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Crocevia del crepuscolo

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Crocevia del crepuscolo
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«E hanno imparato la forma semplice dalle Aes Sedai.» Uno sbuffo come il suono di tela squarciata mostrò quello che Sumeko pensava della forma ‘semplice’, l’unico tipo di Guarigione che le Aes Sedai avevano conosciuto per migliaia di anni. «Queste sono pratiche da Sapienti.»

«Si chiama Carezzare il Bambino» disse Monaelle con voce estraniata. Buona parte della sua attenzione era concentrata sul flusso. Un semplice Sondaggio per apprendere ciò che affliggeva una persona – era semplice, a pensarci bene – sarebbe terminato a quest’ora, ma lei alterò i flussi e il ronzio dentro Elayne cambiò tono, affondando più in profondità. «Potrebbe essere in parte Guarigione, un tipo di Guarigione, ma ne siamo a conoscenza da prima di essere mandate nella Terra delle Tre Piegature. Alcuni dei flussi usati sono simili a ciò che Sumeko Karistovan e Nynaeve al’Meara ci hanno mostrato. Nel Carezzare il Bambino, apprendi come stanno la madre e il bambino e, cambiando i flussi, puoi anche curare alcuni loro problemi, ma non funziona su una donna che non sia incinta. O su un uomo, ovviamente.» Il ronzio crebbe di intensità, finché parve che chiunque dovesse essere in grado di udirlo. Elayne pensò che i denti le stessero vibrando.

Le tornò alla mente un pensiero avuto in precedenza e disse:

«Incanalare nuocerà al mio bambino? Se sono io a incanalare, intendo.»

«Non più di respirare.» Monaelle lasciò scomparire il flusso con un sorrisetto. «Sono due. È troppo presto per dire se siano maschi o femmine, ma sono in salute, così come te.»

Due! Elayne scambiò un ampio sorriso con Aviendha. Poteva quasi percepire la gioia di sua sorella. Avrebbe avuto dei gemelli. I bambini di Rand. Un maschio e una femmina, sperava, o due maschi. Due femmine avrebbero presentato ogni genere di difficoltà per la successione. Nessuna otteneva mai la Corona di Rose con il sostegno di tutti. Sumeko emise un suono incalzante con la gola, facendo un cenno verso Elayne, e Monaelle annuì. «Fa’ esattamente come me e vedrai.»

Osservando Sumeko abbracciare la Fonte e formare il flusso, lei annuì di nuovo e la tondeggiante donna della Famiglia lo lasciò affondare dentro Elayne, emettendo un rantolo come se lei stessa sentisse il ronzio. «Non dovrai preoccuparti di nausea da gravidanza,» proseguì Monaelle «ma scoprirai di avere difficoltà a incanalare, a volte. I filamenti potrebbero scivolarti via come se fossero unti, o svanire come foschia, perciò dovrai tentare più volte per creare il flusso più semplice o mantenerlo. Questo potrebbe peggiorare con l’avanzare della tua gravidanza, e non sarai in grado di incanalare del tutto durante il travaglio o il parto, ma tornerà a posto non appena i bambini saranno nati. Presto diventerai anche umorale, se non hai già cominciato, un momento in lacrime e irascibile l’attimo dopo. Il padre del tuo bambino sarebbe saggio a muoversi con cautela e tenersi a distanza più che può.»

«Ho sentito che gli ha già fatto una ramanzina stamane» borbottò Sumeko. Lasciando andare il flusso, si raddrizzò e si aggiustò la cintura rossa in vita. «È davvero straordinario, Monaelle. Non avrei mai pensato che un flusso potesse essere usato solo su una donna incinta.»

La bocca di Elayne si serrò, ma quello che disse fu: «Puoi capire tutto ciò da questo flusso, Monaelle?» Era meglio che la gente pensasse che i suoi bambini erano di Doilin Mellar. I figli di Rand al’Thor sarebbero stati dei bersagli, braccati per paura, convenienza o odio, ma nessuno avrebbe pensato troppo a bambini il cui padre fosse Mellar, forse nemmeno Mellar stesso. Era l’ideale, ed era così e basta. Monaelle gettò all’indietro la testa e rise tanto forte da doversi asciugare l’angolo degli occhi col suo scialle. «Lo so perché ho avuto sette figli e tre mariti, Elayne Trakand. La capacità di incanalare ti protegge dalla nausea da gravidanza, ma ci sono altri prezzi da pagare. Su, Aviendha, devi provare anche tu. Con attenzione, però. Esattamente come ho fatto io.»

Impaziente, Aviendha abbracciò la Fonte, ma prima che avesse cominciato a tessere un filamento, lasciò andare saidar e voltò la testa per fissare il pannello di legno scuro. Verso ovest. Così fecero Elayne, Monaelle e Sumeko. Il faro che aveva brillato per così tanto tempo era appena svanito. Un istante era lì, l’avvampante fulgore di saidar, e poi era scomparso come se non fosse mai esistito.

