La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
Anche furiosa, la Prima di Mayene era una delle donne più belle che Rand avesse mai visto. I capelli neri le ricadevano in onde lucenti fin oltre le spalle, incorniciando un volto che avrebbe reso cieco un uomo. Si poteva annegare facilmente negli occhi scuri di Berelain. Indossava una veste di seta color argento, sottile e attillata, più adatta a intrattenere un amante in privato. Se la scollatura fosse stata un po’ più profonda, non avrebbe potuto portarla in pubblico. Rand non era nemmeno sicuro che fosse adatta alla circostanza. Mentre scriveva quella lettera si era detto che faceva così perché aveva troppi problemi da risolvere e non abbastanza tempo per discutere con lei. La verità era che gli piaceva troppo stare a guardarla; per qualche motivo aveva incominciato a sentire che era... non esattamente sbagliato, ma quasi.
Non appena apparve Berelain, Lews Therin smise di vaneggiare e si mise a canticchiare, come faceva quando ammirava una bella donna. Rand si accorse d’improvviso che si stava toccando il lobo di un orecchio e la cosa lo sorprese. Sapeva per istinto che era un gesto che Lews Therin faceva senza pensare. Come canticchiare. Abbassò la mano lungo il fianco, ma ebbe voglia, solo per un istante, di alzarla di nuovo.
Che tu sia folgorato, questo è il mio corpo! Il pensiero fu quasi un ringhio. Mio! Lews Therin smise di canticchiare, sorpreso e confuso. Fuggì senza dire una parola nelle nebbie più recondite e profonde della mente di Rand.
Il silenzio fu una reazione efficace. Berelain abbassò la lettera e la sua rabbia diminuì. Un po’. La donna sospirò con gli occhi fissi in quelli di Rand, che arrossì. «Mio lord Drago...»
«Sai bene perché l’ho fatto» la interruppe lui. Guardarla solo negli occhi non era facile. Provò lo strano desiderio che Min fosse presente. Molto strano. In quel momento le sue visioni non gli servivano. «Quando sei ritornata dall’imbarcazione del Popolo del Mare, c’era ad aspettarti un uomo con un pugnale.»
Berelain scosse il capo, disgustata. «Non ha potuto avvicinarsi a meno di dieci passi. Ero in compagnia di una dozzina di Guardie Alate e del lord capitano Gallenne.» Nurelle aveva guidato alcune Guardie Alate ai Pozzi di Dumai, ma era Gallenne il loro comandante. Berelain ne aveva ottocento in città, oltre a quelle che avevano fatto ritorno con Nurelle. «Ti aspetti che scappi con la coda fra le gambe per colpa di un tagliaborse?»
«Non comportarti da idiota con me!» gridò Rand. «Un tagliaborse non ti avrebbe attaccato sfidando una dozzina di guardie armate!» Berelain arrossì; bene, lo sapeva. Rand non le diede modo di protestare, di chiedere spiegazioni o tentare qualsiasi altra sciocchezza. «Dobraine mi ha detto di aver sentito voci a palazzo riguardo al tuo tradimento nei confronti di Colavaere. Quelli che la supportano forse hanno paura anche solo di avvicinarsi a me, ma pagheranno per farti trapassare da un pugnale.» E anche Faile l’avrebbe fatto, secondo Dobraine. Ma lui si era già occupato anche di questo problema. «Non ne avranno la possibilità, perché te ne torni a Mayene. Dobraine prenderà il tuo posto fino a quando Elayne reclamerà il trono del Sole.»
Berelain farfugliò come se Rand le avesse tirato addosso un secchio d’acqua fredda. Gli occhi della donna si fecero pericolosamente grandi. Rand era stato contento quando aveva smesso di temerlo, ma adesso non era più tanto sicuro che fosse un bene. Non appena Berelain aprì bocca, pronta a esplodere, Annoura le toccò un braccio e lei si girò di scatto. Si scambiarono una lunga occhiata e Berelain smise di farfugliare. Si lisciò l’abito e raddrizzò le spalle con vigore. Rand distolse velocemente lo sguardo.
Merana era al margine dello schermo. Rand si chiese se lo aveva oltrepassato per poi arretrare... com’era possibile altrimenti che si trovasse proprio sul punto esatto di qualcosa che non poteva percepire? Quando Rand si voltò, Merana indietreggiò fino quasi al muro, senza mai distogliere lo sguardo da lui. A giudicare dal suo viso, gli avrebbe versato il tè per dieci anni pur di sentire cosa si stavano dicendo.
