I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Egwene socchiuse gli occhi. Prima i problemi con il vestito e adesso questo. Solo perché aveva letto di Birgitte — l’arco d’argento confermava con certezza quel nome — non c’era motivo di immaginare di vederla. Birgitte attendeva in qualche luogo che il Corno di Valere la richiamasse con gli altri eroi per l’Ultima Battaglia. Ma quando Egwene tornò a guardare Elayne e la donna vestita stranamente erano ancora lì. Non riusciva a capire cosa dicessero, ma stavolta credeva ai suoi occhi. Stava quasi per annunciare la sua presenza quando una voce echeggiò alle sue spalle.
«Hai deciso di venire prima? Da sola?»
Egwene si voltò di scatto e vide Amys, il viso abbronzato troppo giovane per quei capelli bianchi, e Bair dalle guance rugose. Entrambe stavano in piedi con le braccia conserte sotto al seno. Anche il modo in cui indossavano gli scialle ne rendeva evidente lo scontento.
«Mi sono addormentata» rispose Egwene. Era troppo presto perché la sua storia funzionasse. Egwene spiegò velocemente l’accaduto e il motivo per cui non era tornata indietro (tralasciando di riferire che non voleva che Nynaeve e Amys parlassero da sole), si sorprese a vergognarsi per aver pensato di mentire e si sentì sollevata per non averlo fatto. Non che la verità l’avrebbe necessariamente tratta d’impaccio. Amys non era severa come Bair, non proprio, ma era capace di metterla ad ammonticchiare pietre per il resto della notte. Molte delle Sapienti credevano nell’uso dei lavori inutili come punizione; e se non erano pietre da impilare si trattava di seppellire delle ceneri usando un cucchiaino. A meno che non si fossero semplicemente rifiutate di proseguire l’insegnamento. Lei avrebbe di gran lunga preferito le ceneri.
Non riuscì a fare a meno di rilasciare un sospiro di sollievo quando Amys annuì e disse: «Può accadere. Ma la prossima volta ritorna e fai i tuoi sogni. Avrei potuto sentire io cosa aveva da dire Nynaeve e riferirle quello che sappiamo. Se Melaine non fosse stata con Bael e Dorindha stanotte, sarebbe stata qui. Hai spaventato Bair. È fiera dei tuoi progressi e se ti accadesse qualsiasi cosa...»
Bair non sembrava orgogliosa. Al contrario il cipiglio aumentò quando Amys fece una pausa. «Sei fortunata che Cowinde ti abbia trovata quando è tornata a prendere i piatti della cena e si sia preoccupata quando non è riuscita a svegliarti per farti andare a letto. Se avessi pensato che ti trovavi qui da più di cinque minuti da sola...» Lo sguardo furioso si riempì di tenibili minacce per un momento, quindi la voce tornò seccata. «Adesso suppongo che dovremo aspettare Nynaeve solo per impedirti di pregare di non rimandarti indietro. Se dobbiamo, dobbiamo, ma useremo il tempo a nostro favore. Concentrati su...»
«Non è Nynaeve» rispose velocemente Egwene. Non voleva sapere quali potevano essere le lezioni quando Bair era di quell’umore. «Si tratta di Elayne e...» si interruppe nel voltarsi. Elayne, con indosso un elegante abito di seta verde adatto a un ballo, camminava avanti e indietro non lontana da Callandor. Birgitte non era visibile. Non me la sono immaginata, si disse.
«È già qui?» chiese Amys, spostandosi dove poteva vedere anche lei.
«Un’altra giovane sciocca» mormorò Bair. «Le ragazze oggi non hanno più cervello o disciplina delle capre.» Oltrepassò Amys e si piazzò davanti alla sagoma rilucente di Callandor con le mani sui fianchi fissando Elayne. «Non sei una mia alunna, Elayne di Andor, anche se ci hai lusingate abbastanza per insegnarti a non farti ammazzare in questo posto, se sei prudente; ma se lo fossi stata, mia studentessa, ti avrei bastonata dalla punta dei piedi fino alla cima dei capelli e rimandata da tua madre fino a quando non fossi diventata abbastanza grande da poter essere lasciata per conto tuo. Cosa che credo richieda più anni di quanti ne hai già vissuti. So che siete venute nel Mondo dei Sogni da sole, tu e Nynaeve. Siete state due sciocche a farlo.»
