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La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
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«Più denaro, suppongo» ringhiò Birgitte, e vibrò il suo arco senza corda come un randello.

«Molto probabilmente,» convenne Reene «ma si sono rifiutati di dirmelo.» La sua espressione si indurì un poco. Non di molto, ma pareva che quei mercenari fossero riusciti a offenderla. Se erano così stupidi da non capire che era più di una capo servitrice, allora erano davvero ottusi.

«Dyelin è tornata?» chiese Elayne, e quando la prima cameriera disse di no aggiunse: «Allora vedrò questi mercenari non appena mi sarò cambiata i vestiti.» Tanto valeva toglierseli di torno il prima possibile.

Svoltando un angolo, si trovò faccia a faccia con due delle Cercavento e represse a malapena un sospiro. Quelle del Popolo del Mare erano le ultime persone con cui voleva confrontarsi in quel momento. Snella, scura e scalza in pantaloni di seta broccata rossa e una blusa di seta broccata azzurra con una fusciacca verde legata con un nodo elaborato, Chanelle din Seran Squalo Bianco non aveva il suo nome a caso. Elayne non aveva idea di che aspetto avesse uno squalo bianco — poteva anche essere di piccole dimensioni —, ma i grandi occhi di Chanelle erano tanto duri da appartenere a un feroce predatore, specialmente quando osservava Aviendha. C’era cattivo sangue lì. Una mano tatuata sollevò la scatolina dei sali in oro lavorato che pendeva da una catenella attorno al collo di Chanelle, e lei inspirò profondamente l’aroma acuto e pungente, come per coprire qualche cattivo odore. Aviendha proruppe in una risata, cosa che fece assottigliare le labbra carnose di Chanelle. Un po’, perlomeno. Non potevano certo diventare sottili.

L’altra era Renaile din Calon, una volta Cercavento della Maestra delle Navi, in pantaloni di lino azzurro e una blusa rossa con una fusciacca azzurra, legata con un nodo meno intricato. Entrambe le donne indossavano le lunghe stole bianche da tutto per Nesta din Reas, tuttavia Renaile doveva aver sofferto in modo molto acuto per la morte di Nesta. Stava portando uno scrittoio di legno intagliato con una boccetta d’inchiostro tappata in un angolo e sopra un foglio di carta con qualche riga scribacchiata. Ali di bianco nei suoi capelli neri nascondevano sei orecchini d’oro, anelli molto più sottili degli otto che aveva indossato prima di apprendere il fato di Nesta, e la catena d’onore dorata che le attraversava la scura guancia sinistra pareva desolata a reggere solo il medaglione che designava il suo clan. Secondo le usanze del Popolo del Mare, la morte di Nesta aveva significato un nuovo inizio per Renaile, il cui grado ora non era superiore a quello di una donna appena promossa da apprendista il giorno in cui lei aveva messo da parte i suoi onori. Il suo volto conservava ancora dignità, anche se molto attenuata ora che ricopriva il ruolo di segretaria di Chanelle.

«Sto proprio andando...» esordì Elayne, ma Chanelle la interruppe in tono imperioso.

«Che notizie hai di Talaan? E di Merilille? Stai almeno cercando di trovarle?»

Elayne trasse un profondo respiro. Urlare non serviva a nulla con Chanelle. La donna era più che disposta a urlare a sua volta e di rado a sentire ragioni. Elayne non avrebbe intrapreso un’altra gara di urla. I servitori che scivolavano da ogni lato non si soffermavano a fare inchini o riverenze — potevano percepire l’umore lì —, ma scoccarono occhiate torve alle donne del Popolo del Mare. Questo era soddisfacente, anche se non avrebbero dovuto farlo. Per quanto fossero fastidiose, le Cercavento erano comunque ospiti, in un certo senso lo erano, accordo o no. Chanelle si era lamentata più di una volta dei servitori lenti a presentarsi e dell’acqua del bagno tiepida. E anche quello era soddisfacente.

Tuttavia Elayne avrebbe mantenuto la propria dignità e civiltà.

«Le notizie sono le stesse di ieri» replicò in toni moderati. O almeno ci provò. Se rimanevano un poco pungenti, le Cercavento avrebbero dovuto conviverci. «Le stesse della scorsa settimana e della settimana prima ancora. Sono state fatte ricerche in ogni locanda di Caemlyn. La vostra apprendista non si trova. Merilille non si trova. Pare che siano riuscite a lasciare la città.»

Le guardie ai cancelli erano state avvisate di fare attenzione a una donna del Popolo del Mare con le mani tatuate, ma non avrebbero cercato di fermare una Aes Sedai che voleva uscire o prendere chiunque fosse con lei. Se era per quello, i mercenari avrebbero lasciato passare chiunque avesse offerto loro qualche moneta. «E ora, se vuoi scusarmi, sto andando...»