Il massiccio petto di Sumeko si sollevò quando lei trasse un profondo respiro. «Penso che oggi sia accaduto qualcosa di davvero meraviglioso o davvero terribile» disse piano. «E penso di aver paura di sapere quale delle due.»

«Meraviglioso» replicò Elayne. Qualunque cosa fosse, era finito, e Rand era vivo. Questa era una meraviglia sufficiente. Monaelle le lanciò un’occhiata interrogativa. Sapendo del legame, poteva indovinare il resto, ma si limitò a tastare una delle sue collane con fare pensieroso. In ogni caso, presto lo avrebbe estorto ad Aviendha.

Qualcuno bussò alla porta e tutte ebbero un sussulto. Tutte tranne Monaelle, perlomeno. Fingendo di non aver visto le altre donne sobbalzare, si concentrò un po’ troppo attentamente nell’aggiustarsi lo scialle, il che rese il contrasto ancora più ovvio. Sumeko tossì per celare il proprio imbarazzo.

«Avanti» disse Elayne ad alta voce. Anche senza una protezione, era quasi necessario che urlasse per essere udita attraverso la porta. Caseille fece capolino nella stanza, cappello piumato in mano, poi entrò del tutto e chiuse con attenzione la porta dietro di sé. Il merletto bianco al collo e ai polsi era nuovo, quello sulla sua fusciacca luccicava assieme ai leoni e la sua corazza scintillava come se fosse stata appena lucidata, ma era ovvio che era tornata in servizio dopo essersi ripulita dal loro breve viaggio. «Perdonami per l’interruzione, mia signora, ma pensavo che dovessi esserne informata subito. Il Popolo del Mare è in subbuglio, quelli ancora qui, perlomeno. Pare che una delle loro apprendiste sia sparita.»

«Cos’altro?» chiese Elayne. Un’apprendista scomparsa poteva essere un fatto increscioso, ma qualcosa sul volto di Caseille le diceva che c’era di più.

«La guardia Azeri per caso mi ha riferito di aver visto Merilille Sedai lasciare il palazzo circa tre ore fa» disse Caseille riluttante.

«Merilille e una donna avvolta in un mantello e incappucciata. Hanno preso dei cavalli e un mulo da soma carico. Yurith ha detto che le mani della seconda donna erano tatuate. Mia signora, nessuno aveva alcuna ragione di sorvegliare che...»

Elayne la zittì con un gesto. «Nessuno ha fatto nulla di sbagliato, Caseille. Nessuno verrà incolpato.» Non fra le guardie, perlomeno. Era proprio un bel pasticcio. Talaan e Metarra, le due apprendiste Cercavento, erano molto forti nel Potere, e se Merilille era stata in grado di convincere una di loro a diventare Aes Sedai, avrebbe potuto anche convincere sé stessa che portare la ragazza dove poteva essere iscritta nel registro delle novizie era una ragione sufficiente per sfuggire alla sua promessa di insegnare alle Cercavento. Le quali sarebbero state più che turbate per la perdita di Merilille, e più che infuriate per l’apprendista. Loro avrebbero incolpato qualunque persona su cui avessero posato gli occhi, ed Elayne più di chiunque altro.

«Si è sparsa la voce su Merilille?» chiese.

«Non ancora, mia signora, ma chiunque abbia sellato i loro cavalli e abbia caricato quel mulo non tratterrà la propria lingua. Gli stallieri non hanno molto di cui chiacchierare.» Altro che pasticcio: quello poteva diventare un incendio, ed era poco probabile riuscire a spegnerlo prima che raggiungesse i granai.

«Spero che cenerai con me più tardi, Monaelle,» disse Elayne «ma ora devi perdonarmi.» Rispetto verso la propria levatrice o meno, non attese l’assenso dell’altra donna. Cercare di domare l’incendio poteva essere sufficiente per impedire che i granai prendessero fuoco. Forse.

«Caseille, informa Birgitte, e dille che voglio che sia inviato immediatamente un ordine ai cancelli riguardante Merilille. Lo so, lo so: potrebbe essere già fuori città, e le guardie ai cancelli non fermerebbero comunque una Aes Sedai, ma forse possono ritardarla, oppure spaventare la sua compagna in modo da farla sgattaiolare di nuovo in città a nascondersi. Sumeko, occupati di chiedere a Reanne di incaricare ogni donna non in grado di Viaggiare di perlustrare la città. È una piccola speranza, ma Merilille potrebbe aver pensato che la giornata era ormai troppo avanzata per partire. Controllate ogni locanda, incluso il Cigno d’argento, e...»

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