Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Crocevia del crepuscolo
Crocevia del crepuscolo - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Crocevia del crepuscolo

Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:

Crocevia del crepuscolo
1 ... 102 103 104 105 106 107 108 109 110 ... 214
Перейти на страницу:

«Grazie, mastro Norry» disse Elayne. «Hai agito bene, come sempre. Fammi sapere immediatamente se noti qualche segno che i banchieri hanno posto quelle domande.»

«Certamente, mia signora» mormorò, abbassando la testa come un airone che guizza verso un pesce. «La mia signora è molto gentile.»

Quando Reene e Norry lasciarono la stanza, lui che le teneva aperta la porta e si profondeva in un inchino appena più aggraziato del solito e lei che gli rivolgeva un leggero cenno col capo mentre lo superava uscendo in corridoio, Aviendha non tolse la protezione che stava trattenendo. Non appena la porta si chiuse, il suo suono pieno inghiottito dal flusso, lei disse: «Qualcuno ha cercato di ascoltare.»

Elayne scosse il capo. Non c’era modo di capire chi – una Sorella Nera? Una donna della Famiglia un po’ troppo curiosa? – ma perlomeno il tentativo di origliare era fallito. Non che ci fossero molte probabilità che qualcuno riuscisse a superare una delle protezioni di Aviendha, forse nemmeno i Reietti, ma lo avrebbe comunicato subito se qualcuno ce l’avesse fatta.

Dyelin accolse l’annuncio di Aviendha con meno imperturbabilità, borbottando qualcosa sul Popolo del Mare. Non si era scomposta minimamente al sentire che metà delle Cercavento stavano per andarsene, non di fronte a Reene e Norry, ma ora domandò di conoscere l’intera storia. «Non mi sono mai fidata di Zaida» bofonchiò quando Elayne ebbe finito. «Suppongo che questo accordo possa rivelarsi buono per il commercio, ma non mi sorprenderebbe se fosse stata lei a ordinare a una Cercavento di origliare. Mi ha dato l’impressione di una donna che vuole sapere tutto, in caso si possa rivelare utile un giorno.» Dyelin non era una persona titubante, tuttavia stavolta esitò, giocherellando con la sua coppa di vino fra le mani. «Sei certa che questo... questo faro... non possa nuocerci, Elayne?»

«Lo sono, Dyelin. Se fosse stato in grado di spaccare in due il mondo, penso che a quest’ora l’avrebbe già fatto.» Aviendha rise, ma Dyelin si fece piuttosto pallida. Ma sì! Alle volte bisognava ridere, anche solo per non piangere.

«Se ci attardiamo ancora un po’ adesso che Norry e comare Harfor se ne sono andati,» disse Birgitte «qualcuno potrebbe cominciare a chiedersi perché.» Fece un cenno verso le pareti, indicando la protezione che non poteva vedere. Sapeva che era ancora al suo posto, però. Gli incontri giornalieri con la prima cameriera e il primo funzionario nascondevano sempre qualcosina di più.

Tutti si raccolsero attorno a lei mentre scostava un paio di tazze di porcellana dorata del Popolo del Mare su uno dei tavolinetti e tirava fuori una mappa più volte ripiegata dalla sua corta giacca. La teneva sempre lì, tranne quando dormiva e la metteva sotto il cuscino. Spiegata, con coppe vuote agli angoli per tenerla stesa, la mappa raffigurava l’Andor dal fiume Erinin sino al confine tra Altara e Murandy. In verità, si poteva dire che rappresentasse tutto l’Andor, dato che quello che si trovava più a ovest per generazioni era stato sotto il controllo di Caemlyn solo per metà. Non era certo mai stata un capolavoro, e le piegature oscuravano molti dei dettagli, ma mostrava piuttosto bene il territorio, e ogni cittadina e villaggio erano contrassegnati, così come ogni strada, ponte e guado. Elayne appoggiò la sua tazza a qualche distanza dalla mappa per evitare di versarci sopra il té e aggiungere altre macchie. E per liberarsi di quella squallida imitazione di té.

«Gli uomini delle Marche di Confine si stanno muovendo,» disse Birgitte, indicando le foreste a nord di Caemlyn, un punto sopra il confine settentrionale dell’Andor «ma non hanno coperto molto terreno. A questo ritmo, ci metteranno oltre un mese per arrivare vicino a Caemlyn.»

