Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » La lama dei sogni
La lama dei sogni - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
1 ... 100 101 102 103 104 105 106 107 108 ... 251
Перейти на страницу:

«Una decisione dura» disse Reanne tristemente. Pizzicò le sue gonne in modo agitato, poi le lisciò, poi le pizzicò di nuovo. «Forse potresti prendere in considerazione di rifletterci per qualche giorno. Di certo non è qualcosa che dev’essere fatto immediatamente.»

Elayne digrignò i denti. Quella donna aveva praticamente sottinteso che lei aveva raggiunto quella decisione in uno dei suoi sbalzi d’umore! Ma era così? Le sembrava logica e ragionevole. Non potevano tenere le sul’dam imprigionate per sempre. Rimandare quelle che non volevano essere libere a Seanchan era un modo per sbarazzarsi di loro e infliggere allo stesso tempo un colpo ai Seanchan. Era più che odio verso tutti i Seanchan. Certo che lo era. Che fosse folgorata, ma odiava dannatamente non essere sicura che le sue decisioni fossero valide! Non poteva permettersi di prendere decisioni che non lo fossero. Tuttavia non c’era alcuna fretta. In ogni caso meglio rimandare indietro un gruppo, se possibile. C’erano meno possibilità che qualcuno organizzasse un ‘incidente’, a quel modo. Riteneva che i Seanchan ne fossero capaci. «Ci penserò su, Reanne, ma dubito che cambierò idea.»

Reanne sospirò di nuovo, profondamente. Desiderosa del ritorno che le era stato promesso alla Torre Bianca e al bianco da novizia — le avevano sentilo dire che invidiava Kirstian e Zarya — voleva davvero entrare a far parte dell’Ajah Verde, ma Elayne aveva i suoi dubbi. Reanne aveva il cuore gentile, tenero in effetti, ed Elayne non aveva mai incontrato nessuna Verde che potesse essere definita tenera. Perfino quelle che in superficie sembravano frivole o fragili, dentro erano di freddo acciaio.

Davanti a loro, Vandene comparve da un’intersezione, esile, canuta e aggraziata in un abito di lana grigio scuro con rifiniture marrone intenso, e svoltò nella stessa direzione in cui stavano andando loro, apparentemente senza notarle. Era Verde, e dura come la testa di un martello. Jaem, il suo Custode, camminava accanto a lei, voltato in una conversazione privata, passandosi di tanto in tanto una mano fra i capelli grigi sempre più radi. Grinzoso e magro, con la sua giacca verde scuro che gli pendeva addosso floscia, era vecchio, ma duro in tutto e per tutto quanto lei, una vecchia radice che poteva smussare le asce. Kirstian e Zarya, entrambe in semplice bianco da novizie, seguivano umilmente con le mani ripiegate in vita, una pallida come una Cairhienese, l’altra bassa e dai fianchi esili. Per essere delle fuggiasche che avevano avuto successo in ciò in cui poche erano riuscite, rimanere libere dalla Torre Bianca per anni, oltre trecento nel caso di Kirstian, si erano risistemate nei loro posti come novizie con straordinaria facilità. D’altro canto la Regola della Famiglia era un miscuglio delle norme che governavano le novizie e quelle secondo cui vivevano le Ammesse. Forse per loro le vesti di lana bianca e la perdita della libertà di andare e tornare erano l’unico vero cambiamento, anche se la Famiglia regolava quell’ultima cosa fino a un certo punto.

«Sono molto lieta che abbia quelle due di cui occuparsi» mormorò Reanne in tono di solidarietà. Nei suoi occhi brillava una travagliata premura. « È bene che pianga sua sorella, ma temo che sarebbe ossessionata dalla morte di Adeleas senza Kirstian e Zarya. Potrebbe esserlo comunque. Credo che l’abito che sta indossando appartenesse a Adeleas. Ho cercato di offrirle sollievo — ho esperienza nell’aiutare le persone a superare la sofferenza: sono stata anche la Sapiente di un villaggio e ho indossato la cintura rossa a Ebou Dar molti anni fa — ma lei non mi rivolge quasi la parola.»