«Mio lord Drago» riprese Berelain, sorridendo, «c’è ancora la questione degli Atha’an Miere.» La sua voce era calda come miele; la curva delle labbra avrebbe fatto venire voglia di baciarla anche a una pietra. «La Maestra delle Onde Harine non è contenta di questa lunga attesa sulla sua nave. Sono andata a trovarla diverse volte. Posso appianare la situazione con loro, e non penso Dobraine sia in grado di fare lo stesso. Credo che il Popolo del Mare per te sia vitale, e non importa se le Profezie del Drago parlano o meno di queste genti. Tu sei cruciale nelle loro profezie, anche se sembrano riluttanti a spiegare esattamente come.»
Rand la fissò. Perché si dava tanto da fare per conservare un lavoro difficile che le aveva fatto ottenere pochi ringraziamenti dai Cairhienesi anche da prima che volessero ucciderla? Lei era una governante, abituata ad avere contatti con altri governanti e ambasciatori, non a incontrare delinquenti di strada e pugnali nel buio. Miele o meno, il motivo non poteva essere il desiderio di rimanere vicina a Rand al’Thor. Lei aveva... be’, si era offerta a lui... una volta, ma il punto era che Mayene era una piccola nazione e Berelain usava la sua bellezza come un uomo avrebbe usato la spada, per evitare che la sua terra venisse inghiottita dal vicino più potente, Tear. Ecco tutto. «Berelain, non so cos’altro fare per garantirti Mayene, ma ti scriverò qualsiasi...» I colori mulinarono con tale forza nella sua mente che Rand rimase senza parole. Lews Therin rise. Una donna che conosce il pericolo e non ne è spaventata è un tesoro che solo un pazzo sprecherebbe, disse.
«Garanzie.» L’amarezza ebbe il sopravvento sul miele e la rabbia riaffiorò, stavolta fredda. Annoura la tirò per una manica, ma Berelain non prestò alcuna attenzione all’Aes Sedai. «Mentre me ne sto seduta a Mayene con le tue garanzie, altri ti serviranno. Chiederanno le loro ricompense, e il servizio che io ti ho reso qui diventerà un ricordo vago e vecchio, mentre loro saranno luminosi e nuovi. Se il sommo signore Weiramon ti offrisse Illian chiedendo Mayene in cambio, cosa diresti? Se ti concedesse il Murandy e l’Altara e tutte le altre terre fino all’oceano Aryth?»
«Mi servirai ancora se questo dovesse significare andare via da qui?» le chiese Rand calmo. «Sarai fuori dalla mia vista, ma non dalla mia mente.» Lews Therin rise di nuovo, e Rand quasi arrossì. Gli piaceva guardare, ma talvolta le cose che Lews Therin pensava...
Berelain lo guardò testarda e Rand vide le domande formularsi nella mente di Annoura, impegnata nella delicata scelta di quale rivolgere apertamente.
La porta si aprì di nuovo. «Un’Aes Sedai è venuta a vedere il Car’a’carn.» Riallin. riuscì a usare una voce fredda ed esitante allo stesso tempo. «Si chiama Cadsuane Melaidhrin.» Alle spalle della Fanciulla entrò una donna bellissima, i capelli grigio ferro erano raccolti in una crocchia sulla testa dalla quale pendevano ornamenti d’oro.
Poi tutto accadde in un istante. «Credevo fossi morta» esclamò sorpresa Annoura, con gli occhi quasi fuori dalle orbite.
Merana passò attraverso lo schermo con le braccia tese. «No, Cadsuane!» gridò. «Non devi fargli del male! Non devi!»
A Rand venne la pelle d’oca quando qualcuno nella stanza abbracciò saidar, forse più di una donna, e lui, allontanandosi velocemente da Berelain, afferrò la Fonte facendosi invadere da saidin, percependo che riempiva anche gli Asha’man. Il volto di Dashiva si contorse mentre guardava da un’Aes Sedai all’altra. Nonostante il Potere che aveva afferrato, Narishma impugnò anche la spada con entrambe le mani e assunse la posizione chiamata Il leopardo sull’albero, pronto a colpire. Lews Therin scattò parlando di morte e uccisioni, di ucciderli tutti, tutti e adesso. Riallin sollevò il velo gridando qualcosa e d’un tratto nella stanza entrò una dozzina di Fanciulle, velate e con le lance pronte. Non era tanto sorprendente che Berelain fosse rimasta a bocca aperta a guardarli tutti come se fossero impazziti.