Rimestando la sua coppa d’argento, Dyelin scrutò dentro il vino scuro, poi alzò lo sguardo all’improvviso. «Pensavo che voi del nord foste abituati alla neve, lady Birgitte.» Perfino ora sondava il terreno, e dirle di non farlo l’avrebbe soltanto resa dieci volte più certa che Birgitte stava celando dei segreti, e venti volte più determinata ad apprenderli. Aviendha lanciò un’occhiata torva alla donna più anziana – quando non era in soggezione di Birgitte, a volte diventava ferocemente protettiva verso i suoi segreti – ma Birgitte stessa incontrò imperturbata lo sguardo di Dyelin, senza alcun accenno di allarme nel legame. Era diventata piuttosto avvezza a mentire sulle proprie origini. «Non torno a Kandor da molto tempo.» Era la semplice verità, anche se quel tempo era molto più lungo di quanto Dyelin avrebbe potuto immaginare. Allora quel paese non si chiamava nemmeno Kandor. «Ma non importa a cosa una persona sia abituata: spostare duecentomila soldati, per non parlare di la Luce solo sa quanti civili al seguito, è un viaggio lento in inverno. Ma la cosa peggiore è che ho mandato comare Ocalin e comare Potè a far visita ad alcuni dei villaggi poche miglia a sud del confine.»

Sabeine Ocalin e Julanya Potè erano donne della Famiglia in grado di Viaggiare. «Riferiscono che i villici pensano che gli uomini delle Marche di Confine si siano accampati per l’inverno.»

Elayne bofonchiò, accigliandosi verso la mappa mentre tracciava le distanze con un dito. Contava su notizie degli uomini delle Marche di Confine, se non sul loro stesso arrivo. Notizie di un esercito di quelle dimensioni che entrava nell’Andor si sarebbero diffuse come un incendio fra l’erba secca. Nessuno tranne uno sciocco avrebbe potuto credere che avevano marciato per tutte quelle centinaia di leghe per tentare di conquistare l’Andor, ma chiunque l’avesse sentito si sarebbe interrogato sulle loro intenzioni e sul da farsi, un’opinione diversa su ogni lingua. Una volta che le notizie avessero iniziato a diffondersi, perlomeno. Quando fosse successo, lei avrebbe avuto un vantaggio su chiunque altro. Era stata lei a organizzare che gli uomini delle Marche di Confine attraversassero l’Andor, e aveva già preso accordi perché se ne andassero.

La scelta non era stata molto difficile. Fermarli sarebbe stata una faccenda sanguinosa, sempre che fosse stato possibile, e loro non volevano altro che una strada su cui marciare verso il Murandy, dove pensavano di trovare il Drago Rinato. Anche questo era opera sua. Nascondevano la ragione per cui cercavano Rand, e lei non aveva intenzione di dar loro una vera ubicazione, non quando avevano almeno dodici Aes Sedai con sé e nascondevano anche quel fatto. Ma una volta che notizie di loro avessero raggiunto i Sommi Signori...

«Dovrebbe funzionare» disse lei piano. «Se necessario, possiamo seminare noi stessi voci sugli uomini delle Marche di Confine.»

«Dovrebbe funzionare,» convenne Dyelin, poi aggiunse con voce cupa «sempre che Bashere e Bael tengano a bada i loro uomini. Sarà una mistura instabile, con uomini delle Marche di Confine, Aiel e la Legione del Drago, tutti a poche miglia gli uni dagli altri. E non capisco come possiamo essere certi che gli Asha’man non faranno qualcosa di folle.» Terminò tirando su col naso. A suo modo di vedere, un uomo doveva essere pazzo già in quanto tale, altrimenti non avrebbe mai scelto di diventare un Asha’man. Aviendha annuì. Era in disaccordo con Dyelin quasi altrettanto spesso che Birgitte, ma per la maggior parte, gli Asha’man erano una cosa su cui la pensavano allo stesso modo.

«Mi accerterò che gli uomini delle Marche di Confine se ne stiano bene alla larga dalla Torre Nera» le rassicurò Elayne, anche se l’aveva già fatto in precedenza. Perfino Dyelin sapeva che Bael e Bashere avrebbero tenuto a bada le proprie forze – nessun uomo voleva una battaglia di cui non aveva bisogno, e di certo Davram Bashere non avrebbe combattuto i suoi conterranei – ma chiunque era giustificato nell’essere a disagio per gli Asha’man e quello che avrebbero potuto fare. Elayne fece scivolare la mano dalla stella a sei punte che raffigurava Caemlyn sopra le poche miglia di terreno che gli Asha’man avevano usurpato. La Torre Nera non era contrassegnata, ma sapeva dove si trovava con fin troppa precisione. Perlomeno era ben distante dalla strada di Lugard. Mandare gli Uomini delle Marche di Confine a sud nel Murandy senza disturbare gli Asha’man non sarebbe stato difficile.

1 ... 102 103 104 105 106 107 108 109 110 ... 214
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)