In effetti Vandene indossava soltanto i vestiti dì sua sorella morta, ora, e anche il profumo floreale di Adeleas. A volte Elayne pensava che Vandene stesse cercando di diventare Adeleas, di offrire sé stessa per poter riportare in vita sua sorella. Ma si poteva fare una colpa a una persona se era ossessionata dalla ricerca dell’assassino di sua sorella? Non più di una manciata di persone sapevano che era quello che stava facendo. Tutti gli altri la pensavano come Reanne, che fosse impegnata a insegnare a Kirstian e Zarya, assieme a far scontare loro la punizione per essere scappate. Vandene stava facendo entrambe le cose, ovviamente, e con determinazione, tuttavia si trattava in realtà di un modo per coprire il suo reale scopo.

Elayne protese la mano senza guardare e trovò quella di Aviendha pronta a prendergliela in una stretta confortante. Lei restituì quella stretta, incapace di immaginare la sofferenza di perdere Aviendha. Si scambiarono un rapido sguardo e gli occhi di Aviendha rispecchiarono i suoi stessi sentimenti. Come aveva mai fatto a pensare che i volti degli Aiel fossero impassibili e indecifrabili?

«Come dici tu, Reanne, ha Kirstian e Zarya a tenerla occupata.» Reanne non era fra la manciata di persone che conoscevano la verità. «Tutti portiamo il tutto, a nostro modo. Vandene troverà sollievo seguendo il suo percorso.»

Quando avesse trovato l’assassina di Adeleas, c’era da sperare. Se nemmeno quello fosse riuscito a lenire il dolore. Be’, era una questione da affrontare a tempo debito. Per il momento doveva permettere a Vandene di fare a modo suo. In particolare dal momento che non aveva dubbi che la Verde avrebbe ignorato qualunque tentativo di limitarla. Quello era più che irritante: la faceva infuriare. Era costretta a osservare Vandene arrivare forse a distruggersi, e peggio, avvalersene. Non avere alternativa non lo rendeva meno sgradevole.

Mentre Vandene e i suoi compagni svoltavano per un altro corridoio, Reene Harfor comparve da uno laterale proprio di fronte a Elayne, una donna robusta e tranquilla con una crocchia in cima alla testa che si andava ingrigendo e un’aria di dignità regale, col formale tabarro scarlatto con il Leone Bianco di Andor che come sempre pareva stirato di fresco. Elayne non l’aveva mai vista con un capello fuori posto o con l’aspetto un po’ meno curato dopo una lunga giornata trascorsa o supervisionare le attività del palazzo. E c’era altro. Il suo volto rotondo appariva perplesso per qualche motivo, ma assunse un’espressione preoccupata alla vista di Elayne. «Insomma, mia signora, sei zuppa» disse in tono sbigottito mentre le fece la riverenza. «Devi uscire subito da quegli abiti bagnati.»

«Grazie, comare Harfor» disse Elayne stizzita. «Non l’avevo notato.»

Si pentì all’istante di quello sfogo — la prima cameriera era stata fedele a lei come a sua madre —, ma quello che rese le cose peggiori fu che comare Harfor ricevette quel suo tono irritato con calma, senza battere ciglio. Gli umori di Elayne Trakand ormai non erano nulla di cui stupirsi.

«Camminerò con te, se posso, mia signora» disse tranquilla, mettendosi a lato di Elayne. Una giovane servitrice lentigginosa che portava un canestro di lenzuola di lino ripiegate iniziò a fare le sue riverenze, solo un po’ più dirette a Elayne che alla prima cameriera, ma Reene fece un rapido gesto che fece correre via la ragazza prima che piegasse del tutto le ginocchia. «Tre dei capitani mercenari stanno domandando di incontrarti. Li ho fatti accomodare nella sala da ricevimento azzurra e ho detto ai servitori di restare in guardia in modo che nessun oggetto di valore cada accidentalmente nelle loro tasche. Non che fosse necessario, dato quello che è successo. Careane Sedai e Sareitha Sedai sono comparse poco dopo e si sono trattenute a tenere compagnia ai capitani. Anche il capitano Mellar è con loro.»

Elayne si accigliò. Mellar. Stava cercando di mantenerlo troppo occupato perché combinasse guai, tuttavia aveva la capacità di comparire dove e quando meno lei lo voleva. Se era per quello, anche Careane e Sareitha. E una di loro doveva essere l’assassina dell’Ajah Nera. A meno che non si trattasse di Merilille e lei era fuori portala, a quanto pareva. Reene lo sapeva. Tenerla all’oscuro sarebbe stato un delitto. Aveva occhi ovunque e potevano notare un indizio vitale. «Cosa vogliono i mercenari, comare Harfor?»

1 ... 100 101 102 103 104 105 106 107 108 ... 251
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)