«Non è sufficiente.» La voce di Chanelle era tanto infiammata da bruciare il cuoio. «Voi Aes Sedai state attaccate come ostriche. Merilille ha rapito Talaan e io penso che la stiate nascondendo. Noi la cercheremo e, ti assicuro, quando la troveremo, Merilille sarà punita aspramente prima di essere mandata alle navi per adempiere alla sua parte dell’accordo.»

«Sembra che tu stia perdendo il controllo» disse Birgitte. La sua voce era calma, il volto sereno, ma il legame fremeva di rabbia. Tenne il bastone del suo arco puntellato di fronte a sé con entrambe le mani, come per impedirsi di chiuderle a pugno. «Ritirerai le tue accuse o ne soffrirai le conseguenze.» Forse non era tanto padrona di sé come sembrava. Non era quello il modo di trattare con le Cercavento. Erano donne potenti fra il loro popolo, e abituate a far uso di quel potere. Ma Birgitte non esitò. «Secondo l’accordo stipulato da Zaida, siete sotto l’autorità di Elayne. Siete sotto la mia autorità. Qualunque ricerca intraprenderete dovrà aver luogo durante i momenti di riposo. E, a meno che non mi ricordi male, in questo momento dovreste essere a Tear per riportare carri di grano e manzo salato. Vi suggerisco fortemente di Viaggiare lì all’istante, oppure voi stesse potreste imparare qualcosa sulle punizioni.» Quello sì che era un modo del tutto sbagliato per trattare con le Cercavento.

«No» rispose Elayne, accalorata quanto Chanelle e sorprendendo perfino sé stessa. «Cercate pure, se volete, Chanelle, tu e tutte le Cercavento. ispezionate Caemlyn da un capo all’altro. E quando non riuscirete a trovare Talaan o Merilille, vi scuserete con me per avermi dato della bugiarda.» Be’, quella donna l’aveva fatto. Era come se l’avesse fatto, comunque. Elayne aveva una voglia matta di schiaffeggiare Chanelle. Voleva... Luce, la sua rabbia e quella di Birgitte si stavano alimentando a vicenda! Freneticamente cercò di placare la propria prima di prorompere apertamente in uno scoppio d’ira, ma l’unico risultato fu un desiderio di piangere che dovette controbattere in modo altrettanto furioso.

Chanelle si erse più dritta, aggrottando la fronte. «Tu vuoi affermare che ci siamo tirate fuori dall’accordo. Abbiamo faticato come dei mozzi quest’ultimo mese e più. Non ci sbarcherai senza onorare la tua parte dell’accordo. Renaile, alle Aes Sedai al Cigno d’argento dev’essere ordinato — ordinato, bada! — di tirar fuori Merilille e Talaan oppure di pagare in prima persona quello che la Torre Bianca ci deve. Non possono saldare da sole tutto il debito, ma possono dare una mano.» Renaile iniziò ad allentare il coperchio della boccetta di inchiostro.

«Nessuna nota» sbottò Chanelle. «Và lì di persona e diglielo. Adesso.»

Stringendo di nuovo il coperchio, Renane fece un profondo inchino, quasi parallelo al pavimento, toccando rapidamente il cuore con le punte delle dita. «Come comandi» mormorò, il suo volto una maschera scura. Non indugiò a obbedire, avviandosi a passo veloce da dove era venuta con lo scrittoio portatile infilato sottobraccio.

Ancora combattendo contro il desiderio di colpire Chanelle e piangere allo stesso tempo, Elayne trasalì. Quella non era la prima volta che il Popolo del Mare era andato al Cigno d’argento, e nemmeno la seconda o la terza, ma prima erano andate sempre a chiedere, non a ordinare. C’erano nove Sorelle che risiedevano attualmente alla locanda — il numero continuava a cambiare con Sorelle che entravano in città o se ne andavano, e le voci dicevano che ci fossero anche altre Aes Sedai in città; quello che preoccupava Elayne era che nessuna si fosse presentata a palazzo. Lei era stata alla larga dal Cigno — sapeva quanto Elaida voleva mettere le mani su di lei, ma non chi appoggiassero le Sorelle al Cigno, sempre che appoggiassero qualcuno; avevano tenuto le bocche chiuse come ostriche con Sareitha e Careane — eppure si era aspettata che qualcuna di loro arrivasse a palazzo, anche solo per sapere cosa c’era dietro le affermazioni del Popolo del Mare. Perché c’erano così tante Aes Sedai a Caemlyn quando Tar Valon stessa era sotto assedio? Lei stessa era la prima risposta che le veniva in mente, e quello la rendeva ancora più determinata a evitare qualunque Sorella non conoscesse personalmente come sostenitrice di Egwene. Ma quello non avrebbe impedito che si diffondesse la notizia dell’accordo fatto per aiutare a usare la Scodella dei Venti e del prezzo che la Torre si era impegnata a pagare per quell’aiuto. Che fosse folgorata: quella notizia sarebbe stata un dannato carro di fuochi d’artificio che sarebbe esploso tutto in una volta quando si fosse venuto a sapere tra le Aes Sedai. Dieci carri.

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