Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » I fuochi del cielo
I fuochi del cielo - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

I fuochi del cielo

Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:

I fuochi del cielo
1 ... 108 109 110 111 112 113 114 115 116 ... 264
Перейти на страницу:

«Lo spero.» Egwene sapeva di avere la voce triste. Voleva che le Aes Sedai supportassero Rand e si opponessero a Elaida, ma questo avrebbe certamente significato la frattura della Torre, forse per non essere mai più ricostituita.

«Devo tornare» disse Elayne. «Nynaeve insiste che chiunque delle due non entri nel Tel’aran’rhiod rimanga sveglia e con quel mal di testa ha bisogno di bere uno dei suoi decotti di erbe e dormire. Non capisco perché sia così insistente. Chi resta a guardare non può fare nulla per essere d’aiuto, e ne sappiamo entrambe abbastanza per trovarci perfettamente al sicuro, qui.» Il vestito verde si trasformò nella giubba bianca di Birgitte e nei voluminosi pantaloni gialli per un istante, quindi ritornò com’era. «Ha detto che non voleva che te lo riferissi, ma crede che Moghedien ci stia cercando. Lei e me.»

Egwene non le rivolse l’ovvia domanda. Di sicuro era qualcosa che le aveva confidato Birgitte. Perché Elayne continuava a cercare di mantenerlo segreto? Perché lo ha promesso. Elayne non ha mai infranto un giuramento in vita sua, pensò. «Dille di essere prudente.» C’erano poche possibilità che Nynaeve se ne sarebbe rimasta seduta ad aspettare se riteneva che una dei Reietti stesse dandole la caccia. Si sarebbe ricordata di avere sconfitto la donna una volta e aveva sempre avuto più coraggio che buon senso. «I Reietti non sono qualcosa da prendere alla leggera. E nemmeno i Seanchan, anche se in teoria sono solo dei domatori di animali. Dille anche questo.»

«Non credo che mi staresti a sentire se raccomandassi anche a te di fare attenzione.»

Egwene la guardò stupita. «Io sono sempre prudente. Lo sai bene.»

«Certo.» L’ultima cosa che Egwene vide mentre l’altra donna svaniva fu un sorriso divertito.

Egwene non andò via. Se Nynaeve non riusciva a rammentare dove fosse quella riunione di Azzurre, forse lei lo avrebbe scoperto. Non era un’idea nuova. Non era la sua prima visita alla Torre da quando aveva avuto quell’ultimo incontro con Nynaeve. Assunse le fattezze di Enaila, con i capelli rosso fuoco che le arrivavano alle spalle, e un abito da Ammessa con l’orlo colorato, quindi creò l’immagine mentale dello studio di Elaida.

Era come le altre volte, anche se a ogni visita c’erano sempre meno sgabelli in quell’arco di fronte alla scrivania. I dipinti erano ancora appesi sopra al camino. Egwene si diresse subito verso il tavolo, spostando da un lato la sedia che somigliava a un trono con intarsiata la Fiamma di Tar Valon d’avorio, per raggiungere la scatola laccata contenente i documenti. Sollevandone il coperchio, decorato con nuvole e falchi, cominciò a scrutare le carte il più velocemente possibile. Anche così facendo alcuni svanivano mentre li leggeva o cambiavano. Non c’era modo di dire cosa fosse importante e cosa invece fosse insignificante.

La maggior parte sembravano dei fallimenti. Ancora non c’erano notizie su dove lord Bashere avesse condotto l’esercito e le parole contenevano una nota di frustrazione e inquietudine. Quel nome le solleticava la memoria, ma visto che non aveva tempo da perdere spinse via il rapporto con fermezza e ne prese un altro. Non vi erano cenni sui movimenti di Rand, spiegava un altro plico compilato quasi in preda al panico. Era un bene averlo scoperto e valeva la visita. Era passato più di un mese dalle ultime notizie da parte di uno qualsiasi degli occhi e le orecchie di tutte le Ajah e di altri a Tarbon. L’autore della lettera incolpava l’anarchia che regnava in quei luoghi, le voci secondo le quali qualcuno aveva preso Tanchico non potevano essere confermate, ma suggeriva fosse coinvolto Rand in persona. Anche meglio se Elaida stava guardando in una direzione sbagliata di qualche migliaio di chilometri. Secondo il rapporto confuso di una Sorella Rossa a Caemlyn, Morgase si era recata a un’udienza pubblica, ma vari agenti delle Ajah a Caemlyn sostenevano che la regina era stata in isolamento per giorni. Si parlava di combattimenti lungo le Marche di Confine, forse ribellioni minori nello Shienar e Arafel, ma la lettera scomparve prima che riuscisse a leggerne i motivi. Pedron Niall stava richiamando i Manti Bianchi in Amadicia, probabilmente per attaccare Altara. Era un bene che Elayne e Nynaeve dovessero fermarsi da quelle parti solo altri tre giorni.