Elayne sobbalzò alla comparsa delle donne, ma quando la tirata di Bair terminò si riprese, sollevando il mento in quella maniera fredda che le era abituale. Il vestito divenne rosso e sottile, ricamato sulle maniche e sul corpetto, incluso un leone rampante su gigli bianchi e rossi, il suo sigillo. Fra i capelli un sottile diadema d’oro con un altro leone rampante fra le pietre di luna. Non esercitava ancora un buon controllo su certi fenomeni. Ma forse stavolta indossava esattamente quello che voleva. «Ti ringrazio per la tua preoccupazione» rispose con tono regale, «ma è vero che non sono una tua studentessa, Bair degli Aiel Haido Shaarad. Sono grata per i tuoi insegnamenti, ma devo procedere per la mia via e compiere gli incarichi che mi ha assegnato l’Amyrlin Seat.»
«Una donna morta» osservò gelida Bair, «stai dichiarando obbedienza a una donna morta.» Egwene percepiva la rabbia di Bair. Se non avesse fatto qualcosa avrebbe potuto decidere di impartire a Elayne una lezione severa. L’ultima cosa di cui avevano bisogno era quel tipo di lite.
«Cosa... perché ci sei tu invece di Nynaeve?» Stava per chiedere che ci facesse Elayne in quel posto, ma così avrebbe offerto un’esca a Bair e forse sarebbe anche sembrata dalla parte delle Sapienti. Quello che voleva sapere era cosa stava combinando Elayne con Birgitte. Non me lo sono immaginato, pensò. Forse era qualcuna che stava sognando di essere Birgitte. Ma solo chi entrava consapevolmente in tel’aran’rhiod rimaneva per più di qualche minuto ed Elayne certamente non avrebbe parlato con una di loro. Dove aspettavano Birgitte e gli altri?
«Nynaeve ha mal di testa.» Il diadema scomparve e l’abito di Elayne divenne semplice, con appena qualche spirale dorata ricamata sul corpetto.
«Sta male?» chiese Egwene ansiosa.
«Ha solo mal di testa e un livido o due.» Elayne rise e trasalì allo stesso tempo. «Oh, Egwene, non ci crederesti. Tutti e quattro i Chavanas hanno cenato con noi. Il vero motivo era che volevano corteggiare Nynaeve. Ci hanno provato anche con me i primi giorni, ma Thom gli ha parlato e hanno smesso. Non ne aveva alcun diritto. Non che volessi che gli altri mi facessero la corte, capisci, vero? Comunque erano con noi e corteggiavano Nynaeve, o ci provavano perché lei non prestava loro più attenzione che a una mosca, quando Latelle è arrivata di gran passo e ha incominciato a bastonare Nynaeve, coprendola di insulti.»
«Le ha fatto male?» Egwene non era certa a quale delle due si riferisse. Se il carattere di Nynaeve veniva stuzzicato...
«Non lei. I Chavanas hanno provato a strapparla dalle mani di Latelle, Taeric probabilmente zoppicherà per qualche giorno per non parlare del labbro gonfio di Brugh. Petra ha dovuto trascinare Latelle al suo carro e dubito che la donna rimetterà il naso fuori per un po’.» Elayne scosse il capo. «Luca non sapeva chi accusare, uno dei suoi acrobati azzoppato e l’addestratrice di orsi a piangere nel suo letto, per cui ha incolpato tutti e ho pensato che Nynaeve avrebbe preso anche lui per le orecchie. Almeno non ha incanalato. Per un paio di volte ho temuto che lo facesse prima di riuscire a mettere al tappeto Latelle.»
Amys e Bair si scambiarono alcuni sguardi illeggibili. Di certo non era la maniera in cui si aspettavano si comportassero le Aes Sedai.
Anche Egwene era un po’ confusa, ma solo perché doveva ricordare i nomi di tutte quelle persone di cui aveva solo sentito parlare brevemente. Gente strana che viaggiava con i leoni, i cani e gli orsi. E un’Illuminatrice. Egwene non riusciva a credere che questo Petra fosse forte come sosteneva Elayne. Ma in fondo Thom mangiava il fuoco e faceva giochi di prestigio e quello di cui Elayne e Juilin erano capaci sembrava altrettanto strano, anche se usava il Potere.
Se Nynaeve era andata vicino a incanalare... allora Elayne doveva aver visto il bagliore di saidar. Che avessero un motivo valido per nascondersi o meno, non lo sarebbero rimaste a lungo se una di loro incanalava lasciando che la gente se ne accorgesse. Gli occhi e orecchi della Torre ne avrebbero certamente sentito parlare, questo tipo di notizie viaggiavano velocemente, specie se ancora non avevano lasciato l’Amadicia.