Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
«È così» gli confermò, con appena un accenno di giustificazione, quanto bastava per non metterlo in imbarazzo. «Temo che alcuni del Popolo del Mare stiano per lasciarci. Ne avremo solo la metà per creare passaggi, dopo oggi.»
Le sue dita zampettarono sulla cartella di cuoio stretta contro il suo petto, come se potessero tastare le carte all’interno. Lei non l’aveva mai visto consultarne nemmeno una. «Ah. Ah. Noi... riusciremo a gestirlo, mia signora.» Halwin Norry riusciva sempre a gestire le sue incombenze. «Per continuare, fra ieri e la scorsa notte ci sono stati nove incendi, poco più del solito. Sono stati compiuti tre tentativi di dare alle fiamme magazzini che contenevano cibo. E mia sollecitudine aggiungere che nessuno è andato a buon fine.» Poteva pure aggiungerlo con sollecitudine, ma lo fece con la stessa cadenza monotona. «Se mi è consentito dirlo, le guardie che pattugliano le strade stanno sortendo effetto – il numero delle aggressioni e dei furti è sceso quasi fino al normale livello per questo periodo dell’anno – ma pare evidente che c’è qualche mano dietro agli incendi. Sono stati distrutti diciassette edifici, tutti abbandonati tranne uno.» La sua bocca si assottigliò dalla disapprovazione; ci sarebbe voluto molto più di un assedio per fargli abbandonare Caemlyn. «A mio parere, tutti i fuochi sono stati appiccati in modo da attirare i carri d’acqua il più lontano possibile dai magazzini dove sono stati effettuati i tentativi. Ritengo che questo schema si applichi a ogni incendio a cui abbiamo assistito in queste ultime settimane.»
«Birgitte?» disse Elayne.
«Posso provare a segnare le posizioni dei magazzini su una mappa» replicò Birgitte dubbiosa «e assegnare altre guardie al pattugliamento delle strade di quelli più lontani, ma questo lascia ancora molto al mal... al caso.» Non guardò verso comare Harfor, ma Elayne percepì un flebile accenno di vergogna da lei. «Chiunque può avere pietra focaia e acciarino in tasca, e ci vuole solo un minuto con un po’ di paglia secca per avviare un fuoco.»
«Fa’ quello che puoi» le disse Elayne. Solo per puro caso avrebbero potuto cogliere un piromane in flagrante, e ci sarebbe voluta più della semplice fortuna perché un piromane confessasse qualcosa di più se non che un qualche fizio incappucciato gli aveva dato dei soldi. Per far risalire quell’oro ad Arymilla, Elenia o Naean ci sarebbe voluta la fortuna di Mat Cauthon. «Hai altro, mastro Norry?»
Toccandosi il lungo naso con le nocche, lui evitò il suo sguardo.
«È... ehm... giunto alla mia attenzione» disse esitante «che Marne, Arawn e Sarand di recente hanno contratto prestiti molto ingenti impegnando le entrate delle loro proprietà.» Le sopracciglia di comare Harfor si sollevarono prima che lei potesse riportarle sotto controllo. Scrutando dentro la sua tazza, Elayne scoprì di averla svuotata. I banchieri non dicevano a nessuno quanto avevano prestato a chi, o contro quali pegni, ma lei non gli chiese come faceva a saperlo. Sarebbe stato... imbarazzante. Per entrambi. Sorrise quando sua sorella prese la sua tazza e la portò via, ma fece una smorfia quando Aviendha gliela riportò di nuovo piena. Aviendha pareva pensare che lei dovesse bere té blando fino a farle galleggiare gli occhi! Il latte di capra era meglio, ma del tè simile a risciacquatura di piatti sarebbe andato bene ugualmente. Be’, avrebbe tenuto in mano la maledetta tazza, ma non era tenuta a berla.
«I mercenari» borbottò Dyelin, la collera nei suoi occhi sufficiente a intimidire un orco. «L’ho detto prima e lo dirò ancora: il problema con le spade prezzolate è che non si fanno scrupoli ad accettare altre offerte.» Si era opposta all’ingaggio di mercenari per aiutare a difendere la città fin dall’inizio, anche se rimaneva il fatto che, senza di loro, Arymilla sarebbe potuta entrare col suo esercito da un cancello a suo piacimento o quasi. Senza i mercenari, semplicemente non c’erano abbastanza uomini per difendere a dovere ogni accesso, men che meno per sorvegliare le mura.
