maledetti piedi!»

Iniziarono a scendere un pendio appena l’ultimo corvo svanì al di là della collina seguente; poi, mentre gli ultimi svolazzavano ancora al di sopra della cresta. “Un solo corvo che guardi indietro” pensò Perrin. A levante e a ponente i corvi scrutavano il territorio, mentre loro correvano nello spazio aperto fra le creste. “Un solo corvo basterebbe!"

I corvi alle loro spalle arrivavano in fretta. Dapple e gli altri due lupi girarono al largo e si avvicinarono senza fermarsi a leccarsi le ferite; ma avevano imparato la lezione: tenevano d’occhio il cielo. Quanto distano? Quanto manca? I lupi non avevano una nozione del tempo come gli esseri umani, né motivo per suddividere in ore il giorno. Le stagioni per loro bastavano, e la notte e il giorno. Perrin riuscì infine a ricevere un’immagine che dava la posizione del sole nel cielo al momento in cui i corvi li avrebbero raggiunti. Girò la testa a dare un’occhiata al sole al tramonto e si umettò le labbra: un’ora. Forse meno. E mancavano due ore buone al tramonto, due come minimo all’oscurità.

Moriremo col tramonto del sole, pensò, barcollando. Massacrati come la volpe. Tastò l’ascia, poi la fionda. Quella sarebbe servita di più. Ma non bastava, contro cento corvi, cento bersagli in rapido movimento, cento becchi acuminati.

«Tocca a te cavalcare, Perrin» disse Egwene, con voce stanca.

«Fra poco» ansimò lui. «Ce la faccio ancora per qualche miglio.» Lei annuì e rimase in sella. “È stanca davvero” pensò Perrin. “Glielo dico? O le lascio credere che abbiamo ancora una possibilità? Un’ora di speranza, per quanto disperata, o un’ora di disperazione?"

Elyas lo guardò di nuovo, ma senza parlare. Certo sapeva, ma stava zitto. Perrin guardò Egwene e scacciò lacrime cocenti. Toccò l’ascia e si domandò se avrebbe avuto il coraggio. Negli ultimi istanti, quando i corvi fossero scesi su di loro, quando non ci fosse stata più speranza, avrebbe avuto il coraggio di risparmiarle una morte come quella della volpe?

A un tratto i corvi che li precedevano parvero svanire. Perrin vedeva ancora nubi scure e confuse, lontano, a levante e a ponente, ma più avanti... niente. “Dove sono finiti?" si domandò. “Luce santa, se li abbiamo oltrepassati..."

All’improvviso fu percorso da un brivido, un formicolio gelido e pungente, come se si fosse tuffato nel fiume in pieno inverno. Gli si diffuse in tutto il corpo e parve portare via un po’ della stanchezza, un po’ del dolore alle gambe e del bruciore nei polmoni. E lasciò... una sorta di residuo. Perrin non sapeva quale, ma si sentiva diverso. Si fermò, sorpreso e incerto.

Elyas lo guardò, guardò tutti, con un luccichio negli occhi. Sapeva di che cosa si trattava, Perrin ne era certo, ma si limitava a guardarli.

Egwene fermò Bela e si guardò intorno, un po’ stupita, un po’ spaventata. «È strano...» mormorò. «Mi sento come se avessi perso qualcosa.» Perfino la giumenta aveva alzato speranzosamente la testa e dilatava le froge come se fiutasse un debole profumo di fieno appena mietuto.

«Che... che cos’era?» domandò Perrin.

All’improvviso Elyas scoppiò a ridere. Si piegò in due, scuotendo le spalle, le mani sulle ginocchia. «La salvezza, ecco. Ce l’abbiamo fatta, maledetti sciocchi. Nessun corvo varcherà questa linea... nessuna spia del Tenebroso, comunque. Un Trolloc dovrebbe essere spinto, per varcarla; e un Myrddraal dovrebbe essere sottoposto a una forte pressione, per spingere a sua volta i Trolloc. Neppure le Aes Sedai la varcheranno. L’Unico Potere non funziona, qui; non possono toccare la Vera Fonte. Non possono nemmeno percepirla, come se fosse svanita. Questo luogo procura loro un prurito interiore, ecco. Tremiti come quelli di uno sbronzo da una settimana. È la salvezza.»

1 ... 108 109 110 111 112 113 114 115 116 ... 208
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)