Il plico successivo era su Elayne e Nynaeve. Prima l’autore suggeriva di punire l’agente che aveva consentito loro di fuggire; Elaida aveva sottolineato le righe e aggiunto la nota ‘fanne un esempio!’; poi, proprio mentre la donna stava cominciando a leggere i dettagli della ricerca della coppia in Amadicia, il foglio singolo si trasformò in una manciata di carte, un fascicolo di preventivi di costruttori e scalpellini per una residenza privata per l’Amyrlin Seat sul suolo della Torre. Più verosimilmente un palazzo, a giudicare dal numero di pagine.

Le lasciò cadere fino a quando svanirono prima di sparpagliarsi sul tavolo. La scatola laccata era nuovamente chiusa. Avrebbe potuto trascorrere il resto della vita lì, lo sapeva, ci sarebbero sempre stati altri documenti nella scatola e sarebbero sempre cambiati. Più le cose erano effimere nel mondo reale, una lettera, un pezzo di stoffa, una ciotola che potevano essere spostati spesso, e meno era fermo il riflesso nel tel’aran’rhiod. Non poteva trattenersi troppo a lungo. Il sonno mentre si era nel mondo dei sogni non era riposante come quello normale.

Uscendo di corsa nell’anticamera stava quasi per raggiungere la catasta ordinata di pergamene e carte, alcune sigillate, sulla scrivania della Custode, quando sembrò che la stanza lampeggiasse. Prima che avesse tempo anche solo di considerarne il significato, la porta si aprì e Galad entrò sorridendo, con la giacca di broccato azzurra che gli calzava alla perfezione e i pantaloni attillati che mostravano la forma dei polpacci.

Egwene inspirò profondamente con lo stomaco in subbuglio. Non era giusto che un uomo fosse così bello.

Le si avvicinò, con gli occhi scuri che brillavano, e le carezzò una guancia con le dita. «Vuoi camminare con me nel Giardino dell’Acqua?» mormorò.

«Se voi due volete sbaciucchiarvi» disse la voce severa di una donna, «non lo farete qui.»

Egwene si voltò con gli occhi sgranati fissando Leone seduta dietro al tavolo con la stola della Custode sulle spalle e un sorriso tenero sul viso dalla carnagione ramata. La porta che immetteva nello studio dell’Amyrlin era aperta e dentro Siuan stava in piedi di fianco alla sua semplice scrivania ben lucidata, intenta a leggere una lunga pergamena con indosso la stola a strisce della sua carica. Era follia.

Egwene fuggì senza pensare a quale immagine stesse formando e si ritrovò boccheggiante sul prato comune di Emond’s Field, circondato dalle case con il tetto di paglia, mentre la Fonte del Vino sgorgava dalla sporgenza rocciosa sull’ampia distesa d’erba. Vicino al rapido ruscello che si allargava si trovava la locanda di suo padre, con le basse fondamenta di pietra e il piano superiore di intonaco bianco. ‘Il solo a quella maniera in tutta Emond’s Field’ aveva spesso detto Bran al’Vere del suo tetto di tegole rosse. I grandi basamenti di pietra vicino alla locanda della Fonte del Vino con un’enorme quercia al centro erano molto più vecchi, ma qualcuno diceva che lì c’era stata un’altra locanda per almeno duemila anni.

Sciocca. Dopo aver ammonito Nynaeve con tanta fermezza sui sogni in tel’aran’rhiod si era quasi lasciata prendere da uno dei suoi. Però era strano che si fosse trattato di Galad. A volte lo sognava. Il viso le avvampò. Di certo non lo amava e nemmeno le piaceva troppo, ma era bellissimo, e in quelle visioni somigliava molto di più a come lei lo desiderava. Suo fratello Gawyn lo sognava più spesso, ma era una sciocchezza. Qualsiasi cosa dicesse Elayne, non le aveva mai manifestato alcun sentimento.

Colpa di quello stupido libro con tutte quelle storie di amanti. Non appena sveglia lo avrebbe restituito ad Aviendha. E le avrebbe anche detto che non credeva lo leggesse per le avventure.

1 ... 108 109 110 111 112 113 114 115 116 ... 264
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)