Anche Birgitte si era opposta a ingaggiarli, ma aveva accettato le ragioni di Elayne, seppur con riluttanza. Non si fidava ancora di loro, ma ora scosse il capo. Seduta sul bracciolo di una sedia accanto al fuoco, appoggiò il suo stivale provvisto di sperone sul sedile. «I mercenari non si preoccuperanno dell’onore, ma della propria reputazione sì. Cambiare schieramento è una cosa; un voltafaccia a un cancello è una faccenda completamente diversa. Una compagnia che facesse una cosa del genere non verrebbe più ingaggiata, da nessuna parte. Arymilla dovrebbe offrire a un capitano quanto basta per vivere il resto della sua vita da gran signore, e perlomeno convincere i suoi uomini che anch’essi potrebbero.»
Norry si schiarì la gola. Perfino quel suono parve scialbo. «Pare che abbiano contratto prestiti dando come garanzia le stesse entrate due o anche tre volte. I banchieri, ovviamente, sono... ignari... di questo, per ora.»
Birgitte fece per imprecare, poi si interruppe. Dyelin guardò il proprio vino con aria talmente accigliata da poterlo fare inacidire. Aviendha strizzò la mano di Elayne, solo una veloce pressione che allentò rapidamente. Il fuoco scoppiettò in una pioggia di scintille, alcune che quasi raggiunsero i tappeti.
«Le compagnie di mercenari dovranno essere sorvegliate.» Elayne sollevò una mano per prevenire Birgitte. L’altra donna non aveva aperto bocca, ma il legame la diceva lunga. «Dovrete trovare gli uomini necessari a questo compito da qualche parte.» Per la Luce! Sembrava che dovessero sorvegliare tante persone all’interno quante all’esterno!
«Non dovrebbero servirne molti, ma ci occorre sapere se cominciano ad agire in modo strano o furtivo, Birgitte. Potrebbe essere il nostro unico avvertimento.»
«Stavo pensando a cosa fare se una delle compagnie si lasciasse davvero comprare» disse Birgitte in tono beffardo. «Saperlo non sarà sufficiente a meno che io non disponga di uomini per precipitarmi a qualunque cancello che penso stia per essere tradito. E metà dei soldati in città sono mercenari. La metà di quelli rimanenti sono anziani che erano in pensione solo pochi mesi fa. Cambierò le assegnazioni dei mercenari a intervalli irregolari. Per loro sarà più diffidie tradire un cancello se non sono certi di dove saranno domani, ma questo non lo rende impossibile.» Per quanto lei obiettasse di non essere un generale, aveva visto più battaglie e assedi di dieci generali viventi, e sapeva molto bene come queste faccende si sviluppavano.
Elayne quasi desiderò di avere del vino nella sua tazza. Quasi. «C’è qualche possibilità che i banchieri apprendano quello che hai saputo tu, mastro Norry? Prima che i prestiti maturino?» Se l’avessero fatto, alcuni avrebbero potuto decidere che preferivano Arymilla sul trono. Una volta ottenuto, lei avrebbe potuto svuotare i forzieri della nazione per ripagare quei prestiti. Ne sarebbe stata capace. I mercanti si facevano trascinare dai venti della politica, da qualunque parte spirassero. I banchieri invece erano noti per tentare di influenzare gli eventi.
«A mio parere è improbabile, mia signora. Dovrebbero... ehm... porre le domande giuste alle persone giuste, ma di norma i banchieri sono... ehm... riservati gli uni con gli altri. Sì , lo ritengo improbabile. Per ora.»
In ogni caso non c’era nulla da fare. Tranne dire a Birgitte che potevano diventare altri mandanti per assassini e rapitori. Ma, a giudicare dalla sua espressione dura e da un’improvvisa sensazione cupa nel legame, se n’era già resa conto. La probabilità di tenere la sua scorta sotto le cento unità era scarsa ora. Se mai